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sabato 4 luglio 2020

Chris Hemsworth

Thor dell'Australia

36 anni, 11 Agosto 1983 (Leone), Melbourne (Australia)
occhiello
Thor: "È mio fratello!"
Natasha: "Ha ucciso ottanta persone!"
Thor: "È adottato!"

dal film The Avengers (2012) Chris Hemsworth  Thor
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Chris Hemsworth
Critics Choice Award 2018
Nomination miglior attore in un film brillante per il film Thor: Ragnarok di Taika Waititi



Branagh e Hemsworth in Italia per presentare il loro Thor.

Kenneth e Chris: la strana coppia che fa tremare Asgard

venerdì 15 aprile 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Kenneth e Chris: la strana coppia che fa tremare Asgard «Sì, lo so, adesso vi chiederete come ho fatto a cavarmela con il 3D»: perfetta metafora del suo approccio al tecnologico universo Marvel, Kenneth Branagh alle prese con la dispettosa cuffietta del traduttore radio è uno spettacolo che produce un senso di tenerezza e compassione insieme. Alla conferenza stampa romana del suo film Thor (dal 27 aprile in 600 copie), seduto tra una pila di plastiche action figure accanto al plastico protagonista in carne e ossa Chris Hemsworth, il serio filologo d’estetica shakesperiana sembra divertirsi come un bambino. Più rigida e impostata, la sua finnica creatura (che poi finnica non è, ma australiana doc) non sembra ancora uscita dal personaggio: a guardarli vicini l’uno all’altro, non si capisce come Branagh e Hemsworth possano appartenere allo stesso universo.

Men in Black - International

Men in Black - International

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,62)
Un film di F. Gary Gray. Con Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Liam Neeson, Emma Thompson, Rafe Spall.
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Genere Azione, - USA 2019. Uscita 25/07/2019.
Avengers: Endgame

Avengers: Endgame

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,52)
Un film di Joe Russo, Anthony Russo. Con Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Scarlett Johansson.
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Genere Azione, - USA 2019. Uscita 24/04/2019.
7 Sconosciuti a El Royale

7 Sconosciuti a El Royale

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,71)
Un film di Drew Goddard. Con Jeff Bridges, Cynthia Erivo, Dakota Johnson, Jon Hamm, Cailee Spaeny.
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Genere Thriller, - USA 2018. Uscita 25/10/2018.
12 Soldiers

12 Soldiers

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,70)
Un film di Nicolai Fuglsig. Con Chris Hemsworth, Michael Shannon (II), Michael Peña, Navid Negahban, Trevante Rhodes.
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Genere Azione, - USA 2018. Uscita 11/07/2018.
Avengers: Infinity War

Avengers: Infinity War

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,59)
Un film di Joe Russo, Anthony Russo. Con Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Chris Evans, Scarlett Johansson.
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Genere Azione, - USA 2018. Uscita 25/04/2018.
Filmografia di Chris Hemsworth »

lunedì 1 giugno 2020 - Come in tante opere di genere, la violenza rappresenta solo la superficie del dolore. Su Netflix.

Tyler Rake, un action che nasconde il grande tema della perdita

Sara Gelao, Vincitrice del Premio Scrivere di Cinema cinemanews

Tyler Rake, un action che nasconde il grande tema della perdita Tyler Rake è il titolo dell’opera prima di Sam Hargrave, al suo debutto da regista dopo una carriera da stunt-coordinator nell’universo Marvel. Questa volta Netflix confeziona un action-thriller dagli scontri coreografici e cinetici, orchestrati secondo una prospettiva, a tratti, da videogame iperrealistico. Con una sceneggiatura scritta e prodotta dai fratelli Russo, l’emergente director ci consegna un prodotto di grande azione.

Sulla scia dell’iconica saga di John Wick e del distopico I figli degli uomini, Tyler Rake può sembrare un action movie usa-e-getta ma, pensandoci sù, cela dei meriti da riconoscergli, come quel piano-sequenza di undici minuti che fa eco a quello del recentemente elogiato 1917 (guarda la video recensione).
Sara Gelao, Vincitrice del Premio Scrivere di Cinema 
Tutto inizia in medias res. Il protagonista, appunto Tyler Rake, è sin da subito calato nel ruolo di soldato di ventura in piena missione e in uno scenario orientale canonicamente polveroso e fatiscente. Il pretesto narrativo è quello del rapimento del figlio di uno dei più potenti boss della droga del Bangladesh, tenuto nascosto in una delle città più impenetrabili del mondo, Dacca. Ed è qui che entra in scena Chris Hemsworth nei panni di un mercenario del mercato nero che ormai sembra avere ben poco da perdere nella vita. Tyler Rake è così un impavido personaggio da cartone, tormentato, piegato da una fuga irreparabile e imperdonabile, quella da suo figlio in fin di vita pochi anni prima. Tra una sparatoria e un’altra, tra un’esplosione e un inseguimento, la forza motrice di tutto il film e dello stesso protagonista si fa sotterranea ma imperativa: non è altro che una perdita incolmabile che detta un abisso personale. E Tyler Rake lo inganna così quell’abisso, con una paradossale e controversa violenza redentrice. 

È vero che Rake preme il grilletto apparentemente a sangue freddo, senza battere ciglio e senza scrupoli. Ma è altrettanto lampante che quel personaggio così pervicacemente e ostentatamente stoico è una capziosa copertura, un cieco diversivo che ovatta il dolore crudo della sua intima realtà. Nello sfoggio di un adrenalinico tour de force violentemente muscolare e vagamente guerresco, quei fiochi flashback di un bambino che rincorre a piedi nudi la riva del mare non dovrebbero essere letti come meri intermedi nostalgici ma piuttosto come cruciali chiavi di accesso ad un concetto cardine del film. 
Quel bambino che Rake tenta di salvare con tutto se stesso è quello che non ha potuto salvare in precedenza, suo figlio. È questa la sua vera missione, il suo viscerale scopo e senso al quale, eroicamente, si immola. Tutta quella violenza è l’ultima arma che gli è rimasta per soffocare questa logorante colpa, la quale emerge stringata in una manciata di scene più apertamente introspettive, instillate occasionalmente nel film. 

Al di là dell’atmosfera elettrica e di una cinepresa che senza sosta insegue i personaggi in acrobatiche lotte e carneficine, il film ci lascia con delle domande. La violenza, da dove nasce e dove porta? Il dolore di un rimpianto, di un rimorso che ti annega, come si cura? Il tema della perdita, del dolore che essa esige e del naturale tentativo, tutto umano, di arginarla, se non di superarla, ci è sicuramente familiare. Nel cinema è un jolly: l’immedesimazione per noi spettatori è immediata, garantita. Tutti abbiamo perso qualcuno o qualcosa nella vita. Tutti abbiamo dovuto fare i conti con la nostra amara realtà. Tutti abbiamo trovato –o troveremo– il nostro personalissimo antidoto. 

Titoli come Collateral Beauty o Tre Manifesti a Ebbing, Missouri (guarda la video recensione) hanno fragorosamente portato sul grande schermo tematiche simili. Da qui si fa strada tutta l’assordante agonia che la perdita di un figlio può infliggere, tutta l’immonda ma imprescindibile fatica di dargli il significato e la giustizia che essa merita, tutta quella strenua forza d’animo che i colpi della sorte possono mettere a dura prova. E Tyler Rake, sottotraccia e ad uno sguardo più attento, ci lascia intendere tutto questo. Il denominatore comune di vite estreme, sofferte e violente è, spesso, il dolore irreprensibile di una perdita, di un vuoto che aliena. 
   

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