Le vicende di una giovane donna che soffre di sonnambulismo estremo e si risveglia con un cadavere in casa sua. Espandi ▽
Kilkinure, County Mayo, Irlanda, 2015. Lorna Brady lavora in una sartoria, si mangia spesso le unghie e gira per la cittadina in vestaglia da notte. Lorna è sonnambula, Lorna è una sopravvissuta. Durante la sua gioventù fu tenuta segregata in una delle tante Magdalene Laundries del paese, istituti gestiti dagli ordini religiosi dove donne e ragazze "problematiche" venivano spedite per lavorare nelle lavanderie e non intorbidire l'ipocrita società irlandese dell'epoca. Lì ha perso la bambina che aveva partorito a quindici anni, lì è rimasta spezzata per sempre. Ma ora, dopo una notte di cui non ricorda nulla, Lorna si ritrova con il cadavere di una donna sconosciuta dentro casa. Intanto, il detective Colman Akande arriva a Kilkinure indagando sul caso di un prete ucciso il giorno prima a Dublino...
Il corpo è la prigione dell'anima, e il corpo femminile la prigione più profonda. Siamo sempre lì, è sempre questo il centro di tutto e anche di The Woman in the Wall. Il corpo gravido allontanato dai genitori, il corpo femminile piagato dalle suore, il corpo lavoro sfruttato dalle istituzioni, il corpo sessuale usato e respinto dalla società, il corpo civico violato dalla polizia. Lorna e le altre sopravvissute non posseggono uno spazio dove posizionare quello che sono. The Woman in the Wall fa quello che può per restituirglielo. Recensione ❯
Dopo i trentacinque anni cominci a fare i primi conti con la vita. Ma che succede se in realtà dentro non hai neanche vent'anni perché gli altri te li sei giocati? Espandi ▽
Protagoniste principali di questi film sono una madre e una figlia. Claudia (Giulia Bevilacqua), giovane madre, donna piacevole ed affascinante poco più che trentacinquenne, si risveglia da un coma lungo 17 anni. Dopo essersi ripresa tra mille smarrimenti, continua la sua vita da adolescente come se non si fosse mai interrotta. I suoi atteggiamenti turbano non poco invece, la vera adolescente di questa storia, Michela (Alice Maselli), detta Miky, che ha vissuto fino ad ora senza la madre già in coma dal momento della sua nascita. Michela vive appieno la sua adolescenza ma dimostra nei pensieri qualche anno in più. La sua famiglia sono stati i nonni e la comunità degli amici di un tempo della madre che l'hanno accudita come fosse figlia loro. Recensione ❯
Il film segue le vicende di Nick Spitz, un poliziotto di New York che decide di portare la moglie Audrey, in luna di miele in Europa. Espandi ▽
Il film segue le vicende di Nick Spitz, interpretato da Adam Sandler, un poliziotto di New York che decide di portare la moglie Audrey, interpretata da Jennifer Aniston, in luna di miele in Europa. I due riescono poi a ottenere una vacanza sul lussuoso yacht di Malcolm Quince. Durante la vacanza, però, viene commesso un omicidio e i coniugi diventano i primi sospettati che dovranno riuscire a provare la loro innocenza. Recensione ❯
L'autore del celebre inno in un biopic classico estremamente dettagliato nella ricerca storica e nella ricostruzione degli ambienti. Biografico, 2023. Durata 116 Minuti.
