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Ovosodo |
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Un film di Paolo Virzì.
Con Nicoletta Braschi, Edoardo Gabbriellini, Claudia Pandolfi, Regina Orioli, Marco Cocci.
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Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 103' min.
- Italia 1997.
MYMONETRO
Ovosodo
valutazione media:
3,29
su
32
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Si chiama Piero, lo chiamano Ovosodo perché è nato nell'omonimo quartiere di Livorno. È curioso, bonario, un po' debole. Aderisce alle varie esperienz...
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Cresciuto in un quartiere popolare di Livorno, detto Ovosodo, Piero (Gabbriellini) arriva faticosamente al liceo classico, diventa amico del ricco e irrequieto Tommaso (Cocci), sbanda per una cugina (Orioli) dell'amico, è bocciato alla maturità e, dopo il servizio militare, trova lavoro nella fabbrica del padre di Tommaso finché gli tocca in premio la coinquilina Susy (Pandolfi). E si trova sistemato: marito, padre e operaio. Emblematico esempio di cinema medio italiano degli anni '90, capace di conciliare consensi di critica e successo di pubblico, costruito come un classico romanzo di formazione, in oscillazione tra nostalgia e rassegnazione senza nome, tenero più che lucido, all'insegna ideologica di una socialdemocrazia rassicurante e ulivista. "Rimane lì, come un uovo sodo, non va né su, né giù" (F. Pitassio). Gran Premio speciale della giuria a Venezia.
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premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Intelligente e vero
sabato 21 febbraio 2009
di Claire
Questo è NEOREALISMO!Si certo Monicelli, De sica, Risi, Zavattini e gli altri sono irraggiungibili ma bisogna anche sforzarsi di apprezzare ciò che si ha.Trovo che questo film sia ben strutturato, racconti la vita di un ragazzo come tanti che (proprio come succedeva ai protagonisti degli storici film neorealisti)si ritrova ad essere ciò che la società lo spinge ad essere,inevitabilmente, ma mantiene la sua identità, le sue idee.Ironico,vero e intelligente.Poi,il dialetto toscano rende tutto più continua » |
Prodotto affabile e godibile.
venerdì 1 maggio 2009
di Giuseppe Th. Dreyer
Rimaneggiato il film dopo una visione adolescenziale si capisce qualcosa in più. Se al cinema italiano l'eredità del periodo neorealista pesa tutt'ora e lascia segni vividi nella produzione nazionale questo film, che pur ne fa parte a tutti gli effetti, è una piacevole eccezione. Virzì confeziona un film godibile, non trascendale ma che si presenta come un ora e mezzo di intrattenimento leggero con tutte gli espedienti di una sceneggiatura affabile e costruita per il piacere del pubblico. La parabola continua » |
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Gabbriellini, un protagonista scelto in spiaggia
mercoledì 12 ottobre 2011
di Gianni Lucini
Gran parte degli interpreti utilizzati da Paolo Virzì per dare voce e corpo ai suoi personaggi sono alla prima esperienza davanti alla macchina da presa. Per alcuni di loro, scovati dal regista anche nelle vie e nelle strade che fanno da sfondo alla vicenda filmica, resterà anche l’unica. Per altri, invece, segna l’inizio di una fortunata carriera nel mondo dello spettacolo. Tra questi c’è Edoardo Gabbriellini, destinato a farsi onore anche come autore e regista. continua » |
Bel film alla livornese
giovedì 7 luglio 2011
di Fierror
La storia raccontata è realisctica per questo avvincente,perchè lo spettatore può rispecchiarsi in essa,Piero è un ragazzo con i suoi problemi e le sue esperienze,bello vedere lo svolgersi della sua gioventù. continua » |
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| Edoardo Gabbriellini, e la perenne, leggera, insoddisfazione esistenziale | |
| Tutte le mattine, prima di portare Giovanna al nido, e poi andare a lavorare in ospedale, Susy mi accompagna al lavoro in macchina. E tutte le mattine, che piova o ci sia il sole, lei mi dice la stessa identica cosa: “sei sempre più bello”. E io vado a lavorare contento. Chi lo sa, forse sono rincorbellito del tutto, o forse sono felice…a parte quella specie di ovo sodo dentro, che non va né in su né in giù, ma che ormai mi fa compagnia come un vecchio amico… | |
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| All’ esame di maturità. Il professore esaminatore ed Edoardo Gabbriellini | |
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A proposito dell’opera di D’Annunzio, Giacomo De Benedetti parla di una sorta di meccanicismo deduttivo. Ci vuole per cortesia commentare questo giudizio alla luce dell’analisi svolta in classe su decadentismo e superomismo? Alla luce dell’analisi svolta in classe su decadentismo e superomismo si può dire che quando Giacomo De Benedetti parla di quella cosa che ha detto lei…io sono abbastanza d’accordo. |
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| Un congiuntivo in più e venivi bollato per sempre come finocchio. | |
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Altre frasi celebri del film Ovosodo
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DVD | OvosodoUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 22 aprile 2008
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Ovosodo di Paolo Virzì è caruccio, facile, piacerà (è già piaciuto al Lido: applausi e risate non soltanto di claque sin dalla prima proiezione destinata a giornalisti e critici). Girata senza stile né ricerca, raccontata dalla voce fuori campo del protagonista, interpretata perlopiù da non professionisti, è la storia d'un ragazzo livornese popolano dall'infanzia al matrimonio, con le tappe prevedibili: la scuola, l'insegnante cruciale da cui s'impara a amare i libri, la famiglia distratta, il compagno di scuola più ricco disinvolto e intraprendente, le risate e le malinconie, le ragazzine coinquiline innamorate, la ragazza elegante da amare invano, il quartiere, le macchiette, il cortile, i motorini, il senso d'inadeguatezza e le grandi speranze dell'adolescenza. » |
di Marco Lodoli Diario
Eccomi qua, in mezzo a un guaio, legato a quattro cavalli che tirano in direzioni opposte e straziano: per questa settimana vorrei sciogliermi dall’impegno della recensione e far finta di non aver visto Ovosodo, il premiatissimo film di Paolo Virzi. Vorrei parlare d’altro, magari del funerale di Ennio, parrucchiere a San Lorenzo, che non ha mobilitato televisioni e opinionisti, ma una folla di gente semplice, commossa, invisibile che mi ha fatto soffrire e pensare a mille cose, ad esempio a quanto l’arte oggi si tenga prudentemente alla larga dalle umili cerimonie della vita, e a come farebbe bene a tutti noi che blateriamo e giudichiamo stare vicino a una bara, ogni tanto, per ricordarci che nessuno sa niente ma che ogni singolo gesto e pensiero - e infine anche il nostro corpo - concima la terra comune o la inquina. » |
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