Tre colori - Film blu

Film 1993 | Drammatico +16 95 min.

Regia di Krzysztof Kieslowski. Un film Da vedere 1993 con Emmanuelle Riva, Juliette Binoche, Benoit Regent, Yann Tregouet, Florence Pernel. Cast completo Titolo originale: Trois couleurs: Bleu. Genere Drammatico - Francia, Polonia, 1993, durata 95 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,61 su 28 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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In un incidente d'auto Julie perde il marito, famoso compositore, e la sua bambina. Distrutta dal dolore, come farà a riprendere in mano la vita? Il film è stato premiato al Festival di Venezia e ha ottenuto 3 candidature a Golden Globes.

Passaggio in TV
il film è stato trasmesso venerdì 20 aprile 2018 ore 19,15 su SKYCINEMACULT

Tre colori - Film blu è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD su IBS.it. Compralo subito

Consigliato assolutamente sì!
3,61/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,92
CONSIGLIATO SÌ
Parobola esistenziale alla Kiesolwski.
Recensione di Annarita Mazzucca
Recensione di Annarita Mazzucca

Prima pellicola della celebre trilogia dedicata dal regista polacco Krzysztof Kieślowski ai tre colori della bandiera francese e, di conseguenza, al motto della rivoluzione francese, "Liberté, Égalité, Fraternité". Il film, che gli valse il Leone d'Oro, ci costringe a un confronto impietoso col paradosso della necessità della protagonista di una sorta di "libertà emotiva" che la spinge a un'elaborazione del lutto singolare: Julie, transita attraverso un dolore asciutto ed estremo, quasi schizofrenico, convincendosi che per ricominciare sia necessario annullare le memorie passate e che l'unico mezzo per redimersi dal dolore sia abdicare all'oggetto della sofferenza. Dapprima frastornata dalle immagini del corteo funebre del marito e della sua bambina che scorrono sulla tv dell'ospedale e dopo un tentativo di suicidio approssimativo divorando un flacone di pillole qualunque, ogni suo atto è votato a eliminare il suo trascorso di madre e moglie (anziché preservare gelosamente le vestigia della sua pargola defunta, divora nevroticamente la caramella della sua bambina ritrovata in borsa, non già per assaporarne il ricordo ma quasi come a cancellarne il ricordo terrestre). Così come la risata dissacrante all'ascolto della testimonianza del ragazzo che aveva involontariamente assistito all'agonia del marito ("Stava raccontando una barzelletta"): tutto in lei sembra volto alla contaminazione e alla vaporizzazione della sua esistenza pre-incidente (si spingerà fino a distruggere l'opera ultima di suo marito, compositore di fama). Lo stato vegetativo emotivo, volontario asilo politico dalla passione, al riparo dalla vita e dallo stesso dolore precipita rovinosamente quando la nostra eroina viene posta di fronte lo specchio irreversibile delle scelte: l'amore di Olivier, amico e collaboratore del marito, la scoperta dell'embrione nel ventre dell'amante di suo marito. Il ritorno alla vita (già suggerito dalle continue immersioni in piscina di Julie, in cui la donna, pare tornare nel rassicurante oblio del liquido amniotico, liberandosi da qualsiasi pressione esercitata dalla forza di gravità terrestre e scivolando nell'apnea emotiva di un non-luogo interiore) viene celebrato nel delicato slancio emotivo della memorabile pagina cinematografica in cui Julie scoprendo l'esistenza di un nido di topolini nello sgabuzzino e, intenerita come fosse in una nursery, li risparmia, compiendo la sua prima scelta dall'inizio della pellicola: la vita.

