The Terminal

Film 2004 | Commedia 128 min.

Regia di Steven Spielberg. Un film Da vedere 2004 con Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones, Stanley Tucci, Diego Luna, Zoe Saldana, Chi McBride. Cast completo Titolo originale: The Terminal. Genere Commedia - USA, 2004, durata 128 minuti. Uscita cinema venerdì 3 settembre 2004 - MYmonetro 3,29 su 52 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tom Hanks recita il ruolo di un immigrato, Viktor Navorski, un turista il cui paese nell'Europa dell'est scompare dalla mappa, proprio mentre l'ignaro viaggiatore è in volo per New York. In Italia al Box Office The Terminal ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 7,2 milioni di euro e 3,8 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,29/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,68
CONSIGLIATO SÌ
Tom Hanks e Steven Spielberg di nuovo in tandem.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Viktor Navorski giunge all'aeroporto J.F. Kennedy di New York dalla Krakozhia, un piccolo stato sorto dalla frantumazione dell'Urss. Nel momento in cui giunge al desk dei visti viene però bloccato. In Patria c'è stato un colpo di stato. Il nuovo regime non viene riconosciuto dagli Stati Uniti e quindi lui non può entrare in America. Benché il responsabile dell'aeroporto, in attesa di un'ispezione per passaggio di grado, a un certo punto lo spinga ad infrangere la legge Viktor non esce dal terminal che diventa la sua casa in attesa di poter realizzare il sogno per cui è giunto negli States. Steven Spielberg ha realizzato, ispirandosi solo per lo spunto iniziale ad un fatto realmente accaduto, un film molto severo sul proprio Paese anche se presentato in confezione regalo. Perché non bisogna farsi trarre in inganno dalla storia d'amore tra Viktor e la hostess Amelia o dal clima idilliaco che si costituisce tra lui e gli inservienti del terminal. Il senso del film sta altrove. Sta nel ritornare, dal punto di vista della filmografia spielberghiana, in uno spazio concentrazionario. Lo erano il Jurassic Park, lo era per definizione il lager di Schindler's List, lo era l'aula di tribunale di Amistad. Questa volta il regista affronta uno dei non luoghi per eccellenza: l'aeroporto. Ci 'rinchiude' il suo protagonista(bella l'immagine dello spazio ampio e luminoso che diventa prigione in cui costruirsi con le proprie mani nicchie di creatività) e lo mette di fronte al non sogno americano. Stanley Tucci è perfetto nel delineare il ritratto di un'America sempre più chiusa in se stessa, dimentica delle sue origini e dei suoi ideali, in cui lo straniero viene tollerato solo se piega il capo e quasi 'sparisce'. E' un'America in cui si scivola spesso (chi vede o ha visto il film comprenderà il riferimento) su una pulizia di facciata mentre si cerca di 'applicare regole' che negano la speranza agli uomini ma la lasciano alle bestie (la scena dei medicinali è una delle più intense del cinema di spielberghiano). Spielberg ama il suo Paese e ce lo ha dimostrato in più di un'occasione. Proprio per questo non vuol assistere al dissolversi dell'American Dream. Che, a volte, può stare anche in una scatola di peanuts.

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Recensione di Luigi Catalani
martedì 14 settembre 2004

La premiata ditta Spielberg-Hanks e' ormai più affidabile del binomio Schumacher-Ferrari. Ma se le gare di Formula 1 sono diventate più noiose delle tribune politiche (ma rimpiangeremo prima o poi questi tempi...) al cinema è impossibile annoiarsi nonostante sia possibile prevedere il tipo di film a cui si assisterà. Certo, anche prima di vedere alcuni film italiani, sai già quello che ti aspetti e infatti puntualmente resti deluso. L'effetto-sorpresa, evidentemente, non è fondamentale. Ben più importante è la fattura, la sostanza del prodotto e, in quanto a questo, la media dei film americani resta notevolmente superiore a quella nostrana. Ma questo già lo si sapeva. Oltretutto Spielberg riesce a fare virtuosismi anche costipato all'interno di un aeroporto. Molti altri avrebbero preso a pretesto la bella idea (con qualche precedente nella realtà) di un uomo diventato improvvisamente senza patria mentre era in volo e costretto ad abitare all'interno di quella piccola cittadella che è il JFK, per scaricare sugli spettatori le proprie ansie claustrofobiche. Spielberg no, il suo aeroporto è uno degli spazi più ariosi visti recentemente al cinema: si respira più qui che in tanti road-movies da cameretta. E mentre lui si diverte a fare il Capra e lo spettatore sprofonda inebetito nel sorriso di Catherine Zeta-Jones, Tom Hanks giganteggia con la consueta disinvoltura, ora sappiamo che non sfigura neanche nel confronto con Monsieur Hulot e Charlot. E trascina con sé gli altri protagonisti in un'interpretazione complessiva di rilievo. Insomma, niente di nuovo: il solito ottimo film americano. Che barba, che noia, eh?

