Una storia ispirata a fatti realmente accaduti su un finto sopravvissuto allo sterminio nazista. Espandi ▽
Enric Marco si racconta da decenni come un ex prigioniero del campo di sterminio nazista di Flossenbürg. Peccato che uno storico lo smaschererà: tutto quello che ha raccontato finora è assolutamente falso. Non c’è nulla di più attuale di un film sulla mitomania e la mistificazione della realtà. Il film in fondo racconta molto della nostra contemporaneità e dell’umanità (o disumanità) che siamo diventati: incapaci di accettare la mediocrità delle nostre vite, costruiamo identità fittizie (sui social, specialmente) a cui finiamo per credere noi stessi. La contraffazione è proprio metafora del tempo in cui viviamo, e i registi di questo film lo mostrano apertamente, disseminando dubbi ad arte fino all’ultimo, confondendo dimensione pubblica e privata, realtà e artefatto, e servendosi di un attore dalla bravura impressionante, che sa tenere il pubblico incollato a uno schermo a interrogarsi. Recensione ❯
17 anni di filmati della cantante Peaches, regina del punk-elettro e vera icona queer femminista. Espandi ▽
Negli ultimi 17 anni, Marie Losier ha filmato la cantante Peaches, regina del punk-elettro e vera icona queer femminista. Tra concerti stracolmi, uno stretto rapporto con la sorella Suri e la messa in scena della sua prima opera, Peaches sente sempre il bisogno di reinventarsi ed esplorare i propri confini. Dentro e fuori dal palco, un ritratto intimo di un'artista stimolante, dotata di un'energia sconfinata, che infrange i tabù e che abbraccia ogni fase della vita trasformando il suo corpo in arte. Recensione ❯
Ha costruito una casa per sé. Purtroppo si è rivelata un capolavoro. Una storia sul potere dell'espressione femminile e sul desiderio degli uomini di controllarla. Espandi ▽
Ha costruito una casa per sé. Purtroppo si è rivelata un capolavoro.
La designer irlandese Eileen Gray costruisce un rifugio in Costa Azzurra nel 1929, la sua prima casa, un'opera perfetta, discreta e all'avanguardia. La chiama E.1027, un'unione criptica delle sue iniziali e di quelle di Jean Badovici, con cui l'ha costruita. Le Corbusier, quando scopre la casa, ne rimane rapito, più tardi ricopre le pareti con murali e ne pubblica le foto. Gray definisce questi dipinti un atto di vandalismo e ne chiede la rimozione. Lui ignora i desideri della designer e costruisce direttamente dietro l'E.1027 il suo famoso Cabanon, che domina la narrazione del sito fino ad oggi. Una storia sul potere dell'espressione femminile e sul desiderio degli uomini di controllarla. Recensione ❯
L'amicizia improbabile tra una ragazza e un gatto fantasma. Espandi ▽
La storia di amicizia tra Karim, una ragazza mandata a vivere con il nonno monaco nella campagna giapponese, e Anzu, l'ancor più imprevedibile felino fantasma che funge da suo tutore. Recensione ❯
Due ragazzi decidono per gioco di mettere in scena dei cruenti crimini di epoche passate nei luoghi in cui sono avvenuti. Espandi ▽
Due ragazzi si incontrano per caso a Parigi. Paulette, francese, è appassionata di Elvis Presley, Marilyn Monroe e di macabre ricerche. Paul, statunitense, è appassionato di fotografia e ne resta incuriosito, finendo per seguirla in tutte le sue "avventuricerche". Nasce una curiosa amicizia che si basa su un gioco alquanto singolare: rimettere in scena - solo per finta - cruenti crimini del passato, dalla decapitazione di Marie Antoinette fino alla strage del Bataclan. Da queste esperienze sul filo dell'assurdo nasce un rapporto forte, sincero, che attraversa e supera traumi personali e familiari.
È una giocosa commedia romantica dell'assurdo, Paul & Paulette Take a Bath. Originale, moderna e antica al tempo stesso, dei tanti aspetti clamorosi che contiene il primo è che si tratta di un'opera d'esordio. Recensione ❯
il biopic straniante sul "quinto Beatles", più concentrato sulla vita dell'uomo che sul rapporto con i Fab Four. Biografico, Drammatico - Gran Bretagna2024. Durata 112 Minuti.
