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mercoledì 27 settembre 2017

Marco Cocci

Il rasta-man del cinema italiano

43 anni, 5 Settembre 1974 (Vergine), Livorno (Italia)
occhiello
È la fedeltà la vera utopia.
dal film L'ultimo bacio (2000) Marco Cocci è Alberto
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Marco Cocci

Visita sul set del prossimo film di Carlo Virzì.

'I più grandi di tutti' stanno arrivando

venerdì 1 luglio 2011 - Robert Bernocchi cinemanews

'I più grandi di tutti' stanno arrivando Inizia in maniera particolare la visita al set di I più grandi di tutti: una partita di calcio tra la squadra della Indiana Productions (che ha lavorato al film di Carlo Virzì) e la Fandango di Domenico Procacci, impegnata sul set del film d’esordio alla regia di Gipi lì vicino. Considerando che Virzì girava ovviamente a Livorno e Gipi a Pisa, c’era da temere uno scontro degno del Vernacoliere, leggendaria rivista satirica che da anni sfotte i poveri abitanti della città con la torre pendente. Alla fine, un 5 a 5 che, tra rigori concessi e negati, mostra che la troupe di I più grandi di tutti è pronta a dare l’anima.

Bianca Guaccero interpreta una madre coraggio nella nuova fiction di RaiUno.

