18a edizione della Festa del Cinema di Roma, il programma dei 152 film. Roma - 18/29 ottobre 2023. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Un viaggio per conoscere una pratica che, pur diffusa anche in altri Paesi, ha avuto in Italia uno
sviluppo eccezionale: il doppiaggio. Espandi ▽
Tutto parte dalle parole che Stanley Kubrick rivolge al direttore del doppiaggio italiano di Full Metal
Jacket: "Se non hai un buon attore, ogni cosa suona falsa". Ma che cos'è il doppiaggio? La Voce senza
volto è un viaggio per conoscere una pratica che, pur diffusa anche in altri Paesi, ha avuto in Italia uno
sviluppo eccezionale e che, partendo dalla voce di uno dei più grandi registi della storia, prende il volto
dei tanti personaggi che ci hanno aiutato a trovare la risposta. Dalle splendide sale dell'Accademia della
Crusca alla Fondazione Zeffirelli di Firenze, dall'Università per stranieri di Perugia alla Cineteca di
Bologna un percorso per conoscere una pratica che ha avuto enorme influenza su tutto il nostro cinema,
sull'immaginazione dei nostri più grandi registi e sulla nostra cultura. Recensione ❯
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Un documentario sulle locations dei film della storia del cinema italiano, per scoprire che
anche il cinema italiano ha avuto le sue Monument Valley. Espandi ▽
Utilizzando il materiale cinematografico custodito negli archivi Compass e Movie Time, è stato possibile
realizzare questo documentario sulle locations dei film della storia del cinema italiano, per scoprire che
anche il cinema italiano ha avuto le sue Monument Valley. La Monument Valley americana è stata il
territorio dove si sono girati tantissimi western, fino a diventare con le sue montagne arrotondate dai
venti e le immense praterie una sorta di luogo mitico per gli appassionati del cinema americano. Ma
anche il cinema italiano ha avuto le sue Monument Valley, che gli esperti sanno riconoscere nei film più
diversi. Le dune sabbiose di Tor Caldara nei pressi di Anzio, scoperte da Mario Bava, ma presenti nei film
più disparati, da Io sono un autarchico di Nanni Moretti all'ultimo film di Checco Zalone, diventando
indifferentemente il Texas, il Medio Oriente, il rifugio di Diabolik, persino la Luna per Franco e Ciccio.
Lo stesso è avvenuto per i monti della Tolfa, per i boschi di Manziana e di Ronciglione, le cascate di
Monte Gelato e i castelli di Balsorano. Sono tanti i luoghi nei dintorni di Roma che appaiono sullo
schermo: dovevano essere a non più di sessanta chilometri dalla capitale per evitare di dover pagare la
diaria alla troupe, quindi nel Lazio. Un viaggio nei luoghi dei sogni a prezzi contenuti che hanno
contribuito a rendere grande il nostro cinema, e al tempo stesso la riscoperta di luoghi bellissimi. Recensione ❯
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Un ritratto del grande Jean-Luc Godard che ne ripercorre la carriera e quel suo fondersi con l'arte stessa. Espandi ▽
Un autoritratto con materiali d'archivio di Jean-Luc Godard. Ripercorre la carriera unica e inedita, fatta di battute d'arresto improvvise e ritorni sconvolgenti, di un cineasta che non ha mai guardato indietro al suo passato, non ha girato mai lo stesso film due volte, e ha persegueito instancabilmente la sua ricerca, in una diversità di ispirazione davvero inesauribile . Attraverso le parole, gli occhi e l'opera di Godard, il film racconta una vita di cinema; quella di un uomo che ha preteso sempre molto da se stesso e dalla sua arte, fino a fondersi con essa. Recensione ❯
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I volti di una signora dal talento multiforme e dalla sconfinata curiosità e umanità: Isabella Rossellini. Espandi ▽
Una stagione, tre location: in Italia, sul set umbro di La chimera di Alice Rohrwacher; nel teatro di Nizza
nel quale l'attrice sta provando Darwin's Smile, il suo testo ispirato a L'espressione delle emozioni
nell'uomo e negli animali di Charles Darwin; nella Mama Farm, la fattoria nella cittadina di Brookhaven,
vicino a Long Island, che Isabella Rossellini ha trasformato in area protetta e dove si prende cura di ogni
specie di animali, molti dei quali a rischio di estinzione. Solo tre dei tanti volti di una signora dal talento
multiforme e dalla sconfinata curiosità e umanità, che la documentarista Marian Lacombe ha seguito,
