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pelgrana
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sabato 8 novembre 2014
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un'irritante frittata
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Che Nolan abbia perso la bussola fin dai tempi del mediocre Inception me n'ero accorto, ma che arrivasse a gigioneggiare con la sua megalomania non me l'aspettavo proprio. La fantascienza del regista è un pasticcio di inappropriate conoscenze fisiche, banalissime filosofie sentimentali e ricorrenti luoghi comuni che rendono il film un'esperienza già vissuta, già vista, già noiosa. E' inutile ribadire che giocando col Tempo e soprattutto con i viaggi nel tempo si inciampa quasi sempre nel ridicolo e nell'illogico (quando però non si tratta di una spassosa avventura di sense of wonder spielberghiano come Back to the Future) e Interstellar ne è il più recente esempio.
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Che Nolan abbia perso la bussola fin dai tempi del mediocre Inception me n'ero accorto, ma che arrivasse a gigioneggiare con la sua megalomania non me l'aspettavo proprio. La fantascienza del regista è un pasticcio di inappropriate conoscenze fisiche, banalissime filosofie sentimentali e ricorrenti luoghi comuni che rendono il film un'esperienza già vissuta, già vista, già noiosa. E' inutile ribadire che giocando col Tempo e soprattutto con i viaggi nel tempo si inciampa quasi sempre nel ridicolo e nell'illogico (quando però non si tratta di una spassosa avventura di sense of wonder spielberghiano come Back to the Future) e Interstellar ne è il più recente esempio. I rapporti personali sono quanto di più banale si possa trovare, a cominciare dalla relazione padre-figlia con un tardivo complesso di Elettra e per finire col risibile mi stai simpatico ma sei anche un po' stronzo rapporto tra i due protagonisti. Che dire poi degli stereotipi che abbondano, straripano da tutta la pellicola: l'uomo di colore lasciato da solo nella base maledetta, lo scienziato pazzo risvegliato dopo anni di ibernazione, il protagonista-prescelto che vive a pochi chilometri dalla base più segreta del pianeta, i messaggi dal futuro, gli universi multi-dimensionali... Che poi stavolta Nolan arriva persino a fare, ammetto, delle simpatiche citazioni: ovviamente da 2001 Odissea nello Spazio (che giganteggia nel confronto fra le due pellicole), da The Black Hole, da (addirittura!) Star Wars; ma Nolan si spinge oltre, arrivando (stancamente) a citare sè stesso (l'onda gigante che sembra l'isolato che oniricamente si inclina su Inception). Eppure perde sempre il confronto, seppur spettacolarizzandolo, perchè non innova ma costruisce sopra, non inventa ma recupera, senza correggere, senza rendere personale, senza osare.
Il messaggio non arriva: la solitudine e l'umanità del piccolo uomo sono già tessute con inarrivabile maestria nei capolavori di Kubrick (Odissea nello Spazio) e Tarkovskij (Solaris); amore, incomunicabilità e vicinanza non hanno bisogno di trattazioni così banali; e iperboli fantascientifiche sono più appassionanti nei trattati scientifici del Cern di Ginevra.
Cosa rimane? La tecnologia? Gli effetti speciali? Lo spettacolo? La tecnica cinematografica?
No. Nessuna sapiente inquadratura, nessun originale gioco di sequenze, nessuna novità nel saper narrare per immagini.
Un'occasione sprecata, un intestellare perdita di denaro.
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(di no_data)
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rainsaint
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sabato 8 novembre 2014
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mi spiace chris. purtroppo non posso farlo...
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Non volendo dilungarmi troppo (anche perché non ho intenzione di sprecare il mio “tempo”, non avendo buchi spazio-temporali con i quali recuperarlo) arrivo subito al punto: Christopher Nolan è un regista indubbiamente mediocre e sopravvalutato. Interstellar è un film inutilmente lungo, diretto male e scritto anche peggio. Prima di tutto la sceneggiatura. La storia, benché le premesse siano alquanto semplici, affascinanti e lineari (la specie umana, in procinto di estinguersi a causa della penuria di cibo e delle condizioni climatiche, è costretta a cercare nuovi pianeti che possano accoglierla) è astrusa, a tratti ridicola, priva di senso, caratterizzata da molte lacune e da una morale spiccia e buonista.
