The Post

Film 2017 | Biografico, Drammatico, Storico, +13 118 min.

Titolo originaleThe Post
Anno2017
GenereBiografico, Drammatico, Storico,
ProduzioneUSA
Durata118 minuti
Regia diSteven Spielberg
AttoriMeryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts Bradley Whitford, Bruce Greenwood, Matthew Rhys, Alison Brie, Carrie Coon, David Cross, Jesse Plemons, Michael Stuhlbarg, Zach Woods, Pat Healy, John Rue, Rick Holmes, Philip Casnoff, Jessie Mueller, Stark Sands, Michael Cyril Creighton, Will Denton, Deirdre Lovejoy, Michael Devine, Kelly Miller, Jennifer Dundas, Austyn Johnson, Brent Langdon, Deborah Green, Gary Wilmes, Christopher Innvar, Luke Slattery, Justin Swain, Robert G. McKay, Sasha Spielberg, Bryan Burton, Coral Peña, Dan Bittner, Kenneth Tigar, David Aaron Baker, Gannon McHale, Kevin Loreque, Francis Dumaurier, Stephen Mailer, Ned Noyes, John Henry Cox, Dan Bucatinsky, David Costabile, Johanna Day, Annika Boras, Carolyn McCormick, Susan Blackwell, Jordan Baker (III), Lauren Lim Jackson, Peter Van Wagner, Angus Hepburn, James Riordan, Kelly AuCoin, Cotter Smith, Ben Livingston, Stephen Rowe, Rick Crom, Fenton Lawless, Cullen Oliver Johnson, JaQwan J. Kelly, Brett G. Smith, Brett Diggs, Anthony M. Walker, Saul Alvarez, Theis Weckesser, David Beach, Shawn Allen McLaughlin, Shaun O'Hagan, Thaddeus Daniels, Brendan Burke, Celeste Arias, Sonny Valicenti, Patrick Noonan, Will Blomker, Amy Russ, Aaron Roman Weiner, Catherine Wolf, Joel Nagle, Tom Bair.
Uscitagiovedì 1 febbraio 2018
TagDa vedere 2017
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,74 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Steven Spielberg. Un film Da vedere 2017 con Meryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts. Cast completo Titolo originale: The Post. Genere Biografico, Drammatico, Storico, - USA, 2017, durata 118 minuti. Uscita cinema giovedì 1 febbraio 2018 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,74 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 5 febbraio 2018

Un dramma politico alle massime sfere con segreti e rivelazioni, sui diritti e le responsabilità della stampa. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 6 candidature a Golden Globes, 8 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, The Post è 99° in classifica al Box Office. venerdì 6 marzo ha incassato € 232,00 e registrato 1.027.920 presenze.

The Post è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato assolutamente sì!
3,74/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,00
PUBBLICO 3,23
CONSIGLIATO SÌ
Una lettera d'amore al mestiere del giornalista che non racconta un'epoca passata ma una storia che si ripete.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 16 gennaio 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 16 gennaio 2018

Convinto che la guerra condotta in Vietnam dal suo Paese costituisca una sciagura per la democrazia, Daniel Ellsberg, economista e uomo del Pentagono, divulga nel 1971 una parte dei documenti di un rapporto segreto. 7000 pagine che dettagliano l'implicazione militare e politica degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam. Un'implicazione ostinata e contraria alla retorica ufficiale di quattro presidenti. È il New York Times il primo a rivelare l'affaire, poi impedito a proseguire la pubblicazione da un'ingiunzione della corte suprema. Il Washington Post (ri)mette mano ai documenti e rilancia grazie al coraggio del suo editore, Katharine Graham, e del suo direttore, Ben Bradlee. Prima donna al timone di un prestigioso giornale, Katharine decide di pubblicare il monumentale scandalo di stato con buona pace degli investitori (il giornale era allora in fase di ristrutturazione finanziaria) e a rischio della sua azienda, della prigione e della carriera dei suoi redattori. Fedeli al primo emendamento e all'intelligenza dei propri lettori, i giornalisti del Washington Post svelano le manovre e le menzogne della classe politica, assestando il primo duro colpo all'amministrazione Nixon.

Un presidente degli Stati Uniti che dipinge i giornalisti come bugiardi, minaccia la libertà di stampa, limita l'accesso dei media all'informazione, punteggia significativamente la sua carriera politica e personale di fallimenti d'immagine. No, Donald Trump non ha inventato niente, prima di lui c'è stato Richard Nixon.

Girato d'urgenza per non perdere niente della sua risonanza, The Post non racconta un'epoca passata ma una storia che si ripete. Per realizzarlo Steven Spielberg ha interrotto un progetto in corso (The Kidnapping of Edgardo Mortara) e ha lavorato nelle medesime condizioni dei suoi protagonisti. L'energia è quella di un reportage di guerra ma la regia agisce negli interni delle redazioni o di lussuose dimore, creando opposizioni, spazi chiusi, linee di fuga. Film indifferibile, traboccante di impeto e fervore, The Post è prossimo a Lincoln.

