In grazia di Dio

Film 2013 | Drammatico 127 min.

Regia di Edoardo Winspeare. Un film Da vedere 2013 con Celeste Casciaro, Laura Licchetta, Gustavo Caputo, Anna Boccadamo, Barbara De Matteis. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2013, durata 127 minuti. Uscita cinema giovedì 27 marzo 2014 distribuito da Good Films. - MYmonetro 3,45 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Nel Salento una famiglia composta da 4 donne di tre generazioni diverse si ritrova unita dalla crisi economica e deve riprendere a vivere insieme unendo caratteri e destini diversi. Il film ha ottenuto 5 candidature ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office In grazia di Dio ha incassato 138 mila euro .

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Consigliato sì!
3,45/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,13
PUBBLICO 3,71
CONSIGLIATO SÌ
Una storia piccola e semplice che contempla estasiata la complessità delle relazioni umane: il film più compiuto di Winspeare.
Recensione di Gabriele Niola
domenica 9 febbraio 2014
Recensione di Gabriele Niola
domenica 9 febbraio 2014

Non c'è concorrenza con i cinesi, così una famiglia di fasonisti (i sarti che confezionano abiti per le aziende del Nord) è costretta a chiudere la propria fabbrica di fronte ai debiti e alla bancarotta. Mentre l'unico fratello cambia paese assieme alla sua famiglia, le due sorelle tornano dalla madre in campagna, una insegue le sue aspirazioni d'attrice e l'altra che prima si occupava della fabbrica per non essere sormontata dai debiti comincia a lavorare le proprie terre. La figlia di quest'ultima infine, non intende prendere la maturità e vive tutto con atteggiamento futile e superficiale, in contrasto con ogni cosa, anche nei riguardi dell'inaspettata storia d'amore della nonna vedova con un contadino.
Ci sono 4 donne nell'ultimo film di Edoardo Winspeare e molte situazioni che non si chiuderanno. Il regista riprende i tentativi di Sangue vivo mescolandoli con qualche suggestione di Il miracolo (la religione come retaggio culturale più che come culto vero e proprio) per giungere ad un'inedita sintesi all'insegna di un tipo di cinema europeo estremamente moderno e che rielabora il classicismo della narrazione (tempi dilatati, attenzione ai fatti e una grande semplicità di sceneggiatura) per mostrare una serie di situazioni senza la minima pretesa di tirarne le fila o scioglierne gli intrecci.
Delle sue 4 donne (l'unico uomo della famiglia esce dal racconto quasi subito) Winspeare ammira incertezze e sicurezze, dubbi e volontà ma soprattutto sembra affascinato dalla maniera in cui 4 caratteri completamente diversi convivano al tempo stesso male e bene, conciliando accordi e disaccordi (all'insegna per l'appunto di un comune retaggio di cui la religione è solo una delle molto possibili forme). Non tutto fila proprio liscio, in molti punti la ricerca di una narrazione molto diretta e invisibile sfocia nei bozzetti più banali o in un semplicismo inadeguato se non quasi ridicolo e spesso la scelta espressiva di avere 4 attrici non professioniste penalizza i dialoghi, eppure guardando il film nel suo complesso è impossibile negargli la forza dei grandi affreschi umani. Unendo piccolo e grande, ambizioni minimaliste e capacità di dipingere un ampio quadro in cui le vite dei singoli si uniscono in una parabola familiare che ha il sapore di una comunitaria, Winspeare forse realizza il suo film più compiuto, l'unico capace di volare più in alto delle molte imperfezioni per cogliere l'essenza del racconto per immagini: mettere in scena la complessità del mondo e le contraddizioni di chi lo abita.
Non c'è personaggio che giunga a quella che comunemente chiameremmo "una chiusa", non c'è sottotrama che si possa dire realmente compiuta, nè carattere che subisca una reale evoluzione, tutto è in un continuo divenire e In grazia di Dio sa suggerire che questo continuo mutare non si ferma con la fine del film. E sebbene il "ritorno alla natura" non sia la più sofisticata delle riflessioni sul contemporaneo (c'è più d'un insistente riferimento all'attualità, dall'audio molto alto e molto "entrante" dei notiziari fino ai riferimenti ad Equitalia) è indubbio che il modo che Winspeare ha di guardare e far guardare questa regressione che diventa evoluzione è contagioso.
È questo probabilmente il cinema più complesso da fare oggi, quello che molti cineasti europei, in una maniera o nell'altra, stanno affrontando cercando di superare le parabole narrative convenzionali senza rinunciare ad una forma semplice (e quindi classica) del racconto. Forse l'unico cinema in grado di annullare le divisioni ideologiche e le banali posizioni di buono o cattivo, bene e male, per giungere a rappresentare il reale per com'è, accettandone la complessità invece di semplificarlo per renderlo comprensibile. In grazia di Dio è un buon esempio di questo nonchè un buon film in assoluto.