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Non volendo dilungarmi troppo (anche perché non ho intenzione di sprecare il mio “tempo”, non avendo buchi spazio-temporali con i quali recuperarlo) arrivo subito al punto: Christopher Nolan è un regista indubbiamente mediocre e sopravvalutato. Interstellar è un film inutilmente lungo, diretto male e scritto anche peggio. Prima di tutto la sceneggiatura. La storia, benché le premesse siano alquanto semplici, affascinanti e lineari (la specie umana, in procinto di estinguersi a causa della penuria di cibo e delle condizioni climatiche, è costretta a cercare nuovi pianeti che possano accoglierla) è astrusa, a tratti ridicola, priva di senso, caratterizzata da molte lacune e da una morale spiccia e buonista. Essa si vuole dotare di fondamenta rigorosamente scientifiche (basandosi, a detta dello stesso Nolan, “a ore e ore di lezioni sui buchi neri e sulla teoria della relatività”), ma che fa del suo cardine una “legge” pseudo-scientifica dal carattere prettamente ironico: la legge di Murphy (citata e citata e citata fino alla noia). I fratelli Nolan hanno ormai abituato il pubblico a trame “complesse e articolate” (Memento, The Prestige, Inception) che sommariamente, se ben metabolizzate dallo spettatore, di fatto, non portano da nessuna parte, con il loro immancabile “finale-non finale” a sorpresa il cui unico scopo è stupire lo spettatore senza significare assolutamente nulla (Inception). E così accade in questo film, alla fine del quale si arriva a domandarsi:”Ma come è finito?”. Lo scopo di tutto ciò è quello di indurre lo spettatore, esattamente come usava Stanley Kubrick (del quale non posso, benché non sia uno dei miei registi preferiti, non riconoscerne e affermarne la grandezza) a riguardare e riguardare il film per cercare di cogliere particolari che gli consentano di completare il puzzle e farlo sorridere e compiacersi in questa forma di intrattenimento che va oltre lo schermo. Il problema è che qui, come negli altri film per altro, gli indizi non ce ne sono. Il protagonista, Cooper, è il solito “tipo”, caratterizzato dai soliti comportamenti dettati dai soliti stereotipi del solito Nolan: un uomo di mezza età, bianco, reietto, con problemi familiari (come del resto Bruce Wayne, Dom Cobb, Robert Angier, Leonard Shelby). I personaggi femminili (Murph e la dott.ssa Brand) sono, come al solito, la causa scatenante (la figlia) di ogni azione del protagonista o ne sono l’ostacolo principale (la scienziata). I personaggi sono privi di spessore, semplici caratteri. I robot presenti nel film sono la brutta copia di HAL 9000… un pasticciaccio brutto che offende ogni degno cinefilo. E non c’è altro da dire poiché sono semplicemente un abominio. La trama, infine, (anche se si potrebbe continuare) è pervasa da un continuo desiderio di porre domande allo spettatore (come al solito) e da un’altrettanto insostenibile bisogno di fornirgli tutte le risposte, senza per altro adempiere allo scopo, aprendo anzi interrogativi ben più reali e concreti sullo sviluppo della storia stessa, come accennato poc’anzi. Lo spettatore non viene lasciato mai solo per tutto il film, nel senso che ogni cosa è “detta” esplicitamente, senza alcun sottointeso particolare, da uno dei personaggi e mai “mostrata” attraverso le immagini. Tutte le rocambolesche “risposte”(?) di Nolan in Interstellar non valgono una singola domanda posta da Kubrick in 2001:Odissea Nello Spazio. Veniamo ora alla regia. Christopher Nolan in questo film vuole emulare Stanley Kubrick (e in piccola parte oserei dire anche Ridley Scott) e affermare la sua superiorità. Di contro dimostra palesemente la sua mediocrità. Le immagini di Saturno, della Terra, dello Spazio ricordano gli scenari di 2001:Odissea Nello Spazio o Alien, scenari da cartolina, un