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hulk1
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lunedì 3 agosto 2026
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ridateci fox mulder
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Si taratta di una puntata degli X-Files andata a male. semplicemente disastroso, come se il nostro regista abbia vissuto sotto una campana di vetro per una quarantina di anni
Tecnicamente televisivo, attori improbabili , al solito sopra le righe, sceneggiatura puerile ed infantile, va bene, abbiamo capito che il nerdone quello piagnone, con due spicci in tasca , rifiuta qualsiasi complicazione, vive avvolto nella sua copertina accucciato sopra il suo divanetto . Ma esiste anche il resto della popolazione soprattutto i Boooooomer che hanno visto Incontri Ravvicinati. in diretta.
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ennioevo
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domenica 26 luglio 2026
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quando ordini arrival da wish
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Questo film è monnezza invereconda, senza offesa per la monnezza.
È inguardabile, si alternano scene di cringe più assoluto a scene d'azione che sembrano uscite da Mr. Bean.
L'inettitudine degli antagonisti è da Looney Toons, gli inseguimenti sono al livello di beep-beep che scappa da willy il coyote.
Emily Blunt, l'unica cosa degna del film, messa in un ruolo stucchevole, imbarazzante, di idiozia narrativa.
La morale spicciola del film è al solito che non bisogna aver paura del diverso, che si può fare uno sforzo in più di fiducia in più per comprendere l'altro.
Morale trita e ritrita, affrontata in modo infantile e perseguita in una trama cringe, noiosa, stucchevole, con zero credibilità.
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Questo film è monnezza invereconda, senza offesa per la monnezza.
È inguardabile, si alternano scene di cringe più assoluto a scene d'azione che sembrano uscite da Mr. Bean.
L'inettitudine degli antagonisti è da Looney Toons, gli inseguimenti sono al livello di beep-beep che scappa da willy il coyote.
Emily Blunt, l'unica cosa degna del film, messa in un ruolo stucchevole, imbarazzante, di idiozia narrativa.
La morale spicciola del film è al solito che non bisogna aver paura del diverso, che si può fare uno sforzo in più di fiducia in più per comprendere l'altro.
Morale trita e ritrita, affrontata in modo infantile e perseguita in una trama cringe, noiosa, stucchevole, con zero credibilità.
Ridatemi indietro il mio tempo
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lizzy
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sabato 25 luglio 2026
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un occasione sprecata
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Onestamente?
Non mi aspettavo granchè da questo lavoro cinematografico, ma essendo firmato Spielberg un pochino di impegno e di serietà in più mi sarebbe piaciuto.
Inizio col dire...che siamo di fronte al visto e rivisto, trito e ritrito.
Gli alieni addirittura sono quelli delle magliette, dei meme, delle caricature umoristiche, dei film sci-fi di serie Z degli anni del dopoguerra.
Le varie scene risultano al limite del pernacchio: lo prendono, non lo prendono, gli fanno male, non gli fanno male, scappa, non scappa.
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Onestamente?
Non mi aspettavo granchè da questo lavoro cinematografico, ma essendo firmato Spielberg un pochino di impegno e di serietà in più mi sarebbe piaciuto.
Inizio col dire...che siamo di fronte al visto e rivisto, trito e ritrito.
Gli alieni addirittura sono quelli delle magliette, dei meme, delle caricature umoristiche, dei film sci-fi di serie Z degli anni del dopoguerra.
Le varie scene risultano al limite del pernacchio: lo prendono, non lo prendono, gli fanno male, non gli fanno male, scappa, non scappa... boh.
Capisco la sospensione dell'incredulità, ma qua siamo proprio di fronte alla sospensione dell'intelligenza.
Ad esempio in una scena il protagonista, vistosi scoperto nel rifugio "al nord", invece di darsela a gambe col materiale rubato va incontro ai nemici cercando di fregargli un auto.
E questi non solo non si vedono, ma lasciano l'auto per la fuga con gli sportelli aperti e le chiavi bene in vista.
La fuga fa veramente pietà: lui sbatte a destra e a sinistra, ma l'auto resta intatta e funzionante.
"Sparate alle gomme!" recita una voce, ma le pallottole evidentemente finiscono tutte in aria, anche se esplose da pochi centimetri.
E la scena successiva nell'hotel? Il protagonista, visto che non può fidarsi della compagna, fa sparire ogni traccia che possa documentare il sito e la posizione del momento, ma... ma si addormenta con un foglio di block notes in mano e, putacaso, il foglio ha la pubblicità dell'hotel stesso stampata sopra.
