20a edizione della Festa del Cinema di Roma, il programma dei 163 film. Roma - 15/26 ottobre 2025. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Claudia Gerini guida in un viaggio nella Roma autentica tra mercati, rovine e cucina, con quattro chef che uniscono tradizione, cultura e storie locali. Espandi ▽
Regista e protagonista, Claudia Gerini orchestra un viaggio nella Roma più autentica: mercati, rovine, ristoranti stellati e scorci marini visitati nel corso di una giornata. Dai quartieri più vivi e animati ai silenzi antichi di Gabii fino al calar del sole sul litorale di Ostia, la cucina si trasforma in un mezzo capace di collegare epoche e culture diverse. A completare il quadro, quattro chef d'eccellenza - Roy Caceres, Andrea Antonini, Domenico Stirpe e Ciro Scamardella - che guidano il pubblico tra piatti, storie e tradizioni. In pochi minuti, il cortometraggio fonde documentario, diario di viaggio e omaggio alla Roma più autentica, un organismo vivente in continuo dialogo tra passato e futuro, innovazione e tradizione. Recensione ❯
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Le dottoresse ucraine Yulia "Cuba" e Oleksandra "Alaska" affrontano la guerra in prima linea con coraggio, umorismo e amicizia, sognando vite oltre il conflitto. Espandi ▽
Yulia "Cuba" e Oleksandra "Alaska" sono due dottoresse ucraine che lavorano sulla linea del fronte di guerra. Grandissime amiche, fanno parte di un piccolo nucleo militare in continuo movimento, ogni giorno affrontano orrori, morti, corpi devastati, e sopravvivono indomite e frementi grazie all'amicizia che le lega, alla forza interiore e al senso dell'umorismo che condividono. Ridono, scherzano, esorcizzano l'orrore della guerra. Sognano anche: Alaska vuole fare la disegnatrice, Cuba la stilista di moda e finisce alla Fashion Week di Parigi con la sua collezione ispirata alle "Guerriere futuriste". Un documentario girato anche in prima linea, con bodycam e telefoni, percorso dalla vitalità inesauribile delle protagoniste, segnato dal dramma, ma soprattutto dalla voglia di sopravvivere, di vivere nonostante la guerra, diretto dal regista ucraino Yegor Troyanovsky, che incontrò Cuba e Alaska quando era lui stesso militare. Recensione ❯
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Un ritratto sentimentale di Roma attraverso i suoi cinema: luoghi di memoria e resistenza, tra nostalgia del passato e visioni di futuro condiviso. Espandi ▽
Roma è la città del cinema, ma anche dei cinema: scrigni incantati disseminati nei quartieri, custodi di storie, vite e memorie. Alcuni svaniscono, altri cambiano volto o destinazione d'uso. Buio in sala li rievoca tutti attraverso una sorta di cartografia immaginaria, passando dagli edifici più appartati alle piazze centrali. Cinema come il Nuovo Sacher, il Filmstudio e il Cinema dei Piccoli emergono come luoghi della memoria in cui passato e presente si fondono in un grande abbraccio. Sospeso tra la nostalgia per un passato mitico e il desiderio di costruire un futuro che non dimentichi l'imprescindibile funzione di collettore sociale della sala cinematografica, il documentario diventa un piccolo ritratto sentimentale di una città che resiste e si rinnova continuamente, immersa in quelle stesse luci e in quelle stesse ombre che si alternano sul grande schermo. Recensione ❯
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Il film racconta l'epopea del rugby italiano: dal sogno al Sei Nazioni, tra backstage, repertori e interviste che celebrano la storia dura e romantica di questo sport. Espandi ▽
80 minuti è la durata di ogni partita di rugby. 80 minuti reali, effettivi, da sudarsi uno dopo l'altro, metro dopo metro. Da ricordare. 80 minuti è anche il titolo di questo film, che racconta come la nazionale italiana di rugby sia arrivata a disputare il prestigioso torneo Sei Nazioni alla pari con i big team della palla ovale. Attraverso il backstage esclusivo delle partite del torneo, il racconto si immerge nel passato della nazionale, tra repertori e interviste a ex giocatori, esperti e giornalisti di settore, per celebrare la storia romantica, sporca e dura di questo sport in Italia. Recensione ❯