tracciandone un ritratto a tutto tondo Recensione ❯
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Un documentario sulla figura di Lorenza Mazzetti, l'unica donna ad aver sottoscritto il manifesto del Free Cinema. Espandi ▽
Lorenza Mazzetti è conosciuta come regista del film Together (1956), premiato a Cannes, e come unica
donna a sottoscrivere il manifesto del Free Cinema: con il suo documentario, Brighid Lowe approfondisce
la figura e la storia di Lorenza Mazzetti firmando una sincera riflessione sull'amore e sul dolore attraverso
una serie di interviste con la regista realizzate nella sua casa di Roma poco prima della sua morte nel
2020. Il documentario ospita inoltre alcuni estratti dei suoi film degli anni '50 e quelli di un film
"perduto", Il medico di campagna (1953), basato sul racconto di Kafka, di cui l'artista parla per la prima
e unica volta. Recensione ❯
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In sessanta minuti un doc che riesce a raccontare la parabola artistica di Joseph Losey. Espandi ▽
Se esistesse una regola su come fare un documentario su un cineasta, bisognerebbe prendere a modello
il lavoro di Dante Desarthe: in sessanta minuti riesce a raccontare la parabola artistica di Losey, gli inizi
con Il ragazzo dai capelli verdi, la collaborazione con Dalton Trumbo, la Caccia alle streghe, la fuga a
Londra e poi a Parigi, i tanti film sorprendenti, la collaborazione con Harold Pinter, Il Servo, Messaggero
d'amore, il primo film francese su Vichy (Mr. Klein) e il progetto mancato su Marcel Proust. Un
documentario pieno di sorprese, sorretto da straordinari materiali d'archivio in parte girati (e mai
montati) da due giovani straordinari cinephiles, André Labarthe e Bertrand Tavernier. Recensione ❯
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Un documentario che ci consente di immaginare, in piccola parte, come avrebbe potuto essere il film di
Antonioni Two Telegrams. Espandi ▽
Alla fine degli anni '70, Antonioni scrive - insieme all'americano Rudy Wurlitzer - una sceneggiatura dal
titolo Two Telegrams: ambientata negli Stati Uniti, è la storia di una donna combattuta tra due uomini,
nel pieno di una crisi esistenziale. All'inizio degli anni '80 tutto è pronto per le riprese, ma le condizioni
di salute di Antonioni non consentono la realizzazione del progetto. Dieci anni più tardi, una nuova
produzione vuole che il film si realizzi, ma ancora una volta il progetto viene interrotto. Basato su questo
"doppio fallimento" e sulla storia raccontata nella sceneggiatura, il documentario è un impossibile gioco
di "estrazione", che ci consente di immaginare, in piccola parte, come avrebbe potuto essere il film di
Antonioni, ed è anche un'investigazione all'interno di un progetto, ideato da un Maestro, ma rimasto
senza immagini. In un certo senso, è un film specchio di un film fantasma. Recensione ❯
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I filmati originali della permanenza italiana di JFK, dopo un lungo lavoro di ricerca nelle teche
Rai compiuto da Ciro Giorgini. Espandi ▽
Nel 1999 i filmati originali della permanenza italiana di JFK, dopo un lungo lavoro di ricerca nelle teche
Rai compiuto da Ciro Giorgini, furono da lui organizzati, montati e poi trasmessi in una unica soluzione
di sei ore, per una delle più belle e iconiche notti della trasmissione di Raitre "Fuori Orario". Dal 23
giugno al 2 luglio del 1963, il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy compie il suo famoso
viaggio in Europa e, pochi giorni dopo il suo storico discorso a Berlino (26 giugno 1963), è in visita ufficiale
anche nel nostro Paese. JFK arriva a Roma il 1° luglio e per lui sarà un bagno di folla. Il presidente
americano è seguito dalla nostra televisione in tutte le sue tappe: l'arrivo a Fiumicino, l'incontro al
Quirinale con il presidente Segni, la visita in Vaticano e l'udienza con Papa Paolo VI, eletto poco prima
come successore di Papa Giovanni XXIII, la tappa a Napoli, acclamato da una folla immensa, e la partenza
da Capodichino, termine del suo storico tour europeo. Recensione ❯
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Un'intervista inedita e tanti racconti sul regista italiano Federico Fellini. Espandi ▽
In sessanta vertiginosi minuti tutto Fellini, dall'infanzia riminese alla camera ardente a Cinecittà:
