5a edizione della Festa del Cinema di Roma, il programma dei 123 film. Roma - 28 ottobre/5 novembre 2010. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Da strega a ragazzina, un racconto di formazione che mostra il lato più verista del Miyazaki-pensiero. Animazione, Giappone1989. Durata 102 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Una giovane strega parte a cavallo della sua scopa per un anno di pratica nelle arti magiche. Espandi ▽
Compiuti 13 anni Kiki, una streghetta simpatica e maldestra, parte alla ricerca di una città bagnata dal mare in cui svolgere il suo anno di apprendistato. In compagnia dell'inseparabile gatto nero parlante Jiji, Kiki arriva nella città di Koriko dove inizia a guadagnarsi da vivere facendo consegne a domicilio a cavallo della sua scopa di saggina. Superate le difficoltà iniziali, la giovane strega, grazie ai suoi poteri magici e alla conoscenza di persone che la fanno sentire a casa, riesce a rendersi indipendente. Ma nella vita, si sa, non tutto fila sempre liscio e le sorprese sono dietro l'angolo... Recensione ❯
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A caccia di un misterioso amante dei libriLa piccola Shizuku, divisa tra passione per la scrittura e senso del dovere, scopre l'amore. Animazione, Giappone1995. Durata 111 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Una storia d'amore e magia scritta dal grande maestro giapponese Hayao Miyazaki. Espandi ▽
Tsukishima Shizuku è una studentessa di terza media. Grande appassionata di narrativa, passa larga parte
del suo tempo libero immersa nei libri. Tuttavia, un'inaspettata serie di incontri le farà ben presto
riconoscere come la sua quotidianità sia finita col diventare vuota, spingendola alla ricerca del suo proprio
talento di vita. Tra le delicate note di un giovane violino e le sognanti atmosfere di un romanzo di
fantasia, si intreccia una storia d'amore adolescenziale che porterà Shizuku a dirigere finalmente lo
sguardo verso il suo futuro. Recensione ❯
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Un'egloga sul distacco definitivo dalla tormentata età dell'adolescenza, raccontata con il tocco agrodolce di Takahata. Animazione, Giappone1991. Durata 118 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Un'impiegata ventisettenne viaggia nella campagna mentre ricorda la sua infanzia a Tokyo. Espandi ▽
Nel 1982, a Tokyo, Okajima Taeko è un'impiegata ventisettenne, nubile e senza progetti di matrimonio. In un Giappone in corsa verso l'ammodernamento sociale, Taeko è strangolata tra gli stili di vita moderni e il peso delle convenzioni del pur recente passato, e così decide di concedersi una breve vacanza per tornare alla campagna natia, a Yamagata. Qui la giovane donna trascorrerà un soggiorno di lavoro presso l'azienda agricola del cognato e i ricordi dell' infanzia la porteranno a rimettere in discussione la scelte della sua vita adulta. Recensione ❯
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Una metafora ecologista ricca di sfumature, che partendo dal folklore giapponese si fa universale. Animazione, Giappone1994. Durata 119 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
La lotta dei tanuki per riconquistare la collina di Tama, nei pressi di Tokyo, strappata agli animali per farne un quartiere residenziale. Espandi ▽
Verso la fine degli anni Sessanta, lo sviluppo urbano indiscriminato di Tokyo inizia a mettere a rischio la sopravvivenza degli animali che abitano il territorio circostante, e in particolare dei tanuki, cani-procioni molto diffusi in Giappone oltre che creature del folklore nipponico. All'inizio dell'era Heisei (dopo l'ascesa al trono giapponese dell'Imperatore Akihito), nei primi anni Novanta, i tanuki sono ormai allo stremo e decidono di ricorrere all'antica arte del trasformismo - una capacità metamorfica di assumere qualsiasi sembianza - per respingere gli umani e frenarne l'opera di disboscamento e cementificazione. Tra scherzi e agguati, la resistenza dei tanuki si scontrerà con un processo di urbanizzazione ormai irreversibile.
La lotta dei tanuki antropomorfi si carica di molti significati in un film raffinato e profondo che il maestro Isao Takahata mantiene in equilibrio tra commedia e dramma, dimensione politica e malinconica.
