I fratelli Dardenne tornano a parlare del loro tema più caro: quello del lavoro. E in questo film, presentato in concorso al Festival di Cannes nel 2014, non possono che scegliere la dura condanna nei confronti di pratiche ingiuste e non così inusuali.
Venute meno le tutele, con l'assenza nelle piccole aziende del nucleo sindacale, le decisioni restano appannaggio dei proprietari. Oppure, come in questo caso, possono essere subdolamente delegate a una guerra tra poveri che spinga ognuno a guardare ai propri bisogni azzerando qualsiasi ideale di solidarietà. Quella solidarietà che i due registi riescono ancora a rinvenire nella famiglia (quella di Sandra con un marito solido al fianco e i bambini che l'aiutano a individuare gli indirizzi dei colleghi da cercare per convincerli a cambiare decisione).
Nel percorso della protagonista verso la giustizia si incontrano le situazione più disparate: c'è chi si nega, chi ha paura, chi ricorda un suo gesto di generosità del passato. Le etnie di provenienza sono le più diverse ma il senso di insicurezza profonda accomuna tutti.
Un film che non smette di essere attuale. Applaudito dallo scenario internazionale, viene ricordato anche per l’incredibile interpretazione della protagonista Marion Cotillard che per questa prova fu candidata al Premio Oscar e vinse l’EFA come Miglior Attrice.
Due giorni, una notte - Leggi la recensione completa di MYmovies.it