Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan

Film 2006 | Commedia V.M. 14 84 min.

Titolo originaleBorat: Cultural Learnings of America For Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan
Anno2006
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata84 minuti
Regia diLarry Charles
AttoriSacha Baron Cohen, Pamela Anderson, Ken Davitian .
Uscitavenerdì 2 marzo 2007
Distribuzione20th Century Fox
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 2,22 su 308 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Larry Charles. Un film con Sacha Baron Cohen, Pamela Anderson, Ken Davitian. Titolo originale: Borat: Cultural Learnings of America For Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan. Genere Commedia - USA, 2006, durata 84 minuti. Uscita cinema venerdì 2 marzo 2007 distribuito da 20th Century Fox. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,22 su 308 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Commedia umoristica e divertente sulle gesta di uno scanzonato giornalista del Kazakistan alle prese con la conoscenza deli Stati Uniti d'America. Il film ha ottenuto 5 candidature a Premi Oscar, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes. In Italia al Box Office Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 5,8 milioni di euro e 2,3 milioni di euro nel primo weekend.

Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD su IBS.it. Compralo subito

Consigliato nì!
2,22/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,26
PUBBLICO 2,81
CONSIGLIATO NÌ
Una commedia americana politicamente scorretta.
Recensione di Pierpaolo Simone
sabato 21 ottobre 2006
Recensione di Pierpaolo Simone
sabato 21 ottobre 2006

Irriverente, sovversivo, oltraggioso. Borat Sagdiyev è un reporter kazako in viaggio negli Stati Uniti d'America per girare un documentario che riprenda le usanze e i costumi del nuovo mondo, per poi riportare la preziosa e fedele testimonianza al suo paese. Misogino, antisemita e razzista, semina il panico e lascia il segno a ogni suo passaggio, scardinando di volta in volta le certezze e le ipocrisie di una cultura carica di pregiudizi e oscenità. Dal creatore di Ali G., Sacha Baron Cohen, un film che promette di far ridere a crepapelle dall'inizio alla fine della pellicola. Su un carrettino di gelati, insieme al suo goffo collega, Borat viaggia in lungo e in largo negli States alla ricerca di qualcuno che gli indichi le buone maniere, lo stare in società, ma soprattutto la strada per raggiungere il suo obiettivo unico e solo: incontrare l'eroina del suo telefilm preferito.
Borat è un film dissacrante e ironico, demenziale e scorretto, che non risparmia nessuno e nessuno lusinga. Dalla tradizionale gara annuale denominata "Running of the jews" alla legittima sottomissione del gentilsesso, il reporter si presta - davanti a persone vere filmate in situazioni reali - a mettere in difficoltà i propri interlocutori nei modi più imbarazzanti possibili. Ma, come in un copione già visto, le gag di Borat lasciano il segno per tutta la prima parte, mentre la buona dose di intelligente satira politica e sociale si trasforma improvvisamente in una volgare accozzaglia di idee e situazioni da caserma militare. Il film, comunque, merita d'essere visto per la credibilità e l'eccezionale bravura di Baron Cohen nel dare vita a un personaggio unico e inimitabile, nonché per la serie di battute sconcertanti che riempiono l'ego e stimolano il cinismo persino degli spettatori più politicamente corretti. Che ci piaccia o meno, questo è Borat!

Sei d'accordo con Pierpaolo Simone?
winner
miglior attore in un film brillante
Golden Globes
2007
BORAT - STUDIO CULTURALE SULL'AMERICA A BENEFICIO DELLA GLORIOSA NAZIONE DEL KAZAKISTAN
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 30 aprile 2014
jacopo b98

 Borat (Baron Cohen), un giornalista kazako, parte con l’obeso produttore Azamat per l’America allo scopo di realizzare un documentario sull’American Life Style. Dopo mille avventure finirà per innamorarsi, vedendola in TV, di Pamela Anderson che cercherà di sposare in California…mettendola in un sacco. Alla fine tornerà disilluso in Kazakistan dalla [...] Vai alla recensione »

martedì 14 agosto 2012
andyflash77

Tra la commedia slapstick più tradizionale e quella più sfrontata e "politica", con alcune situazioni che simulano la candid camera e altre più classiche, il campione d'incasso ai botteghini negli USA, "Borat", mockumentary diretto da Larry Charles con il comico inglese Sacha Baron Cohen, presenta l'ipotetico viaggio alla scoperta della cultura americana [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 aprile 2009
kikko

