La missione è quella di uscire dalla crisi dopo i due anni di pandemia. L’obiettivo è quello di vedere il cinema in sala. Lo sottolinea il direttore di Rai 1 Stefano Coletta che cita anche Wim Wenders, lo ribadisce anche Carlo Conti che condurrà la serata di premiazione dei 67° David di Donatello, il prossimo 3 maggio in prima serata su Rai 1 dagli studi di Cinecittà, per la settima volta e stavolta verrà affiancato da Drusilla Foer, reduce dal successo del 72° Festival di Sanremo.
Continua il viaggio di È stata la mano di Dio dopo i Golden Globes e gli Oscar. Il film di Paolo Sorrentino è in pole position con 16 nomination assieme a Freaks Out, seguito da Qui rido io con 14, Ariaferma e Diabolik con 11 e A Chiara ed Ennio con 6. Tranne i film diretti dai Manetti Bros. e Jonas Carpignano, i titoli con più candidature, tra competizione e fuori concorso, sono stati presentati tutti alla 78° Mostra di Venezia. Annunciato, come da tradizione, anche il miglior cortometraggio, l’animazione di Maestrale di Nico Bonomolo.
Nel corso dell’incontro di oggi dove sono state presentate le nomination, il vicedirettore di Rai 1 Giovanni Anversa ha ricordato il regista lituano Mantas Kvedaravicius che è stato ucciso a Mariupol mentre stava documentando l’assedio alla città. Piera Detassis, presidente e direttrice artistica Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello, ha parlato a sua volta di Ennio come ‘sogno del cinema’ di Qui rido io come quello ‘del teatro’. In più ha sottolineato la presenza delle nuove generazioni tra i candidati. Per esempio, nella categoria per la miglior attrice protagonista, tranne nel caso di Maria Nazionale per Qui rido io, per quattro su cinque si tratta della ‘prima volta’: Aurora Giovinazzo (Freaks Out), Miriam Leone (Diabolik), Rosa Palasciano (Giulia) e Swamy Rotolo (A Chiara).