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 24 luglio 2015
Andrea Alesci

Semplicemente ‘inaccettabile’. È il destino di Viktor Navorski, apolide per un colpo di Stato alla sua Krakozhia e bloccato nella sala arrivi dell’aeroporto JFK. Catapultato nell’anticamera degli Stati Uniti d’America, Viktor Navorski è il piccolo grande eroe che anima con grazia magistrale il film diretto da Steven Spielberg, l’uomo finito in una falla [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 settembre 2016
Great Steven

 THE TERMINAL (USA, 2004) diretto da STEVEN SPIELBERG. Interpretato da TOM HANKS, CATHERINE ZETA-JONES, STANLEY TUCCI, CHI MCBRIDE, DIEGO LUNA, BARRY SHABAKA HENLEY, KUMAR PALLANA, ZOE SALDANA Viktor Navorski arriva al JFK Airport di New York dalla Krakhozia, immaginario paese geograficamente sito nella regione caucasica, mentre nella sua terra scoppia la guerra civile.

giovedì 14 aprile 2016
Portiere Volante

È una commedia divertente e molto originale che non nasconde tratti di profonda tenerezza. Tom Hanks è un grande attore e lo dimostra anche questa volta regalandoci un personaggio di devastante simpatia. Viktor finisce con conquistare tutti grazie a una gentilezza fuori dal comune e tutti gli spettatori sperano che riesca a portare a termine il suo piccolo grande sogno,una promessa [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 novembre 2012
Renato C.

America - Stati Uniti: Nel paese della libertà, dell'American Dream, un poveretto proveniente da uno staterello quasi sconosciuto si trova costretto ad essere confinato nel terminal dell'aeroporto di New York perche nel suo paese c'è stato un colpo di stato, ed il nuovo governo non è stato ancora riconosciuto dagli Stati Uniti.

mercoledì 27 giugno 2018
rmarci 05

Questa commedia diretta dal grande regista Steven Spielberg è il classico capolavoro mancato. Nonostante l'idea di partenza sia geniale, nonché ispirata ad una storia vera, e il film è divertente e godibile, Spielberg cede al sentimentalismo più sfrenato costruendo una storia d'amore inutile e stereotipata. Le continue scene geniali e le buone interpretazioni si [...] Vai alla recensione »

sabato 7 aprile 2012
molenga

Viktor navorsky( giunge al Kennedy di New York tra molti altri stranieri, ma giunto al controllo passaporti viene bloccato: il governo del suo paese ( un luogo inventato nell'est europa) è stato deposto e lui  non ha più una cittadionanza. il capo della sicurezza(Tucci) lo costringe nella sala transito internazionale nella speranza che scappi e il problema pasi nelle mani dell'i [...] Vai alla recensione »

venerdì 31 ottobre 2014
Alexander 1986

Terminal dell'aeroporto di New York. Viktor Navorski (Tom Hanks), uomo ingenuo e bonario, sbarca nella città americana per esaudire un vecchio sogno. Le autorità gli impediscono però di uscire dal terminal perché il suo passaporto non risulta valido: proprio durante il viaggio, infatti, nella nazione di Viktor (l'immaginaria Krakozhia, qualsiasi riferimento è casuale) è avvenuto un golpe.

mercoledì 29 gennaio 2014
THEOPHILUS

THE TERMINAL   Di Steven Spielberg si può lapalissianamente affermare che potrà piacere o meno. Spesso i suoi film ricevono parziali appunti negativi che condividiamo: concordiamo ad esempio con chi afferma che un film come Minority Report (2002) talora ecceda in cerebralismo, sia eccessivamente costruito e macchinoso; che Saving Private Ryan  (1998) sia pletorico e a volte [...] Vai alla recensione »

sabato 17 aprile 2010
greg2

The terminal è senza dubbio un film di ottima fattura interpretato magistrarlmente da Tom Hanks. La trama può sembrare banale ma l'argomento toccato in realtà è delicatissimo e viene sviluppato in maniera esemplare da Spielberg. E' un film ironico ma allo stesso tempo anche romantico con un finale davvero grandioso (bellissima la scena dove l'uomo delle pulizie blocca l'aereo); le caratterizzazioni [...] Vai alla recensione »

martedì 23 maggio 2017
GUSTIBUS

Vedete per me e'uno dei migliori film di Spielberg...il personaggio di Viktor Navoski e'qualcosa di eccezionale!merito di un Tom Hanks da oscar..proveniente da un paese fantasy..che si trova in un terminal AMERICANO e non puo'uscire per burocrazia e altre cose.La superiorita'del racconto e'su come vive le settimane/mesi che passerà li.

