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Peter Marcias

Peter Marcias è un regista, scrittore, sceneggiatore, è nato il 5 dicembre 1977 ad Oristano (Italia). Peter Marcias ha oggi 44 anni ed è del segno zodiacale Sagittario.

Peter Marcias - Una vita in pellicola

A cura di Fabio Secchi Frau

Lo si può definire, in modo riduttivo, uno dei registi del cinema sardo dell'era moderna, insieme a Enrico Pau e Salvatore Mereu.
Ma Peter Marcias elude gli stereotipi del cinema isolano, e contamina invece il cinema europeo, privandosi dei suoi orpelli locali e della sua altrettanto caratteristica di storie prevalentemente paesane o criminali. Marcias è il meno sardo dei suoi colleghi, ispirandosi sicuramente a modelli più generali e andando a raccontare quel mistero che è il mondo e i rapporti umani, fra inni religiosi e ballate omosessuali, i bambini come rappresentazione di un amore infinito e tragici squarci di vita cittadina, lontana dalla ruralità. Insomma, Marcias racchiude in sé molto più De Sica che De Seta. Parte della sua bravura sta sicuramente nell'andare fino in fondo all'anima, in quella profondità impossibile, capace di raggiungere le tenebre dei sentimenti che sono alla base di chiunque, sardo e non. Lì, evoca il calore di una (com)passione sovrumana e si innalza, giudicando, giudicandoci e giudicandosi.

Studi
Nato a Oristano nel 1977, Peter Marcias studia sceneggiatura a Roma e a Bologna, diplomandosi in regia cinematografica alla Scuola Superiore di Cinema di Barbarano Romano (Viterbo).

Documentari
Autore di numerosi documentari (Ritorno a Serravalle, Antonio Romagnino, Io sono un cittadino) e spot pubblicitari, ha realizzato cortometraggi come: La recita (2000); Il regalo (2001), L'alba (2002) e Il canto delle cicale (2004).
Da segnalare il curioso film-corto musical Olivia (2003) che ottiene numerosi riconoscimenti in campo internazionale e l'episodio Sono Alice del film collettivo Bambini (2006) che contribuisce alla costruzione di una scuola elementare a Watamu (Kenya) da parte dell'associazione italo-svizzera Atkye.
Nel 2007 torna ai documentari con Ma la Spagna non era cattolica?, che gira a Roma e che racconta cosa pensano gli italiani delle riforme pro-omosessuali spagnole di Zapatero e dei Pacs. A questo segue Liliana Cavani - Una donna nel cinema (2010), bellissimo omaggio alla grande signora emiliana del cinema italiano.

I film
Nel 2008 realizza il suo primo lungometraggio a soggetto, firmando lo sperimentale, ambizioso e interessante Un attimo sospesi (2008) con Paolo Bonacelli, Ana Caterina Morariu e Fiorenza Tessari, che racconta l'incrocio fra le vite di cinque persone fobiche, bizzarre, sociali e distratte. Contento di questa esperienza firma, nel 2011, I bambini della sua vita con Piera Degli Esposti, il suo secondo film. Nel 2012 esce invece Dimmi che destino avrò, che affronta il difficile tema dell'integrazione tra culture diverse, mentre del 2013 è il documentario sulla vita di Piera Degli Esposti Tutte le storie di Piera. Nel 2015 dirige La nostra quarantena e due anni dopo esce in sala il docufilm Silenzi e parole , che mette a confronto due realtà cagliaritane molto diverse tra loro: la Quaresima dei Frati Cappuccini e la Queeresima dell'Associazione ARC, da una parte i riti cristiani seguiti da un pubblico numeroso e devoto, dall'altra giovani e non giovani che cercano di portare avanti con passione un'idea di civiltà.

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