Stile ricercato e sequenze spettacolari. L'opera prima di Aldo Iuliano è un progetto ambizioso che racconta desideri e derive della generazione Z. Drammatico, Italia2022. Durata 90 Minuti.
Il film fotografa la Generazione Z alle prese con la scoperta dei propri sentimenti. Espandi ▽
Al termine di un’estate al mare, la sera prima di tornare a Parigi, la ragazza francese Justine viene convinta controvoglia a seguire le amiche Dani e Marta e i loro fidanzati Balo e Ste nella proprietà di quest’ultimo, un castello allestito a spazio d’arte contemporanea. Tra alcol, droga e sfide di coraggio stabilite da Able, l’intelligenza artificiale che governa la casa-museo, l’avventura finirà in tragedia. Space Monkeys è l’ambizioso progetto dell’esordiente Aldo Iuliano, che racconta desideri e derive della cosiddetta generazione Z con uno stile ricercato ed esaltato dall’alta definizione. Gli interpreti noti al pubblico delle piattaforme e la trama che sfrutta la moda delle challenge caratterizzano un racconto che parla soprattutto a giovani e giovanissimi, con le forme, però, di un cinema da e per adulti. Un aspetto, quest’ultimo, non necessariamente negativo, dal momento che Iuliano gira con uno stile così elaborato da portare la vicenda su un piano che da ordinario si fa audace, non sempre controllato ma coraggioso. Recensione ❯
Il trionfo dell'Italia nei mondiali dell''82 in un documentario dalle immagine inedite. Espandi ▽
Quando la nazionale italiana di calcio lascia il paese alla volta della Spagna, dove si giocano i campionati mondiali del 1982, il clima è prima disinteressato e poi, dopo tre pareggi iniziali, addirittura ostile nei confronti di una squadra che non convince e le cui convocazioni suscitano dubbi, a cominciare dal centravanti Paolo Rossi che non gioca da due anni. Messi di fronte all’ultimo appello in una partita decisiva contro l’Argentina di Maradona, gli azzurri si lanciano però in una cavalcata sorprendente e trionfale che nessuno si aspettava. Pochi momenti sportivi nella nostra storia sono così cinematografici come l’urlo di Tardelli, immagine simbolo di un torneo, di una generazione e di un’epoca intera. Ma tutto il mondiale del 1982 possiede in realtà la struttura drammatica perfetta, così imprevedibile nel suo rovesciamento che trasforma le tensioni e gli stenti iniziali in una incredibile vittoria finale, a Madrid contro la Germania Ovest. Lo racconta nel quarantennale del trionfo la Stand by me di Simona Ercolani, la quale rielabora per il cinema la ricetta televisiva che rese celebre Sfide. Un racconto minuzioso e le storie umane sono il trampolino che consente di abbandonarsi all’esaltazione una volta che la cavalcata si fa inarrestabile, e si finisce tutti a cantare “Cuccuruccucù Paloma” di Battiato con Bruno Conti. Recensione ❯
Una miniserie che ripropone il personaggio del cavaliere senza nome. Così la protagonista mentre porta avanti una sua personale idea di giustizia non esita a uccidere e compiere altri reati. Espandi ▽
Una giovane ragazza con un futuro luminoso, con la prospettiva di lavorare nell'azienda di famiglia, dopo la morte del padre scopre segreti che la portano a decidere di voler fare giustizia una volta per tutte. Si trasforma così in "The Woman", misteriosa assassina, che comincia a seminare il terrore in un piccolo villaggio del Montana in cerca di vendetta. Nessuno conosce la sua storia, né la profonda motivazione che la spinge ad agire, ma tutti sanno che finire sulla sua lista vuol dire rischiare la vita. Guidati dal terrore e dal panico di dover fronteggiare un pericolo sconosciuto e inarrestabile, gli abitanti della città cercano un modo per fermare la giustiziera senza nome. Implacabile l'abile assassina procede nell'eliminare una serie di persone. Ha un piano in mente ma non è chiaro quali siano le sue motivazioni e dove stia andando. Si limita prima di uccidere la sua nuova vita a rassicurarla che si tratta solo di un momento di transizione ed è capace di far evadere una detenuta solo per avere determinate informazioni. Recensione ❯
L'ultima mostra in assoluto dedicata al tesoro perché per volere del governo egiziano ora questo patrimonio immenso diverrà inamovibile e potrà essere visitato solo nella sua sede del Cairo. Espandi ▽
Pochi rumori e un forte pathos, qualche roccia frantumata sotto scalpelli e altri accurati attrezzi del mestiere; la materia si apre pian piano ed ecco che si inizia ad intravedere uno spiraglio e, con una luce soffusa, qualche piccolo dettaglio. E la tomba di Tutankhamon: un grande scrigno sotterraneo sigillato e, talmente profondamente nascosto, da non essere stato trovato per migliaia di anni.
Una leggenda che ha portato anche, negli anni novanta, uno dei protagonisti del documentario di Ernesto Pagano, il cantautore Manuel Agnelli, l'intensa voce narrante del film, a visitare l'Egitto e, in particolare, la valle dei Re, luogo mitico e suggestivo.