che bello che è il film di borat è belissimo l'attore è un mito meno male che ho il dvd è troppo forte! e fa molto ridere

martedì 11 gennaio 2011
ultimoboyscout

Non gli do quattro stelle perchè a un prodotto del genere non si possono dare...ma la tentazione è stata fortissima! Più che un film un documentario, più che un documentario una serie di gag assurde, grottesche, demenziali, scorrette e volgari che più non si potrebbe ma assolutamente esilaranti! Per una serata leggera è quanto c'è di meglio [...] Vai alla recensione »

mercoledì 17 settembre 2014
GianlucaRinaldi

 100% politicamente scorretto, Borat è uno dei migliori esempi di satira graffiante mai visti al cinema. Complice l’innegabile carisma del protagonista (strepitoso Sacha Baron Cohen) e una sceneggiatura brillante, nonostante non risparmi volgarità, il film riesce ad ottenere quello che anche Michael Moore a volte fatica a raggiungere: il consenso del pubblico, non solo in termini [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 settembre 2011
McMara

geniale, spassoso, irriverente.... rovinato da un doppiaggio veramente pessimo, a tratti fastidioso. Guardatelo in lingua originale coi sottotitoli... è tutta un'altra storia.

martedì 29 settembre 2009
franklash

bel film, davvero! XD fà sbellicare dalle RiSaTE!!

lunedì 22 agosto 2011
Arkadico

Mi vergogno di averlo visto. E non ho mai riso, anzi ero tentato di cancellare il film dal mio pc dopo mezz'ora.

martedì 27 settembre 2011
tiamaster

roba da tener testa ai cinepanettoni peggiori..di una volgarità incommensurabile,vergognoso il golden gloab vinto per un film dove ci sono solo parolaccie,immagini ignobili,e chiare ed esplicite immagini schifose ed è triste che film simili sbaraglino i botteghini,una cosa scandalosa,c'è bandiscono (in inghilterra) quel capolavoro che è arancia meccanica perchè [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 luglio 2010
opidum

l'ho visto  ieri sera in dvd e l'ho visto tutto solo perchè speravo che migliorasse non fa ridere la volgarità a me diverte ma questo film non fa ridere non fa ridere una sola volta se voglio pensare mi guardo michael moore questo film ha fallito completamte il suo obiettivo

Frasi
Ehi, come ti chiami?
Mi chiamo Fatti i Cazzi Tuoi punto e a capo!
E di cognome?
Una frase di Borat Sagdiyev (Sacha Baron Cohen)
dal film Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Il personaggio di Borat viene dalla tv, dove compariva come ospite abituale del programma "Da Ali G Show" di Sacha Baron Cohen, comico-camaleonte inglese di origine iraniana passato al grande schermo sull'onda del successo mondiale. Nel film Borat, presentatore della televisione del Kazakistan, parte alla volta degli Stati Uniti per realizzarvi un reportage.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Oggi in Italia escono due film con Sacha Baron Cohen, strepitoso comico inglese che i più fortunati già conoscono per Da Ali G Show. Entrambi si intitolano Borat e narrano le gesta di un improbabile reporter kazako a spasso per gli Stati Uniti. Ma solo uno dei due, nascosto nelle pochissime sale che danno la versione originale (a Roma è al Nuovo Olimpia, ma senza sottotitoli purtroppo!), è il vero, [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Per lo più, il riso non è che pianto capovolto. Così dovrebbe capitare con Borat (Borat: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan, Usa, 2006, 82’). Tuttavia, in platea pochi ridono. Qualcuno ci prova, ma il suo volonteroso senso dell umorismo si smarrisce nel silenzio generale. C’è dell’imbarazzo, per tutta la durata dei film girato da Larry Charlese interpretato [...] Vai alla recensione »

Paolo Mereghetti
Il Corriere della Sera

E se il (presunto) campione della scorrettezza politica fosse invece un comico decisamente conformista? Il dubbio non può non venire vedendo questo Borat - Studio culturale sull' America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan - in cui il comico inglese Sacha Baron Cohen interpreta Borat Sagdiyev, uno sprovveduto giornalista kazako quintessenza di tutti i pregiudizi possibili, dall' antisemitismo [...] Vai alla recensione »

