Barbarossa

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Un film di Renzo Martinelli. Con Rutger Hauer, Raz Degan, Kasia Smutniak, Hristo Shopov, Cécile Cassel.
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Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 139 min. - Italia 2008. - 01 Distribution uscita venerdì 9 ottobre 2009. MYMONETRO Barbarossa * * - - - valutazione media: 2,35 su 59 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,35/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * 1/2 - - -
 critica * - - - -
 pubblico * * 1/2 - -
   
   
   
La vicenda si svolge nelle terre dell'Italia del Nord soggette al dominio dell'Imperatore tedesco Federico detto Barbarossa.
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primo piano
Dietro le eccellenti abilità di produttore di Martinelli non si ritrova la capacità di scrivere una sceneggiatura originale
Giancarlo Zappoli     * 1/2 - - -

Anno 1158. Nelle campagne intorno a Milano un ragazzino, Alberto da Giussano, salva la vita a un cavaliere che gli donerà un pugnale: è l'imperatore Federico I di Hohenstaufen. Il giovane Alberto torna dalla famiglia mentre Federico si sente dire da una veggente che la falce gli procurerà la sconfitta e l'acqua la morte. Alberto, cresciuto, si innamora di Eleonora considerata una fanciulla strana e in grado di 'sentire' ciò che accadrà. Federico invece porta all'altare la sposa bambina Beatrice di Borgogna e avverte come ineludibile l'esigenza di sottomettere i liberi comuni italiani a partire da Milano che verrà assediata e rasa al suolo anche grazie al tradimento del milanese Siniscalco Barozzi. Alberto vede morire i fratelli e tenta di uccidere l'imperatore che, riconosciuto in lui il suo salvatore di un tempo, lo lascia libero. Alberto però non demorde.
Il recensore nell'affrontare questo film si trova dinanzi a un bivio: leggerlo politicamente o sul piano cinematografico? Non è possibile esimersi dall'affrontare entrambi i percorsi. Perché è vero che Martinelli ha cercato in extremis di farne un manifesto di libertà tout court ma l'apparato 'politico' messo in essere per la prima mondiale (con tutti gli esponenti della Lega e il Presidente del Consiglio presenti non 'in sala' ma nel più evocativo Castello Sforzesco) oltre a un raffinato volume edito dalla Regione Lombardia erano lì a smentirlo. Non poteva quindi mancare un certo sentore da film di regime (alla Scipione l'Africano tanto per intenderci) in cui alle glorie dell'antica Lega Lombarda si intendeva associare quelle dell'odierna. Il tentativo si è rivelato però di cortissimo respiro perché se la Compagnia della Morte combatté a Legnano contro Federico I Von Hohenstaufen (il nome è ovviamente tedesco e nel film se ne rimarca l'origine) l'odierno movimento politico si trova ad affrontare 'nemici' che parlano la sua stessa lingua anche se non i suoi stessi (innumerevoli) dialetti padani. Quindi il panorama storico-politico è da considerarsi totalmente non omologabile anche se è un peccato che la Compagnia della Morte vestisse di nero. Il verde le avrebbe donato di più.
Detto ciò veniamo al film che si avvale di quello che è ormai una sorta di marchio autoriale: un film di Renzo Martinelli. Chi scrive aveva apprezzato il coraggio controcorrente di Porzus. Progressivamente però il regista brianzolo ha affinato le proprie innegabili doti tecniche convogliandole nel più tranquillo ma assolutamente meno creativo alveo del conformismo narrativo.
Perché Barbarossa avrebbe potuto diventare al contempo un Braveheart padano e l'occasione di riscossa per il kolossal made in Italy. Ma il film di Gibson viene emulato solo sul piano di una battaglia che si protrae con la sola finalizzazione di mostrare il maggior numero di scorrimenti di sangue possibili. Il kolossal invece viene soffocato nella culla (anche se le potenzialità ci sarebbero state) da una sceneggiatura nei confronti della quale Elisa di Rivombrosa diventa un classico. Perché il Luca Ward della serie tv diretta da Cinzia Th. Torrini era un cattivo infinitamente più sfaccettato del digrignante Murray Abrahams la cui iperbolica e proterva libidine viene seguita, anche nel sottofinale, a danno del nucleo centrale della storia. Se a Federico I viene concesso qualche spiraglio di umanità (anche se ci risulta che nella sceneggiatura il personaggio avesse molti più margini di sviluppo svaniti nel montaggio) Alberto da Giussano (già di per sé personaggio probabilmente leggendario) evolve (o involve?) in un modo che lascia perplessi (per usare un eufemismo). Di inquadratura in inquadratura si fa sempre più 'libero', selvaggio ed esagitato con lo sguardo truce di chi quando grida la parola "Libertà" la confonde con "Vendetta". Ovviamente Roma, quando Federico la raggiunge, non può che essere 'debole e malata' tanto che vi scoppia la peste mentre l'eroina non può esimersi dall'amare e sposare (con rito celtico?) il 'capo' ed affrontare per lui il martirio.
Insomma il deja vu domina e poco conta sottolineare, come fa il regista, che per la prima volta si è utilizzato in Italia il sistema di "crowd replication" per espandere il numero delle comparse virtuali. Vista l'abilità di Martinelli nel far confluire capitali sui suoi progetti (a proposito, domanda a chi propone gli scioperi del canone: Rai Cinema ha investito solo denaro padano o di tutti?) gli si può riconoscere un'eccellente qualità di produttore. Come sceneggiatore finisce con il rendere ormai un pessimo servizio (non dimentichiamo Il mercante di pietre) alle cause che abbraccia.