po’ sfocati, vuoti e dalle tinte nuance pastello di assoluta magnificenza e bellezza, sulla scia dei quali Nolan vuole porsi e immancabilmente risulta fuori luogo. La colonna sonora (benché io consideri il maestro Hans Zimmer uno dei più grandi compositori della storia del cinema, con le sue indimenticabili colonne sonore de “Il Gladiatore”, “L’Ultimo Samurai”, “Pirati dei Caraibi”, “Il Codice Da Vinci”, “Sherlock Holmes” solo per citarne alcune) è ridondante, sempre presente (pochissime le scene in cui vi è assoluto silenzio…perché caspita siamo nello Spazio) e spesse volte non è altro che un baccano assordante, un mix mal riuscito tra la musica elettronica e new age di Vangelis in Blade Runner e il “Così Parlò Zarathustra” di Strauss in 2001. Le citazioni di Nolan al capolavoro di Kubrick si sprecano e si ridicolizzano da sé invogliando lo spettatore a tornare a casa e rivedersi 2001 (durante la scena del salvataggio di Cooper nello spazio prima dell’epilogo ci si può quasi aspettare di vedere attraverso il suo casco il feto nella placenta di 2001). Il medium close up (primo piano a distanza media che lascia intravvedere lo sfondo) e il montaggio frenetico non valorizzano al massimo gli attori presenti (come del resto nei precedenti film del regista). Le inquadrature sono spesso sterili e ripetute, benché in assenza di gravità il regista avrebbe potuto sorprendere e reinventarsi con shots sempre diversi: in Gravity, di Alfonso Cuaron, a stento si riesce a orientarsi grazie alle fini ed elaborate e preziose acrobazie della telecamera, in Interstellar di Nolan, benché si sia ai confini dell’Universo, lo spettatore è sempre con i “piedi per terra”. Gli effetti speciali risultano, indubbiamente, spettacolari e i nuovi mondi visitati dagli esploratori spaziali sono alquanto carichi, al contempo, di desolazione e bellezza, ma quale prodotto cinematografico contemporaneo dall’alto budget (come lo sono i film di Nolan) oramai non è ineccepibile nell’utilizzo della computer grafica? Nessuno. Nolan con Interstellar vuole affermarsi come il nuovo Kubrick, come un regista di spessore in grado di unire la cripticità dello stesso Kubrick alla spettacolarità di Scott, rivelandosi altezzoso e pieno di boria, finendo, con la sua arroganza derivante da una completa sopravvalutazione del proprio ruolo o dei propri meriti, a poter essere paragonato a un “primate che sbalordito si avvicina a stento a qualcosa che non potrà mai non solo raggiungere, ma nemmeno avere la capacità di comprendere”.
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(di gnoma)
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leonidaxx
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sabato 8 novembre 2014
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interstellar di maurizio ragazzi
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In una ambiziossima Space Opera deliberatamente ispirata a film come Uomini veri (1983) di Philiph Kaufman, che paga pegno alle regole di 2001 O.S. di Kubrick, ma che ha poco a che spartire con la cine-fantascienza del Gravity (2013) di Cuaròn e dei due Solaris (1972) di Tarkovskij e Soderbergh (2002), l’esplorazione dello spazio rappresenta l’estremo assoluto dell’esperienza umana ed è forse l’unico modo per definire realmente la nostra esistenza nell’ambito dell’universo. Anche se gli aspetti più interessanti del film sono proprio quelli scientifici relativi al viaggio interstellare di Cooper (scaturiti dalla mente del geniale fisico teorico statunitense Kip Thorne, noto per le se teorie sui viaggi nel tempo ed i campi gravitazionali ), l’Interstellar di Nolan, malgrado la presenza di chiavi di lettura filosofiche e metafisiche è essenzialmente una commovente storia di amore, con la “A” maiuscola, di un padre per i propri figli.