Il regista ricostruisce il momento della scoperta grazie a documenti storici che testimoniano gli scavi (che erano aperti al pubblico, soprattutto nel giorno dello svelamento, molto scenografico, della tomba); materiali fotografici e video raccolti da luoghi come il Metropolitan Museum di New York e il Griffith Institute di Oxford; interventi di studiosi, archivisti, curatori di musei, conservatori e produttori e le immagini immersive dell'installazione e del dietro le quinte della più ampia mostra mai realizzata su Tutankhamon, presso il Museo Egizio di piazza Tahrir del Cairo. Recensione ❯
Dal romanzo omonimo, una storia di contraddizioni all'interno della comunità mormonica. Espandi ▽
Quando il cadavere di Brenda Lafferty e della sua piccolissima figlia vengono ritrovati in casa loro, i detective Jeb Pyre e Bill Taba indagano sul caso a partire, come vuole la regola, dal marito della vittima. Allen Lafferty sostiene però che la donna sia stata uccisa dai suoi fratelli, che avrebbero lasciato la fede mormone praticata dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni (Latter-Day Saints), per una versione più integralista del credo. La storia dei Lafferty mette così a dura prova la fede di Jeb, mormone praticante che più scopre cose sulla propria fede e più entra in crisi spirituale e coniugale, oltre che in conflitto con le istituzioni religiose che hanno grande influenza su tutti gli aspetti della vita nello Utah.
Tratta dall'omonimo libro di nonfiction di Jon Krakauer, una miniserie che romanza la vicenda originale e affianca al mystery sull'omicidio la storia del lato oscuro della religione mormone.
I due principali fratelli Lafferty sono Wyatt Russel e Sam Worthington, dove soprattutto quest'ultimo si dimostra finalmente attore maturo, capace di dare corpo a un personaggio che affronta una trasformazione estrema, ricca di tormenti, inquietudini e contraddizioni. Recensione ❯
La storia della prima veleggiata compiuta intorno al mondo da Magellano ed Elcano. Espandi ▽
Negli anni Dieci del Cinquecento, Ferdinando Magellano, esploratore e navigatore portoghese, cerca senza fortuna di convincere il re Manuel d'Aviz a sovvenzionare la sua circumnavigazione delle Americhe per giungere fino alle isole Molucche, ricche di preziose spezie. Incassato il rifiuto, decide di rivolgersi alla corona spagnola, a cui presta giuramento per ottenere le navi con cui affrontare l'avventura. Tra i membri più preziosi della spedizione c'è l'abile timoniere Juan Sebastián Elcano, inoltre al viaggio partecipa anche l'italiano Antonio Pigafetta, che stilerà le cronache dell'impresa.
Senza confini è una miniserie a suo modo imponente, ma non quanto la storia che racconta, tanto che i pochi brevi episodi non riescono a restituire appieno l'epicità dell'impresa.
Sei puntate da quaranta minuti scarsi sarebbero normalmente molto benvenute in questi tempi di serie troppo lunghe e dagli episodi con minutaggio autoindulgente, ma se l'intento è raccontare nientemeno che la circumnavigazione del globo finiscono per mancare del giusto respiro. Recensione ❯
Adattamento della serie israeliana Kvodo, Vostro Onore è un legal thriller con protagonista Stefano Accorsi. Espandi ▽
Vittorio Pagani è un giudice stimato al punto di essere in predicato per la nomina a Presidente del Tribunale di Milano. Un giorno suo figlio Matteo,si mette alla guida senza patente dell'auto della madre, morta suicida un anno prima, e investe un motociclista che poi non soccorre. La vittima, il figlio di un potente boss della criminalità latinoamericana che il padre aveva fatto condannare, finisce in rianimazione. Da quel momento Pagani mette in atto una serie di atti illegali per proteggere il figlio dalla giustizia e dalla vendetta della gang. Il suo agire avrà conseguenze gravi non solo sul piano dell'etica professionale.
Il triplo passaggio dall'originale israeliano a quello americano per giungere alla versione italiana non ha dato i risultati sperati a causa di una mancata valutazione del contesto in cui inserire la vicenda di base nonché le sue varianti.
Il problema non sta nella recitazione perché non solo Accorsi e il giovane Matteo Oscar Giuggioli hanno mostrato un ottimo affiatamento ma anche tutti gli altri protagonisti non hanno mancato la prova. Di Matteo va aggiunto che ha saputo dare al suo personaggio il giusto mix di understatement e di determinazione a tratti anche un po' cinica. Recensione ❯
Il raccono di una malattia attraverso la poesia del tempo che passa, dei ricordi che si cancellano e quelli che riemergono, incoerenti e irrazionali. L'Alzheimer. Espandi ▽
Mario è stato un tempo un direttore d'orchestra. Ora si trova praticamente ricoverato in un resort in Inghilterra a causa del morbo di Alzheimer che lo ha colpito. La sua è una vita costantemente sospesa tra ricordi che lo raggiungono senza preavviso e il timore di perdere completamente la memoria del passato. L'immagine della moglie morta e l'esistenza complicata di una figlia non sufficientemente amata lo tormentano di continuo.