Non parliamo poi del misterioso "strumento": fa tutto e non fa niente...
E via via con tutta una serie di fesserie e strafalcioni che nemmeno in un film di Banfi.
La trama poi è tutta strampalata... riecco gli alieni che si rivelano con animali per non spaventare gli esseri umani... sono mutaforma o possiedono psichicamente le bestiole? La seconda che ho detto? Ma se è la seconda perchè non contattare direttamente gli umani con la trasmissione del pensiero?
E i due protagonisti principali fra corse, salti, botte, assalti al treno, eccetera, che si ritrovano sempre lindi e puliti e senza un graffio? Ne vogliamo parlare? (Si, come l'auto della fuga dal sito al nord che sbatte contro alberi, sfonda una casa e si ritrova senza graffi...
Finisco questa mesta disanima affrontando i temi trattati nel film...
La terza guerra mondiale? Ma è fin da quando ero bambina che ne sento parlare...
L'umanità reagirebbe compostamente ad un annuncio del genere? Si, e io sono Babbo Natale.
Dio esiste? Quindi avrebbe creato lui anche gli alieni?
Ma questo va bene per un oratorio parrocchiale, non per una più ampia platea mondiale dove si presuppone non si sia tutti indottrinati e fessi da credere in pseudoscienze, religioni e fesserie varie.
Come dite? Ma il mondo è composto da una massa di pecoroni che si beve di tutto?
Ah, beh...se la mettiamo in questo modo...
Alla fin fine ho fatto bene a non buttare soldi per il biglietto del cinema per questo Disclosure Day: un filmetto di poco conto dove il regista sembrerebbe un ragazzino inesperto e la sceneggiatura provenire da una striscia da fumetto di quart'ordine.
L'unica parte decente, dopo ore di nulla, parrebbe invece proprio la fine "divulgativa".
A prescindere dall'alieno ridicolo ("ET telefono casa" sarebbe più realistico ed entusiasmante...) il messaggio veicolato mondialmente, con le foto crude degli incidenti e degli esperimenti sui poveri esseri sopravvissuti, e la speranza che il mondo possa fare fronte comune per fronteggiare la scoperta e le malefatte governative, potrebbe riuscire a scuotere emotivamente lo spettatore che dopo tanto torpore sarebbe chiamato in causa con una propria idea.
Ma tutto si conclude come sempre, con la trovata... di non dire nulla.
"Ascoltate!" incita la protagonista alla platea multimediale nella scena finale.
Si, ascolto... ma cosa?
Film banale da tenere in considerazione proprio se non si ha altro da vedere.
E, specialmente, se non si vuol perdere tempo a cercare di capire certe scene e certi dialoghi assolutamente improponibili.
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mauridal
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venerdì 17 luglio 2026
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la ragione di tutti va ascoltata
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Dunque, alla fine del film si rivela la verità: l'alieno extraterrestre esiste. Si presenta e, idealmente, dice: «Piacere, buonasera, sono E.T. Ho un messaggio per l'umanità: ascoltate».
Questo commento parte proprio dalla rivelazione finale per sgombrare il campo da ogni dubbio: il film non è una semplice storia di fantascienza sugli alieni, segreta o inarrivabile.
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Dunque, alla fine del film si rivela la verità: l'alieno extraterrestre esiste. Si presenta e, idealmente, dice: «Piacere, buonasera, sono E.T. Ho un messaggio per l'umanità: ascoltate».
Questo commento parte proprio dalla rivelazione finale per sgombrare il campo da ogni dubbio: il film non è una semplice storia di fantascienza sugli alieni, segreta o inarrivabile. È invece il quarto film di Spielberg dedicato a questo tema e, forse, quello con cui il regista conclude la sua lunga ossessione per gli extraterrestri, consegnandoci un'opera profondamente umana, che interroga l'esistenza, i sentimenti e perfino la fede religiosa. Per questo il personaggio di Jane, una suora mancata, credente in Dio ma piena di dubbi sull'umanità, assume un ruolo centrale. Diventa il doppio e l'unica vera confidente di Daniel, il protagonista che custodisce i file sottratti al governo, contenenti le prove dell'esistenza degli alieni, occultate dal potere e dal regime politico americano. Accusato di spionaggio, Daniel viene braccato dai servizi segreti, intenzionati a eliminarlo. Il giovane cerca in Jane conforto e affetto per trovare la forza di custodire quei documenti e, un giorno, rivelare la verità al mondo. Jane, tuttavia, ripone la propria fiducia nella fede in Dio più che nei misteriosi file sugli alieni. Dopo spettacolari inseguimenti, Daniel viene catturato, mentre Jane riesce a fuggire portando con sé il segreto affidatole.
