Ghost in the Shell

Film 2017 | Azione +13 120 min.

Titolo originaleGhost in the Shell
Anno2017
GenereAzione
ProduzioneUSA
Durata120 minuti
Regia diRupert Sanders
AttoriScarlett Johansson, Michael Pitt, Juliette Binoche, Michael Wincott, Danusia Samal, Lasarus Ratuere, Pilou Asbæk Takeshi Kitano, Chin Han, Chris Obi, Joseph Naufahu, Kaori Momoi, Yutaka Izumihara, Tawanda Manyimo, Rila Fukushima.
Uscitagiovedì 30 marzo 2017
TagDa vedere 2017
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,04 su 35 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Rupert Sanders. Un film Da vedere 2017 con Scarlett Johansson, Michael Pitt, Juliette Binoche, Michael Wincott, Danusia Samal, Lasarus Ratuere, Pilou Asbæk. Cast completo Titolo originale: Ghost in the Shell. Genere Azione - USA, 2017, durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 30 marzo 2017 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,04 su 35 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ghost in the Shell
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La storia del maggiore Makoto Kusanagi e dei membri della Sezione di Sicurezza Pubblica numero 9 specializzata in casi in cui sono coinvolti terroristi e hacker. In Italia al Box Office Ghost in the Shell ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 2,2 milioni di euro e 937 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,04/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,80
PUBBLICO 3,33
CONSIGLIATO SÌ
Sanders rilegge il manga di partenza in chiave più classica, guardando al recente cinema dei supereroi. Senza tradire l'immaginario del franchise.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 30 marzo 2017
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 30 marzo 2017

Il Maggiore è un essere unico nella sua specie, il prototipo di quello che molti potrebbero diventare in futuro, e un'arma potentissima. Recuperato da un terribile incidente, il corpo biologico del Maggiore è stato sostituto con uno interamente artificiale, ma il ghost, cioè l'anima, è rimasta la sua. Da qualche parte, la parte più importante, il Maggiore è ancora umana, anche se (e proprio perché) la sua natura le pone dei dubbi che la tormentano. Li sfrutta Kuze, un misterioso terrorista, che la Section 9, capitanata dal Maggiore e gestita dalla Hanka Robotics ha l'ordine di trovare ed eliminare.
Discutere, o al contrario celebrare, il grado di somiglianza tra "figlio" e "madre", si tratti della scelta di cast di Scarlett Johansson o del film di Rupert Sanders rispetto al manga di Masamune Shiro, ci sembra un esercizio non fondamentale, che sposta il fuoco altrove rispetto al film in sé, alla sua singolarità o, per restare in tema, alla sua identità.

Come la sua protagonista, Ghost in the shell parrebbe non possedere sulla carta niente di proprio e invece scopre la sua personalità man mano che procede, la va a cercare e se la conquista, proprio come lei, che quando pensa di non avere ormai più nulla di reale, comincia a trasformarsi nel corpo, a livello di immagine, e mostra una schiena che si direbbe vera.

La materia di cui è fatto il film di Sanders è certamente fatta, in parte, anche e molto del precedente di Mamoru Oshii, ma a momenti, rivisitati, rimescolati, come ogni essere è fatto di ripetizioni più o meno consapevoli, e talvolta identiche, delle "espressioni" di chi l'ha creato. E c'è dell'altro. Oshii stesso aveva operato una scelta tra le sottotrame del manga e seguito quella del Burattinaio, mentre quest'ultimo adattamento, tecnologicamente potenziato, fa un percorso diverso, oltre a contemplare una nuova trasformazione. Dopo quella dal disegno all'immagine in movimento, è ora infatti la volta del passaggio dall'animazione al live action, con nuovi innesti digitali ma anche la stessa attenzione alla continuità nella miscela, che preserva innanzitutto l'immaginario cyberpunk e la malinconia della macchina, tema fantascientifico dal fascino eterno.
Nel film di Sanders, il tono lirico della versione animata, quello che le permetteva di mettere al proprio centro una lunga sequenza musicale, disabitata dai protagonisti, non trova spazio: l'action guadagna più importanza, molte sequenze sono tese e sostenute da una colonna più abituale rispetto al genere, e la dinamica narrativa è più classica e "americana", come lo è la metafora, puntuale, del randagismo, che accomuna i cani di Batou e i ragazzini ribelli scappati di casa. È un approccio diverso, che però non compromette la direttrice tematica di un'umanità da (ri)trovare, né lascia fuori momenti più liberi, come il minuto di gloria di "Beat" Takeshi, quando pronuncia la battuta già destinata alla storia: "Mai mandare un coniglio a uccidere una volpe", o quello della protagonista di fronte alla lapide, che illumina un'altra accezione del termine "ghost".
Il finale è in tema con la sostanziale rilettura in chiave supereroistica che il film fa della storia e del personaggio originali. La consapevolezza si configura come una risposta (siamo quello che facciamo), compresa la consapevolezza di genere, e il consenso, per una volta, è un consenso informato.