Giulietta, le sue ossessioni, le sue invenzioni, la bellezza che ha saputo creare, i suoi successi, le sue
sconfitte, la sua vita sognata e una miracolosa intervista che il Maestro concesse a un giovane cineasta,
il francese Jean Christophe Rosé nel 1981, perduta e ora parzialmente ritrovata. Recensione ❯
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Si chiama Piero, lo chiamano Ovosodo perché è nato nell'omonimo quartiere di Livorno. È curioso, bonario, un po' debole. Aderisce alle varie esperienz... Espandi ▽
Si chiama Piero, lo chiamano Ovosodo perché è nato nell'omonimo quartiere di Livorno. È curioso, bonario, un po' debole. Aderisce alle varie esperienze che gli propongono gli amici. Viene affascinato da un tipo bizzarro che è in realtà figlio di un ricco industriale. Comincia a legare con le donne, si fa una cultura e cerca di interpretare la politica. Il tutto è narrato con voce fuori campo, in idioma toscano: ormai il testo fuori campo è una moda ben precisa, ed è efficace nei diversi profili (da Jane Austen a Pieraccioni). Recensione ❯
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Belgrado 1941. Due amici un po' patrioti e un po' delinquenti combattono i tedeschi. Espandi ▽
Belgrado 1941 due truffatori, Marko e Blacky, riescono al contempo a procurarsi molto denaro e la fama di resistenti all’occupazione nazista. Blacky, che dopo il temerario rapimento dell’attrice Natalja, è stato catturato e torturato dai tedeschi, viene liberato da Marko e nascosto in uno scantinato insieme ad altri compagni. Verranno tenuti lì per 15 anni con l’inganno di un conflitto che non termina mai mentre all’esterno Tito ha preso il potere e se ne celebra il culto. Recensione ❯
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Un mosaico di sterminata bellezza, con Valerio Mastandrea in uno dei ruoli più importanti della sua carriera. Drammatico, Italia1998. Durata 100 Minuti.
L'incendiario punto di riferimento del crime italiano di fine millennio. Espandi ▽
Roma, tra novembre 1979 e febbraio 1983. Remo Guerra, un ragazzo di borgata, è un poliziotto che di notte aggredisce per strada persone benestanti derubandoli. Con lui ci sono Maurizio, amante della vita lussuosa e delle belle donne, e Roberto che Remo aiuterà a comprarsi un bar. I suoi complici sono inaffidabili. Così Remo deve far entrare nella sua banda Marco Lorusso, detto "il Rozzo", di cui però non condivide i metodi violenti. Remo è sempre più tormentato e desidera una vita normale accanto a una donna a cui però non può rivelare la sua identità. In più, capisce che la fine è vicina e non può sottrarsi al suo destino.
C'è Valerio Mastandrea, in uno dei ruoli più significativi della sua carriera. Con la sua voce fuori campo che accompagna i suoi pensieri. "Ogni volta che mi specchiavo ero aggredito dalla mia immagine". C'è il suo tormento che prevale sull'estasi. In Remo ci sono le tracce di un gangster noir che attende la sua fine.
L'odore della notte fa parte di quei film che non solo migliorano nel corso degli anni ma che mostrano lo sguardo unico di un cineasta dove le storie, i personaggi, i dialoghi hanno sempre avuto qualcosa di intimamente familiare e in cui ogni immagine è un getto impetuoso su tela, carico di una poesia disperata che parla solo d'amore. Prima di tutto nei confronti del cinema. Recensione ❯
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Il defunto Bruce Lee in un tentativo di portare i canovacci del kung-fu su sfondo italiano. Ha la parte di un cinesino di gentile aspetto che viene a ... Espandi ▽
Produttore, protagonista, soggettista e regista, Bruce Lee ha l'opportunità di esprimere se stesso a tutto tondo, ironia compresa. Chen, esperto lottatore cinese, arriva a Roma da Hong Kong per aiutare un ristoratore, amico dello zio, che si trova nei guai: una banda che gestisce loschi traffici vuole rendere, infatti, il ristorante in questione la base logistica di un grosso traffico di droga. Chen farà piazza pulita. La trama fa da cornice a diversi street-fight risolti a suon di kung fu. Recensione ❯
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Mark Lewis è un operatore cinematografico che realizza anche foto di nudo per arrotondare. Una serie di delitti di modelle rimandano proprio a lui. Espandi ▽
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