43.ma edizione del Torino Film Festival, il programma dei 89 film. Torino - 21/29 novembre 2025. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Niki Lauda e James Hunt, diversissimi tra loro ma entrambi grandi campioni, si sfidano in duelli epici, senza però mai mancarsi di rispetto. Espandi ▽
L'austriaco Niki Lauda e l'inglese James Hunt s'incontrano per la prima volta sui circuiti di Formula 3. Uno è metodico, razionale, non particolarmente simpatico; l'altro è un playboy, che si gode la vita e corre come se non ci fosse un domani. La loro rivalità diverrà storica e segnerà una stagione incredibile della Formula 1, fatta di drammi indelebili e miracolose riprese. Recensione ❯
Tre amici si conoscono in montagna facendo i partigiani e affrontano il dopoguerra pieni di energia e di idee. Espandi ▽
Nella storia di tre amici, trent'anni di storia italiana. Si conoscono in montagna facendo i partigiani e affrontano il dopoguerra pieni di energia e di idee, ma l'infermiere rimane infermiere e il professore meridionale passa da una delusione all'altra. Solo il più smagato dei tre, l'avvocato Gianni, diventa ricco e potente. Quando si incontrano dopo molto tempo, non avrà il coraggio di confessare agli amici il proprio successo, ottenuto grazie a imbrogli, ad affari avventurosi, a un ricco matrimonio. C'eravamo tanto amati non è forse quella "storia italiana" che si ripromettevano gli autori (l'abilissimo regista Scola e gli sceneggiatori Age e Scarpelli), ma nelle due ore di spettacolo riesce a coinvolgere lo spettatore, che si identifica alternativamente con l'uno o l'altro dei protagonisti. Recensione ❯
Una perfetta interazione tra Lindon e interpreti non professionisti al servizio di una sceneggiatura precisa che parla di rispetto dei patti . Drammatico, Francia2018. Durata 105 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Eric Laurent guida la battaglia di un gruppo di lavoratori determinati a difendere la propria dignità. Espandi ▽
La fabbrica Perrin, un'azienda specializzata in apparecchiature, firma un accordo nel quale viene chiesto ai dirigenti e ai lavoratori uno sforzo salariale per salvare l'azienda. In cambio c’è la garanzia dell'occupazione per i successivi 5 anni almeno. Due anni dopo l'azienda annuncia di voler chiudere i battenti. Ma i lavoratori si organizzano per difendere il proprio lavoro. Stéphane Brizé torna, a tre anni di distanza da La legge del mercato, al sodalizio con Vincent Lindon per affrontare nuovamente le condizioni di lavoro ai giorni nostri. La sceneggiatura è estremamente precisa, nulla è stato affidato al caso eppure l'esito finale è di una naturalezza straordinaria. Il regista non trasforma mai il suo lavoro in docufiction. Vediamo gli operai pretendere una sola cosa: il rispetto dei patti. Recensione ❯
Un uomo e una donna, entrambi vedovi, provano a re-innamorarsi. Espandi ▽
Anne e Jean-Luc sono due vedovi, si incontrano per caso durante una visita al collegio dove studiano i loro figli. Cominciano a uscire. Lei è ancora fresca del ricordo del marito, un uomo eccezionale. Jean-Luc ne sente la presenza, se ne crea quasi un complesso. Quando i due vanno in albergo non succede niente. È troppo presto. Ma lui insiste, con grande tenerezza corteggia la donna. Il momento chiave avviene quando lei se ne va in treno e lui la precede in macchina (è un pilota, guida una Mustang), raggiungendola alla stazione. Grande abbraccio finale lascia presagire un grande amore all'orizzonte. Recensione ❯
Un commissario deve indagare sullo strano omicidio di un architetto. Espandi ▽
A Torino viene misteriosamente ucciso un architetto implicato in faccende poco pulite. Le indagini portano il commissario Santamaria a indirizzare i suoi sospetti su alcuni esponenti dell'alta società, e in particolare su Anna Carla, moglie di un grosso industriale, e sul suo confidente, un dottore omosessuale. Giungerà a scoprire il colpevole e come premio avrà nel suo letto (ma solo per una domenica) la splendida Anna Carla. Recensione ❯
Invisibile agli altri, un regista contemporaneo si ritrova magicamente all'interno dell'Hermitage di San Pietroburgo. E' l'occasione per un viaggio ne... Espandi ▽
Invisibile agli altri, un regista contemporaneo si ritrova magicamente all'interno dell'Hermitage di San Pietroburgo. E' l'occasione per un viaggio nel tempo lungo tre secoli compiuto in compagnia di un ironico diplomatico francese del secolo scorso legato alla Russia da un rapporto di amore e odio. Recensione ❯
Winspeare amplia il suo sguardo all'Europa conservando intatta la sua sensibilità nei confronti di chi porta sullo schermo. Drammatico, Italia, Francia2026. Durata 125 Minuti.