La vita di Brian Epstein, l'iconico manager musicale chiamato 'il quinto Beatles'. Espandi ▽
Il film ripercorre la vita dell’impresario discografico Brian Epstein, dalla formazione al successo strepitoso con i Beatles, descrivendo la sua ricerca dell'amore e il caos che ha seguito la sua rapida ascesa, esplorando anche il suo impatto sulla cultura pop.
Il biopic sul “quinto Beatles”, come ha avuto modo di definirlo lo stesso Paul McCartney, ossia il manager che li ha scoperti e lanciati, si sofferma di più sugli aspetti dell’uomo, soprattutto sulla sua omosessualità, e meno sul rapporto con i Fab Four, perdendo dunque di vista l’interesse principale della sua storia
Midas Man infatti rischia di non soddisfare i fan dei Beatles che già conoscono i primi passi dei loro beniamini e dunque la figura di questa specie di ‘lord inglese’ dai modi affettati che porta il nome di Brian Epstein a cui l’attore Jacob Fortune-Lloyd si sforza di dare una degna interpretazione, riuscendoci egregiamente. Recensione ❯
Basato sulla storia vera di Aranzazu Berradre Marín, pseudonimo utilizzato da un'agente della Polizia Nazionale che si infiltrò nell'organizzazione terroristica ETA per otto anni. Espandi ▽
Dopo aver trascorso diversi anni infiltrata negli ambienti della "izquierda abertzale" ("sinistra patriottica") come simpatizzante dell'organizzazione terroristica Eta, una giovane agente di polizia ottiene ciò che voleva: essere contattata dai terroristi. Hanno bisogno che lei ospiti, nel suo appartamento a San Sebastián, due membri dell'organizzazione che hanno l'obiettivo di preparare diversi attentati. Da questo momento inizia la missione più difficile della sua vita, informare i suoi superiori della polizia nazionale, mentre convive con due terroristi che non si fidano, del tutto, di lei.
Thriller intimo e claustrofobico della regista basca Arantxa Echevarría, L'infiltrata racconta il punto di vista, anche di genere, di una donna nell'organizzazione terroristica dell'Eta speculare a quello della collega che lavora in una squadra di polizia tutta al maschile.
La regista e sceneggiatrice raddoppia il discorso delle donne in ambienti 'lavorativi' maschili, mostrando come anche nel reparto di polizia addetto a sorvegliare ciò che accade nell'appartamento dell'infiltrata, l'unica agente donna è oggetto di un trattamento diverso rispetto a quello degli altri colleghi. Recensione ❯
Una telefonata cambia la direzione della vita di un uomo. Remake di Locke del 2013. Espandi ▽
A tarda sera, Joseph Cross riceve una telefonata e si mette immediatamente alla guida. Responsabile del cantiere di un importante progetto edilizio, l'uomo si assenta in un momento cruciale mettendo a rischio la propria carriera. Ancor più delicata è la sua situazione personale, con una famiglia che lo attende a casa e una donna incinta che sta per partorire e richiede la sua presenza.
Il regista francese Gilles Bourdos gira un remake fedele del thriller britannico Locke, con il quale nel 2013 muoveva i primi passi dietro la macchina da presa il prolifico sceneggiatore Steven Knight. La sola vera novità è il protagonista, unico attore in scena e quindi fattore cruciale per la riuscita del film. In Locke c'era un Tom Hardy insolito, qui c'è Vincent Lindon, forse la scelta più naturale nel panorama francese quando si cerca un interprete intenso e magnetico.
Rispetto all'originale il film di Gilles Bourdos trae un equilibrio nuovo e un'immedesimazione ancor più diretta. Recensione ❯
Un film che racconta quella fase dell'adolescenza in cui si sente nascere il bisogno di una forma d'amore alternativa a quella per la propria madre. Espandi ▽
Bruno è un adolescente in piena difficoltà. Vive solo con sua madre Claudia, di cui non sopporta il nuovo compagno Luca. Diventa il suo peggior nemico, fino a quando i due non impareranno a conoscersi, parlarsi, svelarsi e scambiarsi opinioni e consigli. Grazie a lui capirà qualcosa in più dell'amore e avrà finalmente il coraggio di uscire dal suo guscio tormentato.
