Una favola amara sulla clownerie, un sorriso in mezzo al dolore
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Marco Pontecorvo
con Jalil Lespert, Daniele Formica, Evita Ciri, Gabi Rauta, Patrice Juiff, Bruno Abraham Kremer, Gabriel Rauta.
Genere Drammatico
produzione Italia, Francia, Romania,
2008.
Durata 100 minuti circa.
Il film racconta la storia vera di Miloud, clown di strada franco-algerino, arrivato nella capitale della Romania nel '92 - tre anni dopo la fine della dittatura di Ceausescu. Entra in contatto con i "boskettari" - i bambini fuggiti dagli orfanotrofi o dalla povertà di famiglie indifferenti o disperate che vivono ammassati nella rete dei canali dove passano i tubi del riscaldamento, su cartoni e putridi materassi - e decide di restare e fare qualcosa per quei randagi dei tombini.
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Il volto umano di un vero imperatore della moda
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Matt Tyrnauer
con Valentino, Giancarlo Giammetti.
Genere Documentario
produzione USA,
2008.
Durata 96 minuti circa.
Il mondo del glamour di Valentino viene mostrato in questo documentario attraverso lo sguardo di Matt Tyrnauer, corrispondente speciale di Vanity Fair. La troupe dal giugno 2005 al luglio 2007 ha girato circa 250 ore. Si tratta di un documentario decisamente interessante e non solo per chi si occupa di alta moda o di personaggi della jet society. Ne esce infatti un ritratto complesso e umano di quello che è stato davvero un 'imperatore'.
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Un passato da fuggire, un futuro impossibile da guadagnare: l'altra faccia della Cina del presente
Consigliato: No*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Emily Tang Xiaobai
con Yao Qianyu, Cheng Taishen.
Genere Docu-fiction
produzione Cina, Hong Kong,
2008.
Durata 97 minuti circa.
Le strade di due donne si incrociano in un momento cruciale delle loro vite. Sono molto diverse e non si conoscono, ma il loro passato e il loro futuro potrebbero avere molto in comune.
La sfida del regista iraniano, Bahman Motamedian, e dei suoi sette transessuali in cerca di una "vita normale"
Consigliato: No*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Bahman Motamedian
con Asghar Nejad, Ghavi Bal, Sayanpoor, Moghaddam, Foghani, Amjadinia, Rahimi.
Genere Drammatico
produzione Iran,
2008.
Durata 78 minuti circa.
La solitudine e il tedio di sette transessuali iraniani rifiutati dalle loro stesse famiglie: si tratta di giovani estraniati dai loro corpi e dalle loro anime e stremati da questa alienazione da se stessi e da una società che non gli riconosce alcun diritto.
Un'ottima opera prima sullo spettacolo del dolore
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Francis Xavier Pasion
con Baron Geisler, Coco Martin, Flor Salanga, Angelica Rivera, Jericho Espiritu, J.C. Santos.
Genere Drammatico
produzione Filippine,
2008.
Durata 96 minuti circa.
Jay è il nome di entrambi i protagonisti del film: il primo, produttore televisivo, sta girando un documentario che ha come soggetto principale dal vita del secondo Jay, defunto. Questi era un insegnante omosessuale, assassinato brutalmente. Nel dipanare il mistero che avvolge la disgrazia di Jay, la morte e il suo amore segreto, il Jay vivo si trova ad esserne sempre più misteriosamente influenzato.
La terribile testimonianza di un ex soldato israliano per un grande film sul valore della memoria
Consigliato: Assolutamente Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Avi Mograbi
Genere Documentario
produzione Francia, Israele,
2008.
Durata 81 minuti circa.
Z32 è un film che cerca di rappresentare per immagini i frammentari ricordi di un soldato dell'esercito israeliano e di colmare lo iato che viene inevitabilmente ad instaurarsi fra rappresentazione artistica e idea di testimonianza.
Lo sguardo di Michelangelo
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Carlo Di Carlo
Genere Documentario
produzione Italia,
2008.
Durata 55 minuti circa.
Un documentario di riflessione sull'opera del grande regista, che oscilla tra la sfera pubblica e la parte più privata della sua personalità. Incredibilmente timida, ma capace di profonde riflessioni e di un'arte memorabile.
La lezione del neorealismo sullo sfondo del Kashmir
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Tariq Tapa
con Emran Tapa, Ali Muhammed, Taniya Bhat.
Genere Drammatico
produzione India, USA,
2008.
Durata 96 minuti circa.
