Lei

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Un film di Spike Jonze. Con Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde.
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Titolo originale Her. Commedia, durata 126 min. - USA 2013. - Bim Distribuzione uscita giovedì 13 marzo 2014. MYMONETRO Lei * * * * - valutazione media: 4,10 su 125 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,10/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
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Nel nuovo film di Spike Jonze Joaquin Phoenix interpreta un uomo che si innamora della voce di un computer.
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primo piano
Un melodramma di fantascienza che non teme la tecnologia ma guarda l'uomo riflesso in essa
Gabriele Niola     * * * * -

Theodore è impiegato di una compagnia che attraverso internet scrive lettere personali per conto di altri, un lavoro grottesco che esegue con grande abilità e a tratti con passione. Da quando si è lasciato con la ragazza che aveva sposato però non riesce a rifarsi una vita, pensa sempre a lei e si rifiuta di firmare le carte del divorzio. Quando una nuova generazione di sistemi operativi, animati da un'intelligenza artificiale sorprendentemente "umana", arriva sul mercato, Theodore comincia a sviluppare con essa, che si chiama Samantha, una relazione complessa oltre ogni immaginazione.
A Spike Jonze interessano le più banali e comuni tra le sensazioni umane ma per arrivare a dar voce e corpo in maniera personale e addirittura "nuova" ai più antichi tra i temi trattati dall'arte (e dunque dal cinema) necessita sempre di passare per un elemento fantastico, l'inserimento di una sola implausibile stranezza per attivare meccanismi e percorsi nuovi.
In passato lo ha fatto con lo sceneggiatore Charlie Kaufman (che di questo è stato maestro) ora ci è arrivato con un film scritto autonomamente (e si nota un po' di fatica della sceneggiatura nel giungere alla conclusione), un'opera che attinge ai temi della fantascienza classica e li trasforma da obiettivo del film a suo mezzo. Il rapporto con le macchine non come spunto di riflessione ma come strumento per parlare d'altro.
Con il lusso di poter usare l'attrice più attraente del momento solo in audio, senza mai farla vedere (l'intelligenza artificiale parla per bocca di Scarlett Johansson), facendo in modo che sia il cervello dello spettatore a sollecitare il rinforzo positivo legato a quella voce, e appoggiandosi alla capacità superiore alla media di Joaquin Phoenix di "ascoltare", cioè di essere l'unico inquadrato in ogni conversazione significativa, volto emittente e ricevente di tutte le battute, Spike Jonze riesce a girare una storia d'amore al singolare, senza puntare il dito contro la tecnologia. Anzi.
Attraverso la sua versione estrema della società in cui viviamo (sembra ambientato 10 anni da oggi) Her supera la dicotomia classica della fantascienza tra spirito e materia, ovvero la lotta che in ogni uomo l'umanità compie per emergere e trionfare sul dominio imposto con o dalla tecnologia. Rifiutandosi di mettere in scena il rapporto che avevamo fino a qualche decennio fa con l'avanzamento tecnologico, Jonze arriva invece dalle parti di Wall-E, cioè in quel reame di storie in cui la lotta dello spirito per emergere è aiutata dalla tecnologia e non ostacolata. Non cosa la tecnologia rischi di farci ma chi siamo noi mentre ci guardiamo nel suo specchio.
Ridotto ai minimi termini infatti Her mette in scena il lungo processo attraverso il quale viene elaborata la fine di un amore: venire a patti con l'esigenza di andare avanti, lasciare il passato dietro di sè e voltare pagina attraverso esperienze estreme e grottesche. Questo modo di procedere consente al regista di piegare i generi, fondendo fantascienza e melodramma (ma non c'è dubbio che sia il secondo a prevalere) e dipingendo uno stile di vita e un universo animato dalla più evidente contingenza con il tempo presente. Non c'è un briciolo di fobia nella sua visione ma anzi l'amichevole presa in giro da parte di chi con le novità del presente ha un rapporto di confidenza.
Il risultato è che vedendo Her si ha l'impressione che solo in questa maniera sia possibile operare quell'indagine sull'attualità, tipica delle forme d'arte non ancora morte, quella che consente di scovare quali siano le pieghe in cui poter trovare il sentimentalismo oggi.

Incassi Lei
Primo Weekend Italia: € 508.000
Incasso Totale* Italia: € 1.965.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 27 aprile 2014
Incasso Totale* Usa: $ 25.000.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 9 marzo 2014
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Premi e nomination Lei

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nomination
Premio Oscar
1
5
Golden Globes
1
3
Roma Film Festival
1
0
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Conoscere se stessi nel mondo virtuale del futuro

venerdì 31 gennaio 2014 di SergioFi

In una Los Angeles futuribile, spostata in avanti nel tempo di una manciata di anni, il disincantato e introverso Theodore Twombly (un superbo Joaquin Phoenix che sa riempire la scena anche nei lunghi momenti di ascolto) cerca con poco successo di elaborare il dolore della rottura matrimoniale con Catherine (la spigolosa Rooney Mara). Lo fa soprattutto impegnandosi con passione e tenerezza nel suo lavoro di lettere scritte a mano in un sito web per conto terzi. Le persone, del tutto schiave degli continua »