Didi, nobile ungherese sopravvissuta a guerra e comunismo, vive gli ultimi anni nel Salento accudita da Vita, giovane pugliese. Tra ricordi, colpa e amicizia, ritrova la pace. Espandi ▽
Didi, un’anziana duchessa di origini transilvane, torna a vivere nel palazzo di proprietà della famiglia in una cittadina del Salento. Avendo bisogno di assistenza e dovendo recarsi nella sua terra d’origine per l’inizio del processo di beatificazione del padre i figli le trovano una badante. Si tratta di Vita, una donna del popolo che non ha una vita facile dovendo vivere con i genitori anziani e con un fratello disabile e avendo una relazione non soddisfacente con un avvocato sposato. Il viaggio in Ungheria le permetterà di scoprire un contesto sociale a lei sconosciuto e di iniziare un complesso percorso di avvicinamento alla persona che le è stata affidata.
Edoardo Winspeare torna a dirigere un film ampliando il suo sguardo all’Europa conservando intatta la sensibilità nei confronti dei soggetti che porta sullo schermo. Attento da sempre a cogliere i molteplici aspetti della realtà sociale e individuale di coloro che vivono nella terra in cui è nato e vive, Winspeare parte da lì per ampliare lo sguardo all’Europa e alla sua storia. Il suo non è solo un viaggio nello spazio (dal Salento alla Transilvania) ma è soprattutto un percorso nel tempo di un continente le cui ferite, nonostante tutto, non si sono ancora completamente rimarginate dopo il secondo conflitto mondiale. Recensione ❯
Il documentario ripercorre il decennio d'oro della Juventus (1975-1985), tra trionfi storici e tragedie come l'Heysel, sullo sfondo dell'Italia segnata da tensioni e cambiamenti. Espandi ▽
Comincia dalla serata sportivamente drammatica di Atene dell'83 e si conclude (quasi) con la serata tragica per quel che avviene due anni dopo fuori dal campo, la notte dell'Heysel, la retrospettiva di Bozzolini sul decennio d'oro 75-85. Volti differenti di quella maledizione della Coppa dei Campioni che accompagna da sempre la Juventus, con 7 finali perse su 9 e una delle due vinte pressoché impossibile da celebrare. Perché, come soleva dire Paolo Maldini, chi ha vinto tanto in genere ha perso ancora di più e si ricorda l'amarezza di quelle sconfitte, di cui pochi tengono conto.
Le gesta di campioni dalla personalità indimenticabile, quali Scirea, Tardelli, Rossi, Zoff, Platini e Boniek, sono raccontati attraverso le testimonianze dirette oppure i ricordi di chi, come Scirea e Rossi, ci ha prematuramente lasciato.
Un documentario di servizio, che si concentra totalmente sulla meticolosa raccolta di dati e sull'aneddotica senza inseguire particolari pretese artistiche. Recensione ❯
Una storia vera già commovente sulla carta diventa un coming of age pensato per un pubblico eterogeneo e adulto. Drammatico, Italia2025. Durata 105 Minuti.
