Dalla storia del cinema più completa in lingua italiana, una selezione di 9535 film da vedere, dal 1895 al 2026. Scopri le recensioni, trame, listini, poster e trailer. Ordina per:
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Un film che chiude un cerchio, celebra i suoi protagonisti e regala uno spettacolo impressionante. Azione, Fantastico - USA2019. Durata 182 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Il quarto capitolo della fortunata saga iniziata con il film Avengers nel 2012. Espandi ▽
In seguito alle azioni di Thanos la popolazione dell'universo è stata dimezzata. Nick Fury, prima di morire, lancia un messaggio nello spazio alla potentissima Capitan Marvel, che tornata sulla Terra, di fronte a un gruppo di Avengers afflitto dalla sconfitta, vuole prendere le cose in mano. Non c'è mai stato un film così avvolto nel mistero e ricco di sorprese, conclusione di una saga e allo stesso tempo sua celebrazione. All'azione si preferiscono le emozioni, l'ingegno e la solidarietà, tanto che gli scontri sono concentrati in un'unica grande battaglia finale.
La forza del film sta nel saper capitalizzare sull'imponente partitura scritta nei capitoli precedenti, per dare vita a un'ultima e più grande prova d'orchestra. Un'operazione senza uguali nella storia del cinema. Recensione ❯
Nel 2001, Kamal Aljafari e l'amico Hasan viaggiano a Gaza per cercare un ex compagno di cella, esplorando luoghi, volti e ferite della città. Espandi ▽
In una serie di registrazioni risalenti al 2001 e ritrovate solamente di recente, Kamal Aljafari riporta alla luce un viaggio dell’epoca fatto a Gaza, in compagnia dell’amico Hasan. Il regista palestinese si era recato sul posto in cerca di un uomo con cui aveva brevemente condiviso una cella in prigione, più di dieci anni prima. Senza avere molte informazioni su di lui, i due si inoltrano per le strade di Gaza, parlano con gli abitanti, assistono alla distruzione già perpetrata dall’esercito israeliano, e si avventurano in auto nei territori fuori dalla città. In questi anni di conflitto atroce a Gaza, il cinema multidimensionale e autoriflessivo di Kamal Aljafari si propone come complemento ideale alle testimonianze documentarie più dirette e lineari che hanno a che fare con l’attualità nelle terre palestinesi. Dopo A Fidai Film del 2024, Aljafari torna con un’opera più essenziale e anche più personale, ancora una volta basata sullo scarto temporale tra periodi diversi e sulla riflessione ontologica di quale sia il significato di un’immagine preesistente una volta che ne cambiamo il contesto. Recensione ❯
Una sfida vinta: Enyedi affronta con originalità l'impresa di relazionare esseri umani con il mondo vegetale. Drammatico, Germania, Francia, Ungheria2025. Durata 145 Minuti.
Un vecchio albero racconta cosa accade intorno a lui. Espandi ▽
2020. Un neuroscienziato proveniente da Hong Kong giunge come visiting professor in un'università della Germania. La sua specializzazione consiste nello studiare la mente dei neonati. Qui inizia un esperimento sul grande albero mentre il Covid si diffonde.
1908. Sempre nello stesso ateneo assistiamo alla non facile ammissione alla facoltà di Botanica della prima ragazza. La stessa trova un impiego come assistente presso un fotografo e scopre tutte le potenzialità del mestiere.
1972. Due giovani studenti iniziano una relazione che vede al centro la cura e lo studio delle reazioni di un geranio a quanto gli accade intorno.