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Asif Kapadia racconta la vita di una leggenda del calcio britannico tra Celtic e Liverpool, tra tragedie sportive e l'Inghilterra del thatcherismo. Espandi ▽
Dopo Ayrton Senna, Diego Armando Maradona e Roger Federer, il grande documentarista Asif Kapadia presenta in prima mondiale alla Festa del Cinema di Roma un nuovo ritratto di un'icona sportiva, forse ancor più affascinante dei precedenti proprio perché il soggetto è meno universalmente celebrato. Allo spettatore, dunque, è riservato il piacere di scoprire la vita - più che le prodezze - di una delle leggende del calcio britannico, con una carriera divisa tra Celtic Glasgow e Liverpool, erede naturale di Kevin Keegan e segnato da due grandi tragedie sportive: Heysel (1985) e Hillsborough (1989). A emergere è anche la precisa descrizione del contesto (in particolare l'Inghilterra del thatcherismo), mentre l'ampio materiale di repertorio viene amalgamato in un racconto dal flusso inarrestabile. Recensione ❯
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Ritratto lirico di una famiglia di minatori italiani a Villerupt negli anni '60, tra memoria, identità culturale e mutamenti generazionali, con musica e poesia. Espandi ▽
Il ritratto di una famiglia di minatori italiani emigrati a Villerupt, al confine tra Francia e Lussemburgo, negli anni Sessanta del secolo scorso: la lotta per conservare l'identità culturale, le nuove generazioni, i mutamenti del lavoro, le trasformazioni del nuovo millennio. Ma Temps nouveau è anche una sorprendente opera lirica, con interludi cantati e recitati, con parole di Valerio Magrelli e musiche di Carlo Crivelli. Caillat, maestro del film-essai, lavora con grande sensibilità sulla memoria ed espande i limiti del documentario, facendo dialogare forme narrative e artistiche apparentemente lontane. Recensione ❯
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Documentario sull'anno del Giubileo che racconta, con rispetto e senza sensazionalismi, le vite dei senzatetto tra fragilità, speranza e riscatto. Espandi ▽
Nell'anno del Giubileo, i protagonisti di questo film sono i senzatetto che vivono ai margini con le loro storie, non così lontane dalle nostre, mentre sullo sfondo un'umanità in cammino scorre placidamente, pronta a varcare la Porta Santa della Basilica di San Pietro. In questo dialogo di luci e ombre, di caduta e riscatto, di fragilità e speranza, la regista evita ogni sensazionalismo e rispetta la dignità di chi, in una condizione di privazione e di perdita, riconfigura il proprio quotidiano e pone indirettamente domande che ci riguardano tutti. In attesa di varcare una soglia, quella del presente, per cominciare un giorno nuovo: l'Ottavo. Recensione ❯
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José Luis Guerín segue per tre anni gli abitanti di un isolato quartiere di Barcellona, tra memoria, trasformazioni e vita quotidiana, con un cinema attento e poetico. Espandi ▽
Un quartiere di Barcellona che l'autostrada, la ferrovia e un fiume isolano dal resto della città: in bilico tra vocazione rurale e incombenti trasformazioni imposte dall'alto, memoria storica, identità locale ed emigrazione. Un microcosmo che riflette il mondo. José Luis Guerìn, maestro raffinato e appartato del cinema europeo (autore di Innisfree, En la ciudad de Sylvia e altri film e installazioni) segue per tre anni le vite dei suoi abitanti, con uno sguardo dove l'aderenza al reale è sempre negoziata dalla sapienza del cinema. Il rispetto per le persone e le loro storie porta a immedesimazione e commozione; e la regìa, invisibile ma ben presente, produce sequenze straordinarie come quella finale, in cui sembra di rivedere il cinema di Jean Renoir. Recensione ❯
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Brandon Kramer racconta il rapimento di Liat Beinin Atzili e il dolore dei genitori, esplorando conflitto, giustizia e dignità nel dramma del Medio Oriente. Espandi ▽
