Felt, che ha sempre rivendicato l'autonomia della sua agenzia rispetto alle ingerenze della politica, non ci sta, e comincia una battaglia sotterranea, che non esclude le soffiate strategiche alla stampa.
Il nome di Felt fu reso noto solo nel 2005, prima di allora l'informatore del Washington Post fu definito come Gola Profonda. Nonostante molti all'interno dell'FBI (e della Casa Bianca) conoscessero già prima la sua storia, non fu mai rimosso dall'incarico perché era "l'uomo che sapeva troppo", e le sue eventuali rivelazioni avrebbero fatto crollare il gigantesco castello di informazioni tenute nascoste "per il bene pubblico”.
La sua storia diventa prima un’autobiografia e poi la sceneggiatura del film, affidata a Peter Landesman, giornalista investigativo che qui passa anche dietro la macchina da presa. Davanti, invece, c’è Liam Neeson, che dà volto a un protagonista imperscrutabile, su cui lo sguardo della regia si sofferma a lungo. Il resto del cast è formato da volti noti in ruoli minori: Diane Lane nei panni della moglie di Felt, Tony Goldwyn, Josh Lucas, Tom Sizemore, Bruce Greenwood, e Eddie Marsan in un microscopico cammeo.
Una vicenda che, ancora oggi, risuona con forza perché solleva una domanda cruciale: fin dove è lecito spingersi, in nome della difesa dello Stato, nel tenere le persone all’oscuro?
The Silent Man (guarda la video recensione) - Leggi la recensione completa di MYmovies.it