È un film sulle difficoltà relazionali, quello che segna il debutto alla regia di Marco Gianfreda. Un'opera che indaga da una parte la relazione tra una madre, Claudia, interpretata da Cristiana dell'Anna, e un figlio adolescente in perenne lotta con lei.
L'ultimo film prodotto dal compianto Gaetano di Vaio, sembra voler dire a chi guarda che l'amore sa assumere diverse forme e attraversare una moltitudine di fasi, lungo le quali gli ostacoli, specie emotivi, a volte si moltiplicano. Prova a raccontarlo con i difetti di un'opera prima, sottolineando soprattutto che dall'odio possono nascere legami inattesi, spesso più forti e autentici di quelli strettamente di sangue o di coppia. Legami che crescono nel tempo e su cui è interessante riflettere anche alla fine dei titoli di coda. Recensione ❯
Una coppia di poveri taglialegna e un dono prezioso. Una neonata sfuggita all'olocausto. Espandi ▽
Il Povero Taglialegna e la Povera Taglialegna avevano perso un figlio e non potevano più averne. Fino al giorno in cui la donna, pregando il Dio del treno che passava attraverso i campi, trovò nella neve una neonata avvolta in un telo intessuto anche con fili d’oro. Era la più preziosa delle merci di quel convoglio: gettata fuori dal padre affinché si salvasse. Il film di Hazanavicius (nato in una famiglia ebraica ashkenazita di origini polacche e lituane) grazie a una grafica molto delicata, su cui volutamente contrastano le figure degli esseri umani tutte contornate con evidenza, viene proposto al Festival di Cannes in un momento estremamente delicato della storia del popolo d’Israele ma proprio per questo assume più valore. Ci ricorda cioè come ognuno possa finire con l’essere assalito dal tarlo del razzismo e come nessuno possa pensarsene totalmente esente. Recensione ❯
Il ritratto di un ragazzo che fu vittima di un predatore seriale e che ora ha deciso di raccontare la sua storia. Espandi ▽
Vincenzo Fuoco, trentacinque anni e una passione inesauribile per il gioco del calcio, fin da quando era ragazzino. Quando a undici anni giocava nella squadra del suo paese, Villa d'Adda, fu acquistato da una squadra professionistica e fu qui che incontrò un dirigente sportivo predatore seriale, che s'insinuò nella sua vita e nella sua famiglia. Oggi, Vincenzo è uscito dall'incubo, è tornato all'amore per il calcio e ha deciso di raccontare la sua storia, nel documentario diretto da Roberto Orazi. Recensione ❯
Angelo Molina e Alfredo Castro sono anima e corpo con i loro personaggi, in un film che intreccia malattia, amore e musica. Drammatico, Spagna, Svizzera, Italia2024. Durata 106 Minuti.
Il dramma di una coppia di fronte a una scelta molto difficile. Espandi ▽
Claudia è un'acclamata attrice di teatro mentre il suo compagno Flavio è un affermato regista. Nel corso della rappresentazione di Medea, lei scopre di avere un male incurabile. Si rifiuta però di attendere passivamente la propria fine e decide di recarsi in Svizzera per ricorrere al suicidio assistito. Flavio non riesce a immaginare la sua vita senza Claudia e così la segue in questa scelta. Quando Violeta, figlia di entrambi, scopre le loro intenzioni, resta prima scioccata e poi cerca di farli desistere.
Polvo serán - Polvere di stelle non è un film che vuole prendere posizione sul suicidio assistito. Neanche gli interessa. Piuttosto accompagna i due protagonisti nella loro scelta creando un continuo binomio tra vita e rappresentazione.
Carlos Marqués-Marcet affronta tutti i rischi di un film apertamente squilibrato ma proprio per questo capace di lasciar emergere autenticamente gli impulsi, il dolore e la determinazione di Claudia e Flavio, interpretati rispettivamente da Angela Molina e Alfredo Castro che non solo si calano in modo impeccabile nel ruolo ma diventano insieme 'anima e corpo' con i loro personaggi. Recensione ❯
Opera prima di Joanna Nelson, un quadro che mostra il disfacimento della coesione sociale del Venezuela. Drammatico, Venezuela, Cile, Italia2024. Durata 110 Minuti.