Il manga ritrova il respiro del grande schermo in una versione live prodotta dalla Dreamworks.
Overview di Marzia Gandolfi

In principio era il manga (1989). Ghost in the Shell, franchise giapponese degli anni Novanta, comincia dai disegni di Masamune Shirow, declinati in film, videogame, serie TV e romanzi (inediti in Italia) che hanno marcato gli anni Novanta e l'immaginario. Adatto (e animato) due volte al cinema, nel 1997 e nel 2004 da Mamoru Oshii, Ghost in the shell ritrova il respiro del grande schermo in una versione live prodotta dalla Dreamworks. Ambientazione cyberpunk e dimensione filosofica, Ghost in the shell avanza negli anni e con la tecnologia fino a New Port City, in Giappone, dove il Maggiore Motoko Kusanagi e la Sezione 9, reparto speciale della polizia che combatte il terrorismo informatico, devono scovare un misterioso hacker in grado di introdursi nei cervelli cibernetici e prenderne il controllo.

Agente in un corpo interamente cibernetico, Motoko Kusanagi ha un'anima umana, il ghost del titolo, che cova sotto la corazza (shell) ed è la causa del suo disagio. Tra distopia e utopia, corpo e spirito, biologico e tecnologico, VHS e 3D, versioni ed espansioni, Ghost in the shell concepisce una nuova natura.

Natura che nasce dall'incontro tra Motoko Kusanagi, che vive il proprio corpo come prigione dello spirito, e un puppet master, spirito artificiale affrancato da tutte le ambasce del corpo. Uno spirito che non conosce l'enclave materiale. Diversamente da Terminator, in cui James Cameron rintraccia le briciole di umanità al cuore di un mondo promesso alla robotizzazione, Ghost in the shell non contempla la lotta della carne contro l'acciaio ma interroga e comprende l'altro da sé. Eludendo qualsiasi manicheismo e trascendendo l'intrigo, Ghost in the shell è la storia di un incontro tra due esseri singolari. Il dialogo filosofico tra due aspetti incompleti dell'umanità che tendono ineludibilmente a completarsi. In uscita a marzo, Ghost in the shell è diretto da Rupert Sanders (Biancaneve e il cacciatore) e promette nel trailer l'essenza dell'originale. Sotto la complessità della trama, il manga di Masamune Shirow rivela una fenomenale profondità discorsiva su corpo e spirito, riprendendo e rilanciando le grandi linee del pensiero filosofico, da Plotino a Cartesio, costruite sullo stesso soggetto. Al fondo dell'azione il paradosso del corpo, prigione per lo sviluppo spirituale dell'individuo e insieme vettore essenziale per sviluppare lo spirito.

Dispositivo di idee, la science fiction è un genere che permette di sperimentare all'infinito, di creare città senza identità e universi onirici in cui qualche volta la tecnologia ci mette in stato di veglia, alleggerendoci del corpo. A vegliare ci pensa il Major di Scarlett Johansson. Se in Her esprimeva il bisogno di incarnarsi, in Ghost in the shell si domanda se è davvero il corpo a definire la sua identità. Procedendo in direzione ostinata e contraria, l'attrice sembra emanciparsi dal corpo e aspirare a una sorta di 'io' universale, uno spirito libero dal peso della materia. Da Philip K. Dick a Isaac Asimov, passando per Blade Runner e il dualismo cartesiano, Ghost in the shell non ha ancora esaurito la sua portata potenziale, gettando un altro sguardo sul 'postumano', avanzando in primo piano un'eroina e intervenendo sulla questione delle visioni contrapposte della figura del cyborg. Da una parte la costruzione tipicamente virile, militaresca e aggressiva dell'organismo tecnologicamente implementato (Terminator), dall'altra l'utopia cyber femminista sulle potenzialità liberatorie della tecnologia (Ghost in the shell).

