Il racconto ibrido, tra concerti e retroscena, del ritorno in attività del gruppo dopo la perdita di Chester Bennington. Documentario, Musicale - Corea del sud2026. Durata 110 Minuti.
Attraverso le immagini dello strepitoso live di San Paolo, l'archivio personale del gruppo e materiali inediti restituiscono uno sguardo unico sul periodo più delicato della storia dei Linkin Park. Espandi ▽
Nel 2017 Chester Bennington si toglie la vita e i Linkin Park, band di enorme successo emersa dalla scena crossover e nu-metal, si sciolgono. Unshatter è il racconto del tormentato ritorno sulle scene, che passa attraverso la scelta di affidare la voce della band a una donna. Unshatter non è esattamente un film-concerto, o almeno non lo è nel senso tradizionale del termine. Linkin Park: Unshatter sembra piuttosto voler inventare una forma ibrida nella quale il concerto rappresenta il presente e il documentario che lo interrompe, lo commenta e lo contestualizza diventa il racconto di come quel presente sia stato possibile. Le due componenti hanno un peso pressoché equivalente e, soprattutto, finiscono per completarsi: alle immagini live spetta la celebrazione della band ritrovata, alle sequenze documentarie il compito più complesso di spiegare come i Linkin Park siano arrivati fin lì.
Il punto di partenza è naturalmente la perdita di Chester Bennington, una ferita che per anni ha reso quasi impensabile l'idea stessa di una rinascita del gruppo. Unshatter racconta allora il percorso compiuto dal 2022 a oggi, seguendo cronologicamente la lenta elaborazione del lutto, le discussioni, i ripensamenti e infine la decisione di tornare a essere una band. Il titolo, Unshatter, suggerisce del resto un'impossibile ricomposizione. Non si tratta di tornare integri a ciò che si era prima della frattura, ma di trovare un modo per continuare dopo che quella frattura ha cambiato per sempre la forma del gruppo. È questo il paradosso che il film riesce a mettere a fuoco: i Linkin Park possono tornare soltanto accettando di non essere più gli stessi. Recensione ❯
Il film incontra e racconta la generazione immersa nei social network: un confronto necessario e reale tra madri e figli, relazioni, amicizie, desiderio di indipendenza e inevitabili ritorni a casa. Espandi ▽
Sono passati quasi vent'anni da quando Anne, mamma di Lola, raccontava le sue peripezie in LOL (Laughing Out Loud), la commedia francese scritta e diretta da Lisa Azuelos diventata un successo al botteghino e addirittura oggetto di un remake americano con Miley Cyrus, diretto dalla stessa Azuelos.
All'epoca Lola aveva 16 anni e Anne aveva appena divorziato, avevano entrambe il cuore spezzato e fra loro litigavano e si rappacificavano, come ogni coppia madre-figlia che si rispetti. Oggi Lola è andata a vivere lontano e la figlia minore di Anne, Louise, che ha 25 anni e viveva con il fidanzato Marco, torna a casa dalla madre, che pensava fosse finalmente arrivato "il suo tempo" e contava di godersi la singletudine con i boytoy di turno.
La convivenza non è facile: Louise è stata lasciata da Marco, "l'amore della sua vita" nonché suo partner in un progetto di startup naufragato insieme alla loro relazione, e Anne ha appena scoperto che la compagna del figlio Theo è incinta, dunque diventerà nonna, con ciò che questo comporta in termini di immagine e di futuri impegni accuditivi.
Si sorride, si apprezza l'interpretazione della sempre adorabile Marceau, ma Thais Alessandrin che ha il ruolo (ingrato) di Louise appesantisce un film che invece dovrebbe essere impalpabile, nel classico stile Azuelos. Recensione ❯
Una divertente commedia francese capace di trasformare una premessa surreale in un racconto profondamente umano. Espandi ▽
Rémi è un uomo di mezza età che vende metrature di finto prato e non ha mai superato il fatto di essere stato lasciato dalla donna che amava. Si è dotato così della compagnia di una bambola alta, bionda, magra e muta, che ha chiamato Audrey. Quando il collega che divide con lui la scrivania si deve assentare per beneficiare del congedo di paternità, al suo posto arriva una donna, Patricia, e la stessa sera, come per magia, Audrey prende vita. Lo schivo Rémi si trova così a dover interagire con ben due esseri di sesso femminile in carne ed ossa, in casa e sul lavoro.
Le cose si fanno interessanti con l'animarsi della statua di plastica, perché, svegliatasi alla vita senza sovrastrutture ideologiche, la bella Audrey, pur programmata per amare incondizionatamente, non può fare a meno di notare abusi e contraddizioni della nostra società in materia di genere e di infilare il suo ditino affusolato nella piaga del patriarcato.
