Divorzio all'italiana

Film 1962 | Commedia 120 min.

Regia di Pietro Germi. Un film Da vedere 1962 con Leopoldo Trieste, Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Daniela Rocca, Lando Buzzanca. Cast completo Genere Commedia - Italia, 1962, durata 120 minuti. - MYmonetro 4,00 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Sicilia. Il barone Ferdinando, sposato a Rosaria, femmina orrenda e odiosissima, ama Angela, splendida giovinetta, e vorrebbe liberarsi della moglie. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto 3 Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Divorzio all'italiana ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 6,3 mila euro e 5,6 mila euro nel primo weekend.

Passaggio in TV
il film è stato trasmesso sabato 23 ottobre 2021 ore 21,10 su RAISTORIA

Consigliato assolutamente sì!
4,00/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,00
ASSOLUTAMENTE SÌ

Sicilia. Il barone Ferdinando, sposato a Rosaria, femmina orrenda e odiosissima, ama Angela, splendida giovinetta, e vorrebbe liberarsi della moglie. In un primo momento ciò sembra impossibile, ma quando riappare una precedente fiamma di Rosaria, Ferdinando favorisce la tresca della moglie per poterla sorprendere in atteggiamento compromettente e ucciderla. Al processo viene condannato a una pena leggera e, quando esce dal carcere, sposa la giovane Angela.

Recensione di Stefano Lo Verme

Il barone siciliano Ferdinando Cefalù è sposato con Rosalia, ma è follemente attratto dalla cugina sedicenne, la conturbante Angela, e vorrebbe diventare suo marito. Decide allora di spingere la moglie fra le braccia di un suo antico spasimante, Carmelo Patanè, per poi coglierli in flagrante ed uccidere la donna invocando il "delitto d'onore". Il suo piano, però, non va come previsto...
Divorzio all'italiana, presentato al Festival di Cannes nel 1962, può essere definito senza dubbio uno dei vertici assoluti del cinema italiano degli anni '60, oltre che uno dei capisaldi nella carriera del grande regista Pietro Germi. Il film, scritto dallo stesso Germi con Ennio De Concini e Alfredo Giannetti, capovolge completamente i canoni della commedia, qui declinata in chiave grottesca e filtrata attraverso un corrosivo humor nero, e costituisce il primo capitolo di un'ideale trilogia nella produzione del regista, proseguita negli anni successivi con Sedotta e abbandonata (1964) e Signore e signori (1965). Accolto dagli applausi della critica americana ed europea, Divorzio all'italiana ha ottenuto un clamoroso successo in tutto il mondo e si è aggiudicato moltissimi riconoscimenti, inclusi il premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale e la nomination per la miglior regia.
Protagonista della storia è il personaggio di Ferdinando Cefalù, detto Fefé: uno strampalato barone siciliano interpretato magistralmente dal mitico Marcello Mastroianni, per il quale questo ruolo ha rappresentato la definitiva consacrazione internazionale (un anno dopo il trionfo de La dolce vita) e gli è valso il Golden Globe e la nomination all'Oscar come miglior attore. A fare da asse portante della trama è il famigerato articolo 587 del codice penale, quello riguardante il "delitto d'onore": una legge vergognosa e incivile (abrogata soltanto nel 1981) per la quale un uomo condannato per uxoricidio poteva ottenere una significativa riduzione della pena qualora il delitto fosse volto a salvaguardare il suo "onore" (in altre parole, in caso di infedeltà da parte della moglie).
Ed è proprio su questo spunto che Germi imposta l'intera costruzione narrativa della pellicola, con il barone Fefé impegnato nel singolare tentativo di portare sua moglie Rosalia (Daniela Rocca) ad avere una relazione extraconiugale con l'imbranato Carmelo (Leopoldo Trieste), per poi sbarazzarsi di lei e poter convolare a nozze con la giovane ed attraente cugina Angela (Stefania Sandrelli). Questo bizzarro piano criminale diventa così il centro propulsore di una commedia affilata e graffiante, pervasa da un sardonico umorismo (alcune sequenze sono davvero esilaranti) che nasconde in realtà l'impietosa denuncia di una mentalità ipocrita e meschina. Ma il film va ricordato anche per il suo acuto affresco sociale della Sicilia dell'epoca, ed in particolare della vita di provincia: formidabile, a tal proposito, la scena in cui tutti gli abitanti del paese si recano in massa al cinematografo per vedere La dolce vita di Fellini, nonostante i severi moniti del parroco. La Rocca e la Sandrelli sono doppiate entrambe da Rita Savagnone.