giovedì 28 maggio 2009
taniamarina

Questo è un film davvero divertente, una rara pellicola di Spielberg in cui non ci sono bambini ad intenerire lo spettatore. Tom Hanks è bravissimo nella parte comica e si fa volere davvero bene, e le battute "boccamangione" e "trapisc!, tu no trapisc!" fanno davvero ridere. Alcuni momenti sono fin troppo mielosi e scontati, eppure il rapporto tra lui e la Hostess è un lucido racconto di come, a volte, [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 maggio 2009
Dany/Joker

Un bel film per un grande Tom Hanks e un grande Steven Spielberg: 3,5 stelle!

domenica 8 agosto 2010
G2i3o4

Gran film. Grandissimo Tom Hansk che fa passare 2 ore come fossero 2 minuti interpretando magistralmente un grande personaggio. Da vedere.

martedì 28 aprile 2009
alexdelarge

film leggero ma che allo stesso tempo fa riflettere.tom hanks è sempre incredibile.

Frasi
Sai cosa regalò Napoleone a Giuseppina per il loro matrimonio? Un medaglione con scritto: "destino".
Una frase di Amelia Warren (Catherine Zeta-Jones)
dal film The Terminal - a cura di Nadia
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Rita Celi
La Repubblica

Non ha avuto una calorosa accoglienza alle prime proiezioni per la stampa, ma The Terminal è il film giusto per aprire un Festival che, nelle intenzioni degli organizzatori, punta sulla qualità senza dimenticare lo spettacolo e l'intrattenimento. Ingredienti sapientemente miscelati come sempre da Steven Spielberg anche in questo nuovo film (nelle sale dal 3 settembre, distribuito da Uip), una commedia [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Un uomo rimane prigioniero nel terminal dell'aeroporto Kennedy di New York: mentre era in volo, nel Paese dell'Europa orientale da dove viene è cambiato il governo, sono stati chiusi i confini, i documenti hanno perduto validità, ogni legalità e cancellata. L'uomo non può uscire verso l'America, non può tornare in patria. È bloccato. Non conosce nessuno, non sa l'inglese, non riesce a farsi capire, [...] Vai alla recensione »

Carlo Bizio
Film Tv

Qui si aspetta un Godot che non arriva mai: quello del visto turistico». «Qui» è l’aeroporto Kennedy di New York, e chi sta parlando è Tom Hanks, protagonista di The Terminal, il nuovo e molto atteso film di Steven Spielberg (è nelle sale americane dal 18 giugno e in Italia arriverà a settembre, dopo aver inaugurato la Mostra di Venezia). Naufrago del nuovo ordine mondiale e delle attuali tensioni [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Venezia. Grandi aeroporti internazionali... Un po’ il paese dei balocchi, al di là dei ritardi o delle urgenze personali, prima che l'ombra del terrorismo non sovrastasse la paura di volare. Dove per tanti è ancora bello passeggiare tra scale mobili e finestroni panoramici, caffetterie e ristoranti, duty free e lussuosi punti vendita, un microcosmo in cui gran parte della caotica energia del viaggio [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Da qualche anno, uno degli sport critici più in voga, almeno in Italia, è “sparare su Spielberg”: troppo buono, troppo bravo, troppo favolistico. È stato detto di quella favola nerissima che era A.I. (dove la morte ti concede solo un attimo per rivedere una persona cara), come di quell’istantanea appena futuribile che era Minority Report (dove il nostro mondo è talmente carcerario che, per non restarne [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Strepitoso l'inizio del festival. Non come organizzazione (il calendario arruffato delle proiezioni danneggia i film e i loro autori, ci sembra al primo impatto), ma per Terminal. Quasi un editoriale contro ciò che sta accandendo nel mondo, con l'Impero in stato di guerra permanente che sta trovando via via nel fanatismo fondamentalista - islamico e anche cristiano-giudaico-burocratico - un insperato [...] Vai alla recensione »

Alessandra De Luca
Avvenire

«Il mio film una favola a lieto fine? Non direi proprio. Non erano fiabe neppure le commedie di Frank Capra a cui molti paragonano The Terminal. Non possono essere fiabe quelle che raccontano cose che possono accadere nella realtà. Diciamo che ho voluto creare un'allegoria dell'America post 11 settembre afflitta da paure, paranoie e intolleranze». Con queste parole Steven Spielberg, sbarcato al Lido [...] Vai alla recensione »

Andrea Piersanti
Il Giornale

Terminal di Spielberg, interpretato da Tom Hanks, infatti, racconta il dramma che scaturisce dall’assenza di Dio, patria e famiglia. Un uomo, proveniente da un lontano Paese dell’est europeo, sbarca in un aeroporto internazionale e scopre che, durante il volo, il suo Paese d’origine, per un improvviso colpo di Stato, semplicemente è stato cancellato dalla carta geografica.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