Il sex-appeal dell'inorganico
Più prosaicamente, lontano dalla sottigliezza della sua filosofia e in anticipo sull'uscita in sala, Ghost in the shell è salito agli onori della stampa per la sua protagonista, Scarlett Johansson. Attaccata dai fan del celebre franchise giapponese, la DreamWorks ha difeso la sua scelta contro l'accusa di whitewashing, ovvero scegliere attori bianchi per recitare ruoli che 'bianchi' non sono. Non è certo la prima volta per Hollywood e non basterebbe una vita a elencare gli interpreti e i disastrosi effetti (qualche volta) di questa decisione. Da Laurence Olivier (Otello) a Marlon Brando (Viva Zapata!), da Katharine Hepburn (La stirpe del drago) a Mickey Rooney (Colazione da Tiffany), da Luise Rainer (La buona terra) a Linda Hunt (Un anno vissuto pericolosamente), da George Chakiris (West Side Story) a Peter Sellers (Hollywood Party), Hollywood ha praticato largamente il whitewashing e il suo corollario, lo yellow face. Tra supposti test per 'diluire' l'etnicità di Scarlett Johansson e il solo colore che pare interessare Hollywood, il verde, la polemica divampa. Provando a spostare la questione e se possibile a elevarla, è più vantaggioso chiedersi perché un'attrice di padre danese e madre polacca, possa invece interpretare la poesia high-tech di Masamune Shirow e perché i giapponesi siano stati i primi a sorprendersi dell'affaire. Sorpresi sì, perché la specificità del cinema giapponese consiste oggi nella combinazione tra la propria eredità estetica e la sua negazione. Il cinema di genere come il variegato mondo dell'animazione conduce un'interrogazione sulla società giapponese e sul modo in cui, al di là della dualità obsoleta tra tradizione e modernità, proceda a tentativi di integrare altre forme culturali, restando se stessa, dinamizzandosi ed esteriorizzandosi.
E d'altra parte il manga di Masamune Shirow conferma questo movimento mettendo in questione le distinzioni natura e artificio, spirito e corpo, organismo e macchina e offrendo l'occasione per costruire nuove forme di soggettività che superino ogni strutturazione oppositiva, in primo luogo l'annosa considerazione della tecnologia in termini positivi o negativi. Nell'ambito della riflessione sulle figure liminali come i cyborg, Ghost in the shell non sembra considerare la tecnologia né amica né ostile. La tecnologia diventa piuttosto uno spazio a partire dal quale ripensare la propria identità e la propria politica identitaria fondata sulle relazioni dicotomiche tra il sé e l'altro. La dialettica, diversamente dalla sclerotizzazione, favorisce da sempre il costante processo di ridefinizione. Nel quadro di una cultura che pratica la filosofia interculturale e la contaminazione estetica, la polemica intorno a Scarlett Johansson è priva di senso per i fan giapponesi del manga e per Sam Yoshiba, editore della Kodansha Comic, più concentrato sulla chance di un'opera giapponese di essere vista nel mondo interno. Al di là dell'indubbio colpo di marketing, Scarlett Johansson sembra tagliata per il ruolo di donna cyborg. Portatrice di un'alterità coltivata con l'alieno di Under the Skin, tradotta dalla voce viva e sensuale di Samantha (Her), smarrita nella bolla di narcisismo personale e culturale di Lost in Translation, trasferta (guarda caso) nipponica in cui esplorava Tokyo coi tempi del jet lag, l'attrice americana sembra l'ultimo confine che separa l'interno dall'esterno, l'interiorità dall'esteriorità, la profondità dalla superficie. In un cast multietnico che contempla Takeshi Kitano e Michael Pitt, Rila Fukushima e Juliette Binoche, Scarlett Johansson, dopo essere stata la voce più carnale del cinema, s'impone allo spettatore dentro un corpo-armatura che evidenzia con le forme femminili una bellezza irreale. Trasformato in perfetto feticcio sessuale e mascherato dall'esaltazione della natura meccanica dell'organismo, il corpo dell'attrice sembra rivelare la meccanica dell'io interiore.
Giunture, pelle sintetica, levigatezza, candore, flessibilità, resistenza, elasticità, Scarlett Johansson materializza il sex-appeal dell'inorganico, emancipato dal desiderio e dall'apparenza delle forme, e si tuffa letteralmente in un'avventura che potrebbe costituire un percorso di sovversione del femminile. Non ci resta che aspettare. Aspettare e vedere dove condurrà l'alleanza tra la tecnologia e la donna. E scoprire in quale piega dell'universo enigmatico di Masamune Shirow si è nascosto Michael Pitt, l'unica star del cast a non comparire nel trailer.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
GHOST IN THE SHELL
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 3 aprile 2017
Ashtray_Bliss