Ildikó Enyedi dà nuovamente prova della sua originalità affrontando un tema insolito sul quale innesta riflessioni sul ruolo dell'essere umano nel contesto della Natura. Non si presentava come semplice l'impresa di relazionare esseri umani con il mondo vegetale ma la regista ungherese c'è riuscita affrontando anche i mutamenti nella relazione maschio femmina nel corso del tempo. Recensione ❯
Un film che esplora la ricerca di sé, il distacco e il desiderio di libertà tipici dell'adolescenza. Espandi ▽
Ketticè è l'opera seconda del neotrentenne Giovanni Tortorici, componente della factory di Luca Guadagnino da quando ha lavorato con lui alla serie We Are Who We Are, e se il suo film d'esordio, Diciannove, illustrava la quotidianità scomposta di un, appunto, diciannovenne alle prese con l'ingresso nel mondo adulto, Ketticè regredisce nel tempo verso la piena adolescenza, in una Palermo dove piccola e grande borghesia si incontrano sulle strade della bamba (Ketty ha uno zio in galera per mafia, Giulio una nonna che cita il Gattopardo e una ex che riabilita Mussolini, considerandosi un'intellettuale perché legge libri e vede un sacco di documentari). Recensione ❯
Un film che funziona su più livelli: non solo come puro intrattenimento ma anche come risultato di una profonda riflessione sociologica sulla Corea. Drammatico, Corea del sud2016. Durata 118 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un virus letale si diffonde sul treno, tutti vogliono sopravvivere. Espandi ▽
Seok-wu è un manager finanziario separato dalla moglie: la piccola Su-an spesso si sente trascurata da lui e preferisce la compagnia della madre. Sul treno su cui viaggiano i due, per portare Su-an dalla madre che vive a Busan, sale una ragazza che riporta delle ferite strane sul corpo, simili al morso di un animale. Presto si trasformerà in zombi e sul treno per Busan si scatenerà l'inferno. Recensione ❯
Tratto dal racconto breve Coyote v. Acme di Ian Frazier, pubblicato sul New Yorker nel 1990. Espandi ▽
Il film parte da una domanda semplicissima: e se Willy il Coyote decidesse finalmente di chiedere conto alla Acme di tutti quei prodotti difettosi? La risposta è una clamorosa causa legale contro l'azienda che per anni gli ha venduto razzi, trappole e gadget tanto ingegnosi quanto disastrosi. Recensione ❯
Sequel che non tradisce le aspetattive, con una buona dose di intrattenimento e grandi effetti speciali. Fantascienza, USA1991. Durata 135 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Il racconto inizia là dove termina il film precedente: Terminator. La protagonista è imprigionata in un ospedale psichiatrico. Il figlio avuto dall'uomo che l'aveva protetta nel primo episodio è stato adottato. Espandi ▽
Nel 2039 un cyborg T-1000, ancor più sofisticato e letale del precedente, viene inviato indietro nel 1990 per eliminare il decenne John Connor, ma contemporaneamente viaggia a ritroso nel tempo un secondo cyborg col compito di proteggerlo dalle aggressioni del primo. Recensione ❯
Un coming of age ironico e anticonvenzionale. Un'ode stravagante a tutte le persone fuori dal comune. Biografico, Commedia, Drammatico - USA2026. Durata 106 Minuti.
La storia dell'influente chef, scrittore e giornalista statunitense di viaggi Anthony Bourdain. Espandi ▽
1975. Tony è uno studente diciannovenne iscritto al Vassar College che sogna di diventare uno scrittore e concorre per una borsa di studio che finanzi lo sviluppo di un suo primo, ipotetico romanzo.Non vince la borsa di studio e decide di partire per Provincetown, la cittadina balneare di Cape Cod dove la sua Nancy si è trasferita per l'estate, convinto di poterla conquistare. A Provincetown Tony trova lavoro come lavapiatti presso un fast food di pesce capitanato da Ciro, un individuo latinoamericano bizzarro ma generoso. Sarà questa la sua improbabile introduzione al mondo dell'alta cucina che lo renderà celebre nel mondo.
Matt Johnson sceglie di uscire dai canoni standard del biopic agiografico e racconta il suo protagonista attraverso una costruzione altrettanto (deliberatamente) sconclusionata e caotica, come se il film stesso fosse in preda allo sturm und drang e alla confusone esistenziale di Tony.
Il regista fa di Bourdain una sorta di Martin Eden, e del suo film un'ode stravagante a tutte le persone fuori dal comune, nonché al bisogno di ognuno di noi di essere visto e riconosciuto nella propria irrinunciabile individualità. Recensione ❯
Il film si ispira liberamente alla vera storia di Aldo Marín, figura simbolo dell'intreccio tra i movimenti rivoluzionari cileni e italiani degli anni Settanta. Espandi ▽
1976, nel Cile che è appena passato sotto la stretta dittatoriale di Pinochet dopo il colpo di stato. Aldo è un minatore esperto di esplosivi che per sfuggire all'esercito decide di lasciare la moglie e il figlio piccolo per scappare in Italia, a Torino. Con lui c'è l'amico Chapa, e i due cercano di ricominciare trovandosi un lavoro in fabbrica. Ma Torino, e l'Italia tutta, è a sua volta scossa dalle tensioni degli anni di piombo, e Aldo finisce per entrare in contatto con un gruppo di anarchici che hanno bisogno del suo talento per gli esplosivi. Sarà Luciana, una dottoressa che insegna all'università e aiuta le donne ad abortire clandestinamente, a fare da tramite con il cileno e a far sfumare l'uno nell'altro i destini dolorosi di due paesi.