Dilawar è un borseggiatore teenager che vive nel Kashmir occupato, intenzionato a fuggire da quella realtà e dal severo zio. Questi piani verranno sconvolti dall'inserirsi nella sua vita di Bani, una donna molto intelligente, da lui stesso derubata, che non lo riconosce e rimane a lungo ignara delle sue attività illecite. Il loro legame subirà una profonda scossa quando Bani verrà a conoscenza del volto nascosto di Dilawar.
Un racconto dalla parte dei diseredati delle favelas brasiliane
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Jean-Pierre Duret, Andrea Santana
Genere Documentario
produzione Francia, Brasile,
2008.
Durata 90 minuti circa.
Cocada e Nego sono due ragazzini di 13 e 14 anni che vivono in una zona desolata del nord-est del Brasile. Passano tutti i giorni della loro vita in una stazione di servizio contemplando i camion che passano di volta in volta, interrogandosi sui loro desideri e le loro aspirazioni. Entrambi possiedono quella singolare maturità che hanno le persone che troppo presto hanno affrontato le avversità della vita. Di fronte ai loro occhi, solo la lunga strada che conduce a San Paolo, o ad un intero mondo ancora sconosciuto.
Goodbye Solo affronta con maestria temi come l'amicizia, la solitudine, l'estraneità verso un mondo nel quale non ci si ritrova
Consigliato: Assolutamente Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Ramin Bahrani
con Souleymane Sy Savane, Red West, Diana Franco Galindo, Lane 'Roc' Williams, Mamadou Lam, Carmen Leyva.
Genere Drammatico
produzione USA,
2008.
Durata 91 minuti circa.
Solo è un giovane tassista Senegalese che lavora nel North Carolina. Un giorno William, un anziano di settant’anni stanco di vivere, che sta pianificando la propria morte, lo incarica di accompagnarlo fino alla cima di un monte, scelto per il lancio finale. In questo viaggio di due settimane che separa la coppia dal luogo dell’esecuzione, Solo cercherà di convincere William a non rinunciare alla propria vita, instaurando una strana quanto profonda amicizia.
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Una scrittura originale, che nel seguire il flusso delle azioni e dei pensieri dei due giovani, ne registra i sussulti dell'animo
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Gerardo Naranjo
con Daniel Giménez Cacho, Rebecca Jones, Martha Claudia Moreno, Juan Pablo De Santiago, Maria Deschamps.
Genere Drammatico
produzione Messico,
2008.
Durata 106 minuti circa.
Due adolescenti, Román e Maru, in rivolta al mondo degli adulti, decidono di scappare. Tra loro sboccia un sentimento sincero, che sarà duramente colpito dal confronto col mondo reale e con la loro fuga. Il film di Naranjo, si costruisce anche come denuncia agli scandali a sfondo sessuale che hanno coinvolto alcuni politici della città di Guanajuato.
Un documentario in stile home movie sulle condizioni e la storia di uno dei paesi più vessati del Sud-America
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Ross McElwee
Genere Documentario
produzione USA,
2008.
Durata 78 minuti circa.
Il diario di viaggio di uno dei più importanti documentaristi americani, Ross McElwee. McElwee ha recentemente compiuto un lungo soggiorno in Paraguay per concludere il percorso burocratico di adozione di una bambina, Mariah. La testimonianza visiva che ne è uscita è tuttavia anche un modo per riflettere sulla storia e la politica dell'America Latina, non risparmiando forte critiche alle posizioni che gli Stati Uniti hanno assunto nel tempo nei confronti di questo paese.
Storie di ordinaria follia di una comunità di homeless che (soprav)vivono sotto il livello del mare
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Gianfranco Rosi
Genere Documentario
produzione Italia, USA,
2008.
Durata 110 minuti circa.
A quasi quindici anni da Boatman, documentario girato in bianco e nero fra le rive del Gange, Gianfranco Rosi torna alla regia con un nuovo progetto dedicato al rapporto fra immagini e acqua.
Racconto fantastico e surreale di un anomalo triangolo amoroso
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Júlio Bressane, Rosa Dias
con Alessandra Negrini, Selton Mello.
Genere Drammatico
produzione ,
2008.
Durata 80 minuti circa.
Liberamente ispirato a due opere dello scrittore Machado de Assis, il film tratta della riflessione di un giovane sulla morte e sull’anima.
Quando il confine tra normalità e malattia si confonde, anche il regista si disorienta
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Arnaud des Pallières
con Sergi López, Jean-Marc Barr, Geraldine Chaplin, Nathalie Richard, Delphine Chuillot, Laurent Delbecque.
Genere Drammatico
produzione Francia,
2007.
Durata 149 minuti circa.
Georges e Paul sono due vicini le cui abitudini di vita appaiono molto diverse. Il tentativo di costruire un’amicizia sincera messo in atto da Georges sarà ostacolato dall’ostilità di Paul verso il suo ruolo di borghese e la sua vita di sicurezze; ostilità che sfocerà nell’accanimento.
