Una storia ispirata a fatti realmente accaduti su un finto sopravvissuto allo sterminio nazista. Espandi ▽
Enric Marco si racconta da decenni come un ex prigioniero del campo di sterminio nazista di Flossenbürg. Peccato che uno storico lo smaschererà: tutto quello che ha raccontato finora è assolutamente falso. Non c’è nulla di più attuale di un film sulla mitomania e la mistificazione della realtà. Il film in fondo racconta molto della nostra contemporaneità e dell’umanità (o disumanità) che siamo diventati: incapaci di accettare la mediocrità delle nostre vite, costruiamo identità fittizie (sui social, specialmente) a cui finiamo per credere noi stessi. La contraffazione è proprio metafora del tempo in cui viviamo, e i registi di questo film lo mostrano apertamente, disseminando dubbi ad arte fino all’ultimo, confondendo dimensione pubblica e privata, realtà e artefatto, e servendosi di un attore dalla bravura impressionante, che sa tenere il pubblico incollato a uno schermo a interrogarsi. Recensione ❯
La storia di due adolescenti della Francia orientale. Espandi ▽
Nella Francia orientale, due cugini adolescenti trascorrono l'estate più bella della loro vita remando su una canoa rubata fino alla sponda opposta di un lago. Recensione ❯
Nel sud della Romania un diciassettenne scopre che il diritto a manifestare la propria sessualità non è affatto garantito. Espandi ▽
Adi ha diciassette anni ed è tornato nel suo villaggio in prossimità del Delta del Danubio per trascorrere le vacanze estive. Il semplice sospetto che sia omosessuale lo rende vittima di un duro pestaggio. Le reazioni di chi lo circonda saranno le più diverse. Emanuel Pàrvu ferma la sua macchina presa un tempo molto mobile proprio quasi per fotografare lo stato delle cose. Il suo non è un j’accuse manicheo che separa i buoni dai cattivi. È, molto più produttivamente, uno sguardo che è sempre più attonito di fronte a sacche di ignoranza inconsapevole che hanno trovato una loro collocazione a partire dal nucleo familiare. Recensione ❯
Una tredicenne è decisa a dare una svolta al suo futuro. Espandi ▽
La tredicenne Marcielle vive sull'isola di Marajó, nel cuore della foresta amazzonica. Prigioniera della rassegnazione della madre e, al tempo stesso, incoraggiata dalla fuga idealizzata della sorella maggiore, inizia a capire che il futuro non ha granché da riservarle. Determinata a cambiare il suo destino, decide di affrontare il sistema violento che governa la sua famiglia e le donne della sua comunità. Recensione ❯
Il primo film italiano ambientato nel mondo del golf. Espandi ▽
Il film racconta la storia di amicizia di Tancredi (Ascanio Pacelli) e Stefano (Mirko Frezza), due poli opposti uniti dall'amore per il Golf.
Il primo è un ricco borghese affascinante e apparentemente felice ma la frivolezza della sua vita sta man mano distruggendo la sua famiglia, allontanandolo dalla cosa più preziosa che ha, sua figlia. Stefano, invece, è sempre povero e trasandato. Gli ultimi vent'anni li ha trascorsi tra crisi d'astinenza e comunità di recupero.
Entrambi hanno voglia di riscattarsi e di cambiare vita, ritrovando quella felicità tanto cercata ma mai trovata. In fondo, è solo con il bastone da golf in mano che riescono e tornate se stessi. A fare da filo conduttore alla storia c'è Costantino (Andrea Roncato), padre di Stefano (ma anche un po' di Tancredi) che farà da "mentore". Recensione ❯
Un processo, tra sorrisi e commozione, a un cane che ha morso alcune donne. Espandi ▽
Avril è un avvocato dedicata alle cosiddette cause perse. Ha deciso però di affrontarne in tribunale una che pensa di poter vincere. Si tratta di difendere Cosmos, un cane che ha morso alcune donne da cui si sentiva minacciato. Da un fatto realmente accaduto nasce un’opera prima in cui il divertimento si unisce alla riflessione su più temi. La sceneggiatura interviene su più fronti, ivi compreso quello della parità uomo donna, mettendo però l’accento sul potere che gli esseri umani si arrogano sulle specie animali. Avril si impegna per disinnescare la misoginia di Cosmos e questo implica una serie di situazioni divertenti. Dosch sa dosare gli elementi riuscendo a coinvolgere non solo gli animalisti (ed era facile) ma anche chi semplicemente chiede alla commedia di non essere fine a stessa ma di mettere in scena dei personaggi che rimandino alla realtà anche nei loro eventuali aspetti caricaturali. Non di soli drammi vive il cinema ma anche di opere che sappiano divertire e, al contempo, far pensare. Recensione ❯
17 anni di filmati della cantante Peaches, regina del punk-elettro e vera icona queer femminista. Espandi ▽
Negli ultimi 17 anni, Marie Losier ha filmato la cantante Peaches, regina del punk-elettro e vera icona queer femminista. Tra concerti stracolmi, uno stretto rapporto con la sorella Suri e la messa in scena della sua prima opera, Peaches sente sempre il bisogno di reinventarsi ed esplorare i propri confini. Dentro e fuori dal palco, un ritratto intimo di un'artista stimolante, dotata di un'energia sconfinata, che infrange i tabù e che abbraccia ogni fase della vita trasformando il suo corpo in arte. Recensione ❯
Tra doc, fiction e messa in scena teatrale. La costruzione di una casa diversa per un diverso modo di concepire il mondo. Documentario, Drammatico - Svizzera2024. Durata 89 Minuti.