Affondando nel terreno fertile di un periodo storico di grande interesse, la regia di Sergio-Castro San Martín si tramuta in un limbo sporco e maledetto, popolato da rivoluzionari lasciati a piedi alla fine del tempo e disillusi dalla loro stessa lotta tra un continente e l'altro. Recensione ❯
L'intelligenza artificiale come strumento per lenire i nostri problemi.
Un'opera sul nostro immediato futuro. Drammatico, Giappone2026. Durata 126 Minuti.
Un film futuristico, dove il figlio di una coppia è un robot. Espandi ▽
In un futuro prossimo, a Yokohama, la coppia dei Komoto, che ha tragicamente perso il figlio di sette anni Kakeru, decide di avvalersi di REbirth, un programma pensato per le famiglie nella loro situazione: riceveranno in prova gratuita un androide guidato dall'intelligenza artificiale, con le fattezze e i ricordi di Kakeru. Il padre Kensuke è inizialmente scettico, laddove la madre Otone si affeziona istantaneamente al nuovo Kakeru, scegliendo di vivere nell'autosuggestione. Finché una visita della madre e della sorella non riportano Otone alla realtà.
Universalmente riconosciuto come uno dei principali cantori della realtà famigliare e del rapporto tra legami ereditati e invece scelti, in Sheep in the Box Hirokazu Kore-eda si muove su un terreno noto.
Quella del regista è una visione ottimista e niente affatto luddista, in linea con il positivismo di una filmografia che, anche quando si è soffermata su eventi scabrosi e su sdrucciolevoli limiti etici, ha saputo proporre una via di uscita, un accettabile compromesso per affrontare l'esistenza quotidiana. Il film non fa eccezione e va letto in questo senso, anche quando la nostra sete di eccessi e verità rivelate, di polarizzazioni e sensazionalismi, resta inesorabilmente inappagata. Recensione ❯
Il documentario mostra per la prima volta Marco Bellocchio al lavoro sul set e racconta il suo approccio quotidiano alla regia. Espandi ▽
Fabio Lovino, fotografo e collaboratore di Marco Bellocchio per tanti anni, punta l'obiettivo verso il regista collezionando frammenti inediti di vita sul set e di rapporto con gli attori e con la troupe, interviste a cuore aperto con Bellocchio stesso, con i figli Pier Giorgio ed Elena, e con una serie di colleghi illustri che con lui hanno lavorato, da Pierfrancesco Favino a Fabrizio Gifuni, da Marco Tullio Giordana a Daniele Ciprì.
Rara opportunità di osservare un maestro come Marco Bellocchio al lavoro, in una piacevole serie di conversazioni sul cinema e sul carattere di uno dei più grandi autori italiani. La firma qualcuno che gli è vicino e riesce a rompere le barriere personali del regista, alternando costantemente le riflessioni sul suo metodo artistico e sui rapporti lavorativi con quelle che, gentilmente, si spingono più in profondità. Recensione ❯
Un giovane poliziotto rimane ossessionato da un caso che lo ha molto coinvolto. Espandi ▽
Ispirato alla storia del serial killer Marc Dutroux, noto anche come "il mostro di Marcinelle" e ambientato nell'arco di sette anni (dal 1995 al 2002), Maldoror utilizza gli eventi realmente accaduti come sfondo per entrare invece in modo viscerale nelle zone oscure del male che è una traccia ricorrente nell'opera del cineasta belga Fabrice Du Welz.
L'isolamento, la follia, il crimine, la morte erano tra i temi riconoscibili della 'trilogia delle Ardenne' realizzata dal regista e composta da Calvaire, Alleluia e Adorazione. E forse proprio da quest'ultimo film, Maldoror riprende questo soggettivo ideale di purezza incontaminata del mondo che invece si scontra con la realtà. È lo stesso spirito che contagia il gendarme Paul Chartier dove la prova al limite, fisico/mentale, di Anthony Bajon è esemplare per mostrare l'ossessione per l'indagine del suo personaggio che finisce per travolgerlo e mettere in crisi anche la sua vita familiare. L'agente si fa guidare spesso dall'istinto e il suo senso di giustizia è così grande che spesso si mette contro anche i suoi superiori, compreso il suo superiore Charles Hinkel interpretato da Laurent Lucas, qui al quarto film con De Welz. Recensione ❯
Una rilettura in chiave gender dell'horror degli anni '80 e '90. Con un attualissimo sguardo sulla contemporaneità. Horror, USA, Gran Bretagna, Canada2026. Durata 106 Minuti.