 In un futuro prossimo uomini e macchine saranno sempre più vicini e pressochè inscindibili. Le intelligenze artificiali e i corpi umani si fondono creando degli ibridi, o umanoidi, con capacità straordinarie mentre i loro corpi e le loro menti sono costantemente legate alla rete, ad Internet. In questo futuro tutto è digitale, tutto passa attraverso internet e la realt&agra [...] Vai alla recensione »

domenica 9 aprile 2017
GUSTIBUS

Non mi aspettavo di vedere un film cosi'bello!...meravigliato al massimo!..un cervello umano in un corpo robotizzato e cibernetico.Tutto ruota attorno a questi due elementi.Complimenti al regista Sanders che sembra quasi impossibile trasformare il fumetto anni 90"Ghost in the Shell"...invece ce' riuscito con un film splendido.Raffinato nelle immagini.

sabato 1 aprile 2017
no_data

Un nuovo tassello si aggiunge alla saga fantascientifica cult di Ghost in the Shell che dal lontano 1989, quando fu pubblicato il primo volume del manga di Masamune Shirow, continua ad essere un riferimento per la cyber fantascienza di tutto il mondo. Cupo, introspettivo, lo spettatore si trova immerso in un mondo che oscilla tra la realtà dei corpi modificati di esseri umani e di intelligenze [...] Vai alla recensione »

martedì 25 luglio 2017
Liuk!

Siamo alla fine degli anni '80 quando il manga Ghost In The Shell irrompe sulle scene di mezzo mondo, spopolando non solo in Giappone ma anche negli USA e, meno, in Europa. Il cyberpunk è in voga, il ricordo di Blade Runner è più che vivo, Ghost in The Shell è perfetto per portare questo stile in oriente e per influenzare quelle che saranno le tematiche centrali di [...] Vai alla recensione »

martedì 11 aprile 2017
Cristian

Adattamento live action dell’omonimo manga del 1989 di Masamune Shirow, Ghost in the Shelldi Rupert Sanders (Biancaneve e il cacciatore) è un prodotto che piace ma che non osa strafare, seppure la profondità di base del tema richiedesse al regista almeno un po’ più di coraggio. Sceneggiatura di Jamie Moss (La notte non aspetta) e William Wheeler (L’imbroglio) [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 aprile 2017
Ciolo

Che cos'è il Ghost... è l'anima la sua unicità e tutti i ricordi che ci rendono diversi dalle macchine... ma nell'accezione di Shirow è anche porpio il "fantasma" di tutto questo in un mondo in cui è difficile distinguere l'uomo dalla macchina!.  Questo è il messaggio del Manga e dei diversi anime, nel film non si va troppo in [...] Vai alla recensione »

domenica 2 aprile 2017
Nevira

Premetto subito che avevo visto la prima serie televisiva e i due primi film, e che sono un amante del franchising animato giapponese, e che dunque le mie valutazioni sono un po' prevenute. Il film nel complesso è buono e regge bene le due ore, con una prestazione complessiva di poco superiore alla media. Gli effetti speciali e le scene di azione sono molto buoni.

sabato 1 aprile 2017
Maurizio.Meres

Un buon film tratto da una serie fumettistica di notevole successo,che può dare molteplici interpretazioni in un cinema futuristico,sempre alla ricerca di un qualcosa di nuovo ma ancora ancorato nei racconti fumettistici soprattutto Giapponesi,dove la realtà più evidente è il totale dominio della rete,tutto passa attraverso l'assoluto controllo di quello che rimane dell'e [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 aprile 2017
tmpsvita