«È vero: dai tempi di "Big" sono venuto alla Mostra di Venezia una quantità di volte - dice Tom Hanks - ma l'onore più grande è quello di inaugurare due volte il Festival con due film cui tengo molto», e cioè Salvate il soldato Ryan, con cui Hanks ha aperto nel 1998, e questo The Terminal, il film dell'inaugurazione di ieri sera. Un po' ingrassato ma sereno, contento, soddisfatto come chiunque sa [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Robinson Crusoe non abita su un’isola deserta ma nel luogo più affollato, rumoroso e provvisorio dei nostri tempi, un aeroporto. La civiltà non muore e rinasce dall’assenza di civiltà, ma dalla massima concentrazione di merci, tecnologie, umanità, e dal luogo deputato alla loro circolazione. Una macchina per fabbricare il moto perpetuo che un brutto giorno si inceppa e si rovescia nel suo contrario. [...] Vai alla recensione »

Franco Montini
La Repubblica

Oltre che su un’isola deserta in mezzo all’oceano, come già accaduto in Cast Away, Tom Hanks dimostra che si può naufragare sulla terra ferma e in mezzo a migliaia di persone. Nei panni di Viktor Navorski, l’attore americano interpreta il ruolo di un turista che approda a New York, proveniente dalla Krakhozi a,un immaginario paese dell’Est Europa. Ma durante il volo, in seguito a un violento colpo [...] Vai alla recensione »

Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

L'aeroporto rimanda immediatamente a Prova a prendermi (Catch Me If You Can), ma il film di Steven Spielberg che più ricorda The Terminal è l'episodio che il regista diresse per la versione cinema della serie tv The Twilight Zone. Non solo perché la mitica trasmissione di Rod Serling (in Italia, Ai confini della realtà) è esplicitamente citata nel suo ultimo lavoro, ma perché l'intero film è come sospeso [...] Vai alla recensione »

Silvia Bizio
La Repubblica

È il singolo set più grande della carriera di Steven Spielberg, quello costruito per The Terminal (il sito ufficiale del film), l'attesissimo film che sta per uscire negli Stati Uniti e che inaugurerà a settembre la Mostra del cinema di Venezia. Ed è il set più 'vero': lo stesso, enorme hangar di Palmdale a nord di Los Angeles, che venne usato, nel passato, per la costruzione del Boeing 747.

Antonio Monda
La Repubblica

II film più atteso della stagione debutta nelle sale americane dopo una serie di ritocchi di montaggio voluti personalmente da Steven Spielberg per attutirne l’atmosfera kaikiana e I ‘aggiunta nel titolo dell’articolo “The” prima di “Terminal”, per allontanare la preoccupante assonanza con l’aggettivo che si usa per i mali incurabili. Ma se è vero che sin dalla prima inquadratura si riconosce il tocco [...] Vai alla recensione »

Michele Anselmi
il Riformista

Steven Spielberg, il cineasta più potente e famoso del mondo, è un ottimista. Sostiene che «la bontà dell’uomo prevale sempre sull’ostilità dei sistema», tanto da farci sopra un film con Tom Hanks, The Terminal, chiamato a inaugurare, in un tripudio di ministri, vip e star, la 6lesima Mostra dei cinema. In patria non è piaciuto: a quei prezzi, un incasso da 60 milioni di dollari equivale a un tonfo, [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il nostro preferito è Stanley Tucci, capo della sicurezza all’aeroporto JFK. Davanti ai monitor, gioca a fare Tom Cruise in “Minority Report”: quale dei passeggeri appena sbarcati sta per infrangere la legge? Viktor Navorski arriva dalla Ruritania. Pardon, dalla Krakozia. Trattasi di fantasioso nome per remoto staterello balcanico. Tom Hanks viene rinchiuso agli arrivi internazionali.

Redazione
Il Secolo d’Italia

I film di Steven Spielberg sono spesso perfetti meccanismi ad orologeria. The Terminal, la sua ultima opera, non lo è. I media americani esaltano la bravura del protagonista Tom Hanks ma bocciano il film: è uno Spielberg «minore» che aspira ad imitare, senza successo, lo spirito magico delle pellicole di Frank Capra. «Il film si ramifica in cinque storie diverse: almeno quattro non funzionano», osserva [...] Vai alla recensione »

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CELEBRITIES
martedì 5 febbraio 2008
Stefano Cocci

Storia di un uomo straordinario nella sua normalità Difficilmente finisce sulle copertine dei giornali per qualcosa che ha detto o fatto, per un'amante o per una qualche filosofia o religione che confessa di abbracciare.

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