Ha costruito una casa per sé. Purtroppo si è rivelata un capolavoro. Una storia sul potere dell'espressione femminile e sul desiderio degli uomini di controllarla. Espandi ▽
Pioniera del modernismo, nel 1929 Eileen Gray realizzò in Costa Azzurra un rifugio modernista, intimo e radicale. Questa sua prima architettura, battezzata E.1027, nacque dall’intreccio delle sue iniziali con quelle di Jean Badovici, fondatore della rivista L’Architecture Vivante e figura centrale dell’architettura moderna, con cui la progettò. Quando Le Corbusier scoprì la villa, ne rimase affascinato fino all’ossessione, arrivando a dipingere murali sulle pareti senza permesso e pubblicandone le immagini. Gray definì quei gesti un atto di vandalismo e chiese che venissero rimossi. Lui ignorò la richiesta e costruì il suo Cabanon proprio alle spalle della casa, imponendo la propria presenza sul luogo fino a oggi.
In un'atmosfera sospesa e aperta, che circoscrive il rapporto tra i tre, il film lascia spazio all'immaginazione dello spettatore e al contempo offre una panoramica della produzione artistica di Gray e delle idee che l'hanno ispirata. Nel trio corre una sottile tensione, tra ammirazione e competizione, indipendenza e complicità, ma anche una latente energia sessuale. Recensione ❯
L'amicizia improbabile tra una ragazza e un gatto fantasma. Espandi ▽
Karin, 11 anni, ha perso la madre. Il padre, sommerso dai debiti, la porta da Tokyo in una piccola città di campagna, affidandola alle cure del nonno, monaco in un tempio. Qui la bambina fa amicizia con Anzu, un bakeneko: un gatto fantasma (yokai) benvoluto da tutti, nonostante la sua passione per l'alcol e il gioco d'azzardo. Anzu prende a cuore il destino di Karin: cerca di proteggerla dalla sfortuna facendola aiutare dagli spiriti locali e quando lei, che non ha mai superato la morte della mamma, gli chiede di accompagnarla nel regno dei morti per rivederla, il gatto fantasma accetta.
Tratto dall'omonimo manga di Takashi Imashiro, Ghost Cat Anzu deve molto a Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki, ma ha una sua personalità grazie al personaggio memorabile del gatto Anzu.
Impossibile non voler bene al personaggio di Anzu: nonostante si comporti spesso in modo scorretto, per nulla accettabile dal rigore della società giapponese, che più di altre bada alle apparenze e alle regole sociali. Recensione ❯
Due ragazzi decidono per gioco di mettere in scena dei cruenti crimini di epoche passate nei luoghi in cui sono avvenuti. Espandi ▽
Due ragazzi si incontrano per caso a Parigi. Paulette, francese, è appassionata di Elvis Presley, Marilyn Monroe e di macabre ricerche. Paul, statunitense, è appassionato di fotografia e ne resta incuriosito, finendo per seguirla in tutte le sue "avventuricerche". Nasce una curiosa amicizia che si basa su un gioco alquanto singolare: rimettere in scena - solo per finta - cruenti crimini del passato, dalla decapitazione di Marie Antoinette fino alla strage del Bataclan. Da queste esperienze sul filo dell'assurdo nasce un rapporto forte, sincero, che attraversa e supera traumi personali e familiari.
È una giocosa commedia romantica dell'assurdo, Paul & Paulette Take a Bath. Originale, moderna e antica al tempo stesso, dei tanti aspetti clamorosi che contiene il primo è che si tratta di un'opera d'esordio. Recensione ❯
il biopic straniante sul "quinto Beatles", più concentrato sulla vita dell'uomo che sul rapporto con i Fab Four. Biografico, Drammatico - Gran Bretagna2024. Durata 112 Minuti.
La vita di Brian Epstein, l'iconico manager musicale chiamato 'il quinto Beatles'. Espandi ▽
Il film ripercorre la vita dell’impresario discografico Brian Epstein, dalla formazione al successo strepitoso con i Beatles, descrivendo la sua ricerca dell'amore e il caos che ha seguito la sua rapida ascesa, esplorando anche il suo impatto sulla cultura pop.