 Parto con il presupposto di non aver visto né i vari anime né letto la serie manga, ma cercherò di provvedere a riguardo; quindi, ovviamente, non potrò fare paragoni.  Ero molto curioso di vedere questo film, ma non avevo grandi aspettative perché il trailer non mi aveva convinto del tutto. In generale è un film che intrattiene e divertente [...] Vai alla recensione »

venerdì 14 aprile 2017
LucaVon95

inizio questa recensione facendo una piccola premessa. io ho amato l'anime di Oshii del 1995 e non lo dico perchè devo fare il fan di roba popolare e basta come fa la maggior parte, io l'ho amato davvero perchè sono un amante di quella fantascienza cyberpunk dove il vecchio si mescola con il nuovo, dove non si sa più chi sia il vero essere umano e chi no, un punto dove l'equilibrio tra uomo e macchina [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 aprile 2017
Ratzo

Il film di per se scorre fluido e regala momenti di speranza per il genere umano.... gli effetti speciali sono azzeccati e lei, la protagonista, è perfetta nella parte , allora? Allora stiamo guardando Ghost in the shell , non Robocop! La fama e la gloria della protagonista sono tali per un paio di ragioni : _non si sa chi sia ne da dove arrivi _deciderà di evolvere il proprio spirito umano fondendolo [...] Vai alla recensione »

martedì 11 aprile 2017
Mattomarinaio

GHOST IN THE SHELL è un film completo e dalla piacevole visione, ma riesce comunque a deludere molte aspettative del pubblico. Da un lato abbiamo i fan, conquistati dalla precisa ricostruzione di alcune scene iconiche del film animato di Mamoru Oshii (da cui il film è liberamente tratto) ma delusi da una trama prevedibile e poco originale basata sulla tipica struttura del poliziesco [...] Vai alla recensione »

domenica 9 aprile 2017
fabius

Inutile dilungarsi sulla trama, pur intrigante ed interessante (e con echi etico-sociali non da poco): va visto per almeno tre motivi. In primis perchè è filologicamente vicino allo spirito del man-ga originale (salvo un paio di concessioni, che però stonano senza disturbare); poi, perchè è decisamente ben strutturato, ben diretto e degno precipitato dello spirito dreamworks, che inventa ma non inquìna. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 5 aprile 2017
Paolo Salvaro

Rivisitazione hollywoodiana di un celebre manga e film giapponese, il Ghost in the Shell americano diretto dell'inglese Rupert Sanders risulta com'era prevedibile assai meno profondo del prodotto originale ma risulta nonostante ciò gradevole.   Ne risente di gran lunga l'arte narrativa, ne giovano in compenso molto l'azione e l'ambientazione cyberpunk.

domenica 16 aprile 2017
ANDREA GIOSTRA

 Il fantascientifico film di Sanders è un libero remake del “Ghost in the Shell” di Mamoru Oshii del 1995, presentato al Festival di Venezia di allora, e in concorso al Festival di Cannes del 2004 con il sequel“Innocence” (tradotto dalla distribuzione italiana con “Ghost in the Shell: L'Attacco dei Cyborg”), che vide una produzione nipponico-britannica. [...] Vai alla recensione »

sabato 8 aprile 2017
micron-surf

 Un impianto grafico notevole ed elaborato non può bastare, da solo, a salvare un'opera  che pare più basata su Terminator che sullo "Zen tecnologico" originale. Anche perché questo avveniristico impianto grafico è stato già visto e rivisto ed ha costituito l'immaginario futuristico di quasi due generazioni precedenti a questa; mi riferisco [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 marzo 2017
samanta

Il film è un film di fantascienza tratto da un fumetto giapponese che specie in quel paese ha avuto un grande successo ed è ambientato in un futuro prossimo dominato dalla tecnologia e dalla cibernetica.. La trama è semplice: la protagonista Kusanagi (Scarlett Johansson) denominata il Maggiore svolge le funzioni di agente di un reparto speciale della Difesa Giapponese (sezion 9), [...] Vai alla recensione »

sabato 8 aprile 2017
Mattomarinaio

Per quanto la stampa lo stia etichettando come Flop commerciale, GHOST IN THE SHELL non è un brutto film, ma riesce a deludere praticamente tutte le aspettative del pubblico a cui sembrava rivolto. Da un lato abbiamo i fan, conquistati dalla precisa ricostruzione di alcune scene iconiche del film animato di Mamoru Oshii (da cui il film è liberamente tratto) ma delusi da una trama prevedibile [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 marzo 2017
Mbaco

