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mauri
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lunedì 21 settembre 2026
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una boiata!
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Peggior trasposizione di un videogioco al cinema in assoluto. Mi ha fatto rivalutare il primo film di Paul W.S. Anderson ed ho detto tutto!
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mauri
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Peggior trasposizione di un videogioco al cinema. Mi ha fatto rivalutare il primo film della serie di Paul W.S Anderson e ho detto tutto!
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imperior max
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lunedì 21 settembre 2026
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fedele il giusto, autoriale il massimo!
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RESIDENT EVIL.
A un anno di distanza da Weapons Zach Cregger torna dietro la macchina da presa, cimentandosi di nuovo nell’horror, ma in linea eccezionale con un nuovo adattamento videoludico dell’omonima saga per Playstation della quale ne è un grande fan. Personalmente dei film precedenti ritengo validi soltanto il primo e il terzo con Milla Jovovich, qualcuno d’animazione e dei guilty pleasure il secondo e l’ultimo Welcome to Raccoon City. I restanti invece delle vere ciofeche, specialmente la serie Netflix. Stavolta come farà la differenza Cregger ad adattare un videogame per un film? Semplicemente al contrario, tra le altre cose.
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RESIDENT EVIL.
A un anno di distanza da Weapons Zach Cregger torna dietro la macchina da presa, cimentandosi di nuovo nell’horror, ma in linea eccezionale con un nuovo adattamento videoludico dell’omonima saga per Playstation della quale ne è un grande fan. Personalmente dei film precedenti ritengo validi soltanto il primo e il terzo con Milla Jovovich, qualcuno d’animazione e dei guilty pleasure il secondo e l’ultimo Welcome to Raccoon City. I restanti invece delle vere ciofeche, specialmente la serie Netflix. Stavolta come farà la differenza Cregger ad adattare un videogame per un film? Semplicemente al contrario, tra le altre cose.
Il corriere ospedaliero Bryan, in pensiero per la sua compagna rimasta incinta, si prende l’incarico di una consegna straordinaria con paga doppia nel cuore della notte, destinazione Raccoon City Hospital. Durante il tragitto nella strada innevata e in mezzo ai boschi investe per sbaglio una donna, la ritrova ancora viva tra gli alberi e decide di portarla in città insieme a un poliziotto arrivato lì da poco. Non appena la volante della polizia va’ fuori strada inizierà un incubo ad occhi aperti per il nostro Bryan tra corse contro il tempo, creature sempre più inimmaginabili e situazioni tanto impressionanti quanto grottesche.
Già dall’apertura in soggettiva e in piano sequenza su Bryan all’entrata dell’ospedale Cregger dimostra la sua mano nella tecnica e in una messinscena molto ispirata. Diversi primi piani sui personaggi e sulle creature legati a dei movimenti di macchina ben serrati tra carrelli, dolly e camera a mano, diverse soggettive con mirino e arma alla mano che omaggiano Resident Evil 7 e Village, un ritmo dosato ed elaborato tra momenti di tensione, azione e battute di scena. Colpisce all’occhio un’ottima fotografia che esalta molto i bianchi della neve, i rossi e i gialli del sangue e delle luci urbane, i marroni degli interni, i blu fognari e in particolare i neri più oscuri della notte e degli anfratti. Una colonna sonora per nulla invadente, molto di atmosfera e di accompagnamento.
Ottimo il montaggio e ben contenuto in un’ora e mezza. Ben fatte le scenografie tra ambientazioni rurali e urbane come nella strada innevata, la fattoria, nelle gallerie e a Raccoon City. Veramente notevole l’uso dei trucchi e degli effetti speciali tra i digitali praticamente indistinguibili e i pratici in svariate scene come quelle delle creature e la caduta degli infetti dai tetti su strada con sacchi di sangue belli pesanti (dove per poco ci lasciava la pelle Austin Abrams). E a proposito di lui, un’ottima interpretazione con un Bryan dal fisico e i tratti giusti. Buoni anche Paul Walter Hauser e Kali Reis come scienziato dell’Umbrella e la poliziotta e un curioso Zach Cherry in un piccolo, ma importante ruolo.