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In una ambiziossima Space Opera deliberatamente ispirata a film come Uomini veri (1983) di Philiph Kaufman, che paga pegno alle regole di 2001 O.S. di Kubrick, ma che ha poco a che spartire con la cine-fantascienza del Gravity (2013) di Cuaròn e dei due Solaris (1972) di Tarkovskij e Soderbergh (2002), l’esplorazione dello spazio rappresenta l’estremo assoluto dell’esperienza umana ed è forse l’unico modo per definire realmente la nostra esistenza nell’ambito dell’universo. Anche se gli aspetti più interessanti del film sono proprio quelli scientifici relativi al viaggio interstellare di Cooper (scaturiti dalla mente del geniale fisico teorico statunitense Kip Thorne, noto per le se teorie sui viaggi nel tempo ed i campi gravitazionali ), l’Interstellar di Nolan, malgrado la presenza di chiavi di lettura filosofiche e metafisiche è essenzialmente una commovente storia di amore, con la “A” maiuscola, di un padre per i propri figli. Si parla di scelte, di dovere, di sacrificio e delle profonde e invisibili connessioni che legano gli esseri umani. Il concetto di amore famiglia e paternità, che travalica il tempo e lo spazio come una quinta dimensione che attraversa la quadrimensionalità dell’universo, rimane il perno attorno al quale ruota tutta la trama di Interstellar. A dare il volto allo splendido personaggio di Cooper è Matthew McConaughey, ex-pilota collaudatore ed ingegnere che ha perso la moglie per malattia da diversi anni. Cooper è un uomo coraggioso, un padre di famiglia, segnato dalla vita e dagli eventi, le cui rigide ed adrenaliniche regole di vita, insieme ad un indomita capacità di superare i propri limiti per sfidare l’ignoto, lo rendono una figura archetipica che incarna alla perfezione lo spirito pioneristico americano di avventura e spavalderia in un opera che, a suo modo, rilegge e riedifica le tematiche dell’epica americana del west e della frontiera (...)
La sana e sacrosanta ambizione dell’intrepido Nolan si riflette, naturalmente, anche nell’innovativa messinscena di Interstellar, specialmente nella sua personale idea di utilizzo narrativo del montaggio parallelo, capace di gestire simultaneamente molteplici livelli di trama e intreccio come le vicende dell’astronauta Cooper, della figlia Murph, del Professor Brand, di Amelia e degli altri personaggi del film. Quella che potremmo definire come la “Tetralogia del tempo” di Nolan (Memento, The Prestige, Inception, Interstellar) testimonia meglio di ogni altra opera l’innata capacità del suo cinema di saper raccontare storie attraverso l’interpolazione di differenti linee temporali, che aiutano il racconto (e il cinema) ad individuare nuovi percorsi espressivi. In Interstellar, come nel cinema, il Tempo è un “codice” ed il tempo della vita degli astronauti che vivono oltre “Gargantua” (che ruota a velocità prossime a quelle della Luce), non è lo stesso di quello degli abitanti sulla Terra. Tuttavia, nonostante le vicende dei personaggi protagonisti del film si sviluppino in momenti e luoghi diversi, distanti migliaia di anni luce tra loro, può accadere che, miracolosamente, il “Super-Tesseract” quantistico al centro di Garguantua infranga le regole canoniche dello spazio tempo, dando avvio ad una serie di azzardatissimi eventi finali che trovano il loro naturale compimento nel concetto di Amore inteso anche come “Riunificazione”. Verrebbe proprio da dire che “il Tempo è l’Unità..”
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borro11
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sabato 8 novembre 2014
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tutto ciò che può accadere, accadrà.