Essere donna in un'Italia che cambia

venerdì 12 novembre 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

Essere donna in un'Italia che cambia Appena una settimana fa, Ricky Tognazzi ha portato al Festival di Roma un film tratto da un romanzo di Giancarlo De Cataldo dedicato alla figura paterna: Il padre e lo straniero. Oggi, il regista e attore presenta invece una miniserie in due puntate interamente incentrata sulla figura di una giovane madre coraggio che verso la fine degli anni Cinquanta si sposta dalla Puglia a Torino assieme ai tre figli. Si intitola Mia madre e, oltre ad essere un viaggio dal Sud al Nord del paese negli anni delle prime migrazioni dalla campagna alla fabbrica, è anche il racconto di un'Italia che cambia: nel pensiero, nella ricchezza economica, nella cultura e nell'emancipazione femminile. Questo viaggio segue da vicino Nunzia, donna del sud cresciuta dal pensiero umanista del padre, nelle tragedie familiari da affrontare e nelle battaglie operaie da condurre. È la neanche-trentenne Bianca Guaccero a interpretarla in tutte le sue evoluzioni dai venti ai cinquant'anni, accompagnata da altri giovani attori noti come il primo marito Marco Cocci, il sindacalista Francesco Venditti e il figlio cresciuto Primo Reggiani.
Nella sua introduzione al film, il direttore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce dedica un piccolo ricordo alla figura di Dino De Laurentiis, scomparso ieri sera, del quale rammenta "l'amore ininterrotto per il cinema e la lucidità professionale che lo hanno accompagnato fino in fondo", per poi spendere qualche paragone fra il lavoro di Ricky Tognazzi e un capolavoro come Rocco e i suoi fratelli di Visconti: "entrambi affrontano il periodo della migrazione interna alternando scene di dolcezza e calore familiare a scene che mostrano tutta la violenza di una difficile integrazione". Mia madre sarà in onda in prima serata su RaiUno domenica 14 e martedì 16 novembre, dopo aver incontrato non poche difficoltà produttive in quanto progetto di romanzo storico e popolare a lungo considerato troppo complesso. Del peso specifico di tale complessità abbiamo parlato con il regista, lo sceneggiatore Andrea Purgatori e i protagonisti.
Che problemi ha incontrato il film?
Ricky Tognazzi: Si può dire che ho tradito molto il lavoro originale ma solo per cercare di piegare i problemi dei costi produttivi di un racconto come questo alle nostre esigenze artistiche. Per me la cosa più importante era fare un film dedicato interamente a una donna. Dopo tante storie di ragazzi e di rapporti coi padri, volevo finalmente potermi dedicare a una donna, a quel tipo di donna che ha fatto il nostro paese. Le donne sono sempre state padrone del destino di tutti: sono loro ad aver costruito il tessuto sociale all'interno delle famiglie in cerca di un futuro. Quella che racconto è la storia di una madre esemplare, un'eroina come tante altre: uno spirito libero che insegna ai propri figli ad accettare le differenze attraverso ottimismo e generosità. Il ventennio raccontato dal film mi appartiene personalmente, l'ho vissuto come fossi uno dei figli di Nunzia.
Da cosa nasce la sua storia?
Andrea Purgatori: Nasce da un racconto di Antonio Desiati che abbiamo pensato di riscrivere sotto forma di un grande romanzo popolare che attraversasse tanto il fenomeno delle migrazioni che il periodo della famosa "Marcia dei Quarantamila" che segnò uno spartiacque fra la vecchia concezione operaia e il periodo delle lotte dei sindacati. Il tentativo era raccontare in modo corale il percorso di emancipazione di una donna che affronta la sfida di crescere da sola tre figli e tutto il mare di pregiudizi che tale scelta comporta, cercando di mostrare in filigrana quello che è stato il motore propulsivo della modernità del nostro paese. Sono molto fiero che una fiction che racconta l'evoluzione storica italiana sia stata girata interamente in Italia, cosa purtroppo sempre più rara nella produzione televisiva.
Cosa ha significato diventare Nunzia?
Bianca Guaccero: È difficile trovare al giorno d'oggi ruoli femminili così affascinanti e profondi. C'è una frase chiave che recito nel film e che esprime benissimo cosa è Nunzia per me: "Ho conoscenza diretta di una ragazza che è stata dichiarata pazza perché correva a piedi scalzi verso la luna". Ecco, questa idea di una ricerca di libertà, di una lotta in nome della libera espressione di sé è diventata un po' la mia filosofia di vita. Attraverso Nunzia ho imparato a rimanere aggrappata ai miei sogni e ho capito cosa significhi essere madre. Vivendo dall'altra parte i rapporti familiari, anche solo in nome della finzione, ti rendi conto di quanto sia difficile crescere un figlio e sacrificarsi per dargli una vita migliore. Quanto nella vita sia importante quello che si ha ma quello in cui si crede, lo stare insieme, la reciproca conoscenza.
Chi è invece Mario?
Francesco Venditti: Mario è un idealista, uno che ha sacrificato la serenità, l'amore, e tutto ciò che può esserci nella vita di un venticinquenne normale per cercare di cambiare il mondo con energia e forza. Dopo anni di grandi sforzi e di lotte operaie, scopre però che vicino al sogno di cambiare il mondo può esserci posto anche per una donna e un amore. Finalmente dopo un certo numero di anni che faccio l'attore non mi hanno fatto fare un criminale. Anzi, il bello di un personaggio come questo è che ti aiuta a scoprire tutta l'intensità del ruolo paterno: il fatto che i figli li devi crescere, educare, far stare bene, ma che devi anche lasciarli guidare dalla natura, dargli il loro spazio e permettergli di sbagliare, perché se non sbagliano non crescono mai. È dallo sbaglio, dall'errore, che un ragazzo può immediatamente capire cosa è giusto.
È stato difficile interpretare una donna in varie fasi dell'età?
Bianca Guaccero: Per interpretare Nunzia più matura, è stato fatto un lavoro di trucco molto sottile, senza troppe rughe o segni eccessivamente visibili. Con l'aiuto di Simona Izzo e Ricky ho invece cercato di lavorare più sulla voce, che in realtà è la cosa che cambia di più con l'età. Invecchiando, una donna usa sempre meno enfasi e più intensità nella propria espressione vocale.
Oltre a Visconti, ci sono altri grandi riferimenti nel film?
Ricky Tognazzi: Fare un lavoro di questo tipo mi ha permesso di rendere omaggio a tanti grandi maestri. Mentre giravo, avevo sempre in mente, oltre a Visconti, anche Romanzo popolare di Monicelli, Così ridevano di Amelio o anche tutto il cinema di Elio Petri. Ma mi sono divertito anche a citare il modo di narrare di Tornatore. D'altronde il cinema è un grande gioco e mi ritengo davvero privilegiato a fare un mestiere dove, anche se con sempre maggiori difficoltà, si possono imparare un sacco di cose.

