BIENNALE COLLEGE - CINEMA
Dal 3 settembre (ore 20.00) all’ 8 settembre (ore 20.00)
Demetra in esilio di Maria Giovanna Cicciari (Italia, 2026, 80’)
Estate a Milano. Daria non esce più di casa, mentre la figlia Lia filma la città, riscoprendo nel mito di Demetra e Persefone il proprio destino.
Dal 4 settembre (ore 20.00) al 9 settembre (ore 20.00)
Gu Shi di Amie Song (USA, Hong Kong, Tailandia, 2026, 83’)
Una famiglia vive isolata in una casa durante una crisi. La sera si raccontano storie sull'oceano: un rituale che serve a dimenticare. Quando il passato viene cancellato e il presente resta sospeso, che ne è del futuro?
Dal 5 settembre (ore 20.00) al 10 settembre (ore 20.00)
Tijuana, todavía di Gabriel Gutierrez Morales (Messico, 2026, 94’)
A Tijuana, un giovane russo queer in fuga dalla guerra e un uomo gay messicano si incontrano su un'app, per poi scoprirsi offline segnati dall'esilio.
GIORNATE DEGLI AUTORI - CONCORSO
Dal 4 settembre (ore 16.30) al 7 settembre (ore 16.30)
I Plant My Hand in the Garden di Boris Hadzija, Hoda Taheri (Germania, Serbia, USA, 83’)
A Berlino, una rifugiata iraniana e un uomo queer serbo decidono di crescere insieme un bambino, ma tra burocrazia e identità in crisi devono ridefinire cosa significhi davvero essere una famiglia.
Dal 5 settembre (ore 16.30) al 10 settembre (ore 16.30)
Les Indes di Pauline Julier, Nicolas Chapoulier (Svizzera, Spagna, 2026, 81’)
Un giovane nobile spagnolo attraversa un’Europa in guerra per consegnare il ritratto dell’Infanta a Luigi XIV, in un viaggio insidioso verso la corte francese.
Dal 6 settembre (ore 20.00) al 9 settembre (ore 20.00)
Agata the Writer di Kuba Dorabialski (Australia, 2026, 95’)
Agata va a Sarajevo per scrivere sulla guerra, ma tra resistenze e misteri scopre che il suo romanzo parla di umanità e responsabilità del racconto.
Dal 9 settembre (ore 20.00) al 14 settembre (ore 20.00)
Salón de bellezza di Nathalia Acevedo (Messico, Francia, 110’)
Un salone di bellezza diventa uno spazio sospeso dove vivi ed emarginati si incontrano, tra memoria e visione, in una meditazione sulla fragilità dell’esistenza.
Dall’11 settembre (ore 20.00) al 14 settembre (ore 20.00)
Camouflage di Mykyta Gibalenko (Germania, 2026, 102’)
Vitaly lascia l’Ucraina per Monaco per costruirsi una nuova vita, ma l’invasione russa e la fuga della sua famiglia lo costringono a confrontarsi con guerra e identità.
Dal 12 settembre (ore 20.00) al 15 settembre (ore 20.00)
Dear Ajayi di Damilola Orimogunje (Nigeria, Germania, 2026, 120’)
Nella Nigeria degli anni ’90, le sorelle Ade e Titi affrontano conflitti familiari tra fede, ambizione e sacrificio, mentre la malattia della madre riaccende antichi legami.
GIORNATE DEGLI AUTORI - EVENTI SPECIALI
Dall’8 agosto (ore 20.00) all’11 settembre (ore 20.00)
Il massacro di Cosimo Messeri (Italia, 2026, 96’)
Un regista in crisi rintraccia le donne conosciute online e, tra interviste e confessione, affronta fallimenti e ricordi, riscoprendo nel cinema una possibilità di rinascita.
Dal 10 settembre (ore 20.00) al 15 settembre (ore 20.00)
Se venisse anche l’inferno di Samuele Rossi (Italia, 2026, 90’)
Nel duro inverno del 1944, un giovane partigiano sopravvive a un’imboscata sulle Alpi e presidia un rifugio, mentre incontra vite spezzate e attende la fine della guerra.
GIORNATE DEGLI AUTORI - NOTTI VENEZIANE
Dal 6 settembre (ore 16.30) al 9 settembre (ore 16.30)
Memoria del lampo di Riccardo Giacconi (Italia, 2026, 71’)
Sibilla, giornalista radiofonica, indaga in un paese dell’Italia centrale un omicidio del 1982, ricostruendo tra voci e suoni la memoria di un mistero irrisolto.
Dal 9 settembre (ore 16.30) al 14 settembre (ore 16.30)
La leggenda del deserto di Elisabetta Giannini (Italia, 2026, 71’)
Carolina, nel deserto tra i Saharawi, viene proiettata trent’anni nel futuro: ritrova un popolo ancora in esilio, tra speranze svanite e nuove incertezze.
Dal 12 settembre (ore 16.30) al 17 settembre (ore 16.30)
Auber 89 di Giuseppe Schillaci (Italia, 2026, 80’)
Dopo un incidente, Fatsah recupera la memoria grazie a filmati degli anni ’80 di Aubervilliers, tra ricordi personali e tensioni sociali di una periferia in trasformazione.