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S.o.s.

domenica 23 marzo 2014 di Writer58

Los Angeles, intorno al 2020, è una metropoli elegante, rarefatta, ecologica, ibridata dalla presenza di milioni di asiatici che la rendono simile a Tokio o Hong Kong, un esercito di persone che parla nei propri smartphone di ultima generazione, la cui dipendenza tecnologica procede di pari passo con l'analfabetismo emotivo. E' una società in cui la stesura di lettere personali  viene affidata ad agenzie specializate (il protagonista del film svolge esattamente questo continua »

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“her”, una voce dal futuro più vicino

lunedì 24 marzo 2014 di Zani90

Spike Jonze ha dato vita ad un’opera cinematografica sorprendente per quantità e qualità di contenuti, e  per l’eccezionale capacità di indurre alla riflessione lo spettatore. La pellicola disvela con pulsante rigore e mestizia un mondo proiettato in avanti nel tempo, in una Los Angeles distante una decade dalla realtà odierna. Il regista, con sapienza e sagacia, come un demiurgo, plasma lo spazio e il tempo: la verticalità dell’architettura continua »

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Prozac 2.0 l'amore ai tempi delle app

martedì 4 marzo 2014 di Thril.Ler

L'autocoscienza intesa come consapevolezza del proprio sé e delle azioni che quotidianamente compiamo, ci rende unici rispetto al resto degli esseri viventi. Nasciamo, cresciamo e moriamo. Nel frattempo combiniamo qualcosa di più o meno interessante. Gli animali , cosi come gli altri esseri che popolano il nostro pianeta, rispettano anch'essi queste fasi , tuttavia non avvertono il peso degli eventi , come se dentro di essi ci fosse un meccanismo indomito di autoregolazione. continua »

Theodore
Cara Catherine, sono stato qui a pensare a tutte le cose per cui ti vorrei chiedere scusa. A tutto il dolore che ci siamo inflitti a vicenda. A tutte le cose di cui ti ho incolpato. A tutto ciò che volevo tu fossi e dicessi. Mi dispiace per tutto ciò. Ti amerò sempre perchè insieme siamo cresciuti. E mi hai aiutato a farmi diventare così. Voglio solo che tu sappia...che dei frammenti di te resteranno per sempre in me. E di questo te ne sono grato. Qualsiasi cosa tu sia diventata e ovunque tu ti trovi nel mondo, ti mando il mio amore. Sarai mia amica per sempre. Con affetto, Theodore
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Samantha Morton (Scarlett Johansson)
"Ma il cuore non è una scatola che viene riempita, aumenta di volume ad ogni nuovo amore"
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Amy (Amy Adams)
"Io dico che chiunque si innamori è un disperato. Innamorarsi è una pazzia, è come se fosse una forma di follia socialmente accettabile."
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DVD | Lei

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 25 settembre 2014

Cover Dvd Lei A partire da giovedì 25 settembre 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Lei di Spike Jonze con Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde, Joaquin Phoenix. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Lei (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 5,99 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 4,00 €
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APPROFONDIMENTI | Lei e il tema del soggetto informatico.

Artificial intelligence in love

domenica 16 marzo 2014 - Roy Menarini

Artificial Intelligence in Love Il film Lei di Spike Jonze, ben lungi dall'essere un film perfetto, è tuttavia il film perfetto per i nostri tempi. Ogni tanto giunge nelle sale internazionali un lungometraggio che ci guarda e ci comprende con grande precisione, che mette a fuoco i temi e i problemi che viviamo quotidianamente e che li processa per riconsegnarli alla pubblica discussione. Lei è uno di quei film. Inoltre, pur rifuggendo dal suo aspetto più chiassoso e spettacolare, dopo molto tempo risarcisce la fantascienza del suo compito primario: anticipare le domande che poniamo a noi stessi.

   

APPROFONDIMENTI | Un cineasta originale, tra i più significativi della post modernità.

Spike jonze

mercoledì 12 marzo 2014 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Spike Jonze Spike Jonze è un genio? Manteniamo la calma. Certo fa parecchio per apparirlo. Si sdoppia tra vari nickname, dirige videoclip (a volte firmandosi "Koufey"), spot pubblicitari ma anche flashmob; in passato ha fatto il fotografo e il giornalista, con uno sguardo particolare a tutto quello che sfida la forza di gravità su due o quattro ruote, in particolare BMX, sua passione giovanile, e skateboard. È tra gli inventori della serie di MTV Jackass, dove un gruppo di ragazzi è protagonista di stunt idioti.

   

NEWS | Gravity si aggiudica sette Oscar su dieci, mentre Sorrentino vince come Miglior Film Straniero.

L'italia trionfa agli oscar

lunedì 3 marzo 2014 - Tirza Bonifazi

L'Italia trionfa agli Oscar Il film 12 anni schiavo vince l'86ª edizione della cerimonia degli Oscar che si è tenuta al Dolby Theatre di Los Angeles. Il film di Steve McQueen era già stato premiato nella categoria Migliore Sceneggiatura Non Originale, con la statuetta finita nelle mani di John Ridley, mentre la Migliore Sceneggiatura Originale è andata a Spike Jonze per Lei, nonostante l'accusa di plagio. L'asso piglia tutto Alfonso Cuarón si porta a casa l'Oscar come miglior regista, divenendo il primo cineasta latinoamericano a guadagnare il premio dell'Academy.

