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frettuda22
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giovedì 18 giugno 2026
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la sospensione dell''incredulit? di spielberg
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Il piacere nel vedere un film deriva anche dai presupposti che si è disposti ad accettare; senza questa flessibilità, il rifiuto è inevitabile. Sappiamo tutti che si tratta di fiction, ma sospendiamo volentieri la nostra percezione della realtà per lasciarci trasportare dal racconto. È così che mostri, elfi, dischi volanti, viaggi nel tempo e gufi parlanti riescono a creare, per un paio d'ore, un'illusione perfetta. Leggendo i commenti, trovo interessante la quantità di stroncature assolute, formulate come se il film avesse toccato un nervo scoperto. Evidentemente subentra un fattore personale che innesca giudizi così drastici: non è la prima volta che lo noto, e non sarà l'ultima.
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Il piacere nel vedere un film deriva anche dai presupposti che si è disposti ad accettare; senza questa flessibilità, il rifiuto è inevitabile. Sappiamo tutti che si tratta di fiction, ma sospendiamo volentieri la nostra percezione della realtà per lasciarci trasportare dal racconto. È così che mostri, elfi, dischi volanti, viaggi nel tempo e gufi parlanti riescono a creare, per un paio d'ore, un'illusione perfetta. Leggendo i commenti, trovo interessante la quantità di stroncature assolute, formulate come se il film avesse toccato un nervo scoperto. Evidentemente subentra un fattore personale che innesca giudizi così drastici: non è la prima volta che lo noto, e non sarà l'ultima. Spesso, quando una pellicola sfiora aspetti religiosi, il pubblico reagisce in modo viscerale ed esagerato.Dopo questo preambolo, vengo al mio giudizio. Ho guardato il film con moderato piacere per buona parte della sua durata. La mano di Spielberg è evidente nella regia e diverse sequenze portano la sua firma inconfondibile. Tuttavia, si tratta in gran parte del suo solito "giocattolone": un meccanismo che può ancora intrattenere, ma senza offrire nulla di davvero nuovo. Quanti anni sono che ci viene proposto lo stesso schema? Ci piace ancora? Per quanto mi riguarda solo in parte; è una formula che ha iniziato a stancarmi già da molto tempo. Il vero elemento distintivo di questo prodotto è la sceneggiatura, che porta con sé un messaggio controverso: gli extraterrestri esistono e c'è un complotto internazionale per nasconderli. Ma c'è di più: la tesi secondo cui la rivelazione della loro esistenza metterebbe in crisi il concetto stesso di religione. Questo, a mio avviso, è il fulcro tematico del film, ma è anche il punto in cui l'impalcatura scricchiola fino a crollare.Pensare che una rivelazione scientifica o empirica possa far vacillare la fede è profondamente ingenuo. Viviamo in un mondo in cui circa il 90% della popolazione aderisce a un credo; esistono migliaia di confessioni, ciascuna autoconsideratasi depositaria della verità assoluta a discapito delle altre. La religione, per sua natura, non ha bisogno di riscontri oggettivi o verifiche fattuali per sopravvivere. E non parliamo politica, morale pubblica, scienza, bellezza, giustizia e mille altri argomenti. Senza parlare che si può credere a quello che si vuole ma alla fine del mese l'affitto e le bollette bisogna pagarle sempre. Insomma....di che stiamo parlando? Di tutto e di niente. Quindi questo film come lo considero? Si vede, e non è poco, ma si scorda un minuto dopo.
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gustibus
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giovedì 18 giugno 2026
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spielberg non al meglio
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Io che ho visto una ventina di volte"I Predatori d.arca Perduta" del maestro Spielberg ora che ho visionato questo Disclosure Day..be un po' di delusione ce'!Ho visto fantascienza ufologica vecchia maniera con tecnologia moderna.Stride un pochino eh!..Se il film..il racconto si salva quasi per scene d'azione tipo la macchina incastrata al treno in corsa..e poi il racconto latita parecchio visto che il tutto dura ben 140minuti.Secondo me il finale e'il più..sciocco del film.Fortuna c'era la mia icona Emily Blunt giornalista e meteorologa che mi e'piaciuta..le musiche quasi inesistenti del grande J.Williams...davvero un po' poco.Peccato!
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emanuele 1968
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mercoledì 17 giugno 2026
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la matematica e scienza conferma... non siamo soli
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Premetto che seguo queste cose, il film e un mix di cose e fatti che si sanno, bene spalmati sulla pellicola, bello pero… mah… avevo piu aspettative
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aniello cipriano
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mercoledì 17 giugno 2026
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siamo soli ?