Senza parole e con docilità, Polgovsky racconta di bambini che vivono per lavorare
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Eugenio Polgovsky
Genere Documentario
produzione Messico,
2008.
Durata 90 minuti circa.
Los Herederos ('Gli ereditieri') rappresenta un viaggio contemplativo attraverso le vite di alcuni bambi messicani che lavorano nelle campagne per poter sopravvivere al peso della quotidianeità. Così come, prima di loro, fecero i loro padri e i loro antenati, in un eterno ciclo di povertà ereditata.
Da una complessa situazione politica e sociale, un documentario purtroppo debole e stanco
Consigliato: Assolutamente No*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Andreï Schtakleff, Jonathan Le Fourn
Genere Documentario
produzione Francia,
2008.
Durata 127 minuti circa.
Dal 5 novembre 2002 è stato definitivamente chiuso l'ufficio accoglienza di Sangatte (nord della Francia) che fornisce permessi di soggiorno e adesso circa 400 immigrati, fuggiti dai loro paesi in guerra, vivono nel porto di Calais in condizioni disastrose e in attesa di trovare un espediente per passare clandestinamente la frontiera e raggiungere l'Inghilterra.
Ritratto di un adolescente emarginato tratteggiato con sincera partecipazione
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Mirko Locatelli
con Michela Cova, Mattia De Gasperis, Giuseppe Cederna, Andrea Semeghini, Teresa Patrignani, Alberto Gerundo, Fabio Chiovini, Alex Rogora, Lorenzo Pedrotti.
Genere Drammatico
produzione Italia,
2008.
Durata 88 minuti circa.
Valerio è un adolescente che vive nella provincia milanese. A casa ha una sorella minore della quale talvolta deve, di malavoglia, occuparsi. Nel mondo scolastico e della piscina di nuoto in cui si allena Valerio è costretto a percepire la propria diversità. Quella che lo spinge ad isolarsi nella campagna o a compiere lunghi tragitti sul suo motorino che ogni tanto lo tradisce. Vorrebbe avere delle amicizie ma i compagni lo respingono e chi lo aiuta sa di mettere a repentaglio il proprio ruolo nel gruppo di quelli che contano. Un giorno, del tutto improvvisamente, accade qualcosa che gli cambia la vita e che lo spinge a commettere un grave errore. La notte più lunga dell'anno (il solstizio d'inverno) è appena trascorsa.
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Un documentario che non ha pretese di oggettività, ma è un resoconto soggettivo e come tale "di parte" del percorso di un operaio
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Pietro Balla, Monica Repetto
Genere Documentario
produzione Italia,
2008.
Durata 73 minuti circa.
Carlo, 30 anni, calabrese, vive a Torino dove lavora alla ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni. Nell'aprile del 2007 la ThyssenKrupp decide di smantellare lo stabilimento torinese, a nulla valgono le proteste degli operai. Il 4 luglio, mentre la città di Torino è in festa, Carlo annuncia alla sua amica Melita di dover tornare in Calabria per riuscire a sopravvivere. Alla sensazione di essere stato usato dai suoi datori di lavoro, si aggiunge la tristezza della rinuncia ad una storia d’amore. Inaspettatamente in autunno l’azienda richiama i lavoratori in linea. Per non perdere il diritto alla liquidazione, gli operai fanno turni massacranti e in condizioni di sicurezza precarie. Cronaca di una morte annunciata: la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, alla ThyssenKrupp torinese scoppia l’inferno. Nella linea 5 le fiamme travolgono i sette operai di turno, bruciandoli vivi. Carlo si salva perché quel giorno aveva fatto il turno pomeridiano. La fabbrica chiude definitivamente e Carlo, di nuovo senza soldi, torna in Calabria. Il viaggio di ritorno alla terra d’origine si trasforma in una ricerca d’identità e del proprio posto nel mondo. La Calabria, negli incontri e nella natura, si fa terra mitica in cui un uomo fatto a pezzi dalla rabbia, dal dolore e dall’infernale circolo mediatico tenta di ritrovare se stesso.
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Una pellicola che dà voce alla rabbia, alle domande senza risposta di come sia potuto accadere, al dolore dei parenti delle vittime
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Mimmo Calopresti
con Valeria Golino, Monica Guerritore, Luca Lionello, Silvio Orlando, Rosalia Porcaro, Giuseppe Zeno.
Genere Drammatico
produzione Italia,
2008.
Durata 90 minuti circa.