Una raccolta di storie ispirate alla vita reale di individui ed eventi testimoniati o vissuti in prima persona, durante gli ultimi dieci anni in Venezuela. Espandi ▽
Selina proviene da una famiglia agiata ma ha scelto di vivere in Italia seppure in una condizione di vita precaria. Roberto è un giovane ingegnere, un tempo suo compagno di scuola, che ha invece deciso di restare in Venezuela per contribuire a risolvere i numerosi problemi che affliggono il Paese. I due si incontrano nel periodo natalizio e si trovano costretti dalle circostanze a prendere decisioni importanti sul loro futuro.
L'opera prima di Joanna Nelson ci mostra un punto di vista sulla situazione venezuelana che non nasconde i problemi che quella società si è trovata ad affrontare. La regista riesce a delineare un quadro che mostra il disfacimento della coesione sociale causato da una serie di privazioni che vanno oltre a quelle strettamente legate al titolo. L’acqua è razionata, la corrente elettrica è sottoposta a blackout, la benzina nel Paese che ha una risorsa ingente nel petrolio (che è poi ciò che interessa a Trump in maniera esplicita) viene a mancare mentre c’è chi se ne impadronisce.
Visto al momento della sua realizzazione Hambre avrebbe sicuramente suscitato riflessioni sullo stato di degrado di una società. Visto oggi si propone come un film di denuncia e di lettura di vicende che toccano purtroppo anche altri Paesi nei confronti dei quali però l’attuale amministrazione statunitense non prova un’analoga indignazione. Recensione ❯
Una grande avventura cinematografica tra l'autoritratto biografico e il saggio sociologico. Una meditazione incandescente. Drammatico, Francia2024. Durata 88 Minuti.
Regista francese maggiore, cinefilo erudito, grande autore a cavallo tra il XX e il XXI secolo, Arnaud Desplechin celebra già dal titolo una qualità che rivendica come indiscutibile e fondamentale: quella di essere uno spettatore. Come Truffaut si permette il lusso di mostrare il suo “io” sullo schermo e dicendo “chi sono” ci fa capire meglio “chi siamo”. Con Spectateurs! Desplechin ritorna alle origini della sua ispirazione, ci innamora e ci incolla alla poltrona di velluto rosso attraverso un percorso cinefilo e un torrente di immagini. Posseduto, dotto, generoso, disegna un film personale e lineare da qualche parte tra l’autoritratto biografico e il saggio sociologico. Ma Spectateurs! è tante altre cose e tutte convergono verso una sola: la dichiarazione d’amore. Il cinema per vivere meglio e re-incantare il mondo. La piccola storia di uno spettatore e la grande Storia del cinema sedute accanto, in quel luogo singolare, definito dall’esperienza condivisa della sala, del grande schermo, della comunità precipitata nel buio e illuminata soltanto da un raggio di luce. Recensione ❯
Un omaggio rispettoso e sentito a un artista che ha fatto della vita la sostanza stessa della sua arte. Biografico, Francia2024. Durata 133 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Il film segue gli inizi dell'iconico cantante, cantautore e attore franco-armeno, Charles Aznavour, da zero alla fama. Espandi ▽
La straordinaria parabola umana e artistica di Charles Aznavour, dalla giovinezza di migrante armeno a Parigi, segnata da ristrettezze economiche, fino alla consacrazione internazionale come uno dei più grandi chansonnier del Novecento. Tra amori, incontri decisivi e sacrifici personali, il film segue l'ascesa di un uomo convinto del proprio talento e disposto a tutto pur di essere ascoltato, raccontando il prezzo - spesso altissimo - del successo.
La scelta di Tahar Rahim nel ruolo del protagonista appare inizialmente spiazzante. Eppure, proprio qui Monsieur Aznavour trova una delle sue intuizioni più riuscite: Rahim non imita Aznavour, ma ne incarna lo spirito.
Pur senza scardinare i limiti del biopic tradizionale, il film di Mehdi Idir restituisce con onestà e partecipazione il ritratto di un uomo che ha scelto di vivere fino in fondo la propria vocazione, pagando ogni passo del cammino. Un omaggio rispettoso e sentito a un artista che ha fatto della vita - tutta, senza sconti - la sostanza stessa della sua arte. Recensione ❯