È anche un film ambiziosamente politico, per il suo messaggio ecologista ancora attualissimo, per come ragiona sulle differenze tra classi sociali (non solo tra tanuki e uomini, ma anche tra i tanuki capaci di trasformarsi e quelli non in grado) e per come mette a confronto le diverse modalità di opposizione all'espansione urbana. Recensione ❯
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Yoshiwara è un "quartiere del piacere" dove si trovano prostitute e cortigiane di alto rango, le oiran. Una di loro, Kiyoha (Anna Tsuchiya), si distingue per bellezza e caparbia e presto diventerà una leggenda. La popolarità di Kiyoha minaccia quella di un'altra famosa concubina e quando la protagonista incontrerà un uomo e se ne innamorerà la sua infelicità e la sua insofferenza la porteranno ad andare avanti da sola, con le proprie forze e a ribellarsi alle regole del quartiere. Recensione ❯
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Ray Courtney (Alex House), un ingegnere trentenne, vive in una città sperduta della costa orientale del Nord America. Si è trasferito lì dopo la perdita di sua madre, giapponese-statunitense. Ray deve fare i conti con la difficile convivenza con il fratello maggiore Maury (David Rendall), con la sorella minore Lisa (Tatiana Maslany) e con la nonna Baachan (Masako Motai), giapponese e che non parla una parola d'inglese. Il fratello, un tempo brillante pianista, ora non può più uscire di casa perché vittima di attacchi di panico. La sua frustrazione aumenta di giorno in giorno alle prese con una famiglia a dir poco strana. Recensione ❯
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Yanagawa è una cittadina giapponese anche nota come 'la Venezia d'Oriente', per il suo peculiare tessuto urbano inclusivo di ben 470 chilometri di canali idrici, nati come rete di drenaggio e oggi divenuti un'attrazione turistica nazionale. Nel 1985 Takahata Isao avrebbe dovuto ambientarvi un film d'animazione, ma restò così colpito dalla storia della città, i cui abitanti avevano lottato duramente per depurare i canali un tempo inquinati e preservarli dal cemento dell'edilizia moderna, che decise piuttosto di farne un documentario. Uno straordinario documento che come molte altre produzioni dello Studio Ghibli affronta l'eterno dilemma della coesistenza degli ambienti umani e naturali. Recensione ❯
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Nel bosco di Mitaka, ai bordi di Tokyo, si trova una singolare struttura: il Museo d'Arte Ghibli. Non si tratta di un luogo di raccolta di imeli e mementi relativi ai celebri film dello Studio, quanto piuttosto di un luogo infuso dello stile, delle suggestioni, delle atmosfere che caratterizzano l'immaginario dei loro creatori. Per questo motivo la rassegna la si è voluta affiancare anche a questo particolare documentario. Il Museo d'Arte Ghibli è stato concepito da Miyazaki Hayao come "un posto in cui smarrirsi": in schietta antitesi con la logica museale tradizionale, la struttura è nata come un groviglio di ambienti suggestivi da non potersi visitare ordinatamente, ma da scoprire lasciandosi trascinare dalle suggestioni, proprio come farebbe un bambino. Lo stile degli ambienti è tuttavia europeo. Le architetture sono infatti ispirate ai luoghi che i fondatori dello Studio Ghibli hanno visitato in cerca d'ambientazioni per loro opere animate, dalla Svezia di Pippi Calzelunghe all'Italia di Dagli Appennini alle Ande. E così tra le mura del Museo emergono ulteriori punti di contaminazione culturale: da sempre affascinato dagli scenari della letteratura per l'infanzia europea, Miyazaki Hayao si è ispirato ai paesaggi del vecchio continente, non da ultimi quelli italiani, poi riemersi nelle atmosfere incantate del museo come delle sue opere, pure contaminate dalla cinematografia neorealista europea, che tanta influenza ha esercitato sullo sperimentalismo dell'animazione giapponese, di cui proprio Miyazaki Hayao e soprattutto Takahata Isao sono storici rappresentanti. Recensione ❯
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Basato su un vero caso di omicidio accaduto in Giappone nel 1966: Iwao Hakamda (Hirofumi Arai), è arrestato per aver ucciso il suo capo, sua moglie e i suoi due figli e nonostante continui a negare il delitto, alla fine, sotto tortura, confessa e viene condannato a morte. Il giudice Kumamoto (Masato Hagiwara), convinto dell'estraneità di Iwao e unico a votare a favore della sua innocenza, è costretto a scrivere il verdetto di condanna. Dopo quarant'anni il giudice rompe il suo silenzio per denunciare l'ingiusta sentenza e riaprire il caso. Recensione ❯