Andrea ritrova il sogno da fantino grazie al cavallo Laghat e all'amore per Giulia, combattendo un padre manipolatore per proteggere ciò che ama davvero. Espandi ▽
Mario, detto Capoccione, è un ragazzo che ha sofferto tanto, a causa della morte di sua madre. Ha sepolto il suo talento da fantino sotto la quotidianità del lavoro da rigattiere con suo padre, insieme al fratello. La scintilla si riaccende quando conosce Laghat, cavallo cieco da un occhio con cui stringe un legame speciale. Parallelamente conoscerà Giulia, groomer e amante dei cavalli come lui, e insieme sogneranno in grande. Ma dovranno scontrarsi con la deludente realtà e l’egoismo di un padre manipolatore. È un coming of age a due teste, il film di Michael Zampino tratto dal libro “Laghat, il cavallo normalmente diverso”. La storia è vera, di quelle commoventi già sulla carta. Funziona, moltissimo, l’idea di un film che intende seguire il doppio binario della sfida ippica e personale. Funziona anche la volontà manifesta di non voler firmare l’ennesima storia banale/retorica per famiglie ma un dramma pensato per un pubblico più eterogeneo e adulto, votato al realismo. Recensione ❯
Tre ventenni si incontrano al Ser.D: tra dipendenze, fragilità e nuove relazioni, ciascuno scopre un modo diverso di affrontare sé stesso e la vita. Espandi ▽
Le vite di tre ventenni si incrociano al Ser.D, il Servizio per le Dipendenze Patologiche. E poi c’è una serie di persone che i tre incontreranno (o rincontreranno) che a modo loro, con tutti i difetti e le imperfezioni, cambieranno loro la vita e il modo di vederla. È una commedia agrodolce sull’empatia e il disagio dello stare al mondo anche se sei giovane, Strike – Figli di un’era sbagliata. Un’opera prima a sei mani, firmata dai registi e interpreti dei tre protagonisti Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico. Ai tre registi va riconosciuto il coraggio di sperimentarsi insieme dietro e davanti la macchina da presa con un’idea nuova, originale e per nulla banale, né retorica, che certo risente di tutti i difetti e le imperfezioni di un’opera prima, ma sa farsi apprezzare per la sua onestà, per l’assenza di pretese e per una spigliata freschezza narrativa che sarebbe bello poter vedere con maggiore frequenza sui nostri grandi schermi. Recensione ❯
Ricordi di un intellettuale borghese del passaggio dei turchi a Otranto. Espandi ▽
Ricordi, visioni, ossessioni di un intellettuale pugliese (Bene, nato a Campi, Lecce, nel 1937) di estrazione cattolica e piccoloborghese, di cultura decadentistica con inclinazioni verdiane. Si mette in scena, e in immagini, con una forte carica di ironia e autoironia, un farneticante furore barocco, uno sregolato umorismo irridente ora divertente ora allarmante. Il punto di fusione di questi eterogenei momenti è l'atteggiamento di ricerca di un assoluto che sa irraggiungibile. Recensione ❯
Un uomo parte per ritrovare l'essenza della sua vita. Espandi ▽
Munir non riesce a respirare. Lo pneumologo gli fa una serie di accertamenti e poi lo rassicura, invitandolo a fare approfondimenti sulla sua salute mentale. Il bisogno di tornare a respirare non è fisico, ma psicologico. Tutto sembra andare per il peggio nella vita di Munir, scrittore arabo esiliato che prende la decisione di partire per una remota isola della Germania, isolata dal resto del mondo. Lì incontrerà un’albergatrice sui generis, la volitiva Valeska, con cui avrà uno scontro-incontro, per poi compiere, grazie alla piccola comunità dell’isola che lo accoglie, un viaggio di guarigione e riappacificazione, anzi tutto dentro se stesso.