Schoenbrun prosegue il suo percorso artistico segnato da temi legati all'identità trans e all'horror queer. Espandi ▽
Kris è una regista queer di 29 anni a cui viene affidato il reboot di una lunga saga horror, Camp Miasma, il cui capostipite, realizzato negli anni '80, ha avuto un grandissimo successo al box-office. Entusiasta del progetto, cerca di coinvolgere l'attrice che interpretava la ragazza sopravvissuta del primo film, Billy Presley. La donna, da anni, vive reclusa nello stesso luogo dove è stato girato Camp Miasma. Kris la raggiunge e da quel momento la regista s'immergerà totalmente nell'atmosfera terrificante della saga e il suo rapporto con Billy si evolverà in modo sorprendente.
I riferimenti sono già dichiaratamente esibiti, Scream e soprattutto Venerdì 13 dove il sanguinario Jason Voorhees sembra essersi reincarnato in Camp Miasma nello psicopatico serial-killer Little Death, creatura metà umana che si muove con una scatola con una griglia d'areazione al posto della testa.
Il film dialoga con Wes Craven. La passione è contagiosa e il suo sguardo sulla contemporaneità è attualissimo. Recensione ❯
La versione più crepuscolare del mito di Robin Hood, visto come un killer sul viale del tramonto e divorato dal rimorso. Azione, Avventura, Drammatico - USA2026. Durata 122 Minuti.
Alle prese con il suo passato dopo una vita di crimini e omicidi, Robin Hood si ritrova gravemente ferito dopo una battaglia che pensava sarebbe stata l'ultima. Espandi ▽
Nel 1247, in una Britannia gelida, fangosa e ancora percorsa da superstizioni ancestrali, Robin Hood vive ormai ai margini del mondo. Invecchiato e segnato da una vita trascorsa a razziare e uccidere insieme a Little John, è diventato l'ombra del leggendario fuorilegge celebrato dalle ballate popolari. Braccato da chi desidera vendicare parenti e amici caduti sotto le sue frecce, tormentato dagli incubi e dal peso delle proprie azioni, Robin intraprende un ultimo viaggio che assume progressivamente i contorni di una dolorosa espiazione. Il cinema ha raccontato Robin Hood in quasi tutte le forme possibili: eroe cavalleresco, ribelle politico, giustiziere popolare, icona disneyana, perfino figura postmoderna. Robin Hood - Il prezzo del sangue sceglie invece la strada più radicale: smontare il mito pezzo dopo pezzo, riportandolo a una dimensione brutale e profondamente umana. L'intento di Michael Sarnoski è quello di screditare la versione edulcorata della storia del bandito romantico, che ruba ai ricchi per donare ai poveri. In troppi l'hanno raccontata, senza rendere il mondo un posto migliore, sembra quasi dire la sceneggiatura. Pur prendendosi qualche libertà narrativa e rischiando talvolta l'eccesso di compiacimento estetico, il film ha il merito di affrontare uno dei grandi miti occidentali senza alcuna deferenza. Non gli interessa raccontare la nascita di una leggenda, ma la sua decomposizione. Una lettura da film noir, cupa, quasi funebre, che sostituisce l'epica con il rimorso e il folklore con una meditazione sul peso irreversibile della violenza. Recensione ❯
Damian McCarthy conferma il suo talento, firmando un folk horror che intreccia soprannaturale, trauma e redenzione. Horror, Thriller - Irlanda, Emirati Arabi Uniti2026. Durata 107 Minuti.
Un'esperienza horror fondata sulla tensione psicologica, sull'atmosfera e sulla forza delle immagini. Espandi ▽
In un profondo stato di depressione, Ohm Bauman, cinico scrittore di discreto successo, sceglie di recarsi nel luogo visitato dai genitori poco prima che morissero: un remoto villaggio dell'Irlanda carico di aneddoti su magia nera e stregoneria. Il proprietario del Bilberry Woods Hotel, dove Ohm alloggia, sostiene di aver intrappolato un Cailleach, una potente strega, nella suite matrimoniale. Dopo la scomparsa di Fiona, una ragazza conosciuta in albergo, Ohm decide di indagare a fondo su quanto accaduto.
Già ammantato da un'aura da regista horror indipendente con una poetica riconoscibile, con Hokum Damian McCarthy alza l'asticella, affidandosi a un cast e a una produzione più ambiziosi.
Per il protagonista Ohm Bauman (un nome che fa curiosamente pensare all'unità di misura della resistenza elettrica) sceglie Adam Scott, divenuto un volto familiare grazie all'exploit televisivo di Scissione, una delle migliori serie di Apple Tv. Recensione ❯
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