Premi e nomination Barbarossa MYmovies
Barbarossa recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Barbarossa
Primo Weekend Italia: € 402.000
Incasso Totale* Italia: € 835.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 22 novembre 2009
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Mediocrità imbarazzante

venerdì 7 gennaio 2011 di marco romani

devo dirlo, ho visto questo Barbarossa con tutte le buone intenzioni, senza alcun pregiudizio l'ho visionato con l'aspettativa di gustrami un film ben realizzato, nonostante la brutta fama di essere infarcito di retorica leghista spicciola (ma in realtà è molto peggio di così). La pellicola inizia subito male proponendoci sequenze lente, confuse e pacchiane nel tentativo (mal riuscito) di rappresentare lo stato di "terrore" prodotto dai feudatari di Federico continua »

* * * * *

Nel'epopea del barbarossa rivive la nostra storia.

martedì 13 ottobre 2009 di massimo49

Federico I Hohenstaufen detto il Barbarossa fu imperatore del Sacro Romano Impero. Il giorno di Pentecoste, il 17 giugno 1156 Federico sposò a Würzburg Beatrice di Borgogna, figlia unica, del conte di Borgogna Rinaldo III e di Beatrice di Lorena. L'assedio di Milano è un fatto reale. L'esecuzione della distruzione di Milano fu affidata ai nemici tradizionali di Milano: Pavia, Lodi, Como, Cremona. Queste città assalirono Milano, quasi casa per casa, trasformando un atto di cosiddetta giustizia imperiale continua »

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DVD | Barbarossa

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 17 febbraio 2010

Cover Dvd Barbarossa A partire da mercoledì 17 febbraio 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Barbarossa di Renzo Martinelli con Rutger Hauer, Raz Degan, Kasia Smutniak, Hristo Shopov. Distribuito da 01 Distribution. Su internet Barbarossa è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 5,99 €
Prezzo di listino: 7,99 €
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INCONTRI | Placido, Stuart, Solarino, Scianna e Timi parlano del film.

Azione ed espiazione del “bel renè”

martedì 18 gennaio 2011 - Luca Marra

Vita, azione ed espiazione del “bel Renè” Dopo il passaggio in laguna all'ultimo Festival del cinema di Venezia, arriva nelle sale italiane Vallanzasca - Gli angeli del male, vita, azione ed espiazione del “bel Renè” ovvero Renato Vallanzasca, criminale milanese degli anni '70, autore di numerose rapine e omicidi che sconta con 260 anni di carcere. A ritrarlo al cinema ci ha pensato l'ex commissario Cattani, Michele Placido che ha presentato oggi a Roma il film insieme al resto del cast: Kim Rossi Stuart che interpreta Vallanzasca, e poi Valeria Solarino, Francesco Scianna, Filippo Timi e, a sorpresa, c'era anche Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, autori della colonna sonora.

   

FOCUS | Il Barbarossa di Renzo Martinelli.

Eroe sul territorio

lunedì 5 ottobre 2009 - Pino Farinotti

Alberto da Giussano, eroe sul territorio Alla rappresentazione di Barbarossa era presente la Lega. Sullo schermo, quella lombarda costituitasi a Pontida nel 1167 e che il 29 maggio del 1176 sconfisse a Legnano Federico I Hohenstaufen, imperatore del Sacro Romano Impero. Nella platea del magnifico cortile dello Sforzesco c'era la Lega di Bossi: il leader e poi senatori e ministri. E c'erano il Presidente del Consiglio e il sindaco di Milano. Il regista Martinelli, ha fatto agire Alberto sul territorio proponendo il film in cinquanta città del nord.

FOCUS | Martinelli porta sullo schermo la battaglia di Legnano.