Il biopic sul “quinto Beatles”, come ha avuto modo di definirlo lo stesso Paul McCartney, ossia il manager che li ha scoperti e lanciati, si sofferma di più sugli aspetti dell’uomo, soprattutto sulla sua omosessualità, e meno sul rapporto con i Fab Four, perdendo dunque di vista l’interesse principale della sua storia
Midas Man infatti rischia di non soddisfare i fan dei Beatles che già conoscono i primi passi dei loro beniamini e dunque la figura di questa specie di ‘lord inglese’ dai modi affettati che porta il nome di Brian Epstein a cui l’attore Jacob Fortune-Lloyd si sforza di dare una degna interpretazione, riuscendoci egregiamente. Recensione ❯
Basato sulla storia vera di Aranzazu Berradre Marín, pseudonimo utilizzato da un'agente della Polizia Nazionale che si infiltrò nell'organizzazione terroristica ETA per otto anni. Espandi ▽
Dopo aver trascorso diversi anni infiltrata negli ambienti della "izquierda abertzale" ("sinistra patriottica") come simpatizzante dell'organizzazione terroristica Eta, una giovane agente di polizia ottiene ciò che voleva: essere contattata dai terroristi. Hanno bisogno che lei ospiti, nel suo appartamento a San Sebastián, due membri dell'organizzazione che hanno l'obiettivo di preparare diversi attentati. Da questo momento inizia la missione più difficile della sua vita, informare i suoi superiori della polizia nazionale, mentre convive con due terroristi che non si fidano, del tutto, di lei.
Thriller intimo e claustrofobico della regista basca Arantxa Echevarría, L'infiltrata racconta il punto di vista, anche di genere, di una donna nell'organizzazione terroristica dell'Eta speculare a quello della collega che lavora in una squadra di polizia tutta al maschile.
La regista e sceneggiatrice raddoppia il discorso delle donne in ambienti 'lavorativi' maschili, mostrando come anche nel reparto di polizia addetto a sorvegliare ciò che accade nell'appartamento dell'infiltrata, l'unica agente donna è oggetto di un trattamento diverso rispetto a quello degli altri colleghi. Recensione ❯
Una telefonata cambia la direzione della vita di un uomo. Remake di Locke del 2013. Espandi ▽
A tarda sera, Joseph Cross riceve una telefonata e si mette immediatamente alla guida. Responsabile del cantiere di un importante progetto edilizio, l'uomo si assenta in un momento cruciale mettendo a rischio la propria carriera. Ancor più delicata è la sua situazione personale, con una famiglia che lo attende a casa e una donna incinta che sta per partorire e richiede la sua presenza.
Il regista francese Gilles Bourdos gira un remake fedele del thriller britannico Locke, con il quale nel 2013 muoveva i primi passi dietro la macchina da presa il prolifico sceneggiatore Steven Knight. La sola vera novità è il protagonista, unico attore in scena e quindi fattore cruciale per la riuscita del film. In Locke c'era un Tom Hardy insolito, qui c'è Vincent Lindon, forse la scelta più naturale nel panorama francese quando si cerca un interprete intenso e magnetico.
Rispetto all'originale il film di Gilles Bourdos trae un equilibrio nuovo e un'immedesimazione ancor più diretta. Recensione ❯
Una coppia di poveri taglialegna e un dono prezioso. Una neonata sfuggita all'olocausto. Espandi ▽
Il Povero Taglialegna e la Povera Taglialegna avevano perso un figlio e non potevano più averne. Fino al giorno in cui la donna, pregando il Dio del treno che passava attraverso i campi, trovò nella neve una neonata avvolta in un telo intessuto anche con fili d’oro. Era la più preziosa delle merci di quel convoglio: gettata fuori dal padre affinché si salvasse. Il film di Hazanavicius (nato in una famiglia ebraica ashkenazita di origini polacche e lituane) grazie a una grafica molto delicata, su cui volutamente contrastano le figure degli esseri umani tutte contornate con evidenza, viene proposto al Festival di Cannes in un momento estremamente delicato della storia del popolo d’Israele ma proprio per questo assume più valore. Ci ricorda cioè come ognuno possa finire con l’essere assalito dal tarlo del razzismo e come nessuno possa pensarsene totalmente esente. Recensione ❯
Il ritratto di un ragazzo che fu vittima di un predatore seriale e che ora ha deciso di raccontare la sua storia. Espandi ▽
Vincenzo Fuoco, trentacinque anni e una passione inesauribile per il gioco del calcio, fin da quando era ragazzino. Quando a undici anni giocava nella squadra del suo paese, Villa d'Adda, fu acquistato da una squadra professionistica e fu qui che incontrò un dirigente sportivo predatore seriale, che s'insinuò nella sua vita e nella sua famiglia. Oggi, Vincenzo è uscito dall'incubo, è tornato all'amore per il calcio e ha deciso di raccontare la sua storia, nel documentario diretto da Roberto Orazi. Recensione ❯