È un’opera potente, immaginifica e poetica Yunan, fimata dal regista siriano Ameer Fakher Eldin. Racconta l’avventura esistenziale dell’autore arabo Munir, a cui la vita non sorride da un bel po’.
L’attore libanese Georges Khabbaz, nei panni del protagonista, regge egregiamente sulle sue spalle tutto il film, firmando una performance straordinaria dal punto di vista sia fisico che emotivo, nel dare voce e corpo alla vulnerabilità di un uomo. Un uomo sofferente, spezzato, devastato dalla vita, che vorrebbe farla finita. Recensione ❯
Grazia Deledda raccontata in tre momenti della vita in un film che spinge sulle radici sarde della grande scrittrice. Drammatico, Italia2025. Durata 80 Minuti.
Grazia Deledda affronta il difficile rapporto con la madre mentre prepara il discorso per il Nobel; nella malattia, la scrittura resta la sua forza e il suo lascito. Espandi ▽
La scrittrice Grazia Deledda ha un rapporto complicato e conflittuale con sua madre. Non l’ha mai incoraggiata, non ha mai appoggiato la sua passione per la scrittura, e non l’ha mai valorizzata come avrebbe dovuto. Se lo ricorda “da grande”, non solo quando viene a trovarla a Roma da Nuoro, ma anche quando le appare in visione mentre cerca di concentrarsi per il discorso al premio Nobel per la letteratura. La scrittura permea tutta la sua vita, anche quando saprà di avere una malattia terminale non smetterà di pensare alle sue storie e ai suoi personaggi. Una vita intera racchiusa in tre momenti per raccontare la prima e a oggi unica donna italiana ad aver ricevuto il premio Nobel per la letteratura. C’era tanto, tantissimo di raccontare di Deledda, tanto anche della sua vita privata e familiare, Marcias spinge sull’evidenziare le radici sarde della scrittrice, sia da un punto di vista visivo, attraverso l’inserto di filmati tematici sulla Sardegna tradizionale, sia narrativo, con una serie di battute anche polemiche al riguardo. Recensione ❯
In un quartiere povero e violento, il piccolo Felice sogna di fuggire. Grazie alla maestra e all'esempio di Armstrong, trova il coraggio di credere in sé. Espandi ▽
Felice è un bambino sensibile che cresce in una periferia di Napoli negli anni Ottanta. Ha dalla sua una forte immaginazione e un talento nel cantare, ma anche un cuore puro. Gli saranno utili per farcela, costruirsi una vita diversa e poi tornare lì, nel posto in cui è nato, per chiudere con gli spettri del passato. È un coming of age tormentato che sa di preghiera, Avemmaria. Il film segna il debutto alla regia cinematografica dell’attore Fortunato Cerlino, già regista teatrale, ed è tratto dal suo romanzo autobiografico “Se vuoi vivere felice”. Mira a essere una sorta di “altra faccia di Gomorra”, si parte dallo stesso contesto disperante in cui il piccolo protagonista cresce, tra disagi in strada e difficoltà in casa, ma il punto di arrivo è completamente diverso. Perché la scuola può salvare. Coltivare un sogno può salvare. Avere una maestra degna di questo nome può salvare. Quella di Cerlino si rivela un’opera prima molto sentita e ambiziosa, a cui si perdona volentieri qualche ingenuità, sbilanciamento e scena sopra le righe. Recensione ❯
Ada, badante su un'isola, intreccia con la giovane moglie del suo paziente un rapporto di desiderio e potere che mette a rischio entrambe. Espandi ▽
La matura Ada si trasferisce su un'isola per fare da badante a un vecchio milionario in stato vegetativo. Nell'enorme villa dell'uomo, incontra Joanna, la sua giovane e bellissima moglie, e instaura con lei un rapporto d'attrazione e manipolazione. Joanna vive come in una prigione dorata, sottomessa e sfruttata da tutti, compreso il suo nuovo amante Joaquin. Ada potrebbe salvarla, ma a quale prezzo? Recensione ❯