Quando si affronta il rapporto tra fede religiosa e verità scientifiche o presunte tali, come fa Spielberg in questo film, si rischia di contrapporre due dimensioni che non necessariamente sono incompatibili. Il regista sembra invece suggerire che la fede conservi una propria autonomia rispetto alle scoperte scientifiche o parascientifiche e che l'umanità debba continuare a ricercare il bene, anche nell'eventualità di un incontro con civiltà extraterrestri. Il personaggio di Margaret, meteorologa televisiva anch'essa coinvolta nella vicenda, riceve da Daniel l'ultimo messaggio lasciato dall'ET. Durante una diretta televisiva lo trasmette al mondo intero, proprio mentre una terza guerra mondiale sembra ormai imminente. Il messaggio è semplice: «Ascoltate». Non affidatevi soltanto alle immagini o alle notizie del web; gli uomini devono tornare a parlarsi direttamente, ad ascoltare le ragioni degli altri e a prevenire ogni forma di conflitto. L'ultimo film di Spielberg potrebbe rappresentare una svolta dal forte significato ecumenico. Eppure il vecchio regista sembra non voler rinunciare del tutto alla sua fascinazione per gli extraterrestri: forse, nel suo immaginario, sta già covando un nuovo alieno.
(Mauridal)
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lunedì 6 luglio 2026
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tra thriller e fiaba, una mezza rivelazione.
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Disclosure: meritiamo di sapere la verità sugli alieni.
E’ questo l’idea di base di questo ultimo film dell’ormai consolidato artigiano della settima arte Steven Spielberg, dopo una carriera fatta di film incentrati su alieni con titoli come: Incontri ravvicinati di terzo tipo, Il classico ET, La guerra dei mondi, Indiana Jones 4.
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Disclosure: meritiamo di sapere la verità sugli alieni.
E’ questo l’idea di base di questo ultimo film dell’ormai consolidato artigiano della settima arte Steven Spielberg, dopo una carriera fatta di film incentrati su alieni con titoli come: Incontri ravvicinati di terzo tipo, Il classico ET, La guerra dei mondi, Indiana Jones 4. E ora di nuovo a fine carriera ci regala(o propina) questa ultima opera piuttosto interessante quanto imperfetta e persino controversa.
Dico subito: Ho apprezzato il film, Spielberg da bravissimo tecnico sa come narrare una storia che ad un certo punto, seppur dopo un inizio abbastanza traballante, acquisisce una certa potenza in alcuni momenti( soprattutto nel terzo atto)che valgono la visione. E’ un film che rivedrei( ed è un pregio enorme per una qualsiasi opera artistica) come spesso capita con Spielberg. Come linguaggio il film di Spielberg è molto classico, regia contenuta al servizio della storia, le musiche di John Williams accompagnano le scene senza invaderle e si lascia vedere volentieri, aiutati da un elenco di attori dove spiccano tra tutti Emily Blunt e Colin Firth in modo positivo.
Ora pero bisogna anche dire che la visione favolistica di Spielberg sugli alieni stride non poco con il tono di thriller rivelatore di verità oscure che si propone. La disclosure ovvero la rivelazione che gli alieni sono tra noi, non da oggi ma da decenni implica che molte persone o meglio intere generazioni per decenni hanno dovuto patire campagne di diffamazione, aggressioni, derisioni.
La domanda viene spontanea: Gli alieni sono tra noi? Si, ma i nostri governanti che ruolo hanno avuto in tutto questo? Sono in accordo con loro? Li tengono prigionieri?Siamo noi i prigionieri?Il buon Spielberg decide di ignorare tutto questo e sceglie la strada più intima: raccontare la storia di questi due addotti( i nostri protagonisti), prescelti per rivelare al mondo il messaggio dei nostri “amici dello spazio” e ovviamente il governo ombra con i suoi mezzi militari farà di tutto per ostacolarli con tanto di inseguimenti adrenalinici e mozzafiato.