Un lungometraggio che costituisce il punto di arrivo di un lungo percorso di studio e riflessione sulla tematica dell'Alzheimer.
Nuzzo conferma le sue doti di sguardo sulle situazioni e di attenzione alle location di cui valorizza la presenza non trattandole come puro sfondo dell'azione. Recensione ❯
Un padre cerca di riavvicinarsi la figlio allenando la squadra in cui gioca. Espandi ▽
Sospeso dalla NFL, il coach Sean Payton spera di riavvicinarsi al figlio allenando la sua sgangherata squadra di football giovanile. Da una storia vera. Recensione ❯
L'action-thriller di dieci episodi ideato dal premio Oscar® Mark Boal. Espandi ▽
Il thriller si svolge tra Colombia e Venezuela e racconta le operazioni di salvataggio di Amber Chesborough (Jessica Collins), una scienziata che viene qui riconosciuta come spia della Cia. Il fratello Bambi (Luke Evans) e il marito Prince (Michiel Huisman) affronteranno una missione ai limiti delle loro capacità umane e militari: entrambi soldati delle forze speciali, nella loro ricerca dovranno fronteggiare non solo le difficoltà nella gestione dei rapporti geopolitici ma anche e soprattutto un conflitto umano, relazionale e intimo.
Echo 3 rappresenta una vera svolta nel racconto di guerra, ponendo lo spettatore in una condizione di visione complessa, costantemente sollecitato a interpretare il racconto su due livelli narrativi che si sviluppano innanzitutto a livello diegetico.
Ottime anche le interpretazioni di Huisman, Collins ed Evans, certamente caratterizzate da una ricerca intima e personale che sfonda i confini dell'Actors Studio e si avvicina a una ricerca più europea del personaggio, garantendo così, insieme alla regia, l'accesso alle metafore e ai parallelismi tra le relazioni umane e i rapporti di politica interna ed estera degli USA. Recensione ❯
Uno spy drama basato sui romanzi con Jackson Lamb scritti da Mick Herron. Espandi ▽
Londra. River Cartwright, aspirante agente segreto dell'MI5 e nipote di una leggenda del mestiere, fallisce clamorosamente un test nell'addestramento e viene spedito a lavorare alla Slough House, la "casa nella palude", un distretto collaterale nel Barbican, in cui sono relegati coloro che hanno fallito irreparabilmente in servizio. A dirigere il reparto è Jackson Lamb, alcolizzato, petomane e sarcastico relitto di un'aurea stagione come spia, prima del crollo del Muro di Berlino. Mentre indaga su un giornalista vicino all'estrema destra, Cartwright pensa che ci sia una connessione con il rapimento di un giovane pakistano da parte dell'organizzazione terroristica Figli di Albione e decide di entrare in azione, disobbedendo ai propri superiori.
Tutt'altro che casuale la scelta del protagonista di Slow Horses. Rivolgersi a Gary Oldman per una spy story ambientata tra gli uffici e le strade di Londra significa cercare un ricongiungimento o un confronto immediatamente intuibile con la straordinaria interpretazione di Smiley in La talpa.
Slow Horses si immerge nel nero e nel macabro senza timore, ma senza mai abbandonare il sarcasmo del più feroce humour britannico, capace di trasformare quasi ogni riga di sceneggiatura in un insulto creativo. Recensione ❯
L'incomunicabilità sentimentale ai tempi degli smartphone in un'opera che sa filmare corpi e desiderio. Drammatico, Repubblica Ceca2022. Durata 95 Minuti.
Un'opera sul ruolo del sesso nella vita delle coppie di oggi, sui telefoni costantemente aperti che registrano tutto e ora accompagnano la pratica sessuale. Espandi ▽
La vita di coppia di Peter e Hana è entrata in una monotona routine solo occasionalmente ravvivata da momenti passionali condivisi sui loro smartphone. Ma ha però bisogno di una scossa. Di comune accordo, convinti anche da un’altra coppia di amici disinibita, i due decidono di provare delle nuove esperienze. Il film mostra una coppia che cerca di spingersi oltre i loro confini, per provare il brivido, la paura, ma anche l’eccitazione di nuove esperienze. Al tempo stesso è anche un film sul desiderio di mostrarsi, di rivedersi, di guardare la propria immagine e ascoltare la propria voce oltre quella del proprio corpo. Tomasz Winski, al primo lungometraggio, ci mostra quello che poi vedranno i suoi protagonisti già dall’inizio del film, con la camera attaccata sulla loro pelle. Fuori dalla loro sfera intima però, appaiono spesso distanti. Ed è proprio su questa contrapposizione che Borders of Love accenna e poi elabora i segni della loro crisi. C’è come una barriera tra loro e il mondo esterno e la parte più interessante del film è proprio questa spinta a frantumarla per conoscerlo più da vicino. Recensione ❯
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