The Post

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Un film di Steven Spielberg. Con Meryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts.
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Titolo originale The Post. Biografico, Ratings: Kids+13, durata 118 min. - USA 2017. - 01 Distribution uscita giovedì 1 febbraio 2018. MYMONETRO The Post * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 65 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
writer58 lunedì 12 febbraio 2018
il potere della verità Valutazione 4 stelle su cinque
74%
No
26%

Il film di Spielberg "The Post" s'inserisce all'interno di un filone collaudato che tratta dei rapporti tra potere politico e "quarto potere" e che esalta il coraggio dei giornalisti nel rivelare trame, macchinazioni, manipolazioni esercitate dalle istituzioni. Nel caso specifico, il governo degli Stati Uniti che, pur consapevole dell'impossibilità di vincere la guerra in Vietnam, ha mentito al popolo americano, accreditando progressi militari inesistenti, mirati a  coprire l'umiliazione della sconfitta. Una guerra che, è opportuno ricordarlo,  ha provocato, solo tra le forze americane, quasi 60.000 morti, più di trecentomila feriti e ha visto impegnate, nel momento dell'escalation del '69 , più di mezzo milione di soldati. [+]

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zarar giovedì 8 febbraio 2018
stampa e potere, donna e potere Valutazione 3 stelle su cinque
83%
No
17%

Il film si inserisce in un filone, caro agli americani, dedicato alla stampa e alla responsabilità del giornalista rispetto al potere da una parte e ai lettori dall’altra, che dal classico Citizen Kane (Quarto potere, 1941) arriva sino a  State of Play (2009) e al recente Spotlight (2015). Niente da meravigliarsi se Spielberg ha interrotto un altro film per dedicarsi a questo The Post anima e corpo, tenuto conto dell’urgenza politica di tornare sul tema in un clima di pessimi rapporti tra la stampa liberal-democratica americana e il Presidente, in un momento in cui guardiamo ammirati e un po’ invidiosi alla assoluta libertà e franchezza – a dir poco – con cui un New York Times, per es. [+]

[+] quando il quarto potere era veramente un potere... (di antoniomontefalcone)
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marionitti venerdì 2 febbraio 2018
tutto qui? Valutazione 3 stelle su cinque
56%
No
44%

Al cinema mi sono seduto bello carico di attese. La squadra stellare, con Spielberg dietro la macchina da presa, c'era una storia importante, che riguardava questioni scottanti e sempre attuali, il tema era quello del giornalismo che è tra i miei preferito. Due ore per raccontare la decisione del Post se sfidare Nixon e rischiare l'incriminazione pubblicando documenti segreti sulla guerra nel Vietnam. Alla fine mi sono alzato chiedendomi: "Tutto qui?" Ho assistito ad un compito ben svolto, inquadrature da manuale, fotografia d'epoca, la frase giusta al momento giusto, l'enunciazione di qualche principio irrinunciabile e solenne, ma non mi sono emozionato, non mi sono scandalizzato, non ho percepito la tensione morale dei protagonisti. [+]

[+] condivido (di vanessa zarastro)
[+] e'un spielberg molto serio (di gustibus)
[+] assolutamente d'accordo (di no_data)
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vanessa zarastro venerdì 2 febbraio 2018
giornalismo d’inchiesta Valutazione 4 stelle su cinque
72%
No
28%

Al film è stata fatta una notevole campagna pubblicitaria compresa la presenza dei due fantastici interpreti nella trasmissione televisiva di Fazio la domenica sera. Si è detto e letto molto quindi è difficile dire qualcosa di originale o di diverso.
Posso dire che vedendo il film mi è venuta un’immensa nostalgia di quelle epoche. Era facile capire dov’era il giusto e dove l’errore, chi erano i buoni e chi i cattivi. Le battaglie contro la guerra del Vietnam hanno unito generazioni di giovani pacifisti determinando, in tutto il pianeta, massicce manifestazioni, veglie e marce richiedenti giustizia e fine della guerra. Il mondo sembrava più semplice e il giornalismo (stampato e televisivo) aveva un ruolo fondamentale capace perfino di far cambiare gli eventi. [+]

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loland10 domenica 18 febbraio 2018
stampa in (post)azione Valutazione 5 stelle su cinque
77%
No
23%

The Post” (id., 2017) è il trentunesimo lungometraggio del regista di Cincinnati Steven Spielberg.
All'ennesimo film Spielberg si circonda e ci circonda di un suggestivo racconto con  una coralità ed essenzialità riuscite con intriganti immagini di interni tra una redazione strapiena e un subbuglio politico di la da  venire.
Una pellicola a soggetto, dove ogni particolare e oggetto, fiato e rumore, passo e decisione, scrivania e stampa, sono al loro posto per identificarsi. Una sottrazione elementare, una peculiarità essenziale che rende il tutto un mestiere per pochi. In sordina e in tono minore è il porsi ma i modi sono di un cinema in disuso e di una capacità attrattiva: pochi fotogrammi e giuste sollecitazioni. [+]

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samanta martedì 13 febbraio 2018
autoreferenzialità espressa in film Valutazione 2 stelle su cinque
65%
No
35%