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Stefano Lo Verme

Julie è sposata con un celebre compositore, Patrice de Courcy, e ha una bambina di sette anni; ma la sua serena esistenza viene distrutta quando il marito e la figlia perdono la vita in un tragico incidente d'auto del quale Julie è l'unica sopravvissuta. Dimessa dall'ospedale, la donna si reca a vivere in un nuovo appartamento e tronca qualunque legame con il proprio passato, incapace di elaborare il lutto.
Premiato con il Leone d'Oro come miglior film al Festival di Venezia del 1993, Film blu è il primo capitolo della cosiddetta "trilogia dei colori" realizzata dal celebre regista polacco Krzysztof Kieslowski, l'autore della serie Decalogo. In questa trilogia cinematografica, Kieslowski ed il suo co-sceneggiatore Krzysztof Piesiewicz si ispirano ai colori della bandiera francese ed ai tre valori portanti della Rivoluzione per raccontare la società europea di fine millennio. Il primo film, basato sul colore blu, analizza il principio della Libertà, esaminato non tanto in chiave politica o collettiva, ma da un punto di vista individuale: quello della protagonista Julie, interpretata dall'attrice francese Juliette Binoche, una donna giovane e bella che perde la famiglia in un tragico incidente stradale e va alla ricerca di un'impossibile "libertà" dai legami con il passato.
L'intera struttura narrativa di Film blu è costruita appunto attorno al personaggio di Julie, sempre presente sullo schermo, ed al suo muto confronto con il devastante dolore per la perdita dei propri cari. La pellicola segue il percorso psicologico di Julie dal momento in cui si risveglia in ospedale ai mesi successivi all'incidente: le sue giornate trascorse in completa solitudine, in un appartamento freddo e vuoto; l'incapacità di mettersi in relazione con altri esseri umani; la distruzione di tutti i ricordi della propria "vita precedente", in un progressivo annullamento di se stessa e delle proprie emozioni che coincide con un totale rifiuto del lutto e con il vano tentativo di sfuggire alla sofferenza. Ma il suo progetto di libertà individuale sarà messo in crisi dall'amicizia con la nuova vicina di casa, la spogliarellista Lucille (Charlotte Very), e soprattutto dalla scoperta che suo marito aveva un'amante, Sandrine (Florence Pernel), in attesa di un bambino.
La conclusione, in cui Julie decide di portare a termine la partitura di un concerto per l'Unione Europea lasciato incompiuto dal marito, corrisponde ad un simbolico ritorno alla vita, e alla consapevolezza che la vera libertà (come recita la Prima lettera di San Paolo ai Corinzi, le cui parole sono citate alla fine della pellicola) è la libertà di amare. La fotografia di Slawomir Idziak fa un abbondante utilizzo dei toni del blu e della luce azzurra, richiamandosi così al colore del titolo (come nelle scene in cui Julie nuota in una piscina). Le avvolgenti musiche del film sono composte da Zbigniew Preisner, fedele collaboratore di Kieslowski. Eccezionale la prova di Juliette Binoche, che ha ricevuto la Coppa Volpi a Venezia ed il premio César come miglior attrice: un'interpretazione superlativa affidata quasi esclusivamente alla silenziosa espressività del volto e degli sguardi. Breve apparizione di Emmanuelle Riva nel ruolo della madre di Julie. La trilogia dei colori proseguirà con Film bianco (1993) e Film rosso (1994), usciti nell'arco di un anno.

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Parobola esistenziale alla Kiesolwski.
Recensione di Stefano Lo Verme

In un incidente d'auto Julie perde il marito e la bambina ed è distrutta dal dolore. Il marito era uno dei massimi compositori contemporanei e stava per condurre a termine una sinfonia per l'Europa. Julie dà ordine di vendere il castello in cui abitavano e si libera di tutto il resto, compresi i giocattoli della sua adorata bambina. Si risarcisce psicologicamente portandosi a letto l'assistente del marito, che l'ha sempre amata, poi va a vivere a Parigi, sola in un appartamento. La sua vita è fatta di niente, letteralmente. Arriva a distruggere la composizione non finita del marito, ma per fortuna c'è chi ne ha fatto una copia. Trova nel ripostiglio di casa una nidiata di topi appena nati, e prima non fa niente, poi prende un gatto per eliminarli. Alla madre malata dice: "Non voglio avere proprietà né ricordi, sono trappole". Cammina, guarda, ogni tanto nuota. E a volte, durante la giornata, viene aggredita da una visione blu e da una forte musica di archi. Blu era la stanzetta di sua figlia. Viene a sapere che il marito aveva una giovane amante. La conosce. La ragazza è incinta. Julie annulla la vendita del castello per accogliere quei nuovi "legami". Quando l'ex assistente mette mano all'"incompiuta", Julie non riesce a rimanerne distaccata e porta a termine lei stessa la sinfonia. Una frase del coro recita: "... senza amore non sono niente...". La donna ritorna dunque nella vita. Non si può fare niente. Premiato a Venezia nel '93 col Leone d'Oro a pari merito con America oggi di Robert Altman.

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TRE COLORI - FILM BLU
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 22 ottobre 2010
filippomazz

Nel film iniziatore della sua magica Trilogia dei Colori (Blu, Bianco e Rosso come la bandiera francese) Kieslowski mette a nudo il dolore di una donna che ha appena perso marito e figlia in un incidente automobilistico. Julie (una splendida e sconvolta Juliette Binoche) tenta in tutti i modi di tagliare in modo netto con il passato eliminando un pò tutte le prove dell'esistenza dei cari [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 novembre 2012
Anita Intra

FILM BLU di Kieslowski .  E' la storia della rinascita di Julie dopo l'incidente automobilistico a cui la giovane donna e' sopravvissuta , ma che e' costato la vita al marito, affermato compositore e alla loro unica figlia. Una rinascita profondamente sofferta, cosi' poco desiderata dapprima da spingere la donna a tentare il suicidio a cui e' riuscita sfuggire e che [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 settembre 2013
Giacomo J.K.