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Uno dei più grandi dilemmi dell'umanità è capire se siamo soli nell'immensa vastità dell'universo. È una domanda estremamente complessa, e ancora più difficili sono le possibili risposte. Personalmente ritengo del tutto plausibile l'esistenza di altre forme di vita intelligente e immagino tre possibili scenari.
Il primo è che le distanze cosmiche siano semplicemente troppo immense per permettere un incontro tra civiltà. Il secondo riguarda il tempo: il ciclo vitale di una specie intelligente, rapportato all'età dell'universo, rappresenta una frazione infinitesimale. Di conseguenza, anche se le distanze non fossero un ostacolo insormontabile, potremmo non incontrarci mai perché esistiamo in epoche completamente diverse della storia cosmica.
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Uno dei più grandi dilemmi dell'umanità è capire se siamo soli nell'immensa vastità dell'universo. È una domanda estremamente complessa, e ancora più difficili sono le possibili risposte. Personalmente ritengo del tutto plausibile l'esistenza di altre forme di vita intelligente e immagino tre possibili scenari.
Il primo è che le distanze cosmiche siano semplicemente troppo immense per permettere un incontro tra civiltà. Il secondo riguarda il tempo: il ciclo vitale di una specie intelligente, rapportato all'età dell'universo, rappresenta una frazione infinitesimale. Di conseguenza, anche se le distanze non fossero un ostacolo insormontabile, potremmo non incontrarci mai perché esistiamo in epoche completamente diverse della storia cosmica.
Il terzo scenario è forse il più inquietante e affascinante: potremmo non essere in grado di comprendere o riconoscere il passaggio di civiltà immensamente più evolute della nostra, che potrebbero aver già visitato o addirittura continuare a visitare il nostro pianeta senza che noi ne siamo consapevoli.
Detto questo, il film nella sua prima ora e mezza appare piuttosto artificioso e ricco di azione fine a se stessa, costruendo lentamente la trama in vista del finale. Fino a quel momento può anche deludere, ma gli ultimi minuti ribaltano completamente la prospettiva. È un epilogo sorprendente, potente e capace di lasciare un segno profondo, perché mostra una possibilità che, se fosse reale, cambierebbe per sempre il nostro modo di concepire l'universo e il nostro posto al suo interno. Un finale che riesce a salvare l'intero film e a colpire nel profondo.
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(di emanuele 1968)
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fabriziog
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mercoledì 17 giugno 2026
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la fantascienza e'' tornata!
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Sua Maestà il Cinema Steven Spielberg torna alla sua amata fantascienza con “Disclosure Day”, riprendendo narrazioni e luci che richiamano “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e “E.T. l’extra-terrestre” .
Anche qui ci sono due prescelti, anche qui un uomo e una donna: la giornalista televisiva Margaret Fairchild (Emily Blunt) e il matematico Daniel Kellner (Josh O'Connor), con l’innesto di natura spirituale rappresentato dalla ex novizia Jane Blankenship (Eve Hewson). È proprio quest’ultima ha dettare il tracciato riflessivo della pellicola: “Perché in un universo così immane dovremmo esserci solo noi?” … “Tu credi in Dio ma non credi più agli uomini”.
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Sua Maestà il Cinema Steven Spielberg torna alla sua amata fantascienza con “Disclosure Day”, riprendendo narrazioni e luci che richiamano “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e “E.T. l’extra-terrestre” .
Anche qui ci sono due prescelti, anche qui un uomo e una donna: la giornalista televisiva Margaret Fairchild (Emily Blunt) e il matematico Daniel Kellner (Josh O'Connor), con l’innesto di natura spirituale rappresentato dalla ex novizia Jane Blankenship (Eve Hewson). È proprio quest’ultima ha dettare il tracciato riflessivo della pellicola: “Perché in un universo così immane dovremmo esserci solo noi?” … “Tu credi in Dio ma non credi più agli uomini”.
La costruzione della storia si snocciola piano piano rendendosi sempre più intellegibile agli spettatori, sino a giungere al “Giorno della Rivelazione”, fino al messaggio alieno il cui contenuto non sarà dato conoscere, lasciandolo alla immaginazione del pubblico che, forse, ben capirà quale esso sia.
Un racconto costruito impeccabilmente calato nel rischio imminente dello scoppio della terza guerra mondiale a cui, forse, può porre rimedio la saggezza di una lontana civiltà.