Lo è nel fondo e nei meccanismi, lo è nello slittamento dalla potenza delle immagini a quella della parola, lo è nell'interessamento alla procedura, ai caratteri umani pieni di intelligenza strategica, alla forza dei sentimenti, all'eroismo del cuore, alla comunione di un gruppo di persone, sovente in un ufficio, qualche volta su campo a operare in maniera 'illegale' nonostante l'istituzione che incarnano. Se nel 1865 era necessario acquisire abbastanza voti per far passare il Tredicesimo Emendamento, nel 1971 è indispensabile mettere le mani sui fascicoli confidenziali della Difesa per denunciarli sulle pagine del giornale. Allo stesso modo per Spielberg è importante realizzare il suo film prontamente per 'trattare' la perdita di controllo di un altro capo di stato e la condizione della donna. E il film aderisce all'impellenza del suo intrigo manifestando la sua urgenza (anche) nella forma e ribadendo in filigrana uno dei grandi temi della sua filmografia, la comunicazione. Quella che nasce dall'incontro tra un bambino e un alieno, tra un israeliano e un palestinese, quella che passa per lo storytelling o gli aneddoti di Lincoln.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 12 febbraio 2018
Writer58

Il film di Spielberg "The Post" s'inserisce all'interno di un filone collaudato che tratta dei rapporti tra potere politico e "quarto potere" e che esalta il coraggio dei giornalisti nel rivelare trame, macchinazioni, manipolazioni esercitate dalle istituzioni. Nel caso specifico, il governo degli Stati Uniti che, pur consapevole dell'impossibilità di vincere [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 4 febbraio 2018
Roy Menarini

Nell'opera di Spielberg, molti anni fa, sarebbe stato quanto meno incauto immaginare che l'inventore del blockbuster (Lo squalo è il primo film della storia a definire questo appellativo) e dei grandi congegni family degli anni Ottanta si sarebbe trasformato in un narratore della storia americana. The Post (guarda la video recensione) è solo un tassello della filmografia che comprende Amistad e Munich, Lincoln e Il ponte delle spie, per non parlare ovviamente di Salvate il soldato Ryan. Di questa sezione della sua carriera, The Post è ancor più classico. Bisogna intendersi, però. Classico per gli storici del cinema è un film per come sarebbe stato girato negli anni Trenta o Quaranta (lo si dice spesso dei film di Clint Eastwood, per esempio, che è un perfetto rappresentante dello stile neo-classico). Quando invece definiamo classico The Post, ci riferiamo a una porzione più ampia del concetto, meno legata alle categorie cronologiche, quella cioè che riconosce genericamente "quei bei film di una volta", con un'idea(lismo) di base a fare da architrave a una storia compatta, recitata da un pugno di attori eccezionali, realizzata con tutti i crismi e capace di affrontare due-tre nodi dei dibattiti civili contemporanei. Ecco, in questo senso, The Post - pur avendo come modello un mix di riferimenti che vanno dalla Hollywood in bianco e nero alla New Hollywood degli anni Settanta (con il modello di I tre giorni del Condor in bella vista) - è classicissimo.

Visto che, nel coro delle lodi, si è levata anche qualche voce di dissenso che ha trovato didascalici alcuni passaggi (l'allusione alla difficile condizione di lavoro femminile, forse con strizzata d'occhio alla situazione di oggi), bisogna anche in questo caso dissentire.

Tutto The Post è da considerarsi una "lecture", una lezione di storia e di cinema. Se a qualcuno l'accademismo divulgativo di Spielberg irrita, pace. Tuttavia nessuno può negarne la maestria: di questo si tratta, e solo questo permette a un regista di offrire agli spettatori un ruolo da discenti.
Insomma, se The Post è una conferenza democratica travestita da film di finzione, è necessario che il docente dimostri di essere il miglior oratore possibile, grazie alle sue tecniche discorsive e al grado di ipnotizzato stupore che suscita negli ascoltatori. Questo effetto Spielberg lo ottiene servendo al meglio la bella sceneggiatura di Liz Hannah e Josh Singer, e soprattutto concentrando in due ore un manuale di stile cinematografico scintillante e infallibile.

FOCUS
lunedì 15 gennaio 2018
Paola Casella

Caratteristica precipua di The Post è la tempistica, circostanza e tema portante del film diretto da Steven Spielberg. The Post è infatti una sorta di instant movie, deciso e diretto in velocità da Spielberg all'indomani delle elezioni che hanno portato alla presidenza degli Stati Uniti quel Donald Trump che, nelle parole di Meryl Streep, "mostra ogni giorno ostilità nei confronti della stampa e delle donne". Streep e Tom Hanks sono saltati su quel treno in corsa, accantonando ogni impegno precedente per prestare il volto rispettivamente a Katharine Graham, editrice del Washington Post, e Ben Bradlee, direttore del quotidiano.