O si è solamente informata online?...

domenica 2 aprile 2017
Maramaldo

... se di questo film - come si teme alla fine - si farà un sequel. Altri interrogativi angosciosi: il cervello  di Scarlett non era stato fatto già deflagrare  da Besson in Lucy? e quella calzamaglia color carne, asessuata ma non troppo, è la stessa di Under the Skin?

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
lunedì 3 aprile 2017
Mariangela Carbone, vincitrice del Premio Scrivere di Cinema

Il futurismo cibernetico di Ghost in the Shell, nato dalla mente e dal disegno di Masamune Shirow ormai più di venticinque anni fa, ha conosciuto la trasposizione per il grande schermo con i due anime di Mamoru Oshii, del 1995 e del 2004, mirabile fusione di animazione tradizionale e computerizzata, cui segue ora il live action di Rupert Sanders che riporta al cinema il Maggiore Mira e la sua Sezione 9, impegnata a combattere crimini cibernetici.

Affidare l'adattamento di un cult dell'anime a una produzione americana può comportare dei rischi, tra cui deludere fazioni di fan per la presunta poca fedeltà con il testo originario. La scelta di Scarlett Johansson come attrice protagonista, se pur abbia fatto discutere (con accuse di whitewashing), risulta azzeccata: l'attrice, abituata a ruoli d'azione, possiede la fisicità adatta per incarnare l'ibrido umano-cyborg, unico della sua specie, di cui sottolinea il corpo robotico con movimenti meccanici.

La presenza della star e lo sforzo del regista di limitare la complessità della trama originaria fanno del film un tentativo riuscito di rendere maggiormente fruibile un'opera ostica e profonda e di sdoganare l'arte animata giapponese al grande pubblico mondiale. Prelevando fedelmente alcuni episodi dalla trama degli anime e tralasciandone molti altri, l'opera di Sanders non dimentica i colori e le ambientazioni che Oshii realizzò avendo ben presente la metropoli ipertecnologica e decadente di Blade Runner, ma li conserva, potenziandoli con grandiosi effetti speciali che, inseme al 3D, regalano un'esperienza cinematografica travolgente.

FOCUS
sabato 1 aprile 2017
Roy Menarini

Le rivendicazioni sociali nel campo della cultura cinematografica sono davvero bizzarre. Vedendo Ghost in the Shell appare abbastanza evidente che Scarlett Johansson rappresenta una immersione divistica occidentale in un mondo completamente orientale quanto a immaginario, gusto, attori, sensibilità.

Il cosiddetto whitewashing (appropriazione "bianca" di storie e miti non occidentali) in questo caso non c'entra nulla, anzi dà vita a una sorta di ragionamento interno alla storia sulla impossibilità di incarnare manga e anime senza far emergere inevitabilmente il ricordo di quella tradizione.

Una Johansson particolarmente spaesata - e, diciamo la verità, proprio sulla consapevolezza di questa impotente ibridazione si giocano le discussioni tra chi ha amato il film e chi lo ha detestato per la sua debolezza figurativa - tanto che sembra lei stessa, in quanto attrice, invasa dai fantasmi della cultura giapponese e allucinata dai glitch di altre forme di recitazione. La stessa scomposizione del volto in sezioni mobili, la geografia del corpo (esaltato da Rupert Sanders nella sua piccolezza e compattezza), il tema della personalità nascosta nel cyborg ospitante (il ghost nello shell) potrebbero far parte tutti di un disegno divistico di collocazione della star americana, sempre più orientata verso un certo tipo di personaggio.

FOCUS
mercoledì 15 marzo 2017
Emanuele Sacchi

Un cervello, un corpo, la creazione di una nuova vita sintetica. Così cominciano i 14 minuti - essenzialmente estratti dall'incipit del film - di Ghost in the Shell, visti in anteprima, come preview dell'evento che verrà.

