I Understand Your Displeasure

Film 2026 | Drammatico 93 min.

Anno2026
GenereDrammatico
ProduzioneGermania
Durata93 minuti
Regia diKilian Armando Friedrich
AttoriSadibou Diabang, Nada Kosturin, Werner Posselt, Thomas Sprekelsen, Sabine Thalau Nigyar Velagich.
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Kilian Armando Friedrich. Un film con Sadibou Diabang, Nada Kosturin, Werner Posselt, Thomas Sprekelsen, Sabine Thalau. Cast completo Genere Drammatico - Germania, 2026, durata 93 minuti. Valutazione: 3 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Ultimo aggiornamento venerdì 13 febbraio 2026

La responsabile di un'impresa di pulizie deve affrontare delle difficoltà sul posto di lavoro dopo aver tentato di assumere personale da un subappaltatore.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
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Un ritratto spietato della Germania di oggi. Con un piglio da fratelli Dardenne.
Recensione di Paola Casella
venerdì 13 febbraio 2026
Recensione di Paola Casella
venerdì 13 febbraio 2026

Germania, oggi. Heike è una donna sulla sessantina che supervisiona il lavoro di una squadra di addetti alle pulizie per una ditta che opera nei cantieri come nelle scuole, nelle case di riposo come negli asili, nelle spa come nei centri commerciali. Passa le giornate a correre da uno all'altro di questi luoghi, e ad ascoltare le lamentele dei clienti e i rimbrotti dei superiori. Lei stessa amministra lavate di capo ai suoi dipendenti, per lo più immigrati che lavorano in nero, persone anziane o giovanissime, che spesso puliscono in modo approssimativo e svogliato perché, come dice la stessa Heike, è difficile trovare personale motivato a fronte di un compenso da fame.

A casa l'aspetta Detlef, che è stato suo compagno di vita ma che ora semplicemente divide con lei gli spazi di casa, ed è spesso in preda di attacchi di panico. E la sua unica amica sul lavoro è una donna dell'Est con cui, per arrotondare il proprio compenso, sottrae detersivi alla ditta e diluisce quelli rimanenti.

I Understand Your Displeasure è il ritratto di una lavoratrice trafelata che fa da parafulmine per tutti (e spesso lancia fulmini a sua volta), schiacciata fra datori di lavoro spietati, clienti iper esigenti e maleducati, e dipendenti che cercano di sfuggire al suo controllo, magari solo per festeggiare un compleanno o la nascita di un figlio.

Heike guadagna poco e viene trattata male, ma tratta male a sua volta, rotella dell'ingranaggio perverso che è il mondo del lavoro nella Germania oggi, di cui il film fa uno spietato ritratto. La donna è costretta a pregare i suoi dipendenti di non aderire agli scioperi, di fatto facendosi perpetuatrice di quello sfruttamento dell'uomo sull'uomo sempre più evidente anche nella nazione teoricamente più ricca d'Europa. E deve rabbonire clienti e datori di lavoro ripetendo la frase che dà il titolo al film: "Capisco il suo disappunto", quando nessuno si preoccupa di capire quello che la riguarda.

Il regista Kilian Armando Friedrich ha 31 anni ma è già alla sua terza regia, e racconta la storia di Heike con un piglio da fratelli Dardenne (la scena iniziale sta sul collo della protagonista come facevano i due registi belgi in Rosetta) o da Éric Gravel in Full Time - Al cento per cento. La protagonista di I Understand Your Displeasure, Sabine Thalau, non è un'attrice professionista, ma è eccellente nell'interpretare una donna logorata dalla vita ed esasperata dalle circostanze, capace di momenti di dolcezza come di furie improvvise, burbera e all'occasione tenera. Friedrich mostra come le pressioni economiche snaturino le persone e le trasformino in polli di Renzo pronti a lottare l'uno contro l'altro invece che con chi li tiranneggia, a rubarsi la manodopera l'un l'altro e a tradirsi a vicenda pur di salvare il proprio (ingrato) posto di lavoro.

In una delle scene più drammatiche Heike consola Detlef dopo un attacco di panico, ma allo stesso tempo chiede a una dipendente di portare al lavoro la figlia malata piuttosto che permettere di saltare un giorno di lavoro. È evidente che l'altro colpevole, oltre al capitalismo selvaggio, è la mancanza di servizi sociali che possano aiutare le madri lavoratrici, le persone anziane che non arrivano a fine mese, gli immigrati che cercano di regolarizzare la loro posizione, i disabili che necessitano di assistenza medica, e via elencando. Ognuno diventa il capro espiatorio di chi sta leggermente sopra e vittimizza chi sta sotto, in una catena di soprusi in cui nessuno è innocente e (quasi) nessuno è totalmente colpevole. L'unica via di uscita, sembra dire il regista e sceneggiatore, è la reale solidarietà fra gli ultimi e la capacità di non dimenticare la propria umanità - non certo quel socialismo puramente di facciata di cui la Germania si è spesso fregiata.

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BERLINALE
venerdì 13 febbraio 2026
Paola Casella

L'unica via di uscita è la reale solidarietà fra gli ultimi. Presentato in Panorama al Festival di Berlino. Vai all'articolo »

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