One Nation, One King

Film 2018 | Storico, Drammatico 121 min.

Regia di Pierre Schoeller. Un film Da vedere 2018 con Louis Garrel, Gaspard Ulliel, Adèle Haenel, Céline Sallette, Laurent Lafitte. Cast completo Titolo originale: Un peuple et son roi. Genere Storico, Drammatico - Francia, Belgio, 2018, durata 121 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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La storia della Rivoluzione francese e dei suoi protagonisti, da Roberspierre a Luigi XVI. Il film ha ottenuto 2 candidature a Cesar,

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un film dalla dimensione carnale che interroga la politica e ritorna alle sorgenti del sentimento di cittadinanza.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 9 settembre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 9 settembre 2018

Parigi, 14 luglio 1789. La Bastiglia è presa e il popolo ha qualcosa da dire. Il luogo in cui farlo è l'Assemblea Nazionale, dove discutono la sorte del re e la nascita della Repubblica. Tra azioni e parole, dentro le botteghe e fuori nelle piazze, si incrociano i destini di uomini e donne che hanno fatto la rivoluzione.

Evocazione politica alla fine dell'Ancien Régime, Un peuple et son roi ricostruisce letteralmente le gradinate in legno e le balconate della Salle du Manège des Tuileries, dove si svolsero le assemblee rivoluzionarie dal 1789 al 1792.

In quello spazio ricreato, Pierre Schoeller trova la dimensione politica dei luoghi storici, mettendo in campo la rivolta organizzata e la messa al bando di un ordine antico. Al debutto il film ritrae individui appartenenti a famiglie, corporazioni, quartieri ma a misura della sua progressione, questi individui diventano altro, raggiungono un collettivo che li sorpassa e che si chiama popolo. Il regista mostra il passaggio in maniera concreta, 'aprendo' una bottega, una fabbrica del vetro che richiama tutto quello che abita la Rivoluzione francese e che si trova nel suo forno in forma simbolica: la fragilità e la solidità, la fusione e il fuoco. La bottega diventa un vero e proprio laboratorio che forgia il popolo come attore politico.

Il film si sposta da un personaggio all'altro, da un momento pubblico a un momento intimo, da una fase di calma e una brusca accelerazione. Scritto col contributo di storici francesi, Un peuple et son roi percorre il periodo che va dalla presa della Bastiglia (1789) all'esecuzione pubblica di Luigi XVI (1793) e abita i grandi luoghi della storia, Versailles, les Tuileries, l'Assemblée, le Champ de Mars. Robespierre (Louis Garrel), Marat (Denis Lavant) e i loro avversari, Barnave (Pierre-François Garel) o Muguet de Nanthou (Olivier Bonnaud), si incrociano col popolo anonimo (Noémie Lvovsky, Adèle Haenel, Izïa Higelin, Johan Libéreau e Gaspard Ulliel) e proseguono la riflessione di Pierre Schoeller sul potere politico sette anni dopo Il ministro - L'esercizio dello Stato.

Inscritto nella continuità del suo lavoro, Un peuple et son roi interroga la politica e ritorna alle sorgenti del sentimento di cittadinanza. A quella rivoluzione che nutre ancora largamente l'immaginario politico francese e in cui nasce il concetto chiave del suo sistema politico: l'uguaglianza tra cittadini, il dibattito pubblico, l'equilibrio delle istituzioni, la ripartizione dei poteri. Diversamente dal suo film precedente e ipercontemporaneo, l'odissea di un uomo di Stato, il regista mette al centro le petites gens, l'incontro tra il popolo e il potere. Un popolo attivo, che discute, sostiene, spera in trentasei tableaux. Quadri che ricompongono la Rivoluzione francese, la sua nascita e i suoi sviluppi con le sue grandezze e i suoi orrori, cogliendone magnificamente la realtà in divenire.

Un peuple et son roi precipita lo spettatore al cuore degli avvenimenti, del fracasso e dell'incertezza, rendendo contemporanei quei lontani antenati, le loro speranze, i loro dubbi, le loro paure. Lontano da qualsiasi tentazione enfatica, il film corale di Schoeller ridona al popolo, e specialmente alle donne, un posto centrale nella narrazione rivoluzionaria, raccontando una storia che non si racconta mai. Quella di un popolo attivo e politico che ha fatto di meglio che prendere le armi e distruggere i simboli di un sistema feudale.

Un peuple et son roi non è un affresco storico classico, il film ha una dimensione carnale, nel film si canta, si balla, si combatte, si fa l'amore, si sta dentro la vita. Quella di Schoeller è un'altra maniera di piombare nel XVIII secolo, è la sua maniera di dire che una rivoluzione produce altre cose che un corpus di discorsi. Produce una cultura popolare, canzoni che appartengono al linguaggio politico ma sono più emozionali. A partire dal suo titolo, Un peuple et son roi costruisce la rivoluzione francese come un rapporto permanente tra il popolo e il suo re, tra aspettative e delusioni reciproche. Poi il popolo uccide il suo sovrano, non può fare altrimenti se vuole continuare a emanciparsi. Schoeller descrive la sentenza e la sua esecuzione come un atto doloroso, come una vicenda traumatica che interroga ancora gli storiografi: com'è possibile far convivere la morte del re e la dichiarazione dei diritti?

Pierre Schoeller solleva domande e non risponde, limitandosi a sottolineare la relazione del titolo nella sua sequenza più bella. La metafora del sole durante la distruzione delle torri della Bastiglia. L'abbattimento delle torri fa passare la luce nelle vie adiacenti, apre uno spazio che diventerà la place de la Bastille e rovescia l'immagine di un re Sole. Il popolo si riappropria dell'energia di quell'astro fino ad allora appannaggio esclusivo dei monarchi. Vive la révolution!

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 7 settembre 2018
ROBERT EROICA

 #Venezia75 - UN PEUPLE ET SON ROI - Fuori Concorso - 1789 - 1793 : dalla presa della Bastiglia alla decapitazione di Luigi XVI. La Storia vista dall'ottica del popolo mentre una borghesia " illuminata" studia la strategia per ritagliarsi il posto vacante del potere. Retorica fortemente trattenuta, una trattazione quasi didattica della Rivoluzione, come se fosse Rossellini.

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