La vita, gli amori, gli ideali di libertà del giovane poeta e patriota Goffredo Mameli, autore dell'inno degli Italiani, morto a soli 21 anni, il 6 luglio del 1849, combattendo per l'indipendenza dell'Italia. Espandi ▽
Gli amori e gli ideali di libertà di Goffredo Mameli sono mostrati in un biopic classico, estremamente dettagliato nella ricerca storica e nella ricostruzione degli ambienti. Dal 1835, anno in cui si vede Mameli bambino al 1849, anno della sua morte, il film diretto da Angelo Antonucci ripercorre le tappe più importanti del poeta e patriota italiano autore del celebre inno riconosciuto per legge come quello nazionale della Repubblica nel 2017. Fino ad ora, la sua figura è apparsa solo marginalmente al cinema e in tv. È comparso infatti nella fiction Anita Garibaldi del 2012 e, fugacemente in Il nome del popolo sovrano (1990) di Luigi Magni. Interpretato da Emanuele Macone, Goffredo Mameli viene mostrato con precisione ma senza un autentico trasporto emotivo tranne negli scontri col padre dove l’urlo di Vincent Riotta è forse il momento più forte di un film che, per restare sottotraccia, rischia di diventare anonimo. Recensione ❯
Se vai a pescare, preparati a disegnare il pesce dei tuoi sogni, il magico luccio, che può esaudire tre desideri qualsiasi. Solo Emelya ha lasciato cadere due desideri e ha deciso di salvare il terzo. Pertanto, per ottenere la mano della figlia reale Anfisa, dovrà agire senza poteri magici, da solo. E lo aiuterà Pike, che senza la sua pelle apparirà come una ragazza normale Vasilisa. Recensione ❯
L'incaricato alle vendite di un'agenzia immobiliare deve fare i conti con gli abitanti del palazzo di cui si sta occupando. Espandi ▽
Nel cortile di un condominio borghese di Berlino viene eretto un contenitore nero nel quale prende posto l'incaricato dell'agenzia immobiliare che sta vendendo gli appartamenti del palazzo. Malumori, battibecchi, ripicche tra gli abitanti, che compongono un microcosmo variegato, solo a tratti solidale, più spesso indispettito e sospettoso. L'arrivo della polizia che impedisce a chiunque di uscire fa dilatare la tensione. Recensione ❯
Una serie con Alessandro Preziosi su un gruppo di persone vittime di un destino comune. Espandi ▽
Giovanni Lo Bianco è un ricco imprenditore che decide di trascorrere le vacanze natalizie nella Valle del Vanoi insieme ai suoi due figli Elena e Riccardo. Il tentativo è quello di rafforzare il rapporto con loro in seguito alla morte della madre, quindi Giovanni non bada a spese e affitta la suite più lussuosa di tutto il resort. Durante la Vigilia di Natale, però, un evento inaspettato isola la famiglia e gli altri ospiti della Valle: il distacco di una slavina fa saltare l'elettricità, interrompe le comunicazioni e taglia fuori dal resto del mondo tutti gli abitanti del paese. Tra questi si nascondono anche individui insospettabili, che potrebbero far emergere il passato turbolento di Giovanni. Recensione ❯
L'adattamento cinematografico del graphic novel omonimo. Espandi ▽
La graphic novel da cui è tratto questo lungometraggio animato è un mash-up di vari generi ambientato in un futuro medievale dove i cavalieri vanno nei night club, sugli hoverboard e hanno la spada. Il protagonista è un giovane che collabora con un cavaliere in disgrazia per riottenere il proprio onore e rovesciare un regime corrotto. Recensione ❯
Un'esperta profiler si trova tra le mani una serie di delitti sempre più inquietanti. Espandi ▽
Quando nel paese di montagna di Travenì viene trovato sulla neve un cadavere nudo e senza occhi, Letizia Battaglia, una profiler della sezione omicidi di Udine e la sua squadra, vengono incaricati di seguire l'indagine che porterà in breve tempo ad una serie di macabri misfatti. La donna, già sofferente di diabete, si accorge che la sua mente inizia a cedere ai primi sintomi di Alzheimer, ma il suo essere tenace ed orgogliosa la spinge a dedicarsi al caso con ancora maggiore dedizione.
L'Ispettore-Capo Giacomo Parisi e il nuovo arrivato dalla Sicilia, Massimo Marini, l'affiancheranno nella caccia al killer che terrorizza il paesino e faranno i conti con le preoccupazioni e le spigolosità di Teresa. L'uomo assassinato è il padre di Diego, un bambino di 10 anni che insieme ai suoi tre amici, Mathias, Oliver e Lucia saranno misteriosamente al centro di una serie di efferati omicidi.
