A fare la parte del leone sono state però, come si diceva all'inizio, le "identity politics", a partire dal numero iniziale di Andy Samberg e Sandra Oh, con il primo che ha ironizzato sulla pratica hollywoodiana sempre più stigmatizzata del "whitewashing" (ossia dare a un bianco un personaggio che appartiene a un'altra etnia), e la seconda che ha concluso dicendo di aver voluto essere sul palco per vedere da vicino il cambiamento che finalmente sta investendo la mecca dello spettacolo americano. Tra i discorsi di ringraziamento il tema femminista ha attraversato quello di una commossa Glenn Close, sullo scarso riconoscimento che ottengono le donne anche al centro del suo film The Wife; quello di Patricia Clarkson, che ha scherzosamente ringraziato il regista di Sharp Objects Jean Marc-Vallée per averle chiesto di dare tutto tranne il sesso, come dovrebbe essere normale che sia; e Regina King, che ha lanciato la sfida del #timesup ai presenti, dicendo che nei prossimi due anni produrrà solo progetti dove le donne avranno lo stesso peso degli uomini. Ben Whishaw ha ringraziato Norman Scott, ossia il personaggio reale che interpreta in A Very English Scandal, definendolo un eroe queer per la sua battaglia civile.
Anche i premi d'altra parte sono andati nella direzione della rappresentazione delle minoranze, dal supervincitore Green Book con la sua storia di amicizia interraziale al Messico di Roma, passando per la comunità nera di Se la strada potesse parlare e per il supereroe afroispanico di Spider-Man - Un nuovo universo, fino al gay Freddie Mercury e alle donne forti al centro di The Wife e La favorita. Da non trascurare poi che Vice, premiato per il suo protagonista, sia una ferocissima satira contro il potere dei bianchi.
Una volta tanto questo filone è meno evidente nelle serie dove, comunque, sia la tematica gay sia quella femminile sono molti forti in alcuni titoli: la prima in L'assassinio di Gianni Versace e A Very English Scandal e la seconda in Sharp Objects, Killing Eve e La fantastica signora Maisel. Hollywood sta davvero cambiando.