20a edizione della Festa del Cinema di Roma, il programma dei 163 film. Roma - 15/26 ottobre 2025. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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La storia dietro il leggendario film Fino all'ultimo respiro. Espandi ▽
Un film che narra la storia della produzione dell'iconico Fino all'ultimo respiro di Jean-Luc Godard. Recensione ❯
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I risvolti della maternità in un'opera che sembra arrivare su schermo direttamente dal centro di una nevrosi. Commedia, Drammatico - USA2025. Durata 113 Minuti.
Una donna cerca di gestire una serie di eventi sconvolgenti. Espandi ▽
La psicoterapeuta Linda vive un perenne stato di stress. Quando un’inondazione crea un buco enorme nel soffitto della camera da letto, rendendo l’appartamento inagibile, la donna è costretta a trasferirsi in un motel con la figlia, rischiando di perdere definitivamente il contatto con la realtà. Caustico e viscerale senza però mai perdere il controllo sul tono, il secondo film di Mary Bronstein si posiziona nel solco di quelle opere che analizzano i risvolti nascosti della maternità e il fardello psicologico con cui tante donne devono fare i conti. Senza restare ferma al livello della lezioncina sociale ma nemmeno sconfinando nel puro horror visionario, la regista trova una chiave altamente originale e di stampo personale. If I Had Legs, I’d Kick You non è di facile visione proprio perché sa creare un mood asfissiante attorno allo spettatore, una spirale inesorabile capace di portare chiunque a mettere in discussione le proprie convinzioni e la propria sanità mentale. Un’opera che sembra arrivare su schermo direttamente dal centro di una nevrosi. Recensione ❯
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La regina Carlotta decide di far ritrarre il filosofo Leibniz. Espandi ▽
Per amore del grande pensatore Leibniz, la regina Carlotta ne commissiona un ritratto. Le sedute diventano una drammatica ricerca del segreto dell'arte, dell'amore e della veridicità nella pittura. Recensione ❯
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Gaza, 2007: tra blocco israeliano e potere di Hamas, Osama traffica farmaci sotto copertura. Un film d'azione riapre vecchie ferite due anni dopo. Espandi ▽
Gaza, 2007. Osama è un trafficante di farmaci illeciti. Al bancone lavora il giovane Yahya, che vede Osama entrare in conflitto con il poliziotto corrotto Abou Sami finché la situazione non raggiunge un punto di non ritorno. Due anni dopo, un film d’azione trova a sorpresa un attore principale che possa prestare il volto alla leggenda. In un’epoca in cui le immagini provenienti da Gaza si rincorrono strazianti e quotidiane come testimonianza del genocidio, il cinema rischia a volte di sembrare impotente. Ecco allora che operazioni sui generis come questo dramedy metatestuale e crepuscolare dei fratelli Arab e Tarzan Nasser diventano tanto più significative. Un cinema che affonda nel passato eppure risponde d’istinto al presente, aggiungendo ad esempio sui titoli di testa l’audio di Trump su come trasformare Gaza in una riviera di lusso; è il tipo di scelte che forse, più che nell’immediato, pagherà tra vent’anni, quando la prospettiva futura renderà l’oltraggioso ancor più evidente. Recensione ❯
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Film mostro che si interroga sulla posizione dell'artista in tempo di guerra quando l'ignoranza diventa un crimine. Drammatico, Francia, Cipro, Germania, Israele2025. Durata 150 Minuti.