Il film di Brandon Kramer (co-prodotto, tra gli altri, da Darren Aronofsky) getta lo scandaglio sulla crisi in Medio Oriente, raccontando la vicenda di Liat Beinin Atzili, una donna israelo-americana rapita insieme al marito durante l'attacco del 7 ottobre 2023. Attraverso lo sguardo dei genitori Yehuda e Chaya, il film racconta un dramma famigliare e lo trasforma nella lente attraverso cui provare a comprendere le ragioni di un conflitto così crudele. Premiata alla Berlinale col prestigioso Documentary Film Award, l'opera mette in luce non solo il dolore delle persone comuni ma anche le tensioni morali e politiche che si agitano sullo sfondo: la ricerca di giustizia che rischia di confondersi con la sete di vendetta, la voce delle vittime che si scontra con la retorica degli Stati e la difficoltà di lasciar emergere la dignità individuale all'interno delle logiche di potere globale. Recensione ❯
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Heinz Emigholz confronta la Fetta di Polenta e la Mole Antonelliana, trasformando l'architettura torinese in un poema visivo su spazio, percezione e memoria. Espandi ▽
Heinz Emigholz pone a confronto due straordinari edifici torinesi firmati da Alessandro Antonelli: la Casa Scaccabarozzi, detta Fetta di Polenta, e la monumentale Mole Antonelliana. A essere indagate sono tensioni primarie - pubblico e privato, interno ed esterno, cielo e terra, realtà e cinema -, mentre l'architettura diviene la protagonista assoluta. Il film cattura la tensione tra spazio e percezione, tra monumentalità e intimità, restituendo un dialogo silenzioso tra gli edifici e lo spettatore. Il risultato è un piccolo poema lirico che trasforma l'attenzione al dettaglio e alla composizione dell'inquadratura in veri e propri strumenti di contemplazione. La città e i suoi simboli diventano così il teatro di una riflessione estetica e filosofica che mette in comunicazione passato e presente, materia e immaginazione. Il cortometraggio è il primo di una serie commissionata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, sotto la direzione di Carlo Chatrian, in occasione del 25mo anno nella sede della Mole Antonelliana. Recensione ❯
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Un'opera che risponde alla necessità di non seppellire nell'oblio quanto accaduto in Brasile negli anni della dittatura. Thriller, Brasile, Francia, Paesi Bassi, Germania2025. Durata 158 Minuti.
Negli anni '70 in Brasile un uomo torna nella propria città di origine essendo ricercato da chi lo vuole morto. Espandi ▽
1977. Il Brasile vive sotto un regime militare dittatoriale. Con il falso nome di Marcello un professore universitario torna con il figlio nel nordest del Paese per cercare notizie sulla madre in attesa di espatriare. Nel passato si è messo di traverso rispetto all’attività di un corrotto imprenditore di origini italiane ed ora due killer sono sulle sue tracce per eliminarlo. Kleber Mendonça Filho torna a Recife, sua città di nascita, per raccontare il clima di violenza che dominava nel Brasile degli anni della dittatura. Il film viene strutturato in capitoli come fosse un romanzo e inserito, da un certo punto in poi, nella ricerca che due giovani studentesse stanno svolgendo nel presente in un archivio al fine di far emergere storie del periodo della dittatura. Questa modalità di narrazione ci rimanda alle origini giornalistiche del regista offrendo anche occasione per un riferimento alla necessità di non seppellire nell’oblio quanto accaduto in quegli anni. Recensione ❯
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Un incidente stradale fa riemergere profonde ferite del passato. Espandi ▽
Padre, madre e figlioletta percorrono di notte una strada in auto quando un cane finisce sotto le ruote. Ciò provoca un danneggiamento al veicolo che costringe ad una sosta per la riparazione temporanea. Un uomo che si trova sul posto cerca di non farsi vedere perché gli è parso di riconoscere nel conducente dell’auto un agente dei servizi segreti che lo ha sottoposto a violenza in carcere. Riesce successivamente a sequestrarlo ed è pronto a seppellirlo vivo quando gli viene il dubbio che si tratti di uno scambio di persona. Jafar Panahi, scontata la pena inflittagli dal regime iraniano, gira un film in cui la denuncia si fa durissima anche se nell’involucro di una apparente commedia. Chi sente l’urgenza della denuncia di una struttura di repressione in cui si stanno insinuando crepe visibili non potrà non apprezzare il fatto che il coraggioso regista iraniano abbia scelto la strada dell’ironia per poi poter colpire dritto il bersaglio mettendone a nudo la crudeltà. Recensione ❯