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IN GRAZIA DI DIO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 25 marzo 2014
Danila Belfiore

“In grazia di Dio”, film del regista salentino Edoardo Winspear, è un potente affresco contemporaneo; racconta la storia di quattro donne della stessa famiglia, che dopo aver chiuso la loro impresa famigliare schiacciata dai debiti e dalla concorrenza, si reinventano una vita e, riscoprendo valori ancestrali come il senso della famiglia, della comunità, del lavoro dei campi [...] Vai alla recensione »

martedì 25 marzo 2014
goldy

Direi che il film, uno dei tanti che ci parla di rapporti familiari e di difficoltà a sopravvivere nella quotidianità dell'oggi, si distingue per il livello di credibilità. Tutto  quello che racconta di persone, luoghi, situazioni, linguaggio è di assoluta  verità e questo è un grandissimo merito.

lunedì 28 aprile 2014
annamariaferramosca

Un film che invita a cambiare  C'era un bisogno acutissimo di un film come questo.  Di un tempo della riflessione nel vuoto devastante dell’oggi. Qualcuno sta finalmente comprendendo la deriva del nostro mondo, l'insensatezza del seguire da automi l'ingannevole via  economicista- ipertecnologicaa,  perdendo di vista la semplicità di ciò di cui [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 aprile 2014
Riccardo Tavani

  Il modo in cui è fotografato il paesaggio sembra uno degli aspetti salienti del film. Il paesaggio, anzi, appare come il personaggio principale del racconto, che dà le sue diverse tonalità e sfumature emotive alle quattro protagoniste. Quattro donne, quattro generazioni strette dalle difficoltà economiche in una casupola in mezzo a un uliveto sul mare roccioso del [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 novembre 2014
Antonietta DAmbrosio

Santa Maria di Leuca, finibus terrae, dove finisce la terra e si allunga l'infinito. Da quella terra che scivola sul mare, dove scavano le radici ulivi dalla corteccia spessa e rugosa, le cui foglie brillano del riverbero del sole e profumano di sale, da lì riparte la vita. Riparte senza essere preceduta da un sogno. Tra terra, sole e mare si stagliano le quattro figure femminili che si [...] Vai alla recensione »

martedì 3 giugno 2014
Flyanto

 Film in cui si racconta di una famiglia composta principalmente da quattro donne appartenenti a generazioni diverse che a causa della profonda crisi economica si trovano costrette a chiudere e vendere ad un prezzo inferiore del suo valore il proprio laboratorio di confezioni tessili e di ritirarsi in una masseria in campagna a coltivare la terra.

venerdì 18 aprile 2014
nonnotravis

Eroi nella quotidianità che "lottano tutte le ore", alla Caparezza, per mantenere in tempi duri la propria fa. Non solo uno spaccato di vita familiare, ma c'è molto di più nella storia di questa famiglia del Sud Salento. Siamo nella terra degli ulivi e delle costruzioni in tufo e pietra leccese, in una terra che vive continuamente di quell' armoniosa contraddizi [...] Vai alla recensione »

domenica 6 aprile 2014
Maurizio.Meres

La figura della donna e'il soggetto principale del film che rispecchia tutte le problematiche di vita attuali,disperazione per il lavoro perso ,stati mentali che portano le persone ad un comportamento ambiguo , depressioni pericolose per se stessi e per gli altri ,ma tanta voglia di vivere ,ricominciare sia materialmente che sentimentalmente,in questo film la figura dell'uomo e' vista nella negatività [...] Vai alla recensione »

domenica 6 aprile 2014
MAMMUT

Ho un solo consiglio da dare, se non siete dell'umore giusto vedetelo un'altra volta. Il film pero' merita d'essere visto

sabato 5 aprile 2014
Rubilai

Film bellissimo, a tratti ipnotizzante, al termine se ne vorrebbe ancora, ed ancora. Esemplare lavoro di montaggio di chissà quanto materiale. Si sorride, ci si commuove ed emoziona. Se serve altro per fare un bel film non so cosa sia.

lunedì 21 aprile 2014
postino70

Film veramente inguardabile pesante lunghissimo con addirittura i sottotitoli per tradurre il leccese mai una parola italiana fa vedere l'arretratezza di alcuni paesi leccesi che sinceramente da pugliese mi hanno umiliato FILM PESSIMO EVITATELO

lunedì 31 marzo 2014
LEADERMAXIMUM

Secondo me uno dei migliori film della stagione,da sottolineare l'ottima prova attoriale di Celeste Casciaro,moglie del regista..una curiosità :assenza totale di colonna sonora nel film !!

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Il futuro è donna. Forse non completamente, ma in buona parte, almeno da quanto emerge da "in grazia di Dio" del salentino/mitteleuropeo Edoardo Winspeare. Davanti all'obiettivo "attori per caso", compresa la moglie Celeste nel ruolo della protagonista Adele che vive con madre, sorella e la figlia ventenne, ma, paurosamente bella e ignorante. Siamo sul tacco d'Italia e la crisi impone ad Adele e suo [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

«In grazia di Dio», presentato con una buona eco al festival di Berlino, non fa sconti allo spettatore e, anzi, in qualche modo lo sfida col rigore neorealistico, i dialoghi in dialetto stretto e l'esplicitezza sociale, psicologica, fisica degli snodi narrativi. Chi conosce l'opera (da «Pizzicata» a «Galantuomini») del regista Winspeare, cresciuto e tuttora residente nel trecentesco paese di Depressa [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Eccellente commedia in agrodolce dell'anglo-salentino Edoardo Winspeare, che, giocando astutamente in casa e aiutato da indispensabili sottotitoli, intreccia le storie di quattro donne della stessa famiglia. Strozzata dagli usurai, la fiera Adele e con l'inetto marito in carcere, si trasferisce in campagna dalla madre acqua cheta, con la scalpitante figlia e la sorella aspirante attrice.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Quattro donne diverse in tutto, unite non solo da legami di sangue. Un'azienda familiare che fallisce, costringendole a trasferirsi in campagna e a reinventarsi una vita fatta di prodotti della terra e baratto. Lo splendore della natura nel Salento, che sembra contenere una promessa di felicità. E insieme sfida le protagoniste a meritarsela, quella felicità.

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