Dopo il 7 ottobre, un pianista jazz di Tel Aviv accetta di comporre un inno patriottico, diventando complice della propaganda e firmando il suo suicidio artistico. Espandi ▽
All’indomani del 7 ottobre, il governo israeliano chiede a Y. di comporre un nuovo inno nazionale alla gloria della schiacciante grandezza di Israele. Il suo quotidiano è un hangover senza fine che l’offensiva mortale di Hamas contro Israele e la successiva risposta dell’esercito israeliano sfiorano appena. Fino al giorno in cui dice “sì” e scrive una melodia patriottica e bellicosa, facendosi agente e complice della propaganda israeliana. Accomodato al pianoforte e in faccia all’orrore, compone il suo suicidio (artistico). Lapid si interroga e interroga la posizione dell’artista in tempo di guerra, perché di fronte all’abiezione l’ignoranza diventa un crimine. Usa il cinema per decostruire la sua nazione – Israele, il suo potere, il suo governo, la sua violenza sorda e il suo nazionalismo immondo - e costruire immagini cinematografiche che si ergono come contro-discorsi. La terra promessa, dove tutto vale e più niente è intollerabile, non lascia altra scelta se non la fuga. Recensione ❯
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Un viaggio emozionante nella vita e nella carriera di Franco Lechner, in arte
Bombolo, uno degli attori caratteristi più iconici e amati del cinema popolare italiano. Espandi ▽
Un viaggio emozionante nella vita e nella carriera di Franco Lechner, in arte
Bombolo, uno degli attori caratteristi più iconici e amati del cinema popolare italiano. Non solo il comico
dalle espressioni uniche, ma anche l'uomo vero, il padre affettuoso, l'amico sincero. A guidarci in questo
racconto ci sono i figli Alessandro e Stefania Lechner, che affiancano il regista Stefano Calvagna in un
percorso intimo e toccante attraverso i luoghi che hanno segnato la vita di Bombolo. Il docufilm è impreziosito da sequenze dei suoi film
più celebri e da immagini della Roma verace, quella che profuma ancora di umanità, spontaneità e
teatro di strada. Recensione ❯
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Un ritratto inedito di Federico Fellini. Espandi ▽
Amici, conoscenti, familiari, artisti che hanno conosciuto Federico e ce lo restituiscono con un ritratto
inedito costituito da interviste che Donatella Baglivo ha realizzato nei decenni. Ne esce la biografia
cinematografica di un uomo con un immenso senso dell'ironia, un'intelligenza e una sensibilità artistica
al di fuori del comune. Recensione ❯
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Tra gli anni '50 e gli anni '80, Roma diventa il cuore pulsante del cinema europeo e una delle capitali
mondiali della post-produzione cinematografica. Il documentario ripercorre la straordinaria parabola
dello stabilimento Technicolor di Roma. Espandi ▽
Il documentario ripercorre la straordinaria parabola
dello stabilimento Technicolor di Roma, inaugurato nel 1957 nell'area allora semi-rurale di Roma Est. È
qui che prende forma un polo tecnologico d'avanguardia, simbolo di una stagione irripetibile del cinema
italiano e internazionale: dai capolavori neorealisti alle grandi co-produzioni hollywoodiane girate a
Cinecittà, passando per la commedia all'italiana e il cinema di genere, Technicolor Roma ha impresso il
suo marchio su decine di film memorabili. Ma tutto il materiale filmico e documentale accumulato in
decenni di attività rischiava di andare irrimediabilmente perduto con la chiusura dello stabilimento,
avvenuta nel 2013. È stato solo grazie all'intervento di Augustus Color, che ha recuperato, catalogato e
conservato con cura migliaia di bobine e documenti, che una parte preziosa della storia culturale e
industriale del nostro Paese è stata salvata dall'oblio. Recensione ❯
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Entrato nella compagnia di Eduardo dopo aver lavorato come impiegato all'Ospedale Militare di Napoli,
Enzo Cannavale ha lavorato in 120 film. Espandi ▽
Entrato nella compagnia di Eduardo dopo aver lavorato come impiegato all'Ospedale Militare di Napoli,
Enzo Cannavale ha lavorato in 120 film. Di qualsiasi tipo. Con qualsiasi autore o attore. Dai film
con Bombolo e Bud Spencer a quelli di Marco Ferreri e Giuseppe Tornatore. Dentro l'apparenza di una
perenne stanchezza o rassegnazione, scossi da fugaci lampi di sgomento, serbava quella che Giulio Baffi
chiama la perfezione della macchina dell'attore: il metronomo in testa, l'impertinenza e la vivacità, il
gusto dei giochi di parole, il corpo che si adatta al costume e non il contrario. Ma erano le mani che
sembravano connesse con un wifi invisibile agli occhi, perfettamente a sincrono con lo sguardo, a
mobilitare ogni spazio intorno alla sua esile persona: nella tradizione della mimica "digitale", ovvero
