Il contagio

Film 2017 | Drammatico +13 105 min.

Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata105 minuti
Regia diMatteo Botrugno, Daniele Coluccini
AttoriVincenzo Salemme, Vinicio Marchioni, Anna Foglietta, Giulia Bevilacqua, Maurizio Tesei Nuccio Siano, Carmen Giardina.
DistribuzioneNotorious Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Regia di Matteo Botrugno, Daniele Coluccini. Un film con Vincenzo Salemme, Vinicio Marchioni, Anna Foglietta, Giulia Bevilacqua, Maurizio Tesei. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2017, durata 105 minuti. distribuito da Notorious Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Un film corale, in cui si incrociano vicende di gente comune, di criminali e di spietati affaristi. Tratto dal romanzo di Walter Siti.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Né buoni né cattivi: un'opera a cui l'assoluta attualità si lega a un'altrettanto assoluta assenza di giustificazionismo.
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 2 settembre 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 2 settembre 2017

In un condominio di borgata incontriamo diversi personaggi tra cui emergono Marcello, un ex culturista cocainomane sposato con Chiara ma da tempo in rapporto intimo con lo scrittore Walter, e Mauro che spaccia droga ma vuole cambiare ambiente facendo strada nel mondo degli affari mentre il rapporto con la moglie Simona si va deteriorando.

Ispirato dal romanzo omonimo di Walter Siti pubblicato nel 2008 il film di Botrugno e Coluccini ha le caratteristiche della più assoluta attualità unite a un'altrettanto assoluta assenza di giustificazionismo.

Nella Roma che portano sullo schermo non ci sono i buoni e i cattivi, non ci sono i borgatari da assolvere in quanto vittime e i pariolini e i politici da portare, soli, alla sbarra. Non c'è più nella maniera più totale la Roma pasoliniana (e qui la figura del professore interpretata da Salemme richiama, con qualche sottolineatura di troppo, il poeta e il suo pensiero). Il suo posto è stato preso da un indistinto cinismo che ha soppresso qualsiasi valore in nome di una coazione a ripetere che si associa a una inerzia dominata dal dilagare della corruzione.

Viene in mente una precisa definizione di Papa Francesco che paragona la corruzione all'alitosi che viene avvertita non da chi ne è affetto ma dagli altri. I corrotti e corruttori di questo film non sembrano essere più in grado nemmeno di rendersi conto di quanto sia mefitico il loro agire. Non per questo sono meno colpevoli. Anzi le loro azioni prive di qualsiasi remora o senso di colpa si rivela ancora più gravide di conseguenze quando poi si esercitano sui più indifesi.

La cooperativa che finge di aiutare profughi e richiedenti asilo non può non far pensare alla cosiddetta Mafia Capitale (anche se la definizione di mafia è stata derubricata dalla sentenza) e alle sue numerose ramificazioni nel malaffare. Il fatto che entrambi i registi siano nati nella capitale rende questa denuncia (pur nei parametri di un cinema che non vuole assurgere a pamphlet e cerca di arrivare a un vasto pubblico) ancora più dura. Perché ci dicono che non è più tempo di battere il mea culpa sul petto altrui e il fatto che la loro carta d'identità ci ricordi che hanno meno di quarant'anni ci può aiutare a comprendere come sia questa la generazione che sta maggiormente subendo le conseguenze di un degrado che sta ormai penetrando ovunque come un contagio per il quale non è stato trovato alcun vaccino. Forse perché sono troppi quelli che non sono interessati a cercarlo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 12 settembre 2017
Viviana

Attendevo con ansia il film tratto da un libro fondamentale della narrativa italiana recente, che ho letto e apprezzato. Sono stata ripagata: gli attori sono straordinari, Marchioni ha scolpito il suo corpo sul personaggio di Marcello. La regia alterna registri diversi, le storie si sovrappongono nella prima parte sino ad esplodere. Salemme sorprende per la  misura della sua interpretazione e [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 settembre 2017
pier71

Venezia. 2017. Da un romanzo mediocre è stato tratto un film (?) ancora più sciatto, incolore, destinato ad arricchire la pila dei film (?) italiani senza arte né parte. Come può essere definito film questo accrocco di attori (nel miglore dei casi ordinari), di storielle ricattatorie, di fotografia ammiccante ma povera, di seni e Salemmi ostentati e tristi, avvizziti.

venerdì 1 settembre 2017
gianmaria.silv

Un'accozzaglia di luoghi comuni mal recitati e peggio diretti. Un mix di tutto ciò che si è visto su Roma e "il mondo di mezzo" negli ultimi anni. Il film non risparmia nessun cliché e calca spesso la mano (scene a rallentatore, cambio di schema di colori e tonalità) inutilmente. Non lascia alcuno spazio all'interpretazione e al non detto.

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