Un thriller ricco di brividi e colpi di scena con una Kidman che consolida il suo status di Grace Kelly degli anni '90. Horror, USA, Spagna, Francia, Italia2001. Durata 104 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Nicole Kidman è ormai un'attrice per tutte le stagioni. Non c'è ruolo, non c'è film che non la vedano protagonista efficace e versatile, capace di reggere sceneggiature d'autore così come film commerciali. Espandi ▽
Grace è una vedova di guerra con due figli, Anne e Nicholas. Un giorno arrivano tre domestici e la donna mostra loro la casa ricordando che una porta non va mai aperta prima che sia chiusa l'altra. Ma i domestici conoscono l'abitazione, ci hanno già lavorato tre anni prima. C'è un segreto familiare: Anne e Nicholas dicono che da qualche tempo la mamma è diventata matta. Grace manifesta una personalità molto rigida, mentre Anne afferma che in casa, oltre al fratello, c'è un bambino. Recensione ❯
1964, Irlanda. Giovani donne, ragazze-madri, violentate, orfane o solo troppo "vivaci", vengono rinchiuse dai familiari in uno dei conventi Magdalene gestiti dalle sorelle della Misericordia. Espandi ▽
1964, Irlanda. Giovani donne, ragazze-madri, violentate, orfane o solo troppo "vivaci", vengono rinchiuse dai familiari in uno dei conventi Magdalene gestiti dalle sorelle della Misericordia. Le ragazze, per espiare i loro peccati, sono costrette a lavorare fino allo stremo delle forze e a subire percosse e ogni genere di violenza psicologica se non ubbidiscono agli ordini delle suore. Il film racconta la storia di quattro giovani vittime e sono, purtroppo, storie vere. Peter Mullan, dopo un film sopra le righe come Orphans, sceglie un registro molto più realistico e ci parla di ognuna di loro con lo stile di una camera a mano che rende ogni inquadratura cruda e dolorosa. Recensione ❯
Piazza Gagarin, immaginaria ma più vera di tante "realtà". Espandi ▽
Due amici d’infanzia nella periferia milanese, due “zarri”: uno fa lo spacciatore, l’altro un lavoro normale, faticoso e mal pagato. I due si innamorano della stessa ragazza e la loro amicizia è ad un bivio. Sullo sfondo, la piazza dove vivono è teatro di forti scontri sociali.Un film che nasce da una forma produttiva mai tentata in questa misura in Italia: tutti quelli che ci hanno lavorato hanno una compartecipazione negli utili e nelle eventuali perdite del film. Già da questo se ne può individuare lo spirito: la voglia di lasciare il segno, di dire che il cinema può raccontare la realtà senza rinunciare a fare spettacolo. Recensione ❯
Nelle sale il controverso vincitore di Venezia 2003. Una storia a tinte opache sul passaggio di due ragazzi all'età adulta, in una chiave poetica che riecheggia Dostoevskij e Tarkovski Espandi ▽
Andrei e Ivan sono due fratelli adolescenti: si vogliono bene, come fanno i fratelli, e come fanno gli adolescenti trascorrono le loro giornate con gli amici, tra le partite di pallone e le sfide per provare chi è uomo e chi non lo è, anche se in fondo non sono né più né meno che ragazzi. Tuffarsi in mare dall'alto di una torre di legno è fuori discussione per Ivan, il più piccolo e scontroso dei due, che ha paura dell'altezza ma non ci sta a farsi chiamare "codardo". Una zuffa, una corsa a perdifiato verso casa per arrivare primo a dire alla mamma che è colpa dell'altro. Ma a casa c'è qualcosa di veramente inaspettato ad attendere i due ragazzi: quel padre che da dodici anni non vedono, il cui ricordo è vago e sbiadito come la sola foto che lo ritrae in loro compagnia. Recensione ❯
Parigi, anni '60, quartiere ebraico: Momo, undici anni, fa amicizia con un anziano droghiere arabo che gli insegna i principi del Corano. Espandi ▽
Parigi, anni '60. Momo ha undici anni e vive solo con un padre depresso e taciturno. Il ragazzino stringe amicizia con Ibrahim, il proprietario arabo della drogheria del quartiere ebraico. Insieme intraprendono un viaggio verso Oriente, lungo un percorso disseminato dei "fiori del Corano", le frasi che l'anziano sufita pronuncia nelle conversazioni con il suo piccolo amico. Poteva trattarsi di un film d'occasione (la Mostra del cinema di Venezia 2003 assegna ad Omar Sharif il Leone d'oro alla Carriera) ma non è così. Il vecchio principe del deserto (Lawrence d'Arabia ricordate?) e il dottor Zivago che ha fatto piangere migliaia di persone Nanni Moretti compreso, ha ancora la zampata del leone (scusate il gioco di parole in riferimento al premio) nello sguardo e nella recitazione affettuosamente sottotono. Recensione ❯
Una notte d'inverno, Pilar fugge di casa, portando via con sé solo poche cose e suo figlio Juan. Antonio si mette subito a cercarla. Espandi ▽
Una notte d'inverno, Pilar fugge di casa, portando via con sé solo poche cose e suo figlio Juan. Antonio si mette subito a cercarla. Dice che Pilar è la sua luce ed oltre a questo, "le ha dato" i suoi occhi... Recensione ❯
Appartenere a un gruppo omporta inevitabilmente la derisione degli altri. Commedia, Francia1999. Durata 112 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
