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Golden Globe 2019, doppio premio a Bohemian Rhapsody

Green Book è il film più premiato. Tra gli attori vincono Rami Malek e Christian Bale, e tra le attrici Glenn Close e Olivia Colman. Roma di Cuarón è il miglior film straniero e miglior regia.
di Andrea Fornasiero

Rami Malek (37 anni) 12 maggio 1981, Los Angeles (California - USA) - Toro. Interpreta Freddie Mercury nel film di Bryan Singer Bohemian Rhapsody.
lunedì 7 gennaio 2019 - Premi

Numerosi i vincitori di una serata prevedibilmente dedicata alla rappresentazione delle minoranze. Su tutti trionfa Netflix, che ottiene quattro premi e mezzo (Bodyguard è una serie BBC che Netflix distribuisce in esclusiva fuori dal Regno Unito) e sfonda in categorie dove non si era mai avventurata: miglior serie comedy, miglior film straniero e miglior regia, grazie a The Kominsky Method di Chuck Lorre e soprattutto a Roma (guarda la video recensione) di Alfonso Cuarón. Tra i film quello con più premi è però stato Green Book di Peter Farrelly: miglior commedia, miglior non protagonista per Mahershala Ali e miglior sceneggiatura, firmata, tra gli altri, dal figlio reale del personaggio interpretato da Viggo Mortensen, che non ha vinto niente probabilmente per scontare un'uscita infelice di qualche mese fa, in cui gli è scappata "la parola che inizia per N".

Possono ritenersi soddisfatti anche Bohemian Rhapsody (guarda la video recensione), che vince il premio più prestigioso, quello del miglior film drammatico, oltre a quello a Rami Malek come miglior protagonista in un dramma, e Spider-Man - Un nuovo universo (guarda la video recensione) che conquista il primo premio importante per la Sony Animations e a questo punto è un credibile candidato per sconfiggere la Disney agli Oscar.
Andrea Fornasiero

Si devono invece accontentare di un solo riconoscimento: La favorita con Olivia Colman miglior attrice in una commedia; Vice - L'uomo nell'ombra (guarda la video recensione) con Christian Bale, miglior attore in una commedia; A Star is Born (guarda la video recensione) per la miglior canzone, "Shallow", di Lady Gaga; Se la strada potesse parlare per Regina King migliore attrice non protagonista; First Man - Il primo uomo (guarda la video recensione) per la miglior colonna sonora firmata da Justin Hurwitz, già vincitore per La La Land (guarda la video recensione), e The Wife con Glenn Close miglior attrice drammatica, al suo primo Globe per un film dopo numerose nomination (e due vittorie per la serie Damages). A bocca asciutta invece BlackKklansman (guarda la video recensione) di Spike Lee, Black Panther (guarda la video recensione) di Ryan Coogler, Crazy & Rich e Il ritorno di Mary Poppins (guarda la video recensione): solo quattro titoli, che dimostrano come i premi siano stati spalmati su numerosi film senza assi pigliatutto.


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In foto il cast di Green Book: da sinistra Viggo Mortensen, Peter Farrelly, Linda Cardellini e Mahershala Ali.

Lo stesso discorso vale per le serie Tv, dove la rete che vanta i trionfi più numerosi e importanti è FX con il doppio premio a L'assassinio di Gianni Versace - American Crime Story come miglior miniserie e per Darren Criss miglior attore, e con The Americans che vince nella più ambita categoria, miglior serie drammatica. The Kominsky Method di Netflix ottiene il premio come miglior comedy e per il miglior attore in una commedia che va a Michael Douglas. Tutte le altre serie devono invece accontentarsi di una sola vittoria: Killing Eve e Bodyguard rispettivamente per Sandra Oh e Richard Madden migliori protagonisti in un drama; La fantastica signora Maisel con Rachel Brosnahan per la seconda volta consecutiva incoronata miglior attrice comica; A Very English Scandal e Sharp Objects con i migliori non protagonisti, Ben Whishaw e Patricia Clarkson; Escape at Dannemora per una camaleontica Patricia Arquette, miglior attrice in una miniserie.
La cosa forse più notevole sono i ben tre titoli inglesi, due BBC e uno BBC America, ossia: A Very English Scandal, Bodyguard e Killing Eve, un risultato davvero notevole per il Regno Unito. Sono rimaste a secco invece Pose, Homecoming che con Julia Roberts era data tra le favorite, Ozark, Barry, The Good Place, Kidding, che viste le battute a inizio cerimonia con Jim Carrey sembrava destinata a vincere qualcosa, e una ex beniamina della critica ossia The Handmaid's Tale (guarda la video recensione).

