Io, Dio e Bin Laden

Film 2016 | Avventura, Biografico, Commedia +13 92 min.

Titolo originaleArmy of One
Anno2016
GenereAvventura, Biografico, Commedia
ProduzioneUSA
Durata92 minuti
Regia diLarry Charles
AttoriNicolas Cage, Russell Brand, Wendi McLendon-Covey, Amer Chadha-Patel, Denis O'Hare Ken Marino, Paul Scheer, Rainn Wilson, Fiona Vroom, Will Sasso, Adrian Martinez, Graeme Duffy.
Uscitamercoledì 25 luglio 2018
DistribuzioneKoch Media
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Larry Charles. Un film con Nicolas Cage, Russell Brand, Wendi McLendon-Covey, Amer Chadha-Patel, Denis O'Hare. Cast completo Titolo originale: Army of One. Genere Avventura, Biografico, Commedia - USA, 2016, durata 92 minuti. Uscita cinema mercoledì 25 luglio 2018 distribuito da Koch Media. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Le disavventure di Gary Faulkner, un costruttore del Colorado che, deciso a trovare Osama Bin Laden, ha cercato di entrare nel Pakistan e in Afghanistan diverse volte. In Italia al Box Office Io, Dio e Bin Laden ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 235 mila euro e 70 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
La commedia umana del 're degli asini', della sua ossessione e delle sue imprese assurde e memorabili.
Recensione di Marianna Cappi
Recensione di Marianna Cappi

Gary Faulkner è disoccupato, ha alle spalle qualche condanna per reati minori e davanti a sé forse qualche birra di troppo, quando riceve la "chiamata" divina per una missione a cui non può sottrarsi: partire per il Pakistan e catturare Osama Bin Laden. Armato di una spada da samurai comprata tramite una televendita e della convinzione, risalente all'infanzia, di dover fare qualcosa di grande, Faulkner, malato di reni ma psichiatricamente dichiarato sano, lascia la donna che lo ama e lo sopporta per inseguire il suo destino. Ci proverà ben undici volte, ma il film se ne fa bastare tre o quattro, che rendono perfettamente l'idea.

Ispirato ad un articolo del 2010, a firma di Chris Heath, il racconto dell'ossessione di Mr Faulkner per "il barbuto" nemico degli Stati Uniti d'America, viene caricato, sullo schermo, sulle spalle di Nicolas Cage, che risponde piuttosto bene, con una performance comica, tutta urla e occhi sgranati, dietro la quale si riconosce facilmente la direzione del regista di Borat e Bruno ma anche l'umana, strascicata debolezza che l'attore si porta dietro da sempre.

In quanto a ritratto della stupidità siamo dalle parti di Tonya, ma con meno accenti tragici e una messa in scena più elementare. Del patriota Gary Faulkner, contrario alle birre, alle macchine e persino ai soffioni per doccia di marche non americane, felice di autodefinirsi "il re degli asini" perché il somaro è il suo animale guida, Larry Charles mira infatti a dare un'immagine in fondo innocua, al limite autolesionista, che susciti anche tenerezza. Il risultato cammina meno sul filo rispetto a Borat (un film che prendeva in giro il razzismo strisciante di buona parte di americani o un film a sua volta al limite del razzista?) e si concentra di più sulla commedia umana di un uomo che "non sarebbe stato all'altezza delle aspettative di nessuno" e ha dunque pensato bene di avere aspettative esagerate su se stesso.

Dei tre del titolo, l'"Io" di Faulkner/Cage è sicuramente il personaggio più riuscito, non a caso la prima parte, che coincide con la sua lunga presentazione, è la migliore, e contiene scene memorabili come il dialogo con il commesso del negozio di articoli sportivi dove Faulkner si reca per acquistare il deltaplano col quale è intenzionato a sorvolare le alture del Pakistan. Poiché il racconto delle imprese di quest'uomo ha senza dubbio dell'incredibile, il film sottolinea l'aspetto narrativo con l'ausilio di una voice over che serve anche a tenere nei binari un treno che spesso ripete la stessa corsa, guidato com'è dall'ossessione più in voga del momento, quella che mescola smarrimento di sé e delirio religioso.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 3 agosto 2018
Fabio

Sembra di vedere una puntata di Uncle Grandpa. Il protagonista stesso sembra Uncle Grandpa. Umanamente si è portati ad empatizzare con queste bizzarrie ma resta poco o nulla della satira forte che avevamo visto in Borat.

Frasi
- Ciao Gary!
- Dio?
- Ho un favore da chiederti, Gary.
- Un favore?
- Ho bisogno che tu vada in Pakistan e catturi Bin Laden per me.
Dialogo tra Gary Faulkner (Nicolas Cage) - Dio (Russell Brand)
dal film Io, Dio e Bin Laden - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 28 luglio 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Se lo scopre Donald Trump, lo elegge a testimonia! per il made in USA. Nicholas Cage, con i capelli bianchi arruffati, sbraita tra gli scaffali di un negozio: "Ma sei scemo? Vuoi comprare una doccia prodotta in un paese dove non si fanno mai le docce. Perché scegli un rubinetto fabbricato in un posto che conosce solo la siccità? Questo cesso per te non va bene, viene dall'oriente ed è solo per cacche [...] Vai alla recensione »

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