Il film pare fretettolosamente  (e si vede) fatto da Spielberg descrive l'estate del 1971 quando il New YorK Times venuto in possesso di alcuni documenti segreti del Pentagono sulla guerra in Vietnam li pubblicò, malgrado l'opposizione governativa, si aggiunse IL Washington Post che era giunto in possesso di tutti i documenti della guerra che dimostravano che fin dal Presidente Truman la volontà di intervenire nel Sud-est asaitico, specialmente dei dossier riguardanti del ex  ministro Mcnamara ministro della difesa durante le presidenze di Kennedy e di Johnson. Dai documenti si evince che pur avendo gli esperti dimostrato che la guerra era persa Mcnamara continuava a dire in pubblico che stavamo vincendo. [+]

[+] petrolio? (di max821966)
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maramaldo lunedì 5 febbraio 2018
la stampa è al servizio di chi è governato... Valutazione 4 stelle su cinque
60%
No
40%

Prima d'ora, non ci avevo mai pensato. Invece, ho sempre sentito dire che la Stampa costituisce il Quarto Potere. Ciò fa temere che il giornalismo possa mutuare talune pecche del potere tout court: nascondere fatti, manipolare notizie, ingannare la gente. Non so a favore di quali valori quei media del film misero in atto il nixonicidio e il tentato reaganicidio. Bisognerebbe chiederlo a Chomsky. Sconsiglio di rivolgersi a Spielberg. A questi lasciamo il merito di quest'avvincente lavoro in cui l'affabulazione si veste di una puntuale rievocazione. Oltre a condividere l'inno alla libertà non cercherei altri messaggi che richiederebbero il superamento di disinvolture dialettiche tipiche della lezione di Spielberg quali, in questo caso, quello di non interrogarsi sul come/quando/perchè tutti quei presidenti, buoni e meno buoni, s'impegolarono in un'avventura che appariva fallimentare in partenza. [+]

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clavius venerdì 2 febbraio 2018
spielberg gioca sempre in casa Valutazione 2 stelle su cinque
53%
No
47%

Da decenni Spielberg gode di una sostanziale e diffusa ammirazione sia tra il pubblico che tra i critici. Non fa eccezione questo suo ultimo impalpabile lavoro ambientato negli anni 70, che riprende il gusto estetico di quel decennio con le sue carte da parati, le inquadrature dei soffitti, le contestazioni hippies (appena accennate) nelle strade.
Vorrebbe essere un'appassionante difesa del diritto di stampa, ma di appassionante c'è ben poco. Tutto sa di già visto e non vedo nessun coraggio nel riprendere una storia vecchia di quarant'anni che descrive Nixon per l'ennesima volta (come se ne sentissimo il bisogno) come un orco che vediamo solo di spalle, rancoroso, nel suo ufficio di notte, a dare ordini al telefono per impedire che una qualsivoglia notizia possa sfuggire al suo controllo. [+]

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jurimoretti lunedì 26 febbraio 2018
la battaglia dell’informazine Valutazione 4 stelle su cinque
50%
No
50%

1971 Meryl Streep è alla guida del The Woshington Post, Tom Hanks è il testardo direttore del suo giornale. Nonostante siano diversi, l'indagine che intraprendono e il loro coraggio provocheranno la prima grande scossa nella storia dell'informazione con fuga di notizia senza precedenti, svelando al mondo intero la massiccia copertura di segreti governativi la guerra in Vietnam durata per decenni.
 
Per la prima volta abbiamo sul grande schermo Meryl Streep e Tom Hanks insieme e diretti da Steven Spilberg.
Da parte dei nostri due attori abbiamo una grande interpretazione, anche se per Meryl Streep fare una grande interpretazione è un gioco da ragazzi, però di fianco a Tom Hanks, che in questo film va a sbalzi, in alcuni momenti i due sembra che quasi si sfidino, insomma una perfomance da applausi da parte di tutti e due. [+]

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jackmalone domenica 25 febbraio 2018
viva le donne! Valutazione 4 stelle su cinque
50%
No
50%

Perché esiste ancora la libertà di stampa? Forse perché qualcuno nel passato, in un'epoca in cui la diffusione della carta stampata aveva un valore incommensurabile, ha creduto in questa idea infischiandosene delle conseguenze economiche e legali delle proprie scelte. Con la diffusione di Internet; l'immensa fonte di notizie (non solo informazioni) dove chiunque può dire tutto e il contrario di tutto  senza addurre prove documentate, queste scelte coraggiose non hanno più senso. Abbondano le fake news e smentire una notizia palesemente falsa ha meno risonanza della bufala di turno. Colpisce in questo film il lavoro meticoloso, competente e professionale di oscuri lavoratori della stampa, il loro spirito di sacrificio e la caparbietà nel portare avanti le loro idee, dei veri eroi ai quali non viene dato nessun pubblico riconoscimento. [+]

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Uscita nelle sale
giovedì 1 febbraio 2018
Distribuzione
Il film è oggi distribuito in 3 sale cinematografiche:
Showtime
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