L'imprenditore Castella ha una vita non particolarmente brillante e la sua è la cultura televisiva che impera nella borghesia dei nostri giorni. Una s... Espandi ▽
Un proprietario di una fabbrica conosce un'attrice, che è amica di una cameriera, la quale incontra una guardia del corpo che conosce un autista, che lavora per una decoratrice di interni, che è la moglie del proprietario della fabbrica... Una brillante commedia, divertente e raffinata, nata dal genio della coppia più chic del panorama artistico francese. Recensione ❯
Una giornalista indaga sulla violazione dei diritti durante l'apartheid. Espandi ▽
Un giornalista americano si reca a Città del Capo per seguire i lavori della Commissione per la Verità e la Riconciliazione promossa dal governo Mandela. Ha così modo di rendersi conto direttamente delle violazioni dei diritti perpetrate durante l`apartheid. Conosce la giornalista radiofonica e poetessa Anna. L'americano ne è attratto e respinto al contempo: è una bianca e quindi appartiene agli oppressori ma lo attrae come donna e come personalità progressista. C'era una volta John Boorman si potrebbe dire. Ora sembra non esserci più. Perchè questo film (che ha l`indubbio merito di avere scelto di raccontare a chi ne è ignaro la via pacifica al cambiamento istituendo una Commissione mirante non a punire ma a far emergere i crimini commessi per poterli denunciare senza spargimento di sangue) è edulcorato oltre ogni limite. Recensione ❯
E' raro vedere sugli schermi storie che non banalizzano i rapporti famigliari, ma la collaborazione tra lo scrittore Hanif Kureishi e il regista Roger Michell ha fatto centro con un film maturo Espandi ▽
Lo scenario dell'Himalaya, la vita e le tradizioni tibetane. Dopo i film Sette anni in Tibet, Piccolo Buddha e Kundun una stori... Espandi ▽
Lo scenario dell'Himalaya, la vita e le tradizioni tibetane. Dopo i film Sette anni in Tibet, Piccolo Buddha e Kundun una storia epica sostenuta da elementi come l'orgoglio e la perseveranza. La fanciullezza del futuro capo di un villaggio e un lungo viaggio in carovana attraverso le montagne e le insidie atmosferiche. Un film per chi ama i paesaggi maestosi, senza tempo e le storie tradizionali. Recensione ❯
Il film si svolge principalmente all'interno di un club di salsa londinese. È lì che, del tutto casualmente, Frankie, un nostalgico di Sinatra, Eddy, ... Espandi ▽
Il film si svolge principalmente all'interno di un club di salsa londinese. È lì che, del tutto casualmente, Frankie, un nostalgico di Sinatra, Eddy, un ladruncolo non troppo convinto e Fergus, un musicista fallito, troveranno l'anima gemella. Jimmy, il taxista foriero di buoni consigli, è la figura di raccordo tra i protagonisti, colui cui il regista ha attribuito il ruolo dell'osservatore e che soltanto nel finale muta la propria posizione "angelica" per diventare, un personaggio come gli altri. Le conversazioni tra due colleghi di lavoro - seduti al tavolo di un bar - che esprimono giudizi sulle donne e sul sesso, fanno da contrappunto alla vicenda. Recensione ❯
Campione di incassi in Svezia, una commedia che tratta con leggerezza il tema dell'integrazione tra svedesi e libanesi. Commedia, Svezia2001. Durata 88 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Roro, figlio di immigrati libanesi, è fidanzato con una svedese, Lisa, ma la nasconde ai suoi che non vedrebbero di buon occhio la relazione. Espandi ▽
Roro e Màns sono amici e lavorano come custodi al parco. Roro, figlio di immigrati libanesi, è fidanzato con una svedese, Lisa, ma la nasconde ai suoi che non vedrebbero di buon occhio la relazione. Quando si decide a parlarne trova la famiglia riunita che gli ha già combinato un matrimonio con Yasmine, una ragazza svedese di origini libanesi. Neppure lei vuole sottomettersi, ma lo invita a fingere per un po' al fine di evitare le ritorsioni del suo oppressivo fratello. Màns ha invece un altro tipo di problema: da qualche tempo è impotente e la sua ragazza non apprezza. Si dà allora da fare in tutti i modi (compresi quelli più astrusi) per ovviare all'inconveniente. Recensione ❯
Basandosi sul libro di Comisso e sulle cronache di Sergio Saviane dei fatti di Alleghe, Bazzoni e Rossellini hanno giocato contemporaneamente le carte... Espandi ▽
La disperata storia di Nói, ragazzo che vorrebbe fare un sacco di soldi e andarsene alle Hawaii. Cosa non facile per chi vive in un fiordo d'Islanda, isola ghiacciata che si propone con questo film al pubblico mondiale. Espandi ▽
Nói è un diciassettenne molto singolare: albino, secondo i punti di vista è considerato un genio o lo scemo del villaggio. Vive in un fiordo islandese dimenticato dal mondo, fatto solo di neve e di montagne. Nói sogna di scappare con Iris, una ragazza di città finita a lavorare in uno squallido autogrill, e si decide a provare il tutto per tutto. Tra un colpo balordo e l'altro, un indovino amico della nonna gli predice un futuro di morte...
Dall'Islanda un film che fa freddo solo a vederlo, ambientato in uno sperduto paesino in cui gelidi sono anche i sentimenti e le vite delle persone che lo abitano. Recensione ❯