I numerosi otaku infastiditi dal cambio di nome e dal whitewashing legato alla presenza di Scarlett Johansson forse troveranno un po' di pace: le atmosfere originarie del manga di Shiro Masamune e dell'adattamento cinematografico di Mamoru Oshii sono riprodotte fedelmente, in un credibile, e credibilmente futuribile, universo cyberpunk.

La travolgente sequenza iniziale di Ghost in the Shell impressiona. Non è un verbo che oggigiorno si possa spendere invano, considerato il livello di abitudine delle nostre retine alle meraviglie tecnologiche. Ma da quanto visto sin qui sembra di poter affermare che quel gap avvertito negli '80 di Blade Runner o alla fine dei '90 con Matrix possa appartenere a Ghost in the Shell, specie se saprà fornire anche un'ossatura narrativa all'altezza e un ritmo adeguato al compito. Lo spirito della lanterna magica, del cinema sci-fi come stupore e come visione di quel che ancora la contemporaneità non contempla, sembra preservato, ad uso e consumo di moltitudini che auspicabilmente affolleranno multisale tecnologicamente attrezzate allo scopo.

Frasi
Tutti quelli intorno a me si sentono connessi a qualcosa... a qualcosa a cui io non sono connessa.
Una frase di Kusanagi (Scarlett Johansson)
dal film Ghost in the Shell - a cura di MYmovies.it
- Tutto quello che ti hanno raccontato è una bugia.
- Tu chi sei?
- Loro non ti hanno salvato la vita! Te l'hanno rubata!
Dialogo tra Kusanagi (Scarlett Johansson) - Kuze (Michael Pitt)
dal film Ghost in the Shell - a cura di MYmovies.it
Mai mandare un coniglio ad uccidere una volpe.
Una frase di Daisuke Aramaki (Takeshi Kitano)
dal film Ghost in the Shell
- Tu sei la prima del genere. Non sei invulnerabile!
- Magari la prossima volta progettami meglio...
Dialogo tra Kusanagi (Scarlett Johansson) - La dottoressa Ouelet (Juliette Binoche)
dal film Ghost in the Shell - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 30 marzo 2017
Valerio Caprara
Il Mattino

Nessuno snobbi la saga solo perché Hollywood la porta sugli schermi in versione blockbuster. Senza azzardarci a stuzzicare la la setta onnisciente degli adepti, si può dare per noto l'elenco di album, film, serie tv, videogiochi generati da "Ghost in the Shell", il manga di Masamune Shirow pubblicato nel 1989 che ha marchiato indelebilmente il filone fantascientifico cosiddetto cyberpunk tramandando [...] Vai alla recensione »

sabato 1 aprile 2017
Aldo Fresia
Pagina 99

Prima ancora di debuttare nelle sale cinematografiche, Ghost in the Shell è stato al centro di molte discussioni. Due questioni in particolare hanno infiammato il dibattito, ma la prima si è risolta senza apparenti danni per il film. Sto parlando della polemica legata alla presenza di Scarlett Johansson come protagonista e alla conseguente accusa di whitewashing, termine con il quale si stigmatizza [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 marzo 2017
Alessandra De Luca
Avvenire

In un futuro cyberpunk il cervello di giovane donna impiantato in un corpo artificiale facilmente riparabile, è il prototipo di una nuova generazione di armi potentissime. Le sue indagini alla ricerca dei terroristi che eliminano gli scienziati della Hanka Robotic la costringe a fare i conti con una realtà molto diversa da quella che immaginava. Rupert Sanders rilegge il manga (già tradotto in due [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 marzo 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Ben prima di vedere Ghost in The Shell, molti appassionati hanno gridato alla lesa maestà nella pregiudiziale certezza che la versione hollywoodiana del celebre manga di Masamune Shirow nel 1989 non ne avrebbe rispettato gli stratificati spessori; e che in ogni caso il film non si sarebbe mostrato all'altezza della pellicola d'animazione di Mamoru Oshii (1995), da cui trassero ispirazione i Wachowski [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 marzo 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Il Maggiore, baluardo contro la criminalità del futuro, fa impallidire il vecchio Robocop. Unione di cervello umano (ghost) e involucro sintetico (shell), è l'evoluzione ultima di un universo ciberneticamente modificato, dove umano e non-umano non sono più in opposizione. Dovrà battersi contro un misterioso nemico, che vuol distruggere le cybertecnologie della Hanka Robotic.

