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Edoardo Winspeare

Edoardo Winspeare è un attore austriaco, regista, produttore, scrittore, sceneggiatore, è nato il 14 settembre 1965 a Klagenfurt (Austria). Edoardo Winspeare ha oggi 56 anni ed è del segno zodiacale Vergine.

Un austriaco del Salento

A cura di Fabio Secchi Frau

Nonostante sia nato in Austria, Edoardo Winspeare è una delle punte di diamante dei cinema meridionale italiano e in particolare massima espressione artistica del Salento. I suoi film sono il prodotto di una cova antropologica del folklore e di una cultura largamente sconosciuta anche ai più, ma che si deve confrontare con crisi economiche, mafia, morti bianche e industrializzazione. Insomma, come mettere una piccola realtà fiammeggiante davanti a uno sfondo sociale e famigliare ben descritto e delineato.

Dall'Austria al Salento, passando per New York
Nato in Austria da Riccardo Winspeare Guicciardi e da Elisabetta del Liechtenstein, discende da un'antica famiglia originaria dello Yorkshire e che si è trapiantata, per via delle guerre di religione, nel Regno di Napoli. Cresciuto a Depressa, piccola frazione di Trifase, nel Salento, si sposta a Firenze per studiare, trasferendosi successivamente a New York per studiare fotografia e poi a Monaco di Baviera, dove si diploma in regia alla Hochschule für Fernsehen und Film. Comincia la sua carriera come assistente regista, poi diventa operatore alla macchina e si completa come montatore e tecnico del suono, lavorando a diversi cortometraggi come A Toilette's Short Story e ad alcuni documentari.

Musica e cinema
Debutta sul grande schermo con il film Pizzicata (1996), poi per qualche anno si eclissa dal cinema, preferendo la musica. Infatti, è il fondatore della band Zoe composta da Pino Zomba, Lamberto Robo, Donatello Pisanello, Ambrogio De Nicola, Claudio Miggiano, Cinzia Marzo e Raffaella Aprile.

Il successo di Sangue vivo e gli altri film
Torna alla regia con Sangue vivo (2002) storia di come la musica pizzicata possa guarire l'epilessia, candidato al Nastro d'Argento per il miglior soggetto. Replica, con un buon successo critico, con Il miracolo (2003), vincitore del premio della Città di Roma come miglior film e del premio FEDIC, poi dopo quasi 5 anni di assenza dal grande schermo torna con la direzione di Galantuomini (2008). Dopo il documentario Sotto il Celio Azzurro (2010), nel 2014 presenta alla Berlinale il suo In grazia di Dio, che racconta una storia ambientata nell'Italia della crisi.

Cosmopolitismo e tradizionalismo
Delicato e insolito, Winspeare dirige pellicole luminose anche laddove si inoltrano nei labirinti della crudeltà, della carnalità e del sangue, confermandosi un regista da seguire attentamente nel suo percorso artistico costantemente in bilico fra cosmopolismo e tradizionalismo. Introspettivo, evocativo, struggente, racconta con stile momenti vividi dei suoi personaggi che diventano anche i nostri quando la cinepresa e quindi anche il suo occhio li registrano con finezza, coraggio ed eleganza.

Ultimi film

Commedia, (Italia - 2017), 110 min.
Drammatico, (Italia - 2013), 127 min.
Drammatico, (Italia, Francia - 2010), 170 min.
Drammatico, (Italia - 2008), 100 min.
Drammatico, (Italia - 2003), 92 min.

Focus

APPROFONDIMENTI
mercoledì 26 marzo 2014
Mauro Gervasini

Pietra dopo pietra, il muro si fa» dice a un certo punto Salvatrice, mamma contadina salentina fiera. Intorno alla sua masseria ruota la vicenda di In grazia di Dio, nuovo film di Edoardo Winspeare presentato alla Berlinale e dal 27 marzo nelle sale italiane. Winspeare, anche apprezzato documentarista, regista e produttore, quando lavora a soggetto resta ancorato alle proprie radici, la Puglia meridionale, soprattutto il Salento (lui è di Tricase) ma anche Taranto (Il miracolo, 2003)

INCONTRI
martedì 18 novembre 2008
Marzia Gandolfi

Amanti senza domani Non c'è regista italiano che non abbia fatto i conti con il melodramma, perché è la radice più profonda ed eccessiva della nostra cultura, perché gli italiani sono antropologicamente votati al melodramma. Eppure il cinema italiano lo rimuove, facendolo scivolare sul territorio più controllabile del commovente e del sentimentale. Perennemente relegato ai margini del territorio dei generi "nobili", il melò appare, scompare e si trasforma

INCONTRI
lunedì 27 ottobre 2008
Désirée Colapietro Petrini

Donne di potere Cast al gran completo questa mattina per la conferenza stampa di Galantuomini, pellicola di Edoardo Winspeare con cui è stata ufficialmente aperta la seconda settimana del Festival internazionale del film di Roma. Accolto da un lungo applauso, il regista ha parlato del suo ultimo film come di "una storia d'amore importante, un melò dallo scheletro noir, per il quale avevo messo una clausola per il personaggio di Lucia: o Donatella Finocchiaro o niente"

News

Un cineasta ancorato alle proprie radici.
Una storia d'amore sullo sfondo di una terra cambiata.
Galantuomini ripropone il melò sulle mappe del cinema italiano da troppo tempo immune al virus dell'eccesso.
Il film di Edoardo Winspeare apre la seconda settimana del Festival di Roma.
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