Fiori sopra l'inferno si avvale di splendide location di montagna, con un assetto nevoso che richiama un thriller scandinavo e solo potenzialmente grottesco come Fargo per una crime story che poteva avere tutte le carte in regola per sedurre lo spettatore ma che, di fatto, non sempre convince del tutto. Il primo aspetto sono i bambini, protagonisti, in parte vittime e in parte co-investigatori. Recensione ❯
Una miniserie sulle origini e le conseguenze della crisi degli oppioidi in America che mette in evidenza, in forma romanzata, le storie tanto delle vittime quanto dei responsabili. Espandi ▽
L'ascesa e caduta di OxyContin sono al centro di una miniserie che spinge il pedale del j'accuse come se trattasse uno scandalo da denunciare con urgenza. La miniserie di Peter Berg Painkiller arriva però in ritardo sui fatti e pure su altri titoli - Dopesick in primis - che hanno trattato la questione. Di per sé non sarebbe una gran colpa ma il suo tono aggressivo sembra frutto di equivoco, come se la questione fosse una rivelazione da urlare a pieni polmoni quando invece è cosa ormai ben nota pure fuori dagli States. Berg sceglie un registro aggressivo e al tempo stesso didascalico. Siamo dalle parti dei film di Adam McKay come La grande scommessa e Vice – L'uomo nell'ombra, in particolare nel montaggio con inserti di materiale d'archivio, oltre che in una interpretazione grottesca e caricaturale dei personaggi della famiglia Sackler. Nonostante i suoi limiti, Painkiller è in ogni caso almeno un utile e ben ritmato promemoria di come questa epidemia quasi suicida, in cui l'America ha cannibalizzato se stessa, sia figlia del capitalismo più bieco. Recensione ❯
Un uomo perde il totale controllo sulla realtà quando si libera dei suoi desideri repressi. Espandi ▽
L'autista di Uber e aspirante bodybuilder Ralphie viene introdotto in un culto della mascolinità e perde il controllo sulla realtà quando i suoi desideri repressi vengono risvegliati. Recensione ❯
Un processo per ammutinamento ai danni di un ufficiale della marina americana mette in luce la fragilità delle istituzioni e l'ambiguità degli uomini. Espandi ▽
Sotto gli occhi della corte marziale della Marina degli Stati Uniti, si tiene il processo contro Stephen Maryk, ufficiale della nave militare Caine accusato d'ammutinamento nei confronti del capitano Queeg, giudicato psichicamente instabile e incapace di garantire la sicurezza dell'imbarcazione durante una tempesta nel Golfo Persico. A difendere Maryk è chiamato l'avvocato Greenwald, anch'egli membro della marina, che nonostante non condivida le azioni del suo cliente lo difende con intraprendenza. Fragile e instabile, Queeg arriverà a rendersi ridicolo di fronte alla corte e al procuratore Katherine Challee: ma chi è veramente da biasimare in un caso delicato come quello dell'ammutinamento del Caine? Recensione ❯
Una rivisitazione del West molto interessante ma altrettanto dispersiva. Che adatta (e abbandona) il cult di Corbucci. Western, Italia, Francia2023. Durata 60 Minuti.
Il classico del cinema western Django rivisitato in una serie internazionale liberamente tratta dal film di Sergio Corbucci. Espandi ▽
Ambientata nel 1872, sette anni dopo la Guerra di Secessione, la serie segue le vicende di Django, un ex soldato confederato che si muove alla ricerca della verità sul massacro che ha totalmente distrutto la sua famiglia. Nelle sue peregrinazioni l'eroe raggiungerà New Babylon, una comunità utopica: una vera e propria oasi di libertà, fondata dall'enigmatico John Ellis, un uomo di colore. Nella comunità risiede anche Sarah il cui passato si intreccia amaramente con quello del protagonista, la quale dovrà fronteggiare la signora - e guida spirituale - della città rivale di Elmdale, Elizabeth Thurmann, donna tanto potente quanto crudele.
La miniserie Django è un'interessante operazione di "revisionismo": d'altronde di questo dobbiamo parlare se inseriamo all'interno di una trama originariamente caratterizzata per la sua violenza e ambientata in un periodo storico del tutto respingente le contemporanee politiche "di piattaforma".
Una rivisitazione del West molto interessante, ma altrettanto dispersiva e controproducente, dal momento che si perdono totalmente le affinità col prodotto originario - rendendo la miniserie solo l'ennesimo sequel ufficioso del brand "Django" - di cui si trascurano la durezza e la violenza. Recensione ❯
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