Apri gli occhi

Film 1997 | Thriller 117 min.

Titolo originaleAbre los ojos
Anno1997
GenereThriller
ProduzioneSpagna, Francia, Italia
Durata117 minuti
Regia diAlejandro Amenábar
AttoriEduardo Noriega (II), Penélope Cruz, Chete Lera, Fele Martínez, Najwa Nimri Gérard Barray, Jorge de Juan, Miguel Palenzuela, Pedro Miguel Martínez, Ion Gabella, Joserra Cadiñanos, Tristán Ulloa, Pepe Navarro, Jaro, Walter Prieto.
MYmonetro 3,18 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alejandro Amenábar. Un film con Eduardo Noriega (II), Penélope Cruz, Chete Lera, Fele Martínez, Najwa Nimri. Cast completo Titolo originale: Abre los ojos. Genere Thriller - Spagna, Francia, Italia, 1997, durata 117 minuti. - MYmonetro 3,18 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il biglietto di presentazione di questo film è impegnativo: a Madrid ha battuto gli incassi del Titanic.

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Consigliato sì!
3,18/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,39
CONSIGLIATO SÌ
Affascinante e complessa incursione nel mondo del subconscio e dell'amore.
Recensione di Andrea Chirichelli
Recensione di Andrea Chirichelli

Cesàr è un giovane di successo che cambia continuamente amanti: una sera, a una festa, conosce e si innamora follemente di Sofia, ma il destino ha in serbo per lui un tragico scherzo: tornando a casa si imbatte infatti in una sua ex delusa, Nuria, che esce volontariamente di strada con la sua macchina, trovando la morte, e lasciando Cesàr sfigurato per sempre. In ospedale, il protagonista comincia però ad avere strane visioni e la sua vita cambia radicalmente quando Nuria torna a farsi viva, asserendo di essere Sofia.
Clamoroso successo di pubblico in patria, film amatissimo da Tom Cruise che girerà il remake meno riuscito Vanilla Sky (durante la cui lavorazione inizierà la liason con la Cruz che porterà alla dissoluzione del suo decennale matrimonio con Nicole Kidman), Apri gli Occhi è l'affascinante e complessa opera seconda del talentuoso Amenabar: difficile da seguire e comprendere, per il continuo alternarsi di piani narrativi differenti e passaggi tra finzione e realtà, il film rappresenta un'affascinante incursione nel mondo del subconscio, dell'amore, della sfera emozionale che ognuno di noi possiede e che spesso fatica a emergere, affossata com'è dalla banalità del quotidiano: qui un evento tutto sommato comune, ma al contempo straordinario, come una storia d'amore si trasforma in efficace volano per riflettere sulle mille maschere che indossiamo ogni giorno e sui dubbi e le incertezze che attanagliano la nostra società. Impeccabile il cast, Noriega e Cruz in testa, e grande fotografia di Hans Burmann: tra forma e filosofia, vince il sentimento.

Sei d'accordo con Andrea Chirichelli?

Il biglietto di presentazione di questo film è impegnativo: a Madrid ha battuto gli incassi del Titanic. Storia di un giovane che seduce una donna dopo l'altra. Felice e vincente, la vita non può che sorridergli. Ma non è così. La vita sarà complicata, e pericolosa. Amenàbar, ventisei anni, è considerato il nuovo Almodovar. In questo film ha dimostrato un certo talento naturale, fin troppo sbrigliato. Per il resto, si vedrà.

FANTAFILM
Cento anni di cinema di fantascienza

Sezione psichiatrica di un carcere: César (Eduardo Noriega) racconta ad un medico la sua drammatica vicenda... Giovane, bello, ricco, César è vittima di un incidente stradale provocato da Nuria (Najwa Nimri) che da tempo lo corteggia invano. Lei muore e lui rimane orribilmente sfigurato nel viso. Sofia (Penélope Cruz), che poco prima César aveva soffiato al suo amico Pelayo, dopo averlo in un primo momento respinto, si dice pronta a restare con lui. Ma la ragazza che in seguito si presenta come Sofia ha le sembianze di Nuria. César crede di vivere in un incubo: egli sa che Nuria è morta, ma è altrettanto convinto che adesso si sia sostituita a Sofia. I medici gli prospettano la possibilità di ricostruirgli il volto per mezzo di una rivoluzionaria tecnica di rigenerazione dei tessuti (...previa una polizza per il trattamento "Life Extension"), ma César, ormai incapace di distinguere realtà da immaginazione, uccide l'enigmatica ragazza che perseguita... "Apri gli occhi" trilla una radio-sveglia nel film. "Aprite gli occhi" sembra dire il regista ai suoi spettatori. Quale dimensione può avere diritto a valenza di realtà? In cosa si distingue dal sogno quella che crediamo l'esistenza quotidiana? E in cosa il sogno dall'incubo, e l'incubo dalla follia?... La vita di César, ragazzo fortunato, sicuro di sé, sfrontato, cinico, cresciuto nel culto della propria immagine, si frantuma quando la sua faccia - la sua immagine - va a pezzi. Da quel momento tutti coloro che lo circondano sembrano complottare contro di lui confondendo le immagini ai suoi occhi. In un frenetico alternarsi di paura, solitudine, speranza, César perde ogni certezza e si dispera al pensiero di essere semplice pedina di un ingranaggio irrazionale manovrato dagli altri: respinto, recuperato, blandito, minacciato, il giovane può soltanto reagire agli stati d'animo e alle scelte di chi lo avvicina. Non esistono ragioni per lui logiche nelle situazioni che gli piovono addosso. Il cinema (e la fantascienza in particolare) ha più volte scavato tra le ombre della realtà carezzando l'ipotesi di molteplici dimensioni esistenziali. Film recenti come Il cubo o Matrix, e prima ancora classici come Operazione diabolica, hanno intrecciato con successo lo spettacolo con il dubbio kafkiano, l'intrattenimento con la domanda freudiana. L'ansia filosofica non è nuova sullo schermo. A far di Apri gli occhi un film originale è il personale e imprevedibile gioco ad incastri, condito di un gusto nero tipico della tradizione spagnola, nel quale il racconto dondola continuamente tra "realtà" e "immaginazione", suggerendo nel surreale la cifra propria del vivere contemporaneo. Il film - conosciuto in Francia come Ouvre les yeux e in America come Open Your Eyes - è stato rifatto ad Hollywood nel 2001 con il titolo Vanilla Sky.