E’ chiaro che per Spielberg l’alieno è un nostro amico incompreso quindi il tono da “disclosure” vera è da escludere in partenza, i governanti sono abbastanza ignorati (tranne Nixon brevemente) e il registro da thriller serio si mantiene per un’ora e mezza per poi virare nel favolistico( degno di ET in tutti i sensi) nel finale molto new age, seppur bello. Ora è chiaro che il film sembra bipolare, se fosse stato una favola da inizio alla fine sarebbe stato piu coerente e forse più apprezzabile. Il problema o meglio limite del film è a monte: Vuole essere rivelatore ma non lo è del tutto, vuole essere scioccante ma di fatto è rassicurante( emblematica la scelta di mettere anche un personaggio religioso aperto agli alieni), che tu sia comunista, imperialista, bigotto o qualsiasi cosa, sei umano e hai l’alieno davanti a te che è quello di ET in pratica e tutti contenti.
A fine film si sente che abbiamo assistito al ritorno di ET e che siamo noi umani gli stupidi( e qua posso anche essere d’accordo…) e i militari dei servizi segreti i veri cattivi( o buoni dato che ci vogliono tanto bene che ci hanno mentito per anni per proteggerci della pericolosissima verità) e che l’alieno si mostra persino come vittima/cavia degli essere umani e che merita la nostra empatia.
Ho detto un finale alla new age, si perché nell’eccellente scena di rapimento, seppur edulcorata, i nostri protagonisti sembravano Adamo e Eva come nuovi umani del nuovo mondo che il Dio/alieno ci sta per illustrare a noi, pubblico. Insomma una nuova umanità.
C’è chi vede questa operazione come un tentativo di preparare il pubblico generalista all’ idea di alieni buoni,( tema già affrontato anche da Kubrick a modo suo, insomma l’alieno come strumento per fare evolvere l’umanità), l’opposto dell’alieno colonizzatore. Io seppur non escludendo questa idea del tutto propendo per l’idea che questo sia un testamento del buon Steven, dopo una vita a fare film su alieni eccolo con un film imperfetto e limitato nei contenuti e forse fin troppo naif a tratti, ma con una certa anima.
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lunedì 6 luglio 2026
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tra thriller e fiaba, una mezza rivelazione.
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Disclosure: meritiamo di sapere la verità sugli alieni.
E’ questo l’idea di base di questo ultimo film dell’ormai consolidato artigiano della settima arte Steven Spielberg, dopo una carriera fatta di film incentrati su alieni con titoli come: Incontri ravvicinati di terzo tipo, Il classico ET, La guerra dei mondi, Indiana Jones 4.
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Disclosure: meritiamo di sapere la verità sugli alieni.
E’ questo l’idea di base di questo ultimo film dell’ormai consolidato artigiano della settima arte Steven Spielberg, dopo una carriera fatta di film incentrati su alieni con titoli come: Incontri ravvicinati di terzo tipo, Il classico ET, La guerra dei mondi, Indiana Jones 4. E ora di nuovo a fine carriera ci regala(o propina) questa ultima opera piuttosto interessante quanto imperfetta e persino controversa.
Dico subito: Ho apprezzato il film, Spielberg da bravissimo tecnico sa come narrare una storia che ad un certo punto, seppur dopo un inizio abbastanza traballante, acquisisce una certa potenza in alcuni momenti( soprattutto nel terzo atto)che valgono la visione. E’ un film che rivedrei( ed è un pregio enorme per una qualsiasi opera artistica) come spesso capita con Spielberg. Come linguaggio il film di Spielberg è molto classico, regia contenuta al servizio della storia, le musiche di John Williams accompagnano le scene senza invaderle e si lascia vedere volentieri, aiutati da un elenco di attori dove spiccano tra tutti Emily Blunt e Colin Firth in modo positivo.
Ora pero bisogna anche dire che la visione favolistica di Spielberg sugli alieni stride non poco con il tono di thriller rivelatore di verità oscure che si propone. La disclosure ovvero la rivelazione che gli alieni sono tra noi, non da oggi ma da decenni implica che molte persone o meglio intere generazioni per decenni hanno dovuto patire campagne di diffamazione, aggressioni, derisioni.
La domanda viene spontanea: Gli alieni sono tra noi? Si, ma i nostri governanti che ruolo hanno avuto in tutto questo? Sono in accordo con loro? Li tengono prigionieri?Siamo noi i prigionieri?Il buon Spielberg decide di ignorare tutto questo e sceglie la strada più intima: raccontare la storia di questi due addotti( i nostri protagonisti), prescelti per rivelare al mondo il messaggio dei nostri “amici dello spazio” e ovviamente il governo ombra con i suoi mezzi militari farà di tutto per ostacolarli con tanto di inseguimenti adrenalinici e mozzafiato.
