Sotto il Celio Azzurro

Film 2009 | Documentario 80 min.

Anno2009
GenereDocumentario
ProduzioneItalia, Francia
Durata80 minuti
Regia diEdoardo Winspeare
Uscitavenerdì 30 aprile 2010
DistribuzioneFabulafilm
MYmonetro 2,50 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Edoardo Winspeare. Un film Genere Documentario - Italia, Francia, 2009, durata 80 minuti. Uscita cinema venerdì 30 aprile 2010 distribuito da Fabulafilm. - MYmonetro 2,50 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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2,50/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,00
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Winspeare torna ad occuparsi di infanzia con un documentario molto particolare.
Recensione di Gabriele Niola
Recensione di Gabriele Niola

Nel parco Celio, uno dei luoghi più tradizionali di Roma, sorge l'asilo "Celio Azzurro", un luogo fuori dal comune nel quale vengono accettati unicamente bambini da famiglie indigenti, dando la priorità a quelle immigrate. Come tutte le istituzioni della sua tipologia l'asilo Celio Azzurro arranca, potendo contare unicamente sul sovvenzionamento statale (sempre decrescente nel corso dei venti anni di esistenza del centro), e vive del continuo contrasto tra la passione di chi ci lavora e la difficoltà di mandarlo avanti. Non è chiaro quanto ancora possa sopravvivere, nemmeno i suoi fondatori lo sanno, intanto continua ad accogliere bambini e ad accompagnarli nel processo di integrazione e inserimento nella società.
Winspeare torna ad occuparsi di infanzia con un documentario molto particolare che non dichiara immediatamente l'oggetto delle sue attenzioni. Se dal titolo potrebbe sembrare che l'istituto sia ciò che interessa al regista, dal racconto degli eventi emergono altri elementi. Accanto alla storia del centro, alla sua quotidianità, alla documentazione di come si possa fare un lavoro di quel tipo (unire bambini di razze e provenienze diverse rispettandone origini e tradizioni ma insegnandogli la realtà italiana e al tempo stesso educando anche i genitori) è infatti raccontata anche la storia personale che ci lavora attraverso dei flashback fotografici, un percorso all'indietro nelle foto della vita delle singole persone che contrappunta il resto delle immagini scandendo il film in capitoli.
L'idea sembra essere che Celio Azzurro non è un luogo che ha una sua identità indipendentemente da chi lo gestisca ma che sia invece un luogo fisico emanazione dei propri gestori, che potrebbe morire con loro o mutare con loro ma che di sicuro grazie a loro genera un tipo di istruzione realmente diversa dal solito. Non sono la collocazione o le mura a renderlo ciò che è ma la competenza, la dedizione e gli sforzi dei singoli per mandarlo avanti contro tutto e contro tutti.
I risultati di tutto ciò vengono, faziosamente, mostrati quando alcuni ex frequentatori dell'asilo, ora grandi, tornano a far visita e raccontano di come siano rimasti legati gli uni agli altri, di come quell'esperienza infantile, solitamente incolore, per loro sia stata invece determinante.
L'impressione finale che se ne ricava è, come nelle intenzioni di Winspeare, di grande solidarietà e vicinanza ad un simile tipo di istituzione, nonchè di rabbia per l'eventualità che l'attuale (o futura) gestione dei fondi statali gli impedisca di andare avanti. In questo modo però si scioglie l'idea di fondo, leggere il luogo attraverso le persone, sconfinando nel film a tesi.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Il salentino cosmopolita Winspeare porta il suo sguardo modernamente deamicisiano, pieno di premure e attenzioni da buon prodotto cinematografico ma davvero in punta di piedi e con una regia "invisibile", dentro una scuola materna romana. Ma una scuola molto speciale. Si tratta di un esperimento che da vent'anni si batte contro innumerevoli difficoltà e diffidenze nell'affermare un modello educativo [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Una scuola modello: in Italia, quindi a rischio estinzione. La racconta Edoardo Winspeare (Galantuomini), che compie una civile e documentaristica incursione nel Celio Azzurro, scuola materna romana all'avanguardia, quella del dialogo multiculturale. Dice un'ex alunna che il Celio "è un pezzettino di Paradiso sulla Terra": non è retorica, ma resistenza.

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Visto in anteprima nella sezione «Extra» del Festival di Roma esce oggi nelle sale il racconto di un'esperienza diversa dal solito, un esempio d'eccellenza italiana. Lo sguardo non comune di Edoardo Winspeare entra nell'asilo multietnico del Celio (da cui il gioco di parole del titolo) frequentato dai figli di famiglie di immigrati e di intelletuali, registi e attori che abitano nella zona di piazza [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

C'è un colle di Roma che è sempre più alto. Non in metri, ma in bambini. Con i bambini non si misura l'altezza, ma guardate l'entusiasmo di quelli di "Celio Azzurro" e ne riparliamo. In questa materna diversa da tutte, a cui tutte dovrebbero assomigliare, si usano infatti metodi molto diversi da quelli dominanti nelle disastrate scuole italiane. Così diversi e appassionanti che Edoardo Winspeare ha [...] Vai alla recensione »

Pedro Armocida
Il Giornale

Celio azzurro è una scuola dell'infanzia immersa in uno di quei tipici angoli di Roma (il Celio appunto) che non t'aspetti di trovare. Dal 1990 ospita una struttura che accoglie bambini di tutte le nazionalità con un percorso educativo molto interessante. Edoardo Winspeare dopo Galantuomini ritorna al documentario seguendo il corso delle quattro stagioni all'interno della struttura.

Roberta Ronconi
Liberazione

La prima reazione che ci scatena la visione di "Sotto il Celio azzurro" è una incontenibile incazzatura. Per una serie di motivi. Il primo è che siamo state mamme e - a suo tempo - non riuscimmo ad entrare al Celio Azzurro. Forse perché non eravamo di zona, forse perché non avevamo i requisiti "di censo" (troppo ricchi?), forse altro, non ricordiamo.

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