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Il documentario è un tributo reso dallo Studio Ghibli a Ootsuka Yasuo, storico animatore considerato tra i fondatori dello stile giapponese, nonché mentore di Takahata Isao e di Miyazaki Hayao. Negli anni Sessanta, Ootsuka rivoluziona l'intero settore dell'animazione con l'introduzione di innovative tecniche che diverranno le basi dello stile animato giapponese. Nello staff di un ambizioso progetto, Ootsuka fa poi la conoscenza dei giovani Takahata e Miyazaki, ai quali resterà affiancato in tante produzioni e traversie successive, mentre passando di successo in successo tracceranno insieme la storia dell'animazione giapponese. Recensione ❯
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Mariko (Rei Shibakusa), una suora cattolica seria e silenziosa, si divide tra chiesa e passione per la musica. A quarant'anni, dopo avere soppresso per una vita fisicità e femminilità, vive nella contemplazione. Un cambiamento attraversa il suo corpo e Mariko sperimenta un senso di vuoto mai sentito prima. A complicare la situazione arrivano sul suo cammino tre diversi uomini. Recensione ❯
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La storia di Facebook (originariamente "The Facebook") e del suo creatore, il giovane nerd Mark Zuckerberg. Espandi ▽
In una sera d'autunno del 2003, lo studente di Harvard Mark Zuckerberg, un genio dell'informatica, siede al suo computer e inizia con passione a lavorare ad una nuova idea. Passando con furore tra blog e linguaggi di programmazione, quello che prende vita nella sua stanza diventerà ben presto una rete sociale globale che rivoluzionerà la comunicazione. In soli sei anni e con 500 milioni di amici, Mark Zuckerberg è il più giovane miliardario della storia ... ma per lui il successo porterà anche complicazioni sia personali, sia legali. Recensione ❯
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Brandon Routh intepreta Dylan Dog, il detective del soprannaturale creato dalla penna di Tiziano Sclavi nel 1986. Espandi ▽
Finalmente tornano le avventure di Dylan Dog, l'investigatore del soprannaturale creato da Tiziano Sclavi nel 1986 e diventato il secondo fumetto più venduto in Italia dopo Topolino. Brandon Routh (Superman Returns) è un Dylan Dog scanzonato e impavido che stufo di zombie e vampiri ha scelto di andare in pensione anticipatamente. Ma il lavoro del detective del mistero non è davvero mai finito e quindi è costretto a tornare in azione per decifrare le iscrizioni ritrovate su un manufatto antico che ha il potere di annientare l'umanità. Recensione ❯
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Una grande storia d'amore vissuta all'ombra di una città americana. Fino al momento in cui una serie di eventi non cambia il corso della vita dei protagonisti. Espandi ▽
Rizvan Khan soffre sin dalla nascita di una particolare forma di autismo, la Sindrome dii Asperger che gli consente di comunicare meglio in forma scritta che orale e che gli impedisce di intuire le reazioni altrui. Cresciuto con la madre e un fratello geloso delle attenzioni che gli venivano dedicate ha sviluppato una particolare abilità nel riparare guasti meccanici. Dopo la morte della genitrice il fratello, emigrato e in carriera da tempo, gli trova un lavoro come rappresentante di prodotti cosmetici negli Stati Uniti. Qui Khan conosce Mandira Rathore, madre single di un ragazzino a cui l'uomo si affeziona e che prenderà il suo cognome. Proprio dal cognome musulmano (Mandira è Hindu) inizieranno i problemi per il ragazzino dopo l'11 settembre 2001. La tragedia è in agguato. Recensione ❯
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Venerdì Santo 1890. A Vigata va in scena la Passione di Cristo. Ma qualcosa va male, e l'integerrimo ragioniere di banca Patò, che interpreta la parte di Giuda, sparisce improvvisamente. Espandi ▽
1890. Vigata. Nel corso della recita del Venerdì Santo, detta il "Mortorio", il ragioniere Antonio Patò che è impiegato nella banca locale, scompare. Il suo ruolo era quello di Giuda che, una volta messosi il cappio al collo, doveva cadere in una botola. Quella botola però risulta vuota. La moglie si rivolge al delegato di Pubblica Sicurezza Ernesto Bellavia ma costui si trova a fianco nelle indagini il Maresciallo dei Carabinieri Paolo Giummaro, stanco di occuparsi di piccole beghe paesane e pronto per la grande inchiesta. I due procederanno fianco a fianco, con una rivalità che progressivamente si trasformerà in cooperazione, nello scoprire verità che alcuni preferirebbero occultare. Recensione ❯
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