Tra le prime volte di questi Golden Globe spicca il doppio primato di Sandra Oh, prima presentatrice asiatica-americana di un premio importante e prima della sua etnia a vincere più di un Golden Globe (ne aveva già avuto uno con Grey's Anatomy).
Andrea Fornasiero

Darren Criss, a sua volta, si è detto fiero di essere il primo attore americano-filippino a vincere il premio della stampa straniera americana. Inoltre, come già successo a Breaking Bad, ha vinto solo dopo essersi conclusa la serie The Americans; Michael Douglas ottiene il primo globo per una serie e Chuck Lorre torna finalmente a vincere dopo più di vent'anni in cui aveva avuto solo candidature.
Ci sono stati inoltre due premi alla carriera: il classico Cecil B. DeMille Award, assegnato a Jeff Bridges che ha fatto un discorso venato di ambientalismo, e il premio Carol Burnett, vinto naturalmente da Carol Burnett, una colonna della Tv comica americana. Tra i momenti più divertenti della serata, che in realtà sono stati pochini nonostante due conduttori come Sandra Oh e Andy Samberg, si segnala la presentazione di un premio a un non protagonista affidato a Maya Rudolph e Amy Poehler, che hanno ironizzato sull'ingrato tipo di battute che toccano spesso a chi fa solo da spalla. La palma del più spiazzante va però sicuramente a Christian Bale che, al posto di ringraziare canonicamente Dio, ha rivolto i suoi omaggi a Satana per averlo ispirato a interpretare il diabolico Dick Cheney in Vice (guarda la video recensione). Inoltre ha strappato applausi anche Rami Malek con il suo sentito ringraziamento ai Queen.


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In foto Lady Gaga con il premio per la sua canzone "Shallow".

A fare la parte del leone sono state però, come si diceva all'inizio, le "identity politics", a partire dal numero iniziale di Andy Samberg e Sandra Oh, con il primo che ha ironizzato sulla pratica hollywoodiana sempre più stigmatizzata del "whitewashing" (ossia dare a un bianco un personaggio che appartiene a un'altra etnia), e la seconda che ha concluso dicendo di aver voluto essere sul palco per vedere da vicino il cambiamento che finalmente sta investendo la mecca dello spettacolo americano. Tra i discorsi di ringraziamento il tema femminista ha attraversato quello di una commossa Glenn Close, sullo scarso riconoscimento che ottengono le donne anche al centro del suo film The Wife; quello di Patricia Clarkson, che ha scherzosamente ringraziato il regista di Sharp Objects Jean Marc-Vallée per averle chiesto di dare tutto tranne il sesso, come dovrebbe essere normale che sia; e Regina King, che ha lanciato la sfida del #timesup ai presenti, dicendo che nei prossimi due anni produrrà solo progetti dove le donne avranno lo stesso peso degli uomini. Ben Whishaw ha ringraziato Norman Scott, ossia il personaggio reale che interpreta in A Very English Scandal, definendolo un eroe queer per la sua battaglia civile.

Alfonso Cuarón, parlando del cinema come di uno strumento che crea ponti oltre le barriere, non poteva non riferirsi al muro che ossessiona il presidente americano Trump per dividere gli Stati Uniti dal suo Messico.
Andrea Fornasiero

Anche i premi d'altra parte sono andati nella direzione della rappresentazione delle minoranze, dal supervincitore Green Book con la sua storia di amicizia interraziale al Messico di Roma, passando per la comunità nera di Se la strada potesse parlare e per il supereroe afroispanico di Spider-Man - Un nuovo universo, fino al gay Freddie Mercury e alle donne forti al centro di The Wife e La favorita. Da non trascurare poi che Vice, premiato per il suo protagonista, sia una ferocissima satira contro il potere dei bianchi.
Una volta tanto questo filone è meno evidente nelle serie dove, comunque, sia la tematica gay sia quella femminile sono molti forti in alcuni titoli: la prima in L'assassinio di Gianni Versace e A Very English Scandal e la seconda in Sharp Objects, Killing Eve e La fantastica signora Maisel. Hollywood sta davvero cambiando.


TUTTI I VINCITORI

Miglior Film Drammatico
Bohemian Rhapsody di Bryan Singer

Miglior Attrice Drammatica
Glenn Close in The Wife

Miglior Attore Drammatico
Rami Malek in Bohemian Rhapsody

Miglior Commedia
Green Book di Peter Farrelly

Miglior Regista
Alfonso Cuarón per Roma

Miglior Serie tv drammatica
The Americans

Miglior Attrice in una serie drammatica
Sandra Oh in Killing Eve

Miglior Attore in una serie drammatica
Richard Madden in Bodyguard

Miglior Attore in una serie musical o commedia
Michael Douglas in Il metodo Kominsky

Miglior attrice in una serie musical o commedia
Rachel Brosnahan in La fantastica signora Maisel

Miglior Film Straniero
Roma di Alfonso Cuarón

Miglior Film d'Animazione
Spider-Man - Un nuovo universo di Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman

Miglior Sceneggiatura
Nick Vallelonga, Brian Currie, Peter Farrelly per Green Book

Miglior Attore Protagonista di una commedia o musical
Christian Bale in Vice - L'uomo nell'ombra

Miglior Attrice Protagonista di una commedia o musical
Olivia Colman ne La favorita

Miglior Attrice Non Protagonista in una serie
Patricia Clarkson per Sharp Objects

Miglior Attore Non Protagonista in una serie
Ben Whishaw per A Very English Scandal

Miglior Attrice Non Protagonista in un film
Regina King in Se la strada potesse parlare

Miglior Attore Non Protagonista in un film
Mahershala Ali in Green Book

Miglior Canzone Originale
"Shallow" di Lady Gaga

Migliore Colonna Sonora
Justin Hurwitz per First Man - Il primo uomo

Miglior Serie o film per la tv: dramma
The Americans

Miglior Attrice in una serie o film per la tv
Patricia Arquette in Escape at Dannemora

Miglior Attore in una miniserie
Darren Criss in The Assassination of Gianni Versace

Miglior Serie o Film per la tv: musical o commedia
Il metodo Kominsky


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