Più leggenda che storia

lunedì 4 agosto 2008 - Pino Farinotti

Federico e Alberto: più leggenda che storia Federico I Hohenstaufen, detto Barbarossa, fu imperatore (1152-1190) del Sacro Romano Impero. Ebbe una concezione ideale, religiosa e totale del ruolo dell'imperatore, il cui destino era assegnato da Dio. Federico non ebbe mai alcun dubbio su questa sua predestinazione. Si riteneva, a tutti gli effetti, con tutti gli avvalli e legittimazioni, il padrone del mondo. Tutte le sue azioni erano concepite in quel senso. E quando l'azione - la guerra o la pace, la battaglia o gli editti- non riusciva, Federico la leggeva comunque come una prova felice, un segnale divino.

CELEBRITIES | Per sempre Roy Batty, l'attore olandese si è costruito una carriera da poliedrico.

Il monologo

martedì 6 ottobre 2009 - Stefano Cocci

5x1: Rutger Hauer, il monologo Un bel giorno mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana". Forse il modo per raccontare l'attore reso celebre da uno dei monologhi più importanti della storia del cinema è un altro monologo, ottenendo un accostamento irriverente. Però, per Rutger Hauer non basta, o non solo, il Roy Batty di Blade Runner. "Io ho viste cose..." disse ma Hauer ne ha viste davvero tante di cose perché, dopo un'infanzia passata con le tre sorelle e la governante con cui i genitori, attori drammatici, li lasciavano durante le loro lunghe tournée, decise di seguire le orme del nonno, capitano di lungo corso, e si imbarcò su una nave mercantile.

Che barba(rossa) 'sto film

di Alberto Crespi L'Unità

Facciamo uno sforzo. Proviamo a dimenticare che Barbarossa è al centro di un'operazione politica orchestrata da Bossi e dalla Lega. Proviamo a dimenticare che c'è stata la ridicola première al Castello Sforzesco, con il Carroccio in grande spolvero, Berlusconi benedicente e alcuni membri del governo (gli ex di An) visibilmente imbarazzati. Proviamo a dimenticare che l'ex ministro Castelli ha chiesto spiegazioni sul fatto che all'Oscar è candidato Baarìa, anziché questo gioiellino medioevale. Masì, dimentichiamoci di tutto. »

Povero Barbarossa Ma ci fa o ci è?

di Roberta Ronconi Liberazione

Il Barbarossa di Renzo Martinelli pone ai critici cinematografici un serio problema. Una quaestio dirimente. Ovvero: trattasi di un film o di una parodia? Non è una polemica sinistrorsa, il quesito è reale. Iniziamo dall'inizio. Siamo nelle terre del Nord (in realtà, la Romania, dove il film è stato interamente girato), dominate dall'imperatore tedesco Federico I Hohenstaufen, anno 1150 circa. Il signore di tutti i settentrioni è convinto che, entrando in possesso di Milano, la città fortezza già capitale del Regno Romano d'Occidente, potrà arrivare fino in Sicilia e diventare il nuovo "imperator mundi", come fu a suo tempo Carlo Magno. »

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

Padania e la Germania esistevano già, e pure le tasse esorbitanti (sul grano); in compenso, a Roma c'era la peste. E c'era pure il Signore degli Anelli Alberto da Giussano e la sua Compagnia dell'Anello, o della Morte, che dir si voglia. Un anello con croce e acronimo CDM è pure il gadget del film, ma anche il film è un gadget: di quel vento del Nord, che spira dalla battaglia di Legnano del 29 maggio 1176 fino alla contemporanea Onda Verde. Sostenuto dal celoduristico endorsement del Senatur, ecco il Barbarossa di Renzo Martinelli, kolossal cine-televisivo dal budget di 30 milioni di dollari e cast multietnico: il tedesco Rutger Hauer è il Barbarossa, l'israeliano Raz Degan Alberto da Giussano, la polacca Kasia Smutniak l'amata Eleonora, la francese Cecile Cassel Beatrice di Borgogna e l'americano F. »

di Paola Casella Europa

Meno becero di quello che ci si sarebbe potuti aspettare (l'ha commissionato la Lega), meno manicheo dei precedenti film di Martinelli, Barbarossa resta un film tagliato un po' con l'accetta e per il piccolo schermo. La vicenda è quella dello scontro epocale fra l'imperatore teutonico Federico Barbarossa (un regale Rutger Hauer) e Alberto da Giussano (Raz Degan), raccontata come se uscisse dalle pagine di un sussidiario. Protagonisti sono la coesione della Lega lombarda e il suo eroismo (Bossi direbbe celodurismo) nel combattere il nemico straniero. »

Barbarossa | Indice

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