Massi Ferramondo
Rolling Stone

Il personaggio del giornalista kazako di Sasha Baron Cohen ormai lo conoscono tutti (e in tanti, Sasha lo venerano dai tempi di Ali G). Così come tutti sanno che il film di Borat racconta il suo delirante viaggio attraverso l'America (la più tradizionale delle traiettorie verso Ovest, alla conquista del West...) alla ricerca dell'amore di Pamela Anderson (unica protagonista "consapevole" del film). [...] Vai alla recensione »

Giona A. Nazzaro
Rumore

La realtà sorpresa dal cinema, mimetizzato come televisione d'assalto, non è certo una novità. Ci aveva pensato in tempi non sospetti Nanni Loy a farne strumento d'indagine paradossale del reale. Ciò nulla toglie però allo straordinario Borat di Baron Cohen che su queste pagine non ci aveva convinto del tutto con la versione cinematografica di Ali G.

Luca Barnabé
Ciak

Le avventure del finto reporter kazako Borat Sagdiyev (Sacha Baron Cohen), impegnato a girare un documentario sulle strade d'America. Candid camera spietata sulle tristi coincidenze, di vizi e pregiudizi, che accomunano il peggio di Oriente e Occidente. Premessa: abbiamo visto la versione originale di Borat (da noi, il finto reporter è doppiato da Pino Insegno).

Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Tra i Marx Brothers, Peter Sellers e Monthy Python, Borat è stato l'oggetto cinematografico più sorprendente del 2006, la meteora che ha proiettato il comico ebreo/inglese Sasha Baron Cohen dalla rarefatta audience della tv britannica di tarda serata, o di Hbo, ai multiplex di tutto il mondo. Ormai lo sanno anche le pietre, il film è un road-mockumentary situazionista nel quale un dolce, giocoso (finto) [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

C'è ancora qualcuno che ne sa poco o nulla? Nel caso che almeno un lettore alzi la mano, possiamo subito comunicargli la lieta novella: è verissimo - come detto e scritto sino alla nausea - che Borat è una bomba. Considerando, però, che le bombe di solito fanno male e che non tutti gli spettatori prediligono la guerriglia, è meglio dirlo subito: se le imprese del giornalista kazako in missione negli [...] Vai alla recensione »

Claudia Mangano
Il Mucchio

Una colossale bufala, figlia di un programma televisivo e di un comico ebreo ortodosso che si diverte a schernire tutto e tutti. Ebrei ortodossi compresi. Si tratta di Sacha Baron Cohen: dopo aver portato nel suo Da Ali G Show il personaggio di Borat Sagdiyev, un reporter kazaco quantomeno naif, ora varca i confini inglesi alla scoperta dell'America.

Alberto Crespi
L'Unità

Eccolo qua, il caso comico del 2006: Borat, regia di Larry Charles, idea e interpretazione di Sacha Baron Cohen nei panni del reporter kazako Borat Sagdiyev in viaggio negli States, qui da noi con la voce di Pino Insegno. Un finto reportage in cui Cohen vorrebbe sfottere contemporaneamente la decadenza morale del Kazachstan post-sovietico e la stupidità diffusa degli Usa di Bush.

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Partito con incassi ottimi, ecco il film più comico (se si entra nel modo giusto si ride fino alle lacrime), scorretto e provocatorio degli ultimi tempi. Così libero, girato pare con la candid camera per buona parte, che ciascuno lo vede come gli pare: autocritica, grottesco, parodia. La storia è nota e poco seria, il giornalista kazako omofobo e razzista che gira un documentario sugli States, entrando [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Duecentocinquanta milioni di dollari, spartiti quasi a metà tra gli Stati Uniti e il resto del mondo. Tanto Borat ha incassato dal tre novembre (data dell'uscita internazionale) fino a oggi, data fissata per farlo finalmente uscire nei cinema italiani. Le cifre lo posizionano al 207° miglior incasso americano di tutti i tempi, e ovviamente al primo nella categoria mockumentary.

Antonio Angeli
Il Tempo

Il comico inglese Sacha Baron Cohen manda in pensione il personaggio del rapper Ali G (da noi famoso soprattutto per un video con Madonna) e si trasforma nel giornalista kazako Borat Sagdiyev. Baron Cohen è un praticone di quella comicità solo apparentemente semplice che miscela battutacce volgari, scene surreali e una profonda, inestinguibile, tristezza.