Sei d'accordo con Stefano Lo Verme?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Stanco della moglie e invaghito di una cugina sedicenne, barone siculo induce la consorte al tradimento e poi la uccide. È condannato a una pena minima per "delitto d'onore" e può sposare la cugina. Si può fare una commedia intelligente, lesta, graffiante anche illustrando un articolo (il 587) del Codice Penale. Se c'è un'arte che nasce dall'indignazione, questo film le appartiene. Oscar per la sceneggiatura a Ennio De Concini, Alfredo Giannetti e Germi e il premio della migliore commedia a Cannes. Rita Savagnone ha dato la voce sia a D. Rocca sia a S. Sandrelli.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 9 febbraio 2011
joker 91

un capolavoro sfornato dal grande germi con un Marcello Mastroianni bravissimo ed meritevole della sua prima nomination all'oscar dopo il capolavoro LA DOLCE VITA citata anche nel film, l'attore interpreta un belllissimo personaggio ed il film in sè diventerà icona ed ispirazione per le generazioni future anche a livello internazionale,il tema dell'attrazione in un paese bigotto è affrontato ai massimi [...] Vai alla recensione »

sabato 15 ottobre 2011
Giuseppe Simeone

Il barone di cefalù, invaghitosi della cugina, escogita un diabolico piano per far fuori la moglie ricorrendo al delitto d'onore. Ad omicidio compiuto e scontata la breve pena, farà ritorno a Cefalù, ma non saranno tutte rose e fiori. Un affascinante Mastroianni, che condisce il suo personaggio con tanto di tick che si dice ispirati a quelli di Germi, è interprete magistrale [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 gennaio 2010
fedeleto

L'attrazione e' una brutta bestia.Questo lo sa bene un certo fefe,il protagonista di DIVORZIO ALL'ITALIANA interpretato da un grande mastroianni,che ormai e' sposato da molti anni con rosalia e quando l'amore diventa troppo ossessivo cosa si deve fare?ma sopratutto quando ormai l'amore si sposta su una ragazza di nome angela bella come il sole ,che fara' fefe?PIETO GERMI,un [...] Vai alla recensione »

lunedì 26 novembre 2012
Gwynplaine

la perfeciòn!

venerdì 26 ottobre 2018
Pasquiota

Uno dei vertici assoluti della commedia all'italiana, dove la satira dei costumi siciliani si allarga fino a gettare un'ombra inquietante sull'istituzione matrimoniale. Mastroianni impareggiabile: Germi ha costruito la pellicola - sorretta da una sceneggiatura perfetta - tutta su misura del grande attore Memorabile la scena in cui legge le lettere anonime.

lunedì 30 maggio 2016
nicolacoelli

Forse il vero capolavoro di Germi ,il film consente di leggere ,con linguaggio ferocemente satirico,una certa Sicilia -e Italia- del recente passato,attraverso una narrazione compatta e stlisticamente perfetta. L'opera non passaggi  inutili e cadute di stile ( salvo il lancio di Rosaria in orbita terrestre !).Ottimo tutto,dalla prestazione superba di Mastroianni,alla bravura dei caratteristi [...] Vai alla recensione »

sabato 19 luglio 2014
g_andrini

E' un film che parte lento, descrivendo un po' la vita dei tempi e luoghi raccontati. Poi diviene più brillante, bella la trovata del registratore audio a nastro. Mi è piaciuto, e, anche se un po' superato, regala buone sensazioni a chi sa apprezzare.

Frasi
E perciò, miei cari e fedeli amati concittadini, io vi esorto a dare il vostro suffragio a un partito che sia popolare. E cioè democratico. E quindi rispettoso della nostra fede cristiana. Un partito, per concludere, che sia democratico e cristiano.
Una frase di Il parroco (Antonio Acqua)
dal film Divorzio all'italiana
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Il delitto d’onore è molto meno frequente di una volta, ma, soprattutto nel sud, continua ad inserirsi tra quei fatti di cronaca nera cui i giornali dedicano più vistoso (e rispettoso) rilievo. Il film di oggi ne traccia una divertente parodia immaginando che, a compierlo, sia un patrizio siciliano che, volendo sposare un’altra donna, spinge la moglie a tradirlo, cento di trovar dopo concordi nella [...] Vai alla recensione »

Gian Piero dell'Acqua

In Sicilia, il non più giovane barone Cefalù, sposato e poi invaghitosi di una splendida adolescente, per poter cogliere il frutto che le vigenti leggi sull’indissolubilità del matrimonio gli vietano, si libera della moglie uccidendola, dopo essersi precostituito le attenuanti che degradano l’omicidio a delitto d’onore. Il film ebbe un successo eccezionale, ma forse più per il suo carattere farsesco [...] Vai alla recensione »

winner
miglior scenegg.ra originale
Premio Oscar
1963
winner
premio speciale
Festival di Cannes
1962
winner
miglior attore
Nastri d'Argento
1962
winner
miglior scenegg.ra
Nastri d'Argento
1962
winner
miglior soggetto originale
Nastri d'Argento
1962
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