BlacKkKlansman

Film 2018 | Biografico 128 min.

Regia di Spike Lee. Un film con John David Washington, Adam Driver, Topher Grace, Laura Harrier, Ryan Eggold. Cast completo Genere Biografico - USA, 2018, durata 128 minuti. Uscita cinema giovedì 27 settembre 2018 distribuito da Universal Pictures. Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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La storia di Ron Stallworth, il poliziotto afro-americano che riuscì a entrare a far parte del Ku Klux Klan. Il film è stato premiato al Festival di Cannes. Al Box Office Usa BlacKkKlansman ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 47,1 milioni di dollari e 10,8 milioni di dollari nel primo weekend.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Lee perde la concentrazione nel cambiare spesso registro e i suoi topos risultano meno efficaci.
Recensione di Paola Casella
martedì 15 maggio 2018
Recensione di Paola Casella
martedì 15 maggio 2018

Colorado, anni Settanta. Ron Stallworth entra nel Dipartimento di polizia di Denver dopo la laurea. Fra i suoi primi incarichi c'è quello di infiltrarsi ad un incontro con il leader afroamericano Stokey Carmichael, dove Ron si imbatte in Patrice, una sorta di Angela Davis organizzatrice dell'evento e convinta sostenitrice del movimento di autoaffermazione black. È un risveglio per il giovane uomo che fino a quel momento sembrava non aver prestato troppa attenzione alla propria appartenenza razziale, nè troppo valore al proprio background etnico.

A Ron viene l'idea di infiltrarsi nel Ku Klux Klan locale, cui si propone come nuovo membro. Naturalmente puo' farlo solo al telefono, dato il colore della sua pelle, e avrà bisogno di un alter ego bianco in grado di incontrare di persona il gruppo razzista.

Entra dunque in scena Flip Zimmerman, collega poliziotto di origine ebraica pronto a farsi passare per un membro della pura razza ariana di nome... Ron Stallworth.

La necessità, e talvolta il desiderio inconfessabile, delle minoranze di mimetizzare la propria identità per integrarsi nella maggioranza è il cuore della storia (incredibilmente vera) che Spike Lee ha deciso di portare sul grande schermo dopo che Jordan Peele, il regista di Scappa - Get Out cui era stata inizialmente proposta, ha preferito rinunciare a dirigerla personalmente. Proprio da questo passaggio di mano però nasce il problema della realizzazione di BlacKkKlansman: perchè laddove Peele era stato chirurgicamente preciso nel narrare, in forma di horror, la grottesca pertinacia del razzismo di matrice specificatamente statunitense, Lee perde concentrazione nel cambiare spesso registro - dal comico al tragico al satirico "tarantiniano" - e i suoi topos - l'elenco degli insulti razziali, gli stereotipi etnici, l'ironia caricaturale - risultano qui meno efficaci.

"Non dovresti essere continuamente in guerra con te stesso", dice Patrice a Ron, "dovresti solo essere nero". Ed è sacrosanto che Spike Lee riproponga proprio oggi, all'indomani degli scontri di Charlottsville fra neonazisti e oppositori, la tendenza negli Stati Uniti (e altrove) a riesumare un'idea di superiorità razziale che contiene in sè il proposito di eliminare chi appartiene ad etnie differenti. Ma il continuo riferimento all'invito del presidente Trump di "far tornare grande l'America" perde rilevanza nella reiterazione, e la caratterizzazione macchiettistica di alcuni appartenenti al Klan sminuisce la credibilità di una vicenda che ha molti aspetti surreali ma dovrebbe conservare un fondo autentico di realtà.

Nel ruolo di Ron, John David Washington, ex giocatore di football americano e figlio di Denzel, è curiosamente incolore (ironico, in un film come questo) e anche Adam Driver nei panni di Flip mantiene una recitazione piatta che non giova alle evoluzioni rocambolesche della storia. Molto più efficace Topher Grace nell'interpretazione del mellifluo David Duke, perchè conserva tratti riconoscibilmente umani, e proprio per questo appare molto più inquietante.

Nemmeno il parallelo fra la celebrazione esaltante del Klan e il ricordo dolorosissimo di un gruppo di attivisti di colore, raccontato dal nonagenario Harry Belafonte il cui passato di attivista per i diritti civili degli afroamericani è inciso nel bel viso consumato, riescono a regalare unità e coerenza narrativa ad un racconto che fatica a trovare la sua identità.

Stiamo comunque parlando di Spike Lee, che sa girare e montare, che costruisce scambi verbali memorabili, che ha una capacità tutta sua di evidenziare l'assurdità di certe dinamiche interraziali e interrelazionali. Ma non è questo lo Spike Lee più efficace, quello incazzato e urticante, quello polemico e allo stesso tempo capace di profonda empatia. Il confronto con la modernità narrativa di Peele fa sembrare questo Lee superato dagli eventi, e non basta l'importante valore di denuncia, non basta la volontà di segnalare la pericolosità di un governo che ha messo in agenda la supremazia dell'uomo bianco, a rendere BlacKkKlansman filmicamente efficace e politicamente incendiario come era stato Fa' la cosa giusta. Oggi quel risultato lo ottiene il video musicale di un altro Donald: This is America di Childish Gambino, alias Donald Glover.

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Frasi
Dio benedica l'America bianca!
Una frase di Ron Stallworth ( John David Washington)
dal film BlacKkKlansman - a cura di MYmovies.it
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martedì 15 maggio 2018
 

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winner
gran premio della giuria
Festival di Cannes
2018
Con John David Washington nella parte di Ron Stallworth
Laura Harrier nella parte di Patrice Dumas
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