Storia di un'espiazione: mite e sensibile libraio respinge un piccolo immigrato che lo segue continuamente, ne nasce una tragedia, che sconvolge il libraio e il suo mondo. Come espiare? Rinunciando a se stesso e ai suoi beni a favore di un popolo anonimo di immigrati, quasi un novello san Francesco in cerca di una perduta purezza.
Lodevoli gli intenti di Amelio, ma il film non è del tutto riuscito: non solo rischia spesso di scivolare nella retorica del dolore e del povero immigrato dolente e maltrattato, ma soprattutto rivela i propri limiti in una storia che manca di profondità, che sembra un apologo ma è girato in stile assolutamente realistico e che annovera personaggi superficiali e non approfonditi (la professoressa interpretata da Valeria Golino, il necroforo di Valerio Mastandrea).
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Storia di un'espiazione: mite e sensibile libraio respinge un piccolo immigrato che lo segue continuamente, ne nasce una tragedia, che sconvolge il libraio e il suo mondo. Come espiare? Rinunciando a se stesso e ai suoi beni a favore di un popolo anonimo di immigrati, quasi un novello san Francesco in cerca di una perduta purezza.
Lodevoli gli intenti di Amelio, ma il film non è del tutto riuscito: non solo rischia spesso di scivolare nella retorica del dolore e del povero immigrato dolente e maltrattato, ma soprattutto rivela i propri limiti in una storia che manca di profondità, che sembra un apologo ma è girato in stile assolutamente realistico e che annovera personaggi superficiali e non approfonditi (la professoressa interpretata da Valeria Golino, il necroforo di Valerio Mastandrea). Nulla da dire alla recitazione di Alessandro Borghi, che ben si cala nella parte del suo personaggio.
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