Monk with a Camera di Tina Mascara e Guido Santi
Non tutti gli incontri con il Dharma avvengono in un monastero. Questo documentario segue il monaco americano Nicholas Vreeland, allievo di Kyabgon Sakya Trizin, che dopo anni di vita monastica torna a impugnare la macchina fotografica per sostenere la comunità tibetana in esilio. Il film mostra come arte, contemplazione e impegno concreto possono nutrirsi a vicenda, incarnando l’idea di una connessione tra pratica spirituale e vita nel mondo. Per questo è il film che apre il percorso di Gate Movies: ci ricorda che la consapevolezza può esprimersi anche nello sguardo che percorre e trasforma la quotidianità del mondo.
Wheel of Time di Werner Herzog
Werner Herzog osserva il grande rito del Kalacakra con uno sguardo insieme curioso e rispettoso, seguendo migliaia di praticanti in India e in Tibet. Intriso di dottrina buddhista senza mai essere didascalico, il documentario lascia parlare i gesti, l’attesa, il paesaggio e la devozione collettiva. Uno sguardo sulla dimensione comunitaria della pratica che invita a contemplare il tempo come esperienza vissuta nella consapevolezza condivisa del momento.
C’era una volta in Bhutan di Pawo Choyning Dorji
Nel 2006 il Bhutan si prepara a una trasformazione inattesa: l’introduzione della democrazia. Mentre in un piccolo villaggio si organizza una consultazione elettorale di prova, un giovane monaco riceve dal maestro lo spiazzante incarico di procurargli un fucile, e sulla sua strada incrocia un collezionista americano alla ricerca della stessa arma. Con il tono lieve della commedia e della favola, Pawo Choyning Dorji mette in relazione modernizzazione, rituale buddhista e sistemi di valori diversi, interrogandosi sul significato che attribuiamo agli oggetti, alle convenzioni e alle istituzioni. Un film sul cambiamento e sulla capacità di accoglierlo senza perdere di vista ciò che una comunità considera essenziale.