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Finalmente esce nelle sale cinematografiche un ambizioso progetto nato nel lontano 2007, nato per Spielberg ma realizzato infine da Nolan. La pellicola risulta molto lunga e ben strutturata, la tensione è costante e 3 ore volano via fissando lo schermo. Si è avvolti in immagini spettacolari, un piacere per gli occhi. Nei singoli fotogrammi l'uomo non è mai al centro della scena, l'antropocentrismo si perde a confronto dell'immensità cosmica e i protagonisti e le astronavi si trovano spesso ad essere inquadrati con puntini marginali in scene dominate dall'ingombrante presenza di "bestioni galattici" ( siano essi pianeti, montagne, onde o buchi neri). Hans Zimmer impeccabile nelle colonne sonore, esse non sono mai troppo invasive e soprattutto sono alternate da tanti momenti di silenzio che rendono bene l'idea del nulla.
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Finalmente esce nelle sale cinematografiche un ambizioso progetto nato nel lontano 2007, nato per Spielberg ma realizzato infine da Nolan. La pellicola risulta molto lunga e ben strutturata, la tensione è costante e 3 ore volano via fissando lo schermo. Si è avvolti in immagini spettacolari, un piacere per gli occhi. Nei singoli fotogrammi l'uomo non è mai al centro della scena, l'antropocentrismo si perde a confronto dell'immensità cosmica e i protagonisti e le astronavi si trovano spesso ad essere inquadrati con puntini marginali in scene dominate dall'ingombrante presenza di "bestioni galattici" ( siano essi pianeti, montagne, onde o buchi neri). Hans Zimmer impeccabile nelle colonne sonore, esse non sono mai troppo invasive e soprattutto sono alternate da tanti momenti di silenzio che rendono bene l'idea del nulla. L'uomo, come già detto, risulta marginale ma contemporaneamente causa e origine del tutto. I sentimenti si sovrappongono alla scienza fredda e la psicologia umana permea la pellicola in più punti. L'umanità si tocca anche nel nulla, potere dei ricordi, e rimanda i figli di Adamo a protagonisti di tutto l'universo. Un interrogativo sorge spontaneo: vale la pena far sopravvivere la specie per poi perdere i propri cari? Ai posteri ( se ci saranno) l'ardua sentenza. Questa pellicola, tirando le somme, è un opera da cineteca un film da vedere e rivedere per cogliere ogni singola sfumatura, ciascun indizio, tutte le citazioni. Perché in Interstellar vale la legge di Murphy: tutto ciò che può accadere, accadrà.
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egusegus
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sabato 8 novembre 2014
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la medriocrita' che non ti aspetti da un genio...
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Film orrendo, senza ne capo ne coda che gioca sul sensazionale, una rifrittura di 2001 Odissea nello Spazio ma con un impossibile Happy End Americano. Nessuna possibilità di trovare un briciolo di realta' in una trama che rende realistico pure il mondo dei Puffi.
Il film da una perfetta componente emotiva solo perche' perfettamente ingegnerizzato per commuovere toccando luoghi comuni come l' amore per i genitori o amore per il figli, grettezza del genere umano o l' assoluta abnegazione dell eroe, senza dire alcun che' di nuovo, interessante o minimamente originale .
Bella colonna sonora che fa il verso, come gia' detto, a 2001 odissea nello spazio senza pero averne la classe.
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Film orrendo, senza ne capo ne coda che gioca sul sensazionale, una rifrittura di 2001 Odissea nello Spazio ma con un impossibile Happy End Americano. Nessuna possibilità di trovare un briciolo di realta' in una trama che rende realistico pure il mondo dei Puffi.
Il film da una perfetta componente emotiva solo perche' perfettamente ingegnerizzato per commuovere toccando luoghi comuni come l' amore per i genitori o amore per il figli, grettezza del genere umano o l' assoluta abnegazione dell eroe, senza dire alcun che' di nuovo, interessante o minimamente originale .
Bella colonna sonora che fa il verso, come gia' detto, a 2001 odissea nello spazio senza pero averne la classe.
Luoghi comuni del sentimento impacchettati in un tecno bla bla senza senso ed infiorettato da panorami mozzafiato possibili quanto gli unicorni. sugli arcobaleni.
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epika
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sabato 8 novembre 2014
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interstellar - ricetta guidata
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Allora, preparate il piano di lavoro: sgombrate la testa da ogni Star Trek-Wars e lasciateli a casa.