APRI GLI OCCHI
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 11 febbraio 2011
Kronos

Un film che non si dimentica, pervasivo, nonostante una sceneggiatura sostanzialmente arbitraria. La sensazione del giochino provocatorio ma confuso e un pò fine a se stesso s'avverte presto e culmina in un finale fantascientifico scritto 'a braccio' e privo del più piccolo barlume di verosimiglianza. Eppure, nonostante i difetti di scrittura, il film funziona grazie a una splendida messa in scena [...] Vai alla recensione »

martedì 17 gennaio 2012
satlee

In confronto a questo ottimo film dove il protagonista non è al centro più totale della drammatica vicenda, ma si concede spazio al pensiero ed alle vicende anche psicologiche che riguardano gli altri personaggi. Di sottile psicologia il film non concede facile comprensione soprattutto per l' alternarsi indistinguibile tra ciò che il protagonista sogna e ciò che egli [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 aprile 2016
elgatoloco

Con questo"Abre los ojos"Alejandro Amenabar si affermava già all'epoca(vent'anni fa , quasi, ormai)come uno dei registi più interessanti del panorama europeo, anzi mondiale.  Riprendendo le tensioni filosofiche presenti in Calderon de la Barca, in Shakespeare, ovviamente nella speculazione di Descartes, la narrazione è contnuamente messa-rimessa in discussione, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 maggio 2014
toty bottalla

Però che iella! non potrei comprarmi la vita after death...costerebbe troppo! Il film è orchestrato bene e la progressiva trama intrigante tiene sederi incollati, la storia fantastica diretta da amenàbar ci proietta in una confusa prospettiva utopistica dove è possibile sospendere la vita e ritrovarla virtuale o vera in un futuro già prestabilito da un contratto, [...] Vai alla recensione »

martedì 18 maggio 2010
SimonaP

... ma non agli stupidi. Nel caso in cui, dopo averlo visto, pensiate che sia un brutto film .... non dite che non vi avevo avvertito!

giovedì 7 gennaio 2010
paride86

Davvero un buon film questo thriller fantapsicologico di Amenabar. Di sicuro molto meglio del remake americano che ne hanno fatto.

martedì 17 gennaio 2012
satlee

Non ricordo se avevo già lasciato un commento a questo film, ma vorrei essere sicuro di farlo perchè è un gran capolavoro, bravi gli attori, il protagonista e anche gli altri personaggi: la vicenda non si incentra solo sulla bellezza del protagonista (il cui carattere inizialmente sembra cristallino e di facile comprensione, per poi diventare sempre più oscuro e coperto, [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 aprile 2016
Ludwig II

Rivisto a quasi 20 anni dall'uscita nelle sale rimane un film davvero valido e si può apprezzare il fatto che nel tempo ha dato ispirazione a parecchi registi che volenti o nolenti hanno ripreso e sviluppato (a volte in modo migliore) alcuni degli argomenti della pellicola:internet,la realtà virtuale e la possibilità della vita dopo la morte,tutte cose che nel cinema del 1997 erano temi praticamente [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 dicembre 2017
Francis Metal

Thriller, psicologico, drammatico, esistenzialista sul tema del sogno, della realtà, della follia e della salute mentale.  Anche in questo film c'è la scelta tra la pillola rossa e la pillola blu, come in Matrix, ma è un tema molto più vecchio, nasce con Platone, almeno. Penelope Cruz è talmente bella da sembrare un sogno, e poi nel corso del film si scopre [...] Vai alla recensione »

Frasi
A volte sogni di essere con una persona... per esempio con tuo padre e nel giro di un secondo si trasforma in tua madre e poi, in quello del chiosco all'angolo. Eppure hai la sensazione di parlare con la stessa persona. E anche se credevi di stare a casa tua, ad un tratto ti rendi conto che sei in una scuola, o in un ospedale o in una prigione. I sogni sono così e a volte la mente si comporta come se si trovasse in un sogno.
Antonio (Chete Lera)
dal film Apri gli occhi - a cura di Lorenzo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo Boschi
Scanner

Una bella sorpresa dalla Spagna: s'intitola Apri gli occhi ed è l'opera seconda di un giovane regista spagnolo che ha esordito in modo sorprendente nel 1995 con Tesis e minaccia di ripetere i successi mietuti dal connazionale Almodóvar in tutto il mondo. Nuova promessa del cinema iberico, Alejandro Amenábar, classe 1972, è un autore totale: oltre a dirigere il film, ne ha firmato la sceneggiatura ed [...] Vai alla recensione »

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