In Good Company

Film 2004 | Drammatico, +13 109 min.

Anno2004
GenereDrammatico,
ProduzioneUSA
Durata109 minuti
Regia diPaul Weitz
AttoriDennis Quaid, Topher Grace, Scarlett Johansson, Selma Blair, Marg Helgenberger David Paymer, Clark Gregg, Philip Baker Hall, Zena Grey, Malcolm McDowell, Ty Burrell, Frankie Faison.
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,50 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Paul Weitz. Un film con Dennis Quaid, Topher Grace, Scarlett Johansson, Selma Blair, Marg Helgenberger. Cast completo Genere Drammatico, - USA, 2004, durata 109 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,50 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dennis Quaid è un cinquantenne di successo la cui vita viene sconvolta dall'arrivo di un ventiseienne che prende il suo posto nell'azienda, diventa il suo capo e inizia una relazione con la più giovane delle sue due figlie. In Italia al Box Office In Good Company ha incassato 720 mila euro .

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Consigliato nì!
2,50/5
MYMOVIES 2,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,50
CONSIGLIATO NÌ
Una commedia divertente, ben recitata e ritmata.
Recensione di Francesca Felletti
Recensione di Francesca Felletti

Dennis Quaid è un cinquantenne di successo con una splendida famiglia e un'ottima posizione nei vertici di una nota rivista sportiva americana. La sua vita viene sconvolta dall'arrivo di un ventiseienne che prende il suo posto nell'azienda, diventando il suo capo. Come se non bastasse il giovane inizia una relazione con la più giovane delle sue due figlie, una deliziosa Scarlett Johansson. La nuova commedia di Paul Weitz ("About a Boy", "American Pie") prende di mira il mondo del lavoro: i rapporti e le rivalità fra colleghi, il problema della mobilità, le difficoltà delle aziende all'interno delle multinazionali. Il risultato è piacevole e divertente, ha ritmo, è ben recitato. Ma niente di più. Stupisce vedere quello che potrebbe essere un buon film per una serata di svago al cinema o un home video nel concorso ufficiale del Festival di Berlino.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Il 50enne Dan Foreman, che vende gli spazi pubblicitari del settimanale Sports America , è alle prese con due novità: la nascita di un terzo bambino che si aggiunge a due figlie già adulte e l'arrivo di Carter, rampante direttore che ha la metà dei suoi anni e vuole svecchiare il giornale in nome del profitto e del marketing. Intanto Alex, la sua primogenita, comincia a uscire con lui. Il baricentro di questa commedia - scritta dallo stesso Weitz - è il rapporto tra i 2 protagonisti maschili che svela a poco a poco la sua tesi umanistica e no-global, ma la parte emotivamente più coinvolgente e convincente riguarda il personaggio di Alex (Johansson), tramite tra i due uomini. Non a caso, la storia lascia aperte le porte sul futuro del trio. Il magnate di McDowell è vagamente ispirato a Rupert Murdoch.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 4 febbraio 2016
elgatoloco

Non sarà un film"epocale", ma"IN Good Company"mostra , con toni da commedia amara, anzi con risvolti francamente drammatici, la vita di un ufficio pubblicitario(lo ritengo uno dei film più efficaci, negli USA, su tematiche lavorative)in rapporto con la vita"privata"dei protagonisti, il cinquantenne dirigente interpretato da Dennis Quaid e il ventiseinne"rampa [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 febbraio 2016
elgatoloco

Non sarà un film"epocale", ma"IN Good Company"mostra , con toni da commedia amara, anzi con risvolti francamente drammatici, la vita di un ufficio pubblicitario(lo ritengo uno dei film più efficaci, negli USA, su tematiche lavorative)in rapporto con la vita"privata"dei protagonisti, il cinquantenne dirigente interpretato da Dennis Quaid e il ventiseinne"rampa [...] Vai alla recensione »

domenica 16 gennaio 2011
ultimoboyscout

Capisco che per un 50enne ritrovarsi con un capo che ha la metà dei suoi anni sia difficilissimo e che per giunta il suddetto nuovo giovane capo gli insidia la splendida figliola che ha le deliziose fattezze di Scarlett Johansson sia ancor più difficile. Ciò che invece non capisco è che questo film sia così inutile, noioso e stereotipato con luoghi comuni sul [...] Vai alla recensione »

sabato 17 novembre 2012
Candreva

Il rapporto tra vita lavorativa e vita affettiva in questa epoca dominata da... multinazionali.  Ma nessun dominio è...assoluto !