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Alla Festa arriva il film del comico inglese (ed ebreo) che ha inventato il reporter antisemita e misogino. Humour politicamente scorretto con il finto reporter kazako. Mandato a realizzare un'inchiesta in Usa dal network di Stato del suo Paese, un giornalista del Kazakhstan, Borat Sagdiyev, misogino, ma innamorato pazzo di Pamela Anderson, nonché antisemita dichiarato e capace di provare sentimenti [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Non ha dubbi il New York Times: "Sarà l'anno di Borat". Sì, perchè Borat-Cultural learnings of America for make benefit glorious nation of Kazakhstan è stato un caso a Toronto. Il film di Larry Charles, scritto e interpretato da un popolare attore comico, Sacha Baron Cohen , dileggia l'America con battute che sono state definite "antisemite, sessiste, razziste".

Mauro Gervasini
Film TV

Ovvero: Studio Culturale Sull'America A Beneficio Della Gloriosa Nazione Del Kazakistan. Così, tutto maiuscolo. Nonostante l'Academy Awards l'abbia clamorosamente snobbato, è Borat l'evento dell'anno. Per l'incredibile successo che ha avuto e perché questo successo ha modificato - o sta modificando - la comunicazione. Paradossalmente non quella cinematografica.

Santina Busi
Corriere della Sera Magazine

BORAT SAGDIYEV, il personaggio creato dal comico inglese Sacha Baron Cohen, prona di approdare sul grande schermo ha imperversato sui canali televisivi inglesi: la sua specialità? Intervistare personaggi, possibilmente famosi, facendo finta di essere un vero giornalista della televisione del Kazakhstan, per metterli in situazioni imbarazzanti per loro e divertenti per lo spettatore.

Roberta Ronconi
Liberazione

Di Borat resterà incancellabile (ahinoi...) nella memoria quella orrenda immagine del giornalista kazako baffuto e peloso con costume da spiaggia abbretellato sulle spalle. Fotogramma che riassume perfettamente il trash,la provocazione, la repulsione e l'irriverenza di cui il film tenderebbe a farsi portavoce,riuscendo nelle sue peggiori intenzioni.

Callisto Cosulich
Left

Borat non dovrebbe apparire tanto nuovo allo spettatore italiano. Almeno a quello la cui età media si aggira intorno ai 50 anni. I nostri Sache Baron Cohen, si chiamavano Alberto Sordi e Paolo Villaggio, che per motivi disparati si recavano negli States, o ,nei panni di un benzinaio, che si cullava in improbabili prospettive di ricchezze, o in quelli di un industrialotto del Nord, che vi si recava [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Dopo Borat, anche Striscia la notizia - con le sue interviste/agguato - può pretendere di partecipare a un grande festival del cinema. Infatti, nel fare scandalo con l'esiguo e lutulento film di Larry Charles, la Festa di Roma ha creato un precedente. Che cosa sostiene Borat? Lo spirito goliardico, ma più quello del Mel Brooks della decadenza che quello del John Landis degli albori.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

«Borat. Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan» di Larry Charles, film comico-demenziale, ha suscitato (l'Italia è uno degli ultimi Paesi in cui arrivi) polemiche, entusiasmi, sdegni, processi, successi, scandalo. Sacha Baron Cohen, inglese, 36 anni, sceneggiatore e protagonista, capovolge ogni attuale principio democratico e rispetto civile, beffeggia ebrei, [...] Vai alla recensione »

Claudio Carabba
Corriere della Sera Magazine

Là nel Kazakistan, aspro e lontano, la prima regola è sopravvivere alla povertà, magari facendo il ladro o la puttana. Con un'educazione così, non priva di scorretta aggressività, il buffo reporter spedito negli Usa ne combinerà di tutti i colori. Comico cresciuto nella tv inglese, il baffuto Baron Cohen non sfondò cinque anni fa (almeno in Italia) con gli scherzi da bullo di periferia di Ali G.

NEWS
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mercoledì 5 settembre 2007
Paola De Rosa

Il settembre home video si inaugura alla grande con due uscite di grande richiamo. Borat, ovvero Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan (dal 6), è stato un caso della scorsa stagione.

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