Attraverso le immagini dello strepitoso live di San Paolo, l'archivio personale del gruppo e materiali inediti restituiscono uno sguardo unico sul periodo più delicato della storia dei Linkin Park. Espandi ▽
Nel 2017 Chester Bennington si toglie la vita e i Linkin Park, band di enorme successo emersa dalla scena crossover e nu-metal, si sciolgono. Unshatter è il racconto del tormentato ritorno sulle scene, che passa attraverso la scelta di affidare la voce della band a una donna.
Unshatter non è esattamente un film-concerto, o almeno non lo è nel senso tradizionale del termine.
Linkin Park: Unshatter sembra piuttosto voler inventare una forma ibrida nella quale il concerto rappresenta il presente e il documentario che lo interrompe, lo commenta e lo contestualizza diventa il racconto di come quel presente sia stato possibile. Le due componenti hanno un peso pressoché equivalente e, soprattutto, finiscono per completarsi: alle immagini live spetta la celebrazione della band ritrovata, alle sequenze documentarie il compito più complesso di spiegare come i Linkin Park siano arrivati fin lì.
Il punto di partenza è naturalmente la perdita di Chester Bennington, una ferita che per anni ha reso quasi impensabile l'idea stessa di una rinascita del gruppo.
Unshatter racconta allora il percorso compiuto dal 2022 a oggi, seguendo cronologicamente la lenta elaborazione del lutto, le discussioni, i ripensamenti e infine la decisione di tornare a essere una band. Il titolo, Unshatter, suggerisce del resto un'impossibile ricomposizione. Non si tratta di tornare integri a ciò che si era prima della frattura, ma di trovare un modo per continuare dopo che quella frattura ha cambiato per sempre la forma del gruppo. È questo il paradosso che il film riesce a mettere a fuoco: i Linkin Park possono tornare soltanto accettando di non essere più gli stessi.