Si è chiusa con la Cerimonia di Premiazione al Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema la settima edizione di Job Film Days, festival diretto da Annalisa Lantermo, che si è tenuto dal 6 all’11 ottobre 2026 a Torino ed è ancora presente con una selezione di film all’interno della programmazione streaming di MYmovies ONE.
La Giuria, presieduta da Irene Dionisio e composta da Giovanna Maina, Ilaria Feole, Perla Sadella e Alessandro Lanza, assegna il premio come Miglior Film a Bulakna di Leonor Noivo (Portogallo/Francia, 2025, 93’)
Con la seguente motivazione: Per la radicalità con cui interroga le eredità del colonialismo e le forme contemporanee dello sfruttamento del lavoro di cura femminile; Per uno stile di regia intimo ma collettivo che è capace di rendere visibili le strutture economiche e politiche che attraversano i corpi delle donne, mostrando come il lavoro di cura, spesso invisibile e sottopagato, sia al centro di un sistema globale fondato sulla disuguaglianza e sulla separazione dagli affetti. A un’opera che rende il cinema uno spazio di riappropriazione della storia, capace di raccontare la diaspora delle donne filippine concentrandosi sulle gerarchie che regolano le migrazioni, che decidono chi può restare e chi invece deve sostenere con il proprio lavoro la vita degli altri diventando assente dalla propria.
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Il Gran Premio della Giuria è assegnato a 2m2 di Volkan Üce (Belgio/Germania/Turchia, 2026, 83’)
Il Premio speciale al Miglior Film sulle tematiche inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro va a The Employed di Tommaso Cotronei (Italia, 2026, 60’)
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La giuria assegna inoltre una Menzione Speciale a
Fordlândia Panacea di Susana de Sousa Dias (Portogallo, Brasile, 2025, 66')
La Giuria, presieduta da Giulia Cosentino e composta da Stefano Cravero, Antonio D’Aquila, Tonino De Pace e Nicola Scarlatelli assegna il premio come Miglior Cortometraggio a Their Eyes di Nicolas Gourault (Francia, 2025, 22’)
Con la seguente motivazione: Un film che ci ha colpiti fin dalle prime immagini per la capacità di affrontare, con una complessità rara in un formato breve, le contraddizioni del lavoro contemporaneo. Nicolas Gourault ha costruito una messa in scena unica e profondamente personale, viaggiando con le voci dei testimoni da un paese all’altro mentre le immagini ci mostrano in maniera quasi ipnotica la ripetitività di un lavoro sempre uguale e destinato, paradossalmente, a scomparire molto in fretta. Il suo è uno stile di racconto innovativo, in cui ogni scelta estetica è parte integrante del racconto complessivo. Ma ciò che ci ha maggiormente conquistati è la sorprendente forza emotiva con cui il film si sviluppa, fino ad arrivare a metterci di fronte a una realtà che non possiamo più ignorare e a un futuro molto vicino sul quale non possiamo fare a meno di interrogarci.
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Il premio al Miglior Soggetto in relazione alle tematiche del bando di concorso va a Mother Company di Alexander Raptotasios e Konstantinos Thomaidis (Grecia, 2025, 17’)
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Il premio al Miglior Regista che abbia sviluppato temi di interesse per il Piemonte va a Un giorno, un uovo di Vincenzo Pezone (Italia, 2026, 10’)
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La giuria assegna inoltre una Menzione Speciale a
Beneath the Night di Maximilian Karakatsanis (Germania, 2026, 13’)
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La Giuria, presieduta da Enrica Viola e composta da Piero Bodrato e Fabrizio Bontempo assegna il premio per il Miglior Soggetto a Cipollotti di Alina Petronela Imbrea
Il secondo premio va a Pec-man va in pensione di Bruno Brunelli e Stefano Magionesi
Il terzo premio è assegnato a Le suonerie di mio padre, di Sara De Silvestri