   

BIZ

News e anticipazioni dal mondo del cinema.

Tre candidate all'Oscar per Spike Jonze

giovedì 2 febbraio 2012 - Robert Bernocchi

Si profila uno dei migliori cast femminili degli ultimi anni per il nuovo progetto diretto e sceneggiato da Spike Jonze, ancora senza titolo. Infatti, la pellicola vedrà presenti Amy Adams, Samantha Morton e Carey Mulligan, che sicuramente meritano di stare in un'ideale top 10 (ma forse anche top 5) delle migliori interpreti contemporanee, e che sono riuscite finora a conquistare complessivamente sei nomination all'Oscar. Accanto a loro, un gradito ritorno, quello di Joaquin Phoenix, attore di grande talento, che per un paio d’anni è stato fermo per dar vita allo strampalato (e mediocre) progetto di mockumentary sulla sua carriera di musicista, I’m Still Here. continua »

   

L'amore, una voce e niente più

di Valerio Caprara Il Mattino

Una concentrazione dolcissima. I sensi immersi in un gioco di seduzioni e stupori. Poi, quando lo schermo si spegne, ti metti a pensare con emozione asciutta, un po' stordito ma vigile, gli impulsi della mente e i battiti del cuore rallentati per prolungare l'eco di un mondo così incredibilmente vicino, così irrimediabilmente remoto. La visione di «Lei» («Her»), uno dei film candidati all'Oscar e quello che l'ha vinto per la migliore sceneggiatura, ha bisogno un impegno forte, ma nient'affatto arcigno: lo spettatore può entrare negli scenari geometrici, minimalistici, affabili di una città avveniristica ma non troppo, i suoi colori tenui e i suoi design levigati, i suoi riti societari condotti da persone reali senza spessore, amichevoli senza passione, infelici senza dolore a condizione che scatti un transfert d'immedesimazione. »

"Lei" è l'anti-mal d'amore

di Alessandra Levantesi La Stampa

Siamo in un domani imprecisato nella cornice di una Los Angeles somigliante a Shanghai, con un elegante skyline di grattacieli e niente smog: anzi un'atmosfera tersa, una tavolozza di colori soffici su cui si stemperano i rossi degli abiti indossati dal protagonista Theodore. Si respira un'aria dolce nel futuristico paesaggio del quarto film di Spike Jonze, salvo che anche in questo mondo sereno si può soffrire del mal d'amore. Immerso in uno stato depressivo causa l'imminente divorzio dalla moglie, Theodore - il cui lavoro consiste nello scrivere «lettere meravigliose» per conto di altri in un centro internet - sfoga in quelle missive le malinconie e il senso di solitudine che lo pervadono. »

Scarlett o Micaela basta una voce e Phoenix si innamora

di Natalia Aspesi La Repubblica

Il nuovo film di Spike Jonze racconta una storia d'amore in un futuro vicino, tra un uomo fragile e un oggetto più maneggevole di una donna vera. Theodore (Joaquin Phoenix) sta subendo un doloroso divorzio imposto dalla moglie, quando Internet gli fa conoscere l'OS Samantha, che con la sua intelligenza, artificiale eppure umanissima, invade il gelo della sua vita dominata dalla depressione e dal vuoto. La voce seduttrice in lingua originale è quella di Scarlett Johansson, miglior attrice (fantasma) al Festival di Roma, nella versione italiana è quella di Micaela Ramazzotti, brava quanto la diva americana, e allo spettatore giova ricordare quanto le due cineinvisibili nella realtà siano belle. »

And I love Her: Spike Jonze e l'amore per sola voce

di Adriano De Grandis Il Gazzettino

Un uomo, una donna. Solo che la donna non c'è. Ha solo voce, niente corpo. È frutto della tecnologia più avanzata, è un sistema operativo, è immaginazione, astrazione, forse follia. Come sempre muoversi nel cinema di Spike Jonze, fin dai tempi di "Essere o non essere John Malkovic" è sfidare il confine tra reale e fantasia, è lasciarsi trasportare in una rarefazione cognitiva, spostare lo sguardo oltre l'ovvietà, anche senza seguire le piste d'indagine giusta. Sorprendendosi. "Lei" non è una fenomenologia dell'inganno, è il più aggiornato (e straordinario) sussulto delle esperienze d'amore possibili, in una diversità alla rinfusa, dove tutti siamo sempre più vittime delle lacerazioni dell'oggi quotidiano, senza nemmeno sapere scrivere più lettere d'amore (è questo il lavoro che Theodore fa per gli altri), accomunandole in un dolente stato di solitudine cosmica, così ben descritta con quelle geometrie perfette e asettiche della città, vuota perché popolata da persone estranee una all'altra, non solo isolate dalle cuffiette o catturate a inseguire voci da un altro cellulare. »

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