E’ chiaro che per Spielberg l’alieno è un nostro amico incompreso quindi il tono da “disclosure” vera è da escludere in partenza, i governanti sono abbastanza ignorati (tranne Nixon brevemente) e il registro da thriller serio si mantiene per un’ora e mezza per poi virare nel favolistico( degno di ET in tutti i sensi) nel finale molto new age, seppur bello. Ora è chiaro che il film sembra bipolare, se fosse stato una favola da inizio alla fine sarebbe stato piu coerente e forse più apprezzabile. Il problema o meglio limite del film è a monte: Vuole essere rivelatore ma non lo è del tutto, vuole essere scioccante ma di fatto è rassicurante( emblematica la scelta di mettere anche un personaggio religioso aperto agli alieni), che tu sia comunista, imperialista, bigotto o qualsiasi cosa, sei umano e hai l’alieno davanti a te che è quello di ET in pratica e tutti contenti.
A fine film si sente che abbiamo assistito al ritorno di ET e che siamo noi umani gli stupidi( e qua posso anche essere d’accordo…) e i militari dei servizi segreti i veri cattivi( o buoni dato che ci vogliono tanto bene che ci hanno mentito per anni per proteggerci della pericolosissima verità) e che l’alieno si mostra persino come vittima/cavia degli essere umani e che merita la nostra empatia.
Ho detto un finale alla new age, si perché nell’eccellente scena di rapimento, seppur edulcorata, i nostri protagonisti sembravano Adamo e Eva come nuovi umani del nuovo mondo che il Dio/alieno ci sta per illustrare a noi, pubblico. Insomma una nuova umanità.
C’è chi vede questa operazione come un tentativo di preparare il pubblico generalista all’ idea di alieni buoni,( tema già affrontato anche da Kubrick a modo suo, insomma l’alieno come strumento per fare evolvere l’umanità), l’opposto dell’alieno colonizzatore. Io seppur non escludendo questa idea del tutto propendo per l’idea che questo sia un testamento del buon Steven, dopo una vita a fare film su alieni eccolo con un film imperfetto e limitato nei contenuti e forse fin troppo naif a tratti, ma con una certa anima.
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uppercut
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domenica 21 giugno 2026
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un film alieno
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Sembra un film arrivato da chissà quale altro pianeta, dove vigono un gusto, una sensibilità, una cultura narrativa del tutto distante dalla nostra. Un pianeta dove si dà per ovvio che il mondo intero si blocchi affranto, stordito, definitivamente ferito dall'immagine di un pupazzo di E.T. buttato per terra e non certo da uno degli stermini in atto nel mondo. Ma questa è solo la perla finale. Per due ore e mezza lo schermo deve rassegnarsi, quanto noi, sempre più sprofondati in poltrona, a subire una serie di str... inenarrabili, incapaci di soddisfare (sul nostro pianeta) chiunque: sia chi del tema non potrebbe fregargliene di meno, sia chi, poco o tanto, ne sarebbe anche sedotto.
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Sembra un film arrivato da chissà quale altro pianeta, dove vigono un gusto, una sensibilità, una cultura narrativa del tutto distante dalla nostra. Un pianeta dove si dà per ovvio che il mondo intero si blocchi affranto, stordito, definitivamente ferito dall'immagine di un pupazzo di E.T. buttato per terra e non certo da uno degli stermini in atto nel mondo. Ma questa è solo la perla finale. Per due ore e mezza lo schermo deve rassegnarsi, quanto noi, sempre più sprofondati in poltrona, a subire una serie di str... inenarrabili, incapaci di soddisfare (sul nostro pianeta) chiunque: sia chi del tema non potrebbe fregargliene di meno, sia chi, poco o tanto, ne sarebbe anche sedotto. E l'IA dà il colpo di grazia definitivo: qualsiasi tentativo di spettacolarizzare la scena (due treni che si incrociano sfrecciando e in mezzo un'auto rimasta aggrappata a un convoglio!!!) è mortificato da una resa che non trattiene più alcuna traccia di credibilità. Guardi il tutto con lo sguardo pigro e spento che avresti davanti a un frullatore in azione. E qui si compie una nemesi in qualche modo storica: chi per primo introdusse nel grande cinema il cavallo di Troia del digitale, in maniera decisa e trionfante (Jurassik Park), ora ne subisce il devastante attacco sulla sua peggiore creatura. E il pensiero è che dietro a questo fallimento non ci sia soltanto una deriva registica. C'è un pianeta, per l'appunto, che sta producendo in sala l'immagine stessa del proprio declino. Un tempo l'avremmo definita "un'americanata". Oggi, "un'americamorta".