Di base la storia sarebbe ambientata durante Resident Evil 2, ma come scritto prima Cregger, conscio del fatto che era meglio non trattare le storie dei giochi, decide di adattare il suo cinema appunto al videogioco con diversi cambiamenti. Al posto degli zombie ci sono degli infetti sanguinari con rimandi alla Cosa di John Carpenter, ci sono le BOW ossia creature mutate e potenziate che solitamente rappresentano i boss da sconfiggere, ma quasi tutte reinventate ex novo e con peculiarità da fusioni e agglomerati da bodyhorror in stile Cronenberghiano, vengono mantenute le ambientazioni, i luoghi principali, le atmosfere, la Umbrella Corporation, una certa urgenza nell’arrivare a destinazione, alcuni easter egg come la pianta della salute, delle armi, le cartucce, la macchina da scrivere eccetera. Vengono mantenute le regole di gioco, ma che qui vengono sovvertite e perculate come se per l’appunto Bryan è il giocatore che si incazza perché, in assenza di chiavi, non può sfondare i lucchetti in auto o frantumarli coi proiettili che più volte si mette a contarli. Al posto del solito protagonista muscolare o normale che però si sviluppa in armi e abilità rimane un Bryan completamente avulso, più volte fallibile, capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato e conscio che la realtà è diversa dai videogiochi.
Il tutto in un on the road con situazioni tante volte ironiche, schizzate, grottesche e volutamente comiche, ma sempre mantenendo la tensione e i toni orrorifici che ben si sposano con la regia di Cregger e ricordando la commedia horror di Sam Raimi, Peter Jackson e diversi omaggi a Tobe Hooper e Guillermo Del Toro. Curioso poi il percorso di Bryan che, oltre alla consegna e agli innumerevoli pericoli, deve anche elaborare il suo ruolo di futuro padre portandolo a piccoli conflitti interiori che piano piano si manifesteranno durante il viaggio come nell’incontro con una bambina e nell’ospedale in determinati piani e reparti. Fino ad un finale completamente folle, schizzato e fuori di testa dove Cregger la butterà di fuori regalando un ultimo omaggio al gioco, ma ribaltandone le sorti e amalgamandosi con tutti i registi citati prima, compreso un sottilissimo David Lynch nella sostanza di Eraserhead.
Decisamente non consigliato ai puristi di Resident Evil e a chi non piacciono i finali particolari o i toni grotteschi dove delle volte possono essere presenti delle sospensioni dell’incredulità leggermente infrante.
Comunque è indubbio che rimanga il miglior film del franchise finora in quanto si mantengono lo spirito videoludico e una visione autoriale di genere che ha ancora qualcosa da dire.
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infognaman76
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venerdì 18 settembre 2026
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non chiamatelo resident evil
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Se dai al film il titolo di un videogioco storico come Resident Evil uno inevitabilmente si aspetta un adattamento cinematografico dello storico videogioco che non significa per forza prendere la storia di un videogioco 1:1 e portarla sul grande schermo.
Qui nello specifico i riferimenti al gioco si contano sulle dita di una mano.
Non basta chiamare il film Resident Evil o il luogo dove si svolge l'ultima mezz'ora del film Raccon City per collocare questo film ad un marchio storico dei videogiochi.
Non ha senso intitolare il film Resident Evil e poi prenderne cosi di netto le distanze,usando come pretesto un nuovo corso cinematografico.
In sostanza bastava togliere quei pochissimi riferimenti al gioco e chiamare il film "Il ritorno della Cosa" o "Il corriere maldestro e sfigato" o come cavolo vi pare e nessuno si sarebbe accorto dell'assonanza tra questo film e il mondo di Resident Evil.
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Se dai al film il titolo di un videogioco storico come Resident Evil uno inevitabilmente si aspetta un adattamento cinematografico dello storico videogioco che non significa per forza prendere la storia di un videogioco 1:1 e portarla sul grande schermo.
Qui nello specifico i riferimenti al gioco si contano sulle dita di una mano.
Non basta chiamare il film Resident Evil o il luogo dove si svolge l'ultima mezz'ora del film Raccon City per collocare questo film ad un marchio storico dei videogiochi.
Non ha senso intitolare il film Resident Evil e poi prenderne cosi di netto le distanze,usando come pretesto un nuovo corso cinematografico.
In sostanza bastava togliere quei pochissimi riferimenti al gioco e chiamare il film "Il ritorno della Cosa" o "Il corriere maldestro e sfigato" o come cavolo vi pare e nessuno si sarebbe accorto dell'assonanza tra questo film e il mondo di Resident Evil.
Se poi devo analizzarlo non lasciandomi condizionare dal titolo che ha questo film penso che non sia ne carne e ne pesce.
Vuole essere una commedia ma non mi fa ridere vuole essere un Horror ma non mi trasmette l'ansia e l'angoscia che deve darmi un horror.
In conclusione questo film ha giusto il merito di farti passare 90 minuti di spensieratezza, realizzato perché doveva essere fatto (trentesimo anniversario di Resident Evil) e quindi senza una sceneggiatura che lasci il segno nel tempo.
Un B-Movie platinato e acchittato a festa rimane sempre un B-Movie e di Resident Evil ha giusto il titolo per attirare più gente al botteghino.
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