Kit necessario: Un sacchetto enorme di pop corn, un pacchetto di patatine molto croccanti, bottiglietta d'acqua frizzante. Una decina di frasi tipo Facebook (quelle sull'amore, sull'amicizia su sfondo di stelline e cuoricini). Una buona presa di Gravity, Elysium q.b. aroma di Odissea nello spazio, nonché un alito di Harry Potter. Prima di cominciare procuratevi anche due cose fondamentali: un'amica/o con cui vederlo, una di quelle spiritose e che ama la fantascienza, e una confezione di M&M da chilo, a testa.
Il film comincia. Fotografia bellissima, bella regia. Interviste ai posteri di sopravvissuti, e sai già che non ci sarà da ridere.
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Allora, preparate il piano di lavoro: sgombrate la testa da ogni Star Trek-Wars e lasciateli a casa.
Kit necessario: Un sacchetto enorme di pop corn, un pacchetto di patatine molto croccanti, bottiglietta d'acqua frizzante. Una decina di frasi tipo Facebook (quelle sull'amore, sull'amicizia su sfondo di stelline e cuoricini). Una buona presa di Gravity, Elysium q.b. aroma di Odissea nello spazio, nonché un alito di Harry Potter. Prima di cominciare procuratevi anche due cose fondamentali: un'amica/o con cui vederlo, una di quelle spiritose e che ama la fantascienza, e una confezione di M&M da chilo, a testa.
Il film comincia. Fotografia bellissima, bella regia. Interviste ai posteri di sopravvissuti, e sai già che non ci sarà da ridere. Si apre sui campi di mais sconfinati, (e pensi al Kansas e ti vedi arrivare Clark Kent che corre fra le pannocchie). Molta polvere, terra affamata, gente triste, dialoghi belli e dialoghi (Facebook).
Attori bravissimi, (mettete in saccoccia), musica pazzesca a base di organo che più tragico non si può, bellissima (mettete in saccoccia). Dopo un'ora avete finito i pop corn e mezza bottiglietta d'acqua e siamo ancora sulla terra a discutere di come i protagonisti abbiano trovato il posto più segreto della terra (dicono) che in fondo è un casotto recintato nel nulla. Dentro però c'è una intera stazione spaziale in costruzione la borsa di Hermione, la tenda del matrimonio di uno dei gemelli ecc ecc) con migliaia di persone. Vien da pensare che basterebbe seguire il furgone del fornaio. Dialoghi scientifici (patatine molto croccanti così non senti i tecnicismi orrendi e ti resta solo l'immagine smarrita degli occhi degli attori che, si vede benissimo, stanno pensando ma cosa sto dicendo, ma tanto voi mangiate le patatine).
Si parte per l'esplorazione.Effetti speciali giusti(mettete in saccoccia.Ti riprendi un po' dall'ora iniziale. Credi. Poi tutto rallenta di nuovo,(patatine, il molto croccante è perché così non vi potete addormentare). Copritevi con la giacca, che dopo due ore avete un freddo della madonna. Le vicende nello spazio vanno a momenti alterni, alcune sorprendono, altre un po' telefonate. dialoghi alcuni belli e altri (facebook) Avete già usato tutti gli aromi che avevate e allora aggiungete Odissea nello spazio, Gravity, e la buona presa di Elysium. Abbandonatevi alla follia della bella grafica digitale e avviatevi al finale con organo Zimmer stupendo ma che vi sta facendo venir voglia di tagliarvi le vene. Cast stellare in ogni singolo momento, ma davvero davvero. Finale gradito.
Si spengono le luci, la gente si alza va via, silenziosa, voi e la vostra amica vi guardate, silenziose. Uscite, l'aria è fresca, quello è il momento del sacchetto da chilo di M&M.Croccanti, dolci, cioccolatosi, antidepressivi. Salite in macchina. Che giudizio (personalissimo) dare?
In quel momento potete sorridere, perché sta arrivando il momento che avete atteso da una vita. Quello in cui vi vendicate di tutti coloro che vi hanno giudicato prima, a scuola.