Il fil rouge è il drammatico racconto del rogo all'acciaieria Thyssen-Krupp dove morirono 7 operai. Prodotto da Valerio Terenzio e Simona Banchi per Ambra Jovinelli il film nasce come dice lo stesso regista "dall'assurdità di una multinazionale in cui le persone spengono da sole gli incendi. Dall'assurdità di lavorare anche 18 ore su 24: per vivere cosa resta?"
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L'epilessia narrativa e la banalità dell'amore
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Philippe Grandrieux
con Dmitry Alexandrovitch Kubasov, Natalie Rehorova, Alexei Nikolaevitch Solonchev, Vitali Eduardovitch Kishchenko, Simona Hülsemann, Arthur Semay.
Genere Drammatico
produzione Francia,
2007.
Durata 90 minuti circa.
La storia si svolge in un paese di cui non conosciamo nulla. Nel nord. La luce è sprovvista di forza, il sole non sale mai alto nel cielo, ma rimane all’orizzonte. Tutto accade all’improvviso, niente è preparato, semplicemente accade, tra pochissime parole. Il film ci spinge a vivere in un’atmosfera da sogno, come solo il cinema può fare.
Un western bizzarro che si interroga sulla sorte della Russia e sul divino
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Mikhail Kalatozishvili
con Oleg Dolin, Daniela Stoyanovich, Yuri Stepanov, Roman Madianov.
Genere Drammatico
produzione Russia,
2008.
Durata 104 minuti circa.
Dmitri Morozov è un giovane medico di poche parole che ha lasciato la città per vivere e operare in un luogo isolato in mezzo alla steppa. Ogni giorno nel suo eremitaggio giungono gli abitanti del distretto, ognuno con un problema, ognuno con una storia da raccontare.
Il documentario racconta "un'altra Cina", dando voce alle inquietudini e alla coscienza di "creature della politica"
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Huang Wenhai
Genere Documentario
produzione Cina, Svizzera,
2008.
Durata 102 minuti circa.
Dopo aver mostrato con straordinario realismo e lucidità di stile l'inquietante addestramento militari dei bambini e la disillusione dei più sensibili artisti cinesi, il documentarista Huang Wenhai prosegue la sua indagine sulla società cinese contemporanea cercando di apportare uno sguardo inedito alla figura della donna e al ruolo che riveste all'interno di uno dei più grandi paesi del mondo.
Lieve documentario di indagine dello sfacelo morale creato da una guerra di quindici anni fa
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Laura Angiulli
Genere Documentario
produzione Italia, Bosnia-Herzegovina,
2008.
Durata 70 minuti circa.
Il documentario è il risultato di un lungo percorso. Al centro la Bosnia, col suo passato ingombrante, e un presente tanto incerto quanto controverso. Tre città di quel paese - Sarajevo, Mostar, Srebrenica - , sollecitazioni diverse che si propongono nel contatto con la gente e la loro storia passata e presente. Sarajevo è la capitale. La memoria si è sostanziata con riflessi contraddittori nell’assetto politico vigente, e accende conseguenti opportunità di riflessioni e dibattito. Mostar è tutta nel vecchio ponte, simbolo ma anche cuore dal battito lento di una vita sociale e politica che non riesce a scaldare le ali periferiche della città, ancora frantumata nella realtà dei ghetti, croati e musulmani. E infine Srebrenica, la città delle donne, la città del dolore. 12.000 morti ( istituzionalmente se ne riconoscono 8.372, ma nella pratica i dispersi sono 4.000 in più), e ogni anno nell’11 luglio la grande cerimonia per la messa in terra di quelle centinaia di corpi che vengono ancora ritrovati, in fosse di nuova individuazione. È di Srebrenica Hatidza Mehmedovic’, la protagonista del film, ed è stato subito chiaro che solo a lei, nella composta e altera capacità di assunzione del lutto (nel genocidio del 1995 ha perso i due unici figli, il marito, i fratelli, il padre..), poteva essere affidata la trasmissione di un carico emotivo fortemente presente all’affettività dell’autrice-regista.
Un'impresa titanica per indagare la vita, la felicità e il Nuovo Cinema Filippino
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Lav Diaz
con Roeder Camanag, Angeli Bayani, Perry Dizon, Raul Arellano, Dante Perez, Malaya Cruz, Soliman Cruz.
Genere Drammatico
produzione Filippine,
2008.
Durata 450 minuti circa.
Nella vita, normalmente, ci si impegna per cercare di sopravvivere e allontanarsi il più possibile dalla tristezza e dalla pazzia: i protagonisti di Lav Diaz si confrontano con i fantasmi del passato e con la loro incapacità di reagire, in un drammatico affresco di un regista che si interroga sul perché esistano così tante sofferenze e la felicità venga percepita sempre più come un concetto lontano e astratto. “Che la vita sia forse solo un processo di confronto col dolore dell’uomo?” (Lav Diaz)