Time's Up, ovvero "il tempo è scaduto" (che sottintende "è ora di cambiare"), è anche il nome del fondo legale istituito, fra gli altri, da Meryl Streep e Steven Spielberg per finanziare le cause intentate da donne che denunciano molestie sessuali sul lavoro e non possono permettersi un costoso avvocato in un Paese in cui la giustizia è spesso subordinata alle possibilità economiche e al potere personale di chi vi si rivolge.

È dunque perfettamente coerente che The Post racconti un momento cruciale destinato a fare epoca, momento in cui la domanda più appropriata, nella celebre lista delle Five W, è stata "when", quando. Quando è il momento di far sentire la propria voce? Quando bisogna tirare la linea, e tenere la schiena dritta? Quando è l'ora di rischiare tutto, affinché non si perda del tutto il diritto di rischiare?

Frasi
Il Times ha 7.000 pagine che illustrano come la Casa Bianca abbia mentito sulla guerra del Vietnam per 30 anni.
Una frase di Ben Bradlee (Tom Hanks)
dal film The Post - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 1 febbraio 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Si conclude nel 1971 laddove inizia Tutti gli uomini del presidente e, al pari del film di Pakula (1976), svela i retroscena di una gloriosa impresa giornalistica volta a smascherare gli inganni del potere. Nel caso di The Post parliamo dei decenni di menzogne sulla guerra del Vietnam raccolte in un dossier commissionato dall'allora segretario della Difesa McNamara.

NEWS
SKY
lunedì 4 febbraio 2019
Alessandro Buttitta

Il governo americano ha mentito per decenni sulla Guerra in Vietnam. Almeno quattro presidenti hanno insabbiato prove sulle reali condizioni delle truppe statunitensi in territorio straniero, nascondendo all'opinione pubblica verità troppo difficili da [...]

BOX OFFICE
martedì 6 febbraio 2018
Andrea Chirichelli

The Post (guarda la video recensione) conferma di essere il film più visto anche in un lunedì caratterizzato da cifre molto basse, dove riesce ad essere l'unico titolo capace di superare nettamente i 100mila euro d'incasso.

BOX OFFICE
domenica 4 febbraio 2018
Andrea Chirichelli

The Post (guarda la video recensione) fa il pienone di sabato e non era una cosa scontata. Ben 900mila euro entrano nelle casse del film di Spielberg, che conferma quanto gli italiani siano ancora legati al fascino dell'attore "forte" (l'accoppiata Hanks [...]

BOX OFFICE
sabato 3 febbraio 2018
Andrea Chirichelli

Vola The Post (guarda la video recensione), che ieri incassa oltre 300mila euro e stacca nettamente gli inseguitori Maze Runner - La rivelazione, che si ferma ben sotto i 200mila e Sono tornato, che incassa 162mila euro ma che potrebbe salire parecchio [...]

BOX OFFICE
venerdì 2 febbraio 2018
Andrea Chirichelli

Podio completamente rinnovato, dopo la giornata di ieri, che ha visto quattro nuovi film entrare in classifica, di cui tre nelle prime posizioni. Il nuovo leader della top ten italiana è The Post (guarda la video recensione) che, forte di una distribuzione [...]

VIDEO RECENSIONE
martedì 30 gennaio 2018
 

Convinto che la guerra condotta in Vietnam dal suo Paese costituisca una sciagura per la democrazia, Daniel Ellsberg, economista e uomo del Pentagono, divulga nel 1971 una parte dei documenti di un rapporto segreto.

OSCAR
mercoledì 24 gennaio 2018
Paola Casella

The day after le nomination ai premi Oscar 2018 non si può non fare il conto degli esclusi, chi per political correctness nell'era degli hashtag (in questo caso #metoo e #oscarsowhite), chi perché i gusti dell'Academy sono tanto opinabili quanto irremovibili. [...]

POSTER
lunedì 11 dicembre 2017
 

1971: Katharine Graham è la prima donna alla guida del The Washington Post in una società dove il potere è di norma maschile, Ben Bradlee è lo scostante e testardo direttore del suo giornale. Nonostante Kaye e Ben siano molto diversi, l'indagine che [...]

TRAILER
mercoledì 8 novembre 2017
 

Daniel Ellsberg del New York Times, che in The Post di Steven Spielberg sarà interpretato da Zach Woods, nel 1971 aveva convinto il proprio quotidiano a iniziare la pubblicazione delle Pentagon Papers, documenti riservati che dimostravano come riguardo [...]

winner
film dell'anno
AFI Awards
2018
Sarah Paulson nella parte di Tony Bradlee
Run
Mud
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