"Che vuol che le dica, signor Nolan, ma sì, arriva alla sufficienza piena, tre stelle, e mezza, ma il suo film poteva fare di più. Molte potenzialità ma non si applica abbastanza".
Andate piano al ritorno. Dice la vostra amica: Ma quando lo passano su Sky lo rivedi? Mettetevi a ridere mentre rispondete "Assolutamente no. Bello, imponente, ma mi sono sfracellata i coglioni per tre ore".
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andrea.tursi
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sabato 8 novembre 2014
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inside the humanity
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Interstellar è l'ultimo capolavoro del genio britannico. Questa volta però il gioco cambia, il tema non è più la menzogna, come era stato per la trilogia del cavaliere oscuro, "non è ciò che la genete merita ma ciò di cui ha bisogno" diceva Batman al commissario Gordon, questa volta il tempo e l'amora giocano il ruolo più importante, sono loro gli EROI.
Questo film non è semplicemente fantascienza, per quanto gli effetti visivi siano grandiosi, ma un thriller psicologico, un COLOSSAL EMOTIVO mascherato agli occhi perfidi di hollywood! 5 stelle meritate!
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paulife
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sabato 8 novembre 2014
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capolavoro
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Potente, geniale, emozionante,commovente....imperdibile.
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mrgm1221
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sabato 8 novembre 2014
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in fondo siamo sia guardiani che esploratori
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Tanti dicono che i film di fantascienza siano sogni, sogni che un giorno diventeranno realtà (basti pensare ai robot, che solo 60 anni fà erano immaginazione pura, ora sono tutt'intorno a noi). Se la terra non potesse più ospitarci, vorrei un futuro come quello del film, in cui l'umanità guarda avanti.
Non che la nostra Terra non sia importante, questo viene ribadito nella prima mezz'ora, ed è giusto così, perchè intraprendere un viaggio grandioso necessita di una spiegazione altrettanto importante, ed è questo il primo punto che tratta il film: la vita sul pianeta è diventata ormai impossibile (molto verosimile a ciò cui siamo destinati), ed è per questo che bisogna guardare oltre, ovviamente senza ripetere gli stessi errori.
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Tanti dicono che i film di fantascienza siano sogni, sogni che un giorno diventeranno realtà (basti pensare ai robot, che solo 60 anni fà erano immaginazione pura, ora sono tutt'intorno a noi). Se la terra non potesse più ospitarci, vorrei un futuro come quello del film, in cui l'umanità guarda avanti.
Non che la nostra Terra non sia importante, questo viene ribadito nella prima mezz'ora, ed è giusto così, perchè intraprendere un viaggio grandioso necessita di una spiegazione altrettanto importante, ed è questo il primo punto che tratta il film: la vita sul pianeta è diventata ormai impossibile (molto verosimile a ciò cui siamo destinati), ed è per questo che bisogna guardare oltre, ovviamente senza ripetere gli stessi errori.
Il film ha il giusto grado di realtà ed il giusto grado di immaginazione.
Vale a dire che non si tratta una pellicola realizzata in modo superficiale ed insensato come capita nella stragrande maggioranza dei casi, ma piuttosto vorrei definire la prima parte come una sorta di documentario che informa noi "comuni mortali" sui passi da gigante realizzati nella scoperta del cosmo da parte degli scienziati (non per niente l'intero lungometraggio si basa sulle teorie di Kip Thorne, astrofisico al pari del genio Hawking e della grandissima Margherita Hack).
Perciò non è un film troppo esigente, ed è un complimento, perchè preferisce piuttosto basarsi su solide realtà e non esuberare nella fantasia che rischirebbe di rovinare l'intera opera.
Difetti? Ad essere sinceri la bandiera americana compare fino alla nausea, senza contare che si, il marchio NASA sia importante in questo campo, ma rischia di oscurare il lavoro altrettanto essenziale che hanno realizzato enti come l'ESA (European Space Agency) e la RKA (Rossiskaja Kosmiciskaja Agjenstva) russa. Inoltre l'idea di "usa e getta" che alcuni personaggi hanno nei confronti della nostra Terra è molto simile all'idea americana di sfruttare le risorse del territorio. Forse avrebbero dovuto specificare meglio come si è arrivati ad una situazione come quella nella Terra del film.
