43.ma edizione del Torino Film Festival, il programma dei 89 film. Torino - 21/29 novembre 2025. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Un programma dalla grande presenza femminile che si ripropone di portare in città il meglio del cinema mondiale. Dal 21 al 29 novembre. Vai all’articolo »
La storia realmente accaduta dell'alpinista Aron Ralston, rimasto imprigionato in un canyon nello Utah a causa di un incidente. Espandi ▽
Aron Ralston, 26 anni, entusiasta dello sport e della libertà, si concede una giornata di biking e trekking nel Blue John Canyon dello Utah. Sole, musica, paesaggi mozzafiato e un fortuito incontro con due belle escursioniste che si prestano a tuffi e risate: cosa chiedere di più? Tornato solo, però, scendendo un crepaccio, Aron smuove inavvertitamente un masso vecchio di milioni di anni e si ritrova immobilizzato, con un braccio bloccato tra questo e la roccia, praticamente senza cibo né acqua. Sopravvivrà 5 giorni in condizioni fisiche e psicologiche gravissime, arrivando, per liberarsi, a segarsi il braccio con un coltellino. Recensione ❯
Un documentario nato da una sceneggiatura generata da un'IA. Espandi ▽
Dopo la misteriosa morte di un operaio, Werner Herzog si reca a Getunkirchenburg per indagare. Ma Herzog, narratore della vicenda, non è chi appare e il film sfugge alle attese. About a Hero nasce da una sceneggiatura generata da un'IA addestrata sulle opere del regista e si interroga sui temi come originalità, autenticità, immortalità e anima nell'era dell'IA. Recensione ❯
Durante un'estate afosa, le vite di Marie, Noée, Eva e Jeanne si intrecciano tra desideri, crisi e incontri fugaci, in una riflessione intima su solitudine e connessione. Espandi ▽
Nel corso di una torrida estate, Marie, un'artista del suono in cerca d'ispirazione, mette in discussione la sua vita di coppia. L'arrivo di Noée, una giovane viaggiatrice, sconvolge la sua routine. Nel frattempo, in città, Eva, appena arrivata dalle Filippine, trascorre lunghe notti insonni, mentre la studentessa Jeanne contempla l'idea di lasciarsi tutto alle spalle. Tra dubbi e rapide connessioni, le vite di queste quattro donne echeggeranno l'una nell'altra. Recensione ❯
Un'infanzia difficile e l'occasione di riscatto attraverso la poesia. Espandi ▽
Gong Youbin è nato in una famiglia povera e ha perso la madre quando aveva appena tre mesi. Attraverso un corso
di poesia a scuola, intraprende un viaggio emotivo che lo conduce a trasformare l'immaginazione in versi,
esplorando le profondità del suo Io più autentico. Recensione ❯
Invisibile agli altri, un regista contemporaneo si ritrova magicamente all'interno dell'Hermitage di San Pietroburgo. E' l'occasione per un viaggio ne... Espandi ▽
Invisibile agli altri, un regista contemporaneo si ritrova magicamente all'interno dell'Hermitage di San Pietroburgo. E' l'occasione per un viaggio nel tempo lungo tre secoli compiuto in compagnia di un ironico diplomatico francese del secolo scorso legato alla Russia da un rapporto di amore e odio. Recensione ❯
In un quartiere povero e violento, il piccolo Felice sogna di fuggire. Grazie alla maestra e all'esempio di Armstrong, trova il coraggio di credere in sé. Espandi ▽
Felice è un bambino sensibile che cresce in una periferia di Napoli negli anni Ottanta. Ha dalla sua una forte immaginazione e un talento nel cantare, ma anche un cuore puro. Gli saranno utili per farcela, costruirsi una vita diversa e poi tornare lì, nel posto in cui è nato, per chiudere con gli spettri del passato. È un coming of age tormentato che sa di preghiera, Avemmaria. Il film segna il debutto alla regia cinematografica dell’attore Fortunato Cerlino, già regista teatrale, ed è tratto dal suo romanzo autobiografico “Se vuoi vivere felice”. Mira a essere una sorta di “altra faccia di Gomorra”, si parte dallo stesso contesto disperante in cui il piccolo protagonista cresce, tra disagi in strada e difficoltà in casa, ma il punto di arrivo è completamente diverso. Perché la scuola può salvare. Coltivare un sogno può salvare. Avere una maestra degna di questo nome può salvare. Quella di Cerlino si rivela un’opera prima molto sentita e ambiziosa, a cui si perdona volentieri qualche ingenuità, sbilanciamento e scena sopra le righe. Recensione ❯
Dopo la morte del padre, Alex ed Emily partono per Hollywood per scoprire l'identità di Billy Knight, figura legata al passato del padre sceneggiatore. Espandi ▽
Alex ha un’ossessione, fare cinema, ma qualcosa lo blocca e la morte recente del padre ha complicato le cose. A sostenerlo da sempre c’è Emily, aspirante sceneggiatrice a Los Angeles. Poi una scoperta curiosa, una scatola di sceneggiature incompiute e un nome ricamato su un fazzoletto di seta (“Billy Knight) scovati tra i memorabilia del padre, gli aprono (letteralmente) la via verso un altro mondo, una dimensione magica dove regna un vecchio regista hollywoodiano disilluso. Alec Griffen Roth, al suo esordio, sceglie di girare ‘il grande film sul cinema’, aggrappandosi, senza pudore e nessuna visione, al genere che più di altri richiede esperienza e spalle larghe. Il risultato è un filmetto che confeziona il tutto come un intreccio di significati disposti su un espositore, dove nulla trascende le inquadrature, spolverate a colpi di luci soffuse, e dove il cinema non ha altro ruolo se non quello di fare da sfondo: né immaginario, né memoria, né mistero, ma un fermaglio che permette al film di chiudersi su se stesso. Recensione ❯
Nel Giappone del XIX secolo, un ex cacciatore divenuto contadino vive in armonia con un bue nero, unico compagno nel suo lento ritorno alla natura e al ritmo delle stagioni. Espandi ▽
Giappone, XIX secolo: un ex cacciatore, diventato contadino con la modernizzazione della società, vive e lavora con un grande bue nero. L'animale è il solo compagno di una vita scandita dalle stagioni e dai tentativi di riconnettersi con la natura. Recensione ❯
Delbono costruisce un epitaffio e insieme una celebrazione di un amico in un documentario commovente e intimo. Documentario, Italia2025. Durata 81 Minuti.