Julie perde in un incidente d’auto il marito e la figlia. È l’episodio scatenante del Film Blu, il primo che il regista polacco Krzysztof Kieslowski dedicò ai tre colori e ai tre motti della rivoluzione francese. Liberté: per liberarsi dal dolore, Juliette è convinta di poter tagliare ogni ponte col passato. La presenza del marito e della figlia, infatti, continua a farsi sentire anche dopo la loro [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 gennaio 2016
Howlingfantod

 Dalla trilogia sui colori della bandiera francese, il segmento sulla libertà occupa lo spazio di una riflessione sul lutto e sulla liberazione dal dolore. Indimenticabile l’interpretazione di una splendida Juliette Binoche relativamente agli esordi, le sue nuotate in piscina, i suoi silenzi, il suo fuggire la tragedia della perdita del marito e  della figlia morti in un incidente [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 gennaio 2012
fedeleto

Julie e' una donna sposata con una figlia,un giorno mentrei sta viaggiando (quasi fosse il viaggio verso il cambiamento) ,la macchina sbanda e finisce contro un albero.La donna sopravvive ma suo marito e sua figlia no.Vorrebbe uccidersi ma non ne ha la forza,ricominciera' una vita cancellando la precedente,e vivra' in un altra zona dove tentera' di soffocare questa sofferenza,ma [...] Vai alla recensione »

martedì 23 novembre 2010
jos d

Primo capitolo della saga sui tre colori della bandiera francese, questo film è dedicato al blu, che simboleggia la libertà; tuttavia quella di cui prla kieslowski non è la libertà in senso politico e sociale cui fa riferimento la bandiera della Francia, quanto piuttosto una libertà di natura psicologica; la protagonista del film è infatti una donna che lotta [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 agosto 2010
Luca Scialo

In un incidente d'auto in cui resta illesa, Julie perde il marito e la figlia. Una doppia perdita che ovviamente la sconvolge, ma con forza e determinazione cerca di rifarsi una vita, ricostruendo man mano a fatica i suoi pezzi. Aiutato da un collaboratore del marito, Olivier, si convincerà anche di completare un'opera del marito compositore, scritta in occasione della nascita dell'Unione [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 marzo 2015
il befe

bello

domenica 16 dicembre 2012
stefano giasone da-fré

Ha forma la libertà? E’possibile sventolarla, guardarla, toccarla, e poi strappare, possedere, ingurgitare? O appare entità eterea, che irrompe improvvisa ad illuminare i sentieri interrotti del disvelamento? In questi spazi Film Blu s’immerge, e ci sommerge, non lasciando spiraglio interpretativo alcuno. Concederci al caos, al caso. Spalancarsi e cadere, orbitare in un’ellittica satura di [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 agosto 2012
Francesco2

Più che scrivere del film, cui assegno comunque quattro stelle, intendevo sottolineare un paradosso che ho trovato estremamente curioso. Ossia: due anni prima di morire, il regista polacco parlava di artisti che intendevano copiare, o comunque "Impadronirsi" del lavoro altrui. Ebbene: pensiamo un attimo a come il suo connazionale Stuhr, nelle sue piccole (A giudizio di chi scrive) [...] Vai alla recensione »

martedì 20 marzo 2012
molenga

Julie ha perso il figlio e il marito in un incidente e non vuole più impegnarsi a vivere...lascia tutto quello che ha, si trasferisce in una casetta e semplicemente, vorrebbe andare avanti per inerzia, ma la natura umana non glielo consente, il ricordo allucinato della figlia e il dovere di prendere decisioni la faranno tornare alla vita, limitante ma degna.

Frasi
Pronto...
Sono Julie. Volevo chiederle... Lei mi ama?
Sì.
Da molto?
Da quando ho cominciato a lavorare con Patrick.
Lei pensa che io sia meravigliosa?
Sì.
Affascinante?
Sì.
Pensa a me? Sente nostalgia per me?
Sì...
Venga qui, per favore.
Adesso?
Sì, adesso.
È sicura?
Per favore, venga.
Dialogo tra Julie (Juliette Binoche) - Olivier (Benoit Regent)
dal film Tre colori - Film blu
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Che attrice: in Trois couleurs. Bleu di Krzysztof Kieslowski, film imperfetto e bellissimo che fa dell’azzurro il colore della libertà, Juliette Binoche, sullo schermo dal primo all’ultimo minuto nel racconto che la elegge protagonista unica, offrendo la propria faccia a una macchina da presa che la esplora e denuda e le penetra persino nelle pupille, pronunciando pochissime parole e affidando soltanto [...] Vai alla recensione »

winner
leone d'oro
Festival di Venezia
1993
winner
coppa volpi migliore int. femminile
Festival di Venezia
1993
winner
premio ciak d'oro per il film
Festival di Venezia
1993
winner
premio pasinetti per l'attrice
Festival di Venezia
1993
winner
osella per la miglior fotografia
Festival di Venezia
1993
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