Sarà disponibile in streaming fino al 15 settembre Se venisse anche l’inferno, il nuovo imperdibile film di Samuele Rossi presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Giornate degli Autori - Eventi Speciali.
Siamo nella cornice della Seconda Guerra Mondiale, Nord Italia, inverno del 1944. Il paese è spaccato in due. Da una parte ci sono gli Alleati che sono risaliti a ridosso delle grandi pianure e dall'altra i nazisti che si sono riposizionati dietro la linea Gotica grazie al supporto dei fascisti. I partigiani, travolti dalle spietate operazioni di repressione, ripiegano sulla difensiva e non possono contare su nessun sostegno. Tra loro c'è Gio, nome di battaglia, un ragazzo di circa vent'anni, che riesce miracolosamente a sopravvivere a una violenta imboscata che fa fuori l'intera brigata. Cerca di salvare Cate, una giovane partigiana, ma anche lei muore dopo qualche giorno di agonia.
La consegna del presidio di pianura è chiara: sorvegliare il rifugio in attesa della ripresa dei combattimenti a primavera. Fa fuori un soldato tedesco ed è continuamente in fuga. Solo raramente viene aiutato come nel caso di una donna anziana. Durante questo inverno deve affrontare la fame e il freddo con un unico obiettivo, quello di sopravvivere.
La ricostruzione è accurata non solo sul piano dell’ambientazione, ma soprattutto su quello della percezione sensoriale: i bombardamenti, gli spari tedeschi, il vento, il fuoco e il rumore del torrente.
Racchiuso in un arco temporale circoscritto, Se venisse anche l’inferno segue i movimenti disperati del giovane protagonista, impegnato in una continua ricerca di cibo e di un rifugio. Il film riesce così a restituire con forza il suo stato di stordimento e disperazione, soprattutto attraverso la solitudine, ma anche grazie alla fisicità delle sue azioni.
Un film da non perdere che lega la produzione documentaristica del regista alla fiction.