Frasi
Sei licenziato.
E adesso cosa racconto a mia moglie? Lei portava già i pantaloni... ora porterà anche la giacca e la cravatta.
Dialogo tra Dan Foreman (Dennis Quaid) - Morty (David Paymer)
dal film In Good Company - a cura di Follettore
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Antonello Catacchio
Il Manifesto

Dennis Quaid ritorna protagonista dopo qualche sbandamento. Eccolo nei panni di Dan, responsabile delle vendite di un giornale sportivo. È una persona decisamente perbene, lavora in squadra, ha una famigliola felice, con figlia intorno ai venti e un'inaspettata ma gradita gravidanza della moglie. Un cinquantenne sereno e positivo. Ma il giornale appartiene a una corporation, gestita da squali, che [...] Vai alla recensione »

Pier Maria Bocchi
Film TV

Papà Dan ha una bella figlia adolescente, Alex, un altro bimbo in arrivo e un sereno matrimonio. Ha pure un buon posto, perlomeno tino a quando i boss non decidono di rivoluzionare tutto, anteponendogli un capo, Carter, che ha la metà dei suoi anni. I tagli del personale fioccano, gli stipendi si assottigliano. Poi Carter decide di mettersi con Alex, e Dan si incavola.

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Non è che il film di Paul Weitz In good company sia un capolavoro, per carità, però è una discreta commedia forte in particolare di due qualità: la scelta di un tema interessante, quella dell'emarginazione di un cinquantenne, e la buona e credibile performance del protagonista Dennis Quaid, un attore rimasto sempre un po' in seconda linea che qui sa dare vita, passione e spessore umano, con un'alternanza [...] Vai alla recensione »

Sandro Rezoagli
Ciak

C’è un doppio contrasto generazionale nel primo film da single di Paul Weitz (gli altri li aveva scritti e diretti con il fratello Chris, che qui si limita a produrre): il cinquantunenne Dennis Quaid, responsabile della raccolta pubblicitaria di un popolare mensile di sport, viene sostituito, da un giorno all’altro, dal ventiseienne Topher Grace, squaletto carrierista.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Sorpresa: avete appena passato i 50 e quell’angelo di vostra figlia dorme tranquilla mentre voi state per andare al lavoro, ma nel cestino c’è la scatola di un test di gravidanza. Sorpresa: dopo una lunga e prestigiosa carriera siete contenti e forse lievemente stufi della routine, eppure il vostro lavoro non è affatto scontato, potreste perderlo all’improvviso.

Valerio Caprara
Il Mattino

Il film più corposo è sembrato ieri «In Good Company», se non altro per i protagonisti di tutto rispetto (Dennis Quaid e Scarlett Johansson). Ma nell'ottica del concorso non è emerso sinora il titolo che mette tutti d'accordo, a meno che non prevalga un indiretto bonus politico e il tedesco «Sophie Scholl - Die letzten tage» sfrutti al meglio l'abile assist dei selezionatori.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Sarà vero che ai festival si privilegia il dramma alla commedia? In realtà il titolo della Berlinale su cui intendevamo soffermarci era l'americano "In Good Company" di Paul Weitz, che con ironia garbata affronta il tema lavorativo di punta, ovvero la «corporation» come fonte di tutti i mali, attraverso il singolare rapporto edipico instauratosi fra il cinquantenne Dennis Quaid (intonatissimo), da [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Ciak

Per chi se ne intende c’è un devastante dialogo all’inizio di questo film scritto, prodotto e diretto da Paul Weitz, lo stesso autore di About a boy e della serie demenziale American Pie. Il cinquantenne Dan Foreman (Dennis Quaid), responsabile della vendita di spazi pubblicitari per una rivista di sport, cerca di rinnovare un contratto ma il cliente risponde: «I miei figli mi dicono che nessuno legge [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Ci sono titoli che vanno letti alla rovescia: «In Good Company» non significa trovarsi in buona compagnia, ma allude a tutt'altro. Il sostantivo sta nel senso di «società» e l'ironico aggettivo vuol dire il contrario. Dennis Quaid, incaricato di raccogliere pubblicità per la rivista «Sports America», lavora per una ditta che non è affatto «buona»; e diventa proprio cattiva quando viene acquisita da [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Maturo leone contro giovane squalo. Vecchi, sani valori di famiglia, contro cinismo aziendale. Dennis Quaid contro Topher Grace, sbarbatello rampante. Che oltre ad avere la metà dei suoi anni gli ruba il lavoro, ma anziché cacciarlo lo tiene come assistente (bontà? No, lungimiranza). E si invaghisce pure di sua figlia, look da santarellina ma idee molto chiare (chi se non Scarlett Johansson?).

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