Il film racconta la storia straordinaria e reale di Bobò, un uomo sordomuto, analfabeta e microcefalo che ha vissuto per 46 anni nel manicomio di Aversa. Espandi ▽
Omaggio di Pippo Delbono all’amico e collaboratore Vincenzo Cannavacciuolo, in arte Bobò, che fu un artista presente in tanti dei suoi spettacoli teatrali. Dagli albori del loro rapporto, quando Delbono nel 1995 lo incontrò per la prima volta nel manicomio di Aversa dove aveva trascorso decenni, e attraversando poi un numero smisurato di esperienze condivise sul palco preziosamente catturate nei tanti materiali d’archivio, si delinea una comunicazione atipica ma profondamente affettuosa, e un riconoscimento delle qualità uniche di un performer come pochi altri: “sordomuto, microcefalo e analfabeta”, ma capace di incantare tra danza e recitazione. Commovente in modo essenziale, senza fronzoli, il documentario più recente della filmografia di Pippo Delbono va a costituire un epitaffio e insieme una celebrazione di un amico che è stato parte integrante della prolifica produzione teatrale del regista. Recensione ❯
È la biografia dei capi di Branco selvaggio, gli ultimi grandi fuorilegge del West. Sundance era il braccio e Butch il cervello. Espandi ▽
È la biografia dei capi di Branco selvaggio, gli ultimi grandi fuorilegge del West. Sundance era il braccio e Butch il cervello. Rapinarono banche e treni finché il cerchio degli agenti di Pinkerton si strinse intorno a loro e li constrinse a emigrare in Bolivia. Recensione ❯
Tre amici si conoscono in montagna facendo i partigiani e affrontano il dopoguerra pieni di energia e di idee. Espandi ▽
Nella storia di tre amici, trent'anni di storia italiana. Si conoscono in montagna facendo i partigiani e affrontano il dopoguerra pieni di energia e di idee, ma l'infermiere rimane infermiere e il professore meridionale passa da una delusione all'altra. Solo il più smagato dei tre, l'avvocato Gianni, diventa ricco e potente. Quando si incontrano dopo molto tempo, non avrà il coraggio di confessare agli amici il proprio successo, ottenuto grazie a imbrogli, ad affari avventurosi, a un ricco matrimonio. C'eravamo tanto amati non è forse quella "storia italiana" che si ripromettevano gli autori (l'abilissimo regista Scola e gli sceneggiatori Age e Scarpelli), ma nelle due ore di spettacolo riesce a coinvolgere lo spettatore, che si identifica alternativamente con l'uno o l'altro dei protagonisti. Recensione ❯
Sotto il regime talebano, una madre travestita da uomo cerca il figlio scomparso. L'incontro con un orfano la costringerà a sfidare i limiti del dolore e dell'amore. Espandi ▽
Sotto il regime dei talebani, una sopravvissuta allo sterminio della sua famiglia si traveste da uomo per mettersi alla ricerca del figlio scomparso. Quando incontra un orfano vittima a sua volta di un mondo di sfruttamento minorile, la donna sarà costretta a mettere alla prova i limiti della sua resistenza e del suo cuore. Recensione ❯
Il percorso umano e artistico di Noam Shuster Eliassi. Espandi ▽
Come fare ancora ridere quando la guerra bussa alla porta? A Gerusalemme, Noam Shuster- Eliassi, attivista e one-woman show, ha sempre scritto battute sulla difficile convivenza tra israeliani e palestinesi, fino al giorno in cui è tutto cambiato. Amber Fares disegna il ritratto di un'artista che in barba alle critiche continua a credere che l'umorismo possa riparare i vivi, o almeno (in)trattenerli dalla parte della vita.
Cresciuta nel paradiso in terra, dove gli ebrei convivono in pace e in prosperità coi palestinesi - un villaggio biculturale e utopico (Neve Shalom - Wahat al-Salam) isolato nel mezzo del deserto, che diventa rapidamente il simbolo di una generazione futura fondata sulla pace e la fratellanza - Shuster ha visto un mondo migliore e ha stretto la mano a Hillary Clinton, a Jane Fonda e al Dalai Lama, prima di diventare ambasciatrice presso l'ONU. Ma il suo ideale di convivenza pacifista non porterà a nulla.
Muovendosi tra passato e presente, tra uno spettacolo in America e una vita in Israele, Coexistence, My ass! affronta il trauma di due Paesi attraverso il corpo comico della sua protagonista, che dopo lo shock si domanda come ridere ancora quando si hanno soltanto le lacrime agli occhi. Recensione ❯