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New Mexico, 2020. Tra Covid, BLM e rivalità personali, lo scontro tra uno sceriffo e il sindaco rischia di far esplodere una piccola città. Espandi ▽
2020, New Mexico. La rivalità tra lo sceriffo di Eddington Joe Cross e il sindaco Ted Garcia si fa sempre più accesa. Quando alle restrizioni della pandemia si aggiungono le tensioni verso la polizia dovute a Black Lives Matter, la situazione degenera e la scintilla potrebbe dar vita a un incendio. Il confronto tra Joe e Ted diviene contrasto tra due modi di pensare e di vivere l’esistenza rappresentativi della polarizzazione in corso negli Stati Uniti d’America. Il registro scelto da Aster è, ancora più che in precedenza, quello del grottesco e del caricaturale, con una cifra più esplicitamente comica rispetto al passato. L’ambizione di convogliare molteplici temi si traduce in un approccio videoludico del regista che sembra prendersi gioco dei suoi personaggi-marionette. C’è tanto e forse troppo nel calderone di Eddington, ma è difficile pensare a un film che oggi possa rappresentare meglio il caos e le contraddizioni di un paese sull’orlo di una crisi di nervi. Recensione ❯
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Il cinema tattile e materico di Ramsay è il veicolo naturale per questa storia di furioso contatto con un reale che sfugge di mano. Drammatico, Canada2025. Durata 118 Minuti.
Dalla rinomata regista Lynne Ramsay, Die My Love è il ritratto viscerale e senza compromessi di una donna travolta dall'amore e dalla follia. Espandi ▽
Grace e Jackson si amano con intensa passionalità e si trasferiscono da New York a un'isolata casa del Montana appartenuta allo zio di lui, morto suicida. Jackson voleva suonare in una band, Grace scrivere il "grande romanzo americano". Ma la giovane donna rimane incinta e la nascita del figlio sposta tutti gli equilibri di coppia: lui accetta un lavoro manuale lontano da casa e lei si ritrova in totale isolamento domestico, con un neonato che richiede tutte le sue attenzioni. Intorno a lei mamme, zie e nonne che dispensano consigli non richiesti, e la madre di Jackson, Pam, che ha da poco perso il marito ed è smarrita quanto Grace. La giovane madre sprofonda in una violenta depressione post partum, Jackson non capisce e fa da parafulmine alla sua disperazione. E lei è tentata dalle attenzioni di un misterioso vicino che passa davanti alla casa isolata in moto, con il volto nascosto da un casco.
Con Die, My Love, adattamento del romanzo omonimo dell'autrice argentina Ariana Harwicz (pubblicato in Italia con il titolo "Ammazzati amore mio", parte della cosiddetta "trilogia della passione"), la regista e sceneggiatrice scozzese Lynne Ramsay torna a esplorare il mondo delle relazioni disfunzionali in cui un marito amorevole non riesce a comprendere il disagio profondo della consorte, e in cui la maternità è vissuta con pericoloso straniamento, come nell'agghiacciante ...e ora parliamo di Kevin. Recensione ❯
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Il braccio di ferro di una coppia disfunzionale che dice tanto anche del rapporto tra Stati Uniti e Messico. Drammatico, Messico2025. Durata 100 Minuti.
Un ballerino dovrà affrontare la vera natura della sua relazione amorosa. Espandi ▽
Il giovane Fernando, talentoso ballerino di Città del Messico, emerge dal deserto dopo un pericoloso viaggio oltre il confine americano. Il ragazzo è determinato a raggiungere San Francisco, dove si introduce nel lussuoso appartamento di Jennifer, una donna molto più grande di lui della quale da qualche tempo è amante. Profondamente attuale, il film è l’allegoria perversa di un braccio di ferro in una coppia disfunzionale, che dice tanto del rapporto tra Stati Uniti e Messico per quanto riguarda l’immigrazione, arrivando sugli schermi proprio al culmine della tensione politica sul tema. In un gioco diabolico di prigioni amorose e linee di demarcazione che vanno dal nazionale fino al domestico, Franco si fa tentare da una spirale risolutiva angosciante e brutale, nel pieno spirito delle opere che gli hanno dato il successo. Eppure rimane la sensazione che ci sia una dimensione nuova e inaspettata nella sua poetica. Recensione ❯
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