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frettuda22
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giovedì 18 giugno 2026
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la sospensione dell''incredulit? di spielberg
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Il piacere nel vedere un film deriva anche dai presupposti che si è disposti ad accettare; senza questa flessibilità, il rifiuto è inevitabile. Sappiamo tutti che si tratta di fiction, ma sospendiamo volentieri la nostra percezione della realtà per lasciarci trasportare dal racconto. È così che mostri, elfi, dischi volanti, viaggi nel tempo e gufi parlanti riescono a creare, per un paio d'ore, un'illusione perfetta. Leggendo i commenti, trovo interessante la quantità di stroncature assolute, formulate come se il film avesse toccato un nervo scoperto. Evidentemente subentra un fattore personale che innesca giudizi così drastici: non è la prima volta che lo noto, e non sarà l'ultima.
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Il piacere nel vedere un film deriva anche dai presupposti che si è disposti ad accettare; senza questa flessibilità, il rifiuto è inevitabile. Sappiamo tutti che si tratta di fiction, ma sospendiamo volentieri la nostra percezione della realtà per lasciarci trasportare dal racconto. È così che mostri, elfi, dischi volanti, viaggi nel tempo e gufi parlanti riescono a creare, per un paio d'ore, un'illusione perfetta. Leggendo i commenti, trovo interessante la quantità di stroncature assolute, formulate come se il film avesse toccato un nervo scoperto. Evidentemente subentra un fattore personale che innesca giudizi così drastici: non è la prima volta che lo noto, e non sarà l'ultima. Spesso, quando una pellicola sfiora aspetti religiosi, il pubblico reagisce in modo viscerale ed esagerato.Dopo questo preambolo, vengo al mio giudizio. Ho guardato il film con moderato piacere per buona parte della sua durata. La mano di Spielberg è evidente nella regia e diverse sequenze portano la sua firma inconfondibile. Tuttavia, si tratta in gran parte del suo solito "giocattolone": un meccanismo che può ancora intrattenere, ma senza offrire nulla di davvero nuovo. Quanti anni sono che ci viene proposto lo stesso schema? Ci piace ancora? Per quanto mi riguarda solo in parte; è una formula che ha iniziato a stancarmi già da molto tempo. Il vero elemento distintivo di questo prodotto è la sceneggiatura, che porta con sé un messaggio controverso: gli extraterrestri esistono e c'è un complotto internazionale per nasconderli. Ma c'è di più: la tesi secondo cui la rivelazione della loro esistenza metterebbe in crisi il concetto stesso di religione. Questo, a mio avviso, è il fulcro tematico del film, ma è anche il punto in cui l'impalcatura scricchiola fino a crollare.Pensare che una rivelazione scientifica o empirica possa far vacillare la fede è profondamente ingenuo. Viviamo in un mondo in cui circa il 90% della popolazione aderisce a un credo; esistono migliaia di confessioni, ciascuna autoconsideratasi depositaria della verità assoluta a discapito delle altre. La religione, per sua natura, non ha bisogno di riscontri oggettivi o verifiche fattuali per sopravvivere. E non parliamo politica, morale pubblica, scienza, bellezza, giustizia e mille altri argomenti. Senza parlare che si può credere a quello che si vuole ma alla fine del mese l'affitto e le bollette bisogna pagarle sempre. Insomma....di che stiamo parlando? Di tutto e di niente. Quindi questo film come lo considero? Si vede, e non è poco, ma si scorda un minuto dopo.
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gustibus
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giovedì 18 giugno 2026
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spielberg non al meglio
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Io che ho visto una ventina di volte"I Predatori d.arca Perduta" del maestro Spielberg ora che ho visionato questo Disclosure Day..be un po' di delusione ce'!Ho visto fantascienza ufologica vecchia maniera con tecnologia moderna.Stride un pochino eh!..Se il film..il racconto si salva quasi per scene d'azione tipo la macchina incastrata al treno in corsa..e poi il racconto latita parecchio visto che il tutto dura ben 140minuti.Secondo me il finale e'il più..sciocco del film.Fortuna c'era la mia icona Emily Blunt giornalista e meteorologa che mi e'piaciuta..le musiche quasi inesistenti del grande J.Williams...davvero un po' poco.Peccato!
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