delle dita, tipica del meridione, Cannavale è stato una divinità minuta ed erudita dello schermo. Ma
nella vita amava passeggiare per il quartiere con il suo cane lupo o rimanere a lungo in terrazza a
guardare la distesa di piazza Plebiscito di fronte e, sullo sfondo, il profilo rosato del Vesuvio al
crepuscolo. Questo documentario, realizzato a sei mani insieme ai suoi figli, raccogliendo la traccia
incandescente che ha lasciato in chi l'ha conosciuto, cerca di raccontarlo e ricordarlo - se ne è capace. Recensione ❯
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Giulio Laroni incontra Roger Corman nel suo ufficio di Brentwood, a Los Angeles. Ne nasce una lunga
conversazione che presto prende la forma di una lezione di regia, in cui Corman svela le tecniche di
grammatica filmica e i trucchi che di solito insegna ai suoi allievi. La conversazione è commentata da
un gruppo formato da Ruggero Deodato, Daniele Nannuzzi (il cui padre, Armando, ha lavorato con
Corman), Luigi Sardiello e Davide Mancori, riuniti per l'occasione nella sede dell'AIC a Cinecittà. Recensione ❯
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Com'è cambiata l'immagine della donna al cinema grazie a Barbara Stanwyck, Joan Crawford e Bette Davis. Espandi ▽
Molly Haskell, influente studiosa critica americana, pioniera degli studi sul cinema delle donne, ci
accompagna e ci svela il ruolo che Barbara Stanwyck, Joan Crawford e Bette Davis hanno avuto nel
contribuire a cambiare l'immagine della donna nel cinema e nella società americana e non solo,
interpretando ruoli di donne, nuovi, forti, indipendenti rispetto all'immaginario maschile. Memorabili
sequenze di film ci aiutano a guardare la storia del cinema sonoro statunitense in maniera diversa e a
scoprire la sotterranea forza innovativa di queste straordinarie attrici. Recensione ❯
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Scorci di un'Italia e di un cinema che faticano a emergere tra mille difficoltà. Espandi ▽
I filmati amatoriali girati negli anni '50 dal giovanissimo regista Sergio Corbucci, rimasti per anni in una
scatola a casa della prima moglie Mirta Guarnaschelli, svelano una storia d'amore dimenticata. È l'altra
faccia della "Dolce Vita". Sono scorci di un'Italia e di un cinema che faticano a emergere tra mille
difficoltà. Una piccola storia privata che racchiude una riflessione più ampia sulla vita, l'amore e il
cinema, con la preziosa voce di Mirta, storica segretaria d'edizione del cinema italiano, che inventò in
Italia e in Francia il mestiere della casting director. Recensione ❯
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Un documentario che ci accompagna nll'avventura del western. Espandi ▽
Nel periodo che va tra il 1963 di Per un pugno di dollari, il film di Leone che è il primo successo per il
western italiano, e il 1975 di Keoma di Enzo G. Castellari, in Italia vengo prodotti quasi 400 film western,
quasi sempre in coproduzione con la Spagna. Il documentario Vamos a matar! propone una controstoria
dei western italiani e mediterranei, intervistando alcuni testimoni d'eccezione ancora in vita e
approfondendo, con il contributo di critici e di esperti, anche i risvolti produttivi dietro a uno dei più
iconici filoni del cinema italiano. Una giovane studiosa ci accompagna nell'avventura del western
europeo - anche a dorso di cavallo. Recensione ❯
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La regista, a lungo
interprete ufficiale del Maestro giapponese, ha messo a confronto il cinema di vari autori con quello di Kurosawa. Espandi ▽
Bertolucci, Iñárritu, Angelopoulos, Kiarostami, Scorsese, Eastwood e ancora Julie Taymor, Tsukamoto
Shin'ya, Miyazaki Hayao, John Woo e Bong Joon-Ho: undici maestri del cinema europeo, americano e
asiatico a confronto con l'arte di Akira Kurosawa e la sua influenza nel loro cinema. La regista, a lungo
interprete ufficiale del Maestro giapponese, ha raccolto e confrontato queste testimonianze
appassionanti. Kurosawa aveva ragione nel ripetere spesso: "Più si è giapponesi, più si è universali".
Presentato in una prima versione al Festival di Cannes 2011, viene ora proposto - arricchito di ulteriori
materiali - in una versione "Redux". Recensione ❯
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Da Blackmail i temi cari a Hitchcock e l'Hitchcock Touch cominciano a prendere forma. Espandi ▽
Inghilterra, 1929. Alfred Hitchcock gira il suo primo film sonoro, Blackmail (di fatto il primo film sonoro europeo). La sua carriera è agli inizi, ma il suo stile inconfondibile inizia a prendere forma. Nel momento di passaggio tra il cinema muto e quello sonoro, nasce anche l'Hitchcock touch e con esso tutti i temi cardine della sua futura filmografia: omicidi, suspense, bionde di ghiaccio. Recensione ❯
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