Muccino e tutto il cast per la presentazione a Roma.

Baciami Ancora: dieci anni dopo...

martedì 26 gennaio 2010 - Marianna Cappi cinemanews

Baciami Ancora: dieci anni dopo... Carlo, Giulia, Marco, Paolo, Adriano, Alberto, Livia e Veronica hanno dieci anni in più. Ce li ha anche Gabriele Muccino, che in mezzo ha visto Hollywood e le peripezie della vita, la propria e quella degli amici. Nell’idea di riprendere con Baciami ancora -come Bergman o Arcand o Solondz- i fili delle storie inaugurate da L'ultimo bacio, si affaccia ancora l’ambizione, la sana ambizione dell’ex ragazzo prodigio, che per il resto evita di scivolare sul personale e manda avanti i suoi attori. Sono loro ad animare la conferenza stampa, facendo gruppo e testimoniandogli fedeltà e gratitudine.
Il film uscirà in sala il 29 gennaio in più di 600 copie, alcune delle quali per la prima volta sottotitolate per i non udenti. "Ci sono persone che non riescono mai a vedere un film italiano al cinema, sono costrette ad aspettare l’uscita in dvd o il passaggio tv –spiega il produttore Domenico Procacci- sarebbe bello che le sale si attrezzassero d’ora in poi con dei display appositi, se c’è qualche non udente in sala; ci vorrà del tempo, ma speriamo che questo impegno vada avanti." Per ora, hanno aderito l’Apollo di Milano, il Modernissimo di Napoli, l’Astra di Padova, il Piccolo di Bari e il Politecnico Fandango di Roma.

Il film racconta di un gruppo di quarantenni squinternati. È un gruppo particolarmente sfortunato o rappresenta uno spaccato reale?
Muccino: Non voglio che si pensi che questo è un film sui quarantenni come non volevo che all’epoca dell’Ultimo bacio si pensasse che facevo un film sui trentenni: non mi posso mettere in cattedra, la mia è una visione limitata. Ma quel che vedo è una generazione in cui il rapporto di coppia è più nevrotizzato e complesso di anni fa, alle donne si chiede moltissimo e gli uomini vivono un profondo disorientamento e hanno bisogno di parlare tra loro per cercare di capire le loro donne.

Nel suo film i bambini sono testimoni muti, vittime che ci guardano?
Muccino: La responsabilità di chi siamo e cosa tramandiamo ai nostri figli è una responsabilità grande, i collassi famigliari fanno dei bambini degli adulti con dei problemi quasi certi. È un fenomeno nuovo, mai come ora ci sono in Italia tanti figli di coppie separate o divorziate e cosa ne sarà dei bambini di oggi quando saranno adulti non lo possiamo sapere, non ancora.

Lasciami per sempre

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Simona Izzo. Con Barbora Bobulova, Max Gazzè, Valentina Cervi, Veruska Rossi, Vanni Bramati.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 4/20/2017.

Raffaello - Il Principe delle arti in 3D

* * * * -
(mymonetro: 4,00)
Un film di Luca Viotto. Con Flavio Parenti, Angela Curri, Enrico Lo Verso, Marco Cocci, Niseem Onorato.
continua»

Genere Eventi, Uscita 4/3/2017.

La mia famiglia a soqquadro

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Un film di Max Nardari. Con Gabriele Caprio, Bianca Nappi, Marco Cocci, Elisabetta Pellini, Eleonora Giorgi.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 3/30/2017.

Mata Hari

Un film di Rossana Patrizia Siclari. Con Elisabetta Gregoraci, John Savage, Marco Cocci, Francesca Tasini, Fabio Fulco
Genere Biografico, - Italia 2016. Uscita 10/20/2016.

Sp1ral

* - - - -
(mymonetro: 1,00)
Un film di Orazio Guarino. Con Marco Cocci, Valeria Nardilli, Michele Bevilacqua, Cristina Puccinelli, Mariagrazia Pompei.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2015. Uscita 4/21/2016.
Filmografia di Marco Cocci »
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