E comunque, non essendo arrivati ancora a quel punto di non ritorno, dovremmo iniziare a pensarci, seriamente.
Per concludere, è il film giusto per il nostro tempo, come fù "2001:Odissea nello spazio" al tempo della sua uscita.
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[+] e' meglio capire..........
(di pisiran)
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intothewild4ever
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sabato 8 novembre 2014
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un film interstellar-e
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In un futuro non troppo lontano, la Terra è allo stremo e si appresta a far pagare il conto all’umanità, per l’atroce sfruttamento delle proprie risorse. Abbandonato ogni tentativo di progredire nella tecnologia, nel disperato tentativo di rimettersi in pari con la natura, l’uomo si getta corpo e anima nell’agricoltura, o almeno all’unica coltivazione ancora praticabile: il mais. Ma le tempeste di sabbia sono all’ordine del giorno, rendendo chiaro a tutti che il dominio dell’uomo sulla Terra si appresta ad arrivare a conclusione.
Grazie a fenomeni che hanno del paranormale però, uno vecchio pilota della Nasa e la sua bimba prodigio riescono a scoprire che sulla terra c’è ancora chi non demorde e cerca di affidarsi ancora al sapere dell’uomo: la Nasa.
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In un futuro non troppo lontano, la Terra è allo stremo e si appresta a far pagare il conto all’umanità, per l’atroce sfruttamento delle proprie risorse. Abbandonato ogni tentativo di progredire nella tecnologia, nel disperato tentativo di rimettersi in pari con la natura, l’uomo si getta corpo e anima nell’agricoltura, o almeno all’unica coltivazione ancora praticabile: il mais. Ma le tempeste di sabbia sono all’ordine del giorno, rendendo chiaro a tutti che il dominio dell’uomo sulla Terra si appresta ad arrivare a conclusione.
Grazie a fenomeni che hanno del paranormale però, uno vecchio pilota della Nasa e la sua bimba prodigio riescono a scoprire che sulla terra c’è ancora chi non demorde e cerca di affidarsi ancora al sapere dell’uomo: la Nasa. L’ente spaziale si appresta a far partire la sua ultima, estrema, disperata missione nello spazio, nel tentativo di salvare l’umanità da una fine certa.
Da qui inizia il viaggio e da qui in poi... nulla sarà più come prima, compreso il genere Fantascientifico cinematografico.
Christopher Nolan con questo suo ultimo film raggiunge la summa di quanto ottimamente fatto fin ora; come regista e soprattutto come sceneggiatore. Padrone dei tempi cinematografici al punto da riscriverli sorvolando su passaggi su cui altri cineasti avrebbero indugiato e indugiando su altri passaggi in cui altri registi avrebbero sorvolato, come al suo solito inchioda lo spettatore sulla poltrona e lo “costringe” a concentrarsi sugli avvenimenti unici, sugli a volte ostici dialoghi, sulle potenti immagini, non facendogli in alcun modo pesare le quasi tre ore del film.
In questo film Nolan fa compiere una sorta di viaggio nel tempo ai suoi spettatori, volendogli in un certo senso far vedere dove gli umani stanno portando la Terra grazie ai loro comportamenti, avvertendoli che sono loro la causa di tanti sconvolgimenti climatici, ma che probabilmente sono soltanto loro che possono evitare che ciò possa continuare ad accadere, e che sono solo loro che possono tentare di invertire la rotta, salvandosi.
Colonna sonora epica di Zimmer, ottima recitazione, trama magnifica, impatto visivo unico, suspance graduale e con incremento esponenziale nel tempo, Interstellar è un film da andare assolutamente a vedere, senza indugi, perché si candida ad essere il film dell’anno e sicuro protagonista alla notte degli Oscar.
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