La verità è che la fantascienza non esiste e non è mai esistita, essendo soltanto un’anticipazione artistica della realtà.
Fabrizio Giulimondi
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steffa
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mercoledì 17 giugno 2026
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brutto
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senza Emily Blunt sarebbe un film tv scadente
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valerio
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martedì 16 giugno 2026
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finalmente ? tornato
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Un grande film , inutile sprecare parole inutili, una tensione costante che non scema mai ,un paio sliding Doors durante la trama e ti chiedi ora cosa potrà succedere, come ne uscirà il racconto, storie che si incrociano e si dipanano fino alla fine in un grande crescendo, da non perdere per tutti appassionati di fantascienza e no
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luigalbi@gmail.com
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martedì 16 giugno 2026
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deludende; peggior film visto al cinema nel 2026
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Mia prima recensione su MyMovies. Mi ritengo un appassionato di Cinema; dei film visti al cinema quest'anno (fino ad ora nel 2026 ne ho visti 32), questo è quello a cui ho dato il voto più basso (5). Salvo in parte solo la parte finale. A mio parere un film veramente scontato, con alcune scene veramente assurde (per esempio quando il protagonista sfonda la casa dove si era rifiugiato con l'auto) .... Se non l'avessi visto non mi sarei perso nulla. D'accordo che per fortuna abbiamo gusti diversi, ma resto stupito che la maggior parte della critica "ufficiale" abbia dato valutazioni molto positive a questo film.
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figliounico
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martedì 16 giugno 2026
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a dir poco infantile
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Non so cosa mi aspettassi da Spielberg, forse ingannato dal battage pubblicitario o spinto dal mio interesse per il tema, ho visto il film e me ne sono pentito amaramente, non per i soldi ma per il tempo buttato e dura pure tanto, direi troppo purtroppo. A parte la sequenza del treno e qualche battuta che induce a sorridere, ho detto sorridere non ridere, una pellicola così noiosa e melensa al cinema era tempo che non me la dovevo sorbire. Spielberg mescola il disclosure day reale, tuttavia già accaduto qualche anno fa, che ha fatto lo stesso effetto di un marziano a Roma di Flaiano in una opinione pubblica mondiale oramai narcotizzata dalla industria dello spettacolo o interessata soltanto ai propri piccoli affari domestici, quando gli Americani hanno aperto gli archivi segreti rivelando la presenza, documentata peraltro da immagini, sulla terra di oggetti non identificati, con le sue reminescenze di E.
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Non so cosa mi aspettassi da Spielberg, forse ingannato dal battage pubblicitario o spinto dal mio interesse per il tema, ho visto il film e me ne sono pentito amaramente, non per i soldi ma per il tempo buttato e dura pure tanto, direi troppo purtroppo. A parte la sequenza del treno e qualche battuta che induce a sorridere, ho detto sorridere non ridere, una pellicola così noiosa e melensa al cinema era tempo che non me la dovevo sorbire. Spielberg mescola il disclosure day reale, tuttavia già accaduto qualche anno fa, che ha fatto lo stesso effetto di un marziano a Roma di Flaiano in una opinione pubblica mondiale oramai narcotizzata dalla industria dello spettacolo o interessata soltanto ai propri piccoli affari domestici, quando gli Americani hanno aperto gli archivi segreti rivelando la presenza, documentata peraltro da immagini, sulla terra di oggetti non identificati, con le sue reminescenze di E.T. ripresentando dopo quasi mezzo secolo lo stesso pupazzo di telefono casa soltanto cresciuto in altezza e con la capa più grande. Quindi, niente altro che un modesto action movie, a tratti divertente, spesso tedioso infarcito di retorica a buon prezzo e per palati grossolani, come Hollywood ne sforna tanti in un anno, che senza la firma del regista dello Squalo, del Colore viola, di La lista di Schindler etc. etc., non sarei mai andato a vedere. Infine lo sceneggiatore dovrebbe spiegare, a prescindere da tutte le altre incongruenze e illogicità del plot, per quale motivo si sarebbe dovuta costruire in un hangar la casa intera, una villetta a due piani con tanto di giardino, della protagonista con tutti i dettagli per farle rivivere il trauma infantile quando sarebbe bastata una seduta ipnotica. La banalizzazione di un argomento così delicato e la sua riduzione a un livello infantile godibile soltanto da bambini più o meno cresciuti, con la volpe e il cervo disneyani che entrano nella stanza della bambina, risulta assolutamente insopportabile.
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