Un esordio originale che parla del nostro contemporaneo. In anteprima all'International Film Festival Rotterdam.
di Tommaso Tocci
Nell'idillio provinciale di Arberloch, in Scozia, Kenneth ha da poco perso la moglie e, seppur vicino alla figlia, cerca di occupare il suo tempo dedicandosi alla passione per Sir Douglas Weatherford, medico e filosofo settecentesco che è stato il personaggio di maggior spicco nella storia della piccola cittadina. In qualità di esperto dell'illustre concittadino, Kenneth lavora come guida turistica per i pochi visitatori interessati. Le cose cambiano però quando Arberloch ospita le riprese di una serie televisiva di enorme successo.
Ottimo ruolo nella tarda carriera d'attore di Peter Mullan, che si mette al servizio di un collega e compatriota che invece è agli esordi: con il suo primo lungometraggio Seán Dunn azzarda un'idea originale che indaga la specificità locale della provincia scozzese e al tempo stesso la affianca a una satira benigna delle grandi produzioni televisive in costume, Il trono di spade su tutte.
Nel film ci sono delle riflessioni sociali e di costume che parlano del nostro contemporaneo, in particolare nella giustapposizione tra il peso della storia (autentica ma dall'appeal evanescente) e le ubriacature della cultura popolare. Un tema non solo scozzese ma globale.