Zoé Marchal dà sfogo ad un ampio repertorio vocale e espressivo per restituire la finta ingenuità della bambolona in sottoveste e ci strappa qualche sonora risata giocando con autoironia sugli sbalzi d'umori e sul sovvertimento delle aspettative. Recensione ❯
Kiko.Co compie il salto nel lungometraggio con una storia legata alla scoperta di uno sguardo nuovo sulla realtà. Drammatico, Italia2026. Durata 82 Minuti.
Un viaggio per mantenere una promessa che incrina la logica del reale e diventa un percorso sospeso tra realtà e immaginazione. Espandi ▽
Vittorio lavora in un'agenzia immobiliare ottenendo uno scarso successo di vendite. Anche il rapporto con la compagna Giulia sta languendo con la consapevolezza di entrambi. Dopo averle promesso un viaggio per ravvivare il rapporto, parte in auto per incontrare un amico che non vede da tempo, con l'intento di tornare entro sera. Un incidente modificherà le intenzioni ma aprirà il protagonista a nuove considerazioni sulla vita.
Un film che entra nel quadro dell'attività di impegno sociale di Kiko. Co. Nella sua semplicità il messaggio del film arriva chiaro e diretto ribadendo ciò che Jarabe de Palo già cantava sul finire degli anni'90: "Da che punto guardi il mondo tutto dipende". Recensione ❯
La storia di Giovanna, una dodicenne dall'immaginazione sfrenata pronta a tutto pur di ritrovare il suo migliore amico. Espandi ▽
Il film, sullo sfondo del finire degli anni '90, racconta la storia di Giovanna, una dodicenne dall'immaginazione sfrenata pronta a tutto pur di ritrovare Mirko, il suo migliore (e unico) amico, sparito nel nulla dall'oggi al domani lasciandola sola. Cercando la verità, tra adulti distanti e nuove inaspettate amicizie, Giovanna dovrà fare i conti con la realtà, e con l'ingresso in questo caro mondo crudele. Recensione ❯
Dal produttore di Backrooms, un viaggio senza via di scampo, un orrore esistenziale inesorabile che punta, all'infinito, verso le nostre più profonde paure. Espandi ▽
James, Fisher, Tyler e Day, sono amici che non si frequentano più così assiduamente come una volta. Tyler, che è stato anche nell'esercito, li ha raccolti per un viaggio insieme sulla sua auto. Dopo aver imboccato la strada indicata dal navigatore per raggiungere l'autostrada, le cose prendono però una sinistra piega. Non solo non c'è traccia dell'ulteriore svolta che dovrebbero prendere, ma quando si fermano vengono aggrediti da una folla di disperati, che vuole prendere la loro auto. Fuggono solo per realizzare di essere su una strada che pare senza fine.
It Ends, l'interessante opera prima del giovane Alex Ullom, ha attraversato diverse vicissitudini prima di arrivare alla meritata distribuzione sulla scia di Backrooms.
Lo spettatore potrebbe facilmente sentirsi preso in giro e di certo Ullom si dev'essere fatto qualche risata mentre giocava a spiazzare le aspettative, ma c'è anche un senso più profondo ossia che l'ossessione per arrivare alla meta ci priva del piacere di trascorrere il tempo con gli altri. Recensione ❯
Cinque Lisa in cerca d'autore in un documentario più sincero e autentico del solito film vetrina su una superstar. Documentario, USA2026. Durata 100 Minuti.
Il documentario racconta la vita della superstar globale, rapper, cantante, ballerina e attrice LISA. Espandi ▽
Always Lalisa segue Lalisa Manobal, in arte Lisa, nell'anno in cui la band femminile K-pop Blackpink mette in pausa le attività di gruppo e ognuna delle quattro idol si dedica ai progetti solisti. La cantante e rapper thailandese incide l'album Alter Ego, debutta come attrice nella serie The White Lotus e si prepara al primo grande concerto da sola al Coachella, dove due anni prima era stata headliner con Jisoo, Rosé e Jennie. Il documentario alterna confessioni, interviste, prove in studio e interventi di amici e parenti.
Il film è sia un'ottima introduzione al personaggio per chi non la conosce, sia un gustoso dietro le quinte per chi la segue dall'inizio: ai primi presenta la star che lotta per imporsi sul palco e in sala di registrazione, ai secondi regala stralci della sua sfera privata.