giovedì 30 marzo 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Tra l'acciaio bionico di "Terminator" e la sensibilità umana dei replicanti di "Blade Runner" c'è il maggiore Mira, primizia riuscita di trapianto di cervello in robot. Al servizio di una squadra speciale nella guerra tra aziende, hacker e scienziati per la supremazia cibernetica, una piroettante Johansson in "chroma key" cerca l'identità rubata. In 3D, prova ad aggiornare, dal manga famoso del 1989, [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 marzo 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Edward Snowden lo adorava. I fratelli Wachowski, prima di cambiare sesso e diventare sorelle, lo presero riferimento per l'epocale Matrix. Città futuristiche, salti nel vuoto da grattacieli, cyborg, carne e metallo, menzogne governative spacciate per verità (questo, probabilmente, eccitò la futura spia Snowden). In quattro parole: Ghost in the Shell.

sabato 1 aprile 2017
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Variazione sul lamento della creatura di Frankenstein inventata da Mary Shelley nel 1818: perché mi hai creato?, perché sono solo?, quando giocavi a fare Dio hai pensato mai alle mie sofferenze? Non servono i giapponesi per porre questioni sugli uomini-macchina, sugli esseri usciti da un laboratorio e appunto sul "fantasma nella macchina" - copyright Gilbert Ryle nel 1949, ripreso da Arthur Koestler [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 marzo 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

In principio fu il manga scritto e illustrato dal giapponese Shirow Masamune per Kodansha Comics. Era il 1989, e Ghost in the Shell avrebbe fatto adepti in tutto il mondo, Hollywood compresa: Spielberg, Cameron e i fratelli, ora sorelle, Wachowski. Gli androidi umanoidi avevano già conquistato gloria cinematografica, per dirne uno, con Blade Runner (1982), ma Ghost in the Shell dischiudeva scenari [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 marzo 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Il Maggiore (la Johansson) è un agente con corpo cyborg e cervello umano. Con la Sezione 9, dà la caccia a un nemico che sa insinuarsi nelle menti cibernetiche. Intanto, riaffiora il suo vero passato. Scordatevi l'anime originale. Niente incrocio tra Blade Runner e Matrix, nessuna filosofia o poesia cyberpunk, ma un ripetitivo (e noioso) saltabeccare da un combattimento all'altro.

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venerdì 28 luglio 2017
Andreina Di Sanzo

Il Maggiore Mira Killian è una creatura unica nel suo genere, con lei la tecnologia ha raggiunto quasi la perfezione: partendo dal corpo di una ragazza umana, è stata resa un'arma molto potente che ha come compito quello di eseguire ordini.

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martedì 4 aprile 2017
 

Il Maggiore è un essere unico nella sua specie, il prototipo di quello che molti potrebbero diventare in futuro, e un'arma potentissima. Recuperato da un terribile incidente, il corpo biologico del Maggiore è stato sostituto con uno interamente artificiale, [...]

BOX OFFICE
venerdì 31 marzo 2017
Andrea Chirichelli

Tante nuove entrate nella top ten italiana, ma il leader resta La Bella e la Bestia, che conferma anche la sua prima posizione nella classifica assoluta stagionale, con un incasso complessivo che oramai sfiora i 16 milioni di euro, cifra che dovrebbe [...]

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lunedì 13 febbraio 2017
 

Ghost in the Shell avanza negli anni e con la tecnologia fino a New Port City, in Giappone, dove il Maggiore Motoko Kusanagi e la Sezione 9, reparto speciale della polizia che combatte il terrorismo informatico, devono scovare un misterioso hacker in [...]

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martedì 15 novembre 2016
 

Basato sul marchio dii fantascienza di fama internazionale, Ghost in the Shell segue la saga di Major, un singolare ibrido umano-cyborg delle operazioni speciali a capo della task force d'elite Section 9.

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venerdì 15 aprile 2016
 

La Dreamworks produce il live-action basato sul popolare manga cyberpunk "Ghost in the Shell" di Masamune Shirow, adattato per il grande schermo in due lungometraggi animati diretti da Mamoru Oshii. Shirow ha realizzato anche due seguiti "Ghost in the [...]

Juliette Binoche nella parte di La dottoressa Ouelet
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