Le scene con i mentori, la madre e gli amici d'infanzia mostrano una ragazza "normale", rimasta con i piedi per terra, ma è quando ammette paure e insicurezze, dovendo esibirsi da sola al Coachella o fare scelte produttive in totale autonomia, che rivela il suo lato più umano. È ciò che cerca chi va al cinema a vedere questi documentari: qualcuna che soffre e vacilla, come tutti noi ma, appena sale sul palco, diventa una supereroina grintosa e invincibile. Recensione ❯
Un dramma ambientato nella comunità circassa del New Jersey. Espandi ▽
A Newark, nel New Jersey, l'adolescente Temir cresce con il padre Azik, cuoco nel ristorante gestito dalla sorella Zalya, nella comunità degli immigrati circassici, regione caucasica della Russia. Temir è un promettente campione di lotta libera e assiste tra l'ammirazione e la vergogna alle intemperanze del genitore. Sperando di far ottenere al padre un nuovo lavoro più ambizioso, Temir scatenerà in buona fede una catena di eventi che porteranno a una inevitabile tragedia.
Kantemir Balagov, promessa del cinema russo, gira il suo primo film internazionale, dopo aver lasciato il suo Paese in seguito all'invasione dell'Ucraina.
Balagov ha un talento innato per il cinema, usa gli spazi, i suoni, il fuoricampo per costruire sequenze dilatate che portano il peso dello spazio e del tempo occupati e vissuti dai suoi personaggi. Il suo film è fatto di gesti, contatti, corpi, anche cibo. Non un film perfetto, purtroppo, ma nonostante tutto un grande film. Recensione ❯
Davide provoca involontariamente una tragedia e, sopraffatto dal senso di colpa, compie scelte estreme che lo segnano profondamente, cercando infine redenzione. Espandi ▽
La vita di Davide viene sconvolta da un tragico evento, involontariamente causato da lui stesso. Questo fatto dirompente spinge Davide, devastato dal senso di colpa, a intraprendere una serie di azioni apparentemente irragionevoli che lo porteranno a pagare delle gravi conseguenze. Grazie anche al forte legame affettivo con Elsa, Davide forse riuscirà a ritrovare una serenità inaspettata. Recensione ❯
Un esordio sensibile su una piccola storia domestica. Dove incontriamo un'infelicità senza nome molto familiare. Drammatico, Italia2026. Durata 107 Minuti.
Un racconto intimo e profondamente umano che attraversa i passaggi emotivi che ridefiniscono i legami familiari e gli equilibri della vita di una coppia. Espandi ▽
Erika e Mauro vivono in provincia, dentro una quotidianità semplice fatta di abitudini rassicuranti e piccoli gesti. Quando la figlia Irene parte per studiare lontano, la casa si svuota e l'equilibrio su cui la coppia ha costruito la propria esistenza sembra incrinarsi. Erika, che ha sempre abitato il mondo attraverso la cura degli altri, si scopre improvvisamente senza direzione. Mauro, cresciuto nel rigore emotivo di un padre autoritario, tenta a suo modo di reagire riempiendo il vuoto, ma finisce per confrontarsi con una fragilità mai confessata. Nel tempo sospeso che segue riaffiorano ferite lontane e desideri dimenticati. Sarà proprio questa crisi intima e profonda a spingerli a guardarsi davvero e a capire se e come possono trasformare se stessi e di conseguenza il loro amore. Recensione ❯
Adattamento del libro "Maigret e gli aristocratici", scritto da Simenon nel 1960. Espandi ▽
Il commissario Maigret viene convocato d'urgenza al Quai d'Orsay, la sede del Ministero degli Affari Esteri a Parigi, in seguito all'omicidio dell'ex-ambasciatore Monsieur Berthier-Lagès. A Maigret viene chiesta la massima discrezione. Il commissario arriva sul luogo del delitto assieme al suo assistente, il detective Janvier e si trova davanti al cadavere. È insospettito dal comportamento e dalle reazioni della sua domestica, Jacqueline Larrieu soprannominata anche Jacotte, e poi si sofferma sul dettaglio di una grande quantità di lettere.
Dopo Agatha Christie in Alibi e sospetti il cinema di Pascal Bonitzer incrocia George Simenon. La fedeltà trattiene una possibile dimensione polar e l'indagine non riesce a oltrepassare quella soglia che poteva essere uno degli obiettivi di Bonitzer, ossia l'indagine dell'animo umano. In più, i momenti migliori e più intimi (la dimensione domestica accanto alla moglie interpretata da Irène Jacob) sono troppo fuggevoli. Così, dietro una struttura già consolidata dal romanzo d'origine, il minimalismo rischia di sfociare in un persistente grigiore. Recensione ❯
La storia di due amiche da sempre che, prima di prendere strade diverse, dovranno ritrovarsi ne L'isola dimenticata. Espandi ▽
Jo e Raissa, inseparabili amiche d’infanzia, vengono magicamente catapultate attraverso un misterioso portale su Nakali. In quest’isola incantata, popolata dalle affascinanti creature della mitologia filippina, troveranno alleati stravaganti come il buffo licantropo Raww e oscuri nemici da sconfiggere.
Sorprendente caleidoscopio di idee con un’animazione cangiante, L’isola dei ricordi restituisce le usanze, i costumi e la cultura filippina poco esplorata dal cinema mainstream.
Scritto e diretto a quattro mani da Joel Crawford e Januel Mercado, il film restituisce, fin dalle sue primissime battute, l’essenza delle grandi amicizie, in questo caso quella tra Jo e Raissa, due personalità così diverse e agli antipodi da diventare insostituibili l’una per l’altra. L’animazione rocambolesca e iperfrenetica, con cambi di formato e di stile, non consente di staccare gli occhi dallo schermo e la caratterizzazione di alcuni personaggi, come Bungi, un bambino blu gigante, rendono questo film una sana follia. E dimostrano come ancora ci sono delle idee a Hollywood al di là delle sfruttatissime proprietà intellettuali con sequel, reboot e prequel. Recensione ❯
Una storia romantica e contemporanea che utilizza l'intelligenza artificiale come lente per osservare desideri, fragilità e contraddizioni dell'essere umano nell'epoca dei social network. Espandi ▽
Diego è un aspirante attore che fatica a trovare il proprio posto nel mondo. Quando la sua vita personale entra in crisi, si ritrova costretto a reinventarsi. L'incontro con il mondo degli influencer e delle nuove tecnologie gli offre un'opportunità inaspettata: grazie alle sue competenze informatiche e all'intelligenza artificiale, crea Vera, un'influencer virtuale bella, affascinante e apparentemente perfetta. Vera conquista rapidamente milioni di follower trasformandosi in un fenomeno mediatico.
Una commedia stanca e superficiale sull'Intelligenza Artificiale che non sa farsi racconto della contemporaneità perché ingabbiata in un'idea di cinema che non esiste più. E poi c'è il 'metatutto'. Il metacinema ad esempio, con il personaggio di Frank Matano che vuole fare l'attore ma sbarca il lunario (si fa per dire, la moglie Rocío Munoz Morales è capa della comunicazione in una grande maison gestita da un mentecatto che dovrebbe far ridere perché infila due parole di inglese in una frase da tre) facendo figurazioni speciali. Recensione ❯
Il live dei record ULTIMO 2026 - LA FAVOLA PER SEMPRE che ha radunato 250.000 persone all'Università di Roma Tor Vergata il 4 luglio 2026. Espandi ▽
4 luglio 2026. A Tor Vergata, nella periferia sud-est di Roma, si tiene il concerto di Nicolò Moriconi, per tutti Ultimo: un evento che ha radunato 250 mila spettatori da tutta Italia. Si tratta, infatti, di uno dei concerti con più spettatori nella storia della musica mondiale, un appuntamento epocale a cui gli organizzatori lavoravano da anni. Il film concerto, diretto da Giorgio Testi, ripropone, brano per brano, lo storico Raduno degli Ultimi. Accanto alle tracce musicali, testimonia in breve anche il lunghissimo processo di preparazione dell'artista e di centinaia di professionisti, tra musicisti, tecnici del suono, ingegneri e organizzatori che si sono attivati a centinaia per la buona riuscita dell'evento.
Un documentario fiume cucito addosso ai fan del cantante capitolino: emozionale nei toni, maestoso nelle scenografie, melodrammatico nelle canzoni, ma perentorio nel certificare la desolante pochezza dell'attuale musica leggera italiana. Recensione ❯
Il film che segna il ritorno di Steven Spielberg al genere dedicato agli UFO. Espandi ▽
Mentre il mondo è sull'orlo del collasso per una serie di crisi geopolitiche, in particolare nella penisola coreana, Daniel Keller è braccato dagli agenti di una misteriosa organizzazione guidata dallo spietato Noah. Vogliono recuperare ciò che lui ha rubato e impedirgli di diffondere le informazioni ottenute grazie alle sue straordinarie capacità informatiche.
Nel frattempo Margaret Fairchild, volto delle previsioni meteo di Kansas City ma aspirante conduttrice, viene avvicinata da un uccellino, un cardinale rosso, e inizia a manifestare inspiegabili capacità linguistiche: prima parla russo, poi coreano, lingue che non ha mai studiato. Soprattutto, riesce a vedere nel cuore delle persone ed empatizzare con loro al punto da convincerle a non ostacolarla. I due sono destinati a incontrarsi, almeno secondo Hugo, che li sostiene insieme a un gruppo di ribelli fuoriusciti dall'agenzia di Noah.
Avvolto in fase promozionale da fitto mistero, Disclosure Day è una sorta di rivisitazione in chiave moderna e thriller di Incontri ravvicinati del terzo tipo.
Tra le sequenze più sorprendenti spicca una fuga che culmina in uno scontro con un treno e in una sparatoria in movimento, degna di un action coreano. Il ritmo del montaggio, per tutta la parte